Le patate alla panna e prezzemolo sono preparate seguendo una vecchia ricetta lombarda contadina; saporite e profumate: da provare!
Eccoci qui amici ed amiche, ben arrivati sulle mie paginette pasticcione a salutare il mese di ottobre e a dare il benvenuto al mese di novembre, che apre i battenti con l’appuntamento di cucina regionale de “L’Italia nel piatto”…
Il tema della rubrica di questo mese riguarda lei, una delle regine della nostra tavola: la patata.
Chi non ama le patate?! Penso pochissimi al mondo…
Un tubero appartenente alla specie delle Solanacee, ricco di carboidrati complessi però meno calorico rispetto ai cereali; non contiene glutine, lattosio né istamina.
Le patate apportano energia principalmente tramite amido, proteine e pochissimi grassi; in cucina sono versatili e impiegate in tantissimi piatti, utilizzate nella cucina di tutto il nostro territorio italiano per tantissimi piatti succulenti.
In Lombardia le patate tipiche del territorio, impiegate in tantissimi piatti tipici, sono la la patata bianca di Como, la patata di Oreno, la bianca di Esino e la patata di Campodolcino.
Nell’agricoltura lombarda la patata ha un ruolo abbastanza importante; io stessa mi reco spesso in una cascina del mio territorio, per acquistarle a km.0.
Patate a pasta bianca magari poco belle da vedersi; imperfette, stortignaccole e tutte terrose, ma che dire: tanto buone.
Per gli gnocchi sono spettacolari,e che dire?!
A casa mia le amiamo anche come contorno (soprattutto) ; al forno, in padella, lesse, con il prezzemolo o anche in questa versione che ho scoperto da poco: le patate alla panna e prezzemolo.
Vediamo un po’ di descrivere quelle che sono le patate del territorio…
PATATA BIANCA DI COMO: è una patata semi- precoce che si caratterizza per una pezzatura piuttosto grande.
Questa patata ha una forma sferica- ovoidale, leggermente appiattita e con degli occhi (gemme) chiari e profondi; la buccia si presenta di colore giallo- chiaro ed è liscia mentre la pasta è bianca- paglierino.
La raccolta avviene tra la fine dell’estate e gli inizi di settembre.
È una patata adatta a tutti gli usi gastronomici: gnocchi, puré, può essere lessata, fritta e via dicendo.
Ad Esino Lario si usa come ingrediente nell’impasto delle tradizionali patole (o ravioli di Sant’Antonio): ravioli ripieni di salsiccia, amaretto e foglie di anice.
PATATA DI ORENO o BIANCONA: La Biancona di Oreno è una patata ricca di amido, molto farinosa; lega bene gli impasti, ed è perfetta per fare gli gnocchi.
Il principale difetto di queste patate – che poi è tipico di tutte le cose buone- è che sono brutte a causa della conformazione caratteristica del terreno in cui crescono che è poco sabbioso e le fa diventare come tartufi, ammaccate.
Si riconoscono quindi a vista d’occhio!
Ricordiamo poi che a Oreno è famosissima la sagra della patata, che si svolge nel mese di settembre.
PATATA BIANCA DI ESINO: La coltivazione di questa patata, storicamente regina della gastronomia locale, era quasi scomparsa, ma la sua reintroduzione è stata voluta da alcuni coltivatori valligiani e sostenuta dal Parco Regionale della Grigna Settentrionale.
E’ un prodotto tutelato dall’associazione e contraddistinto da un proprio marchio depositato.
Coltivata in questa zona della Valsassina, è una patata bianca, molto asciutta, ricca di amido e sali minerali; si presta alla lavorazione sulla spianatoia per ottenerne sfoglia per ravioli o pattole in asciutto.
Si accosta molto bene anche a salumi lessi, smorzandone l’impatto grasso del loro lardo.
E’ una patata ottima per farne gnocchi ed eccellente per ottenere una purea vellutata e consistente; alcuni chef locali stanno dando il massimo nella preparazione anche di piatti innovativi e raffinati, oltre a preparazioni tipiche e classiche.
PATATA DI CAMPODOLCINO: questa invece è una patata rossa, coltivata esclusivamente in questo comune della provincia di Sondrio (Valtellina), in orti che si trovano a più di 1200 metri sul livello del mare.
La semina si effettua in tarda primavera, dopo la concimazione del terreno, e la raccolta comincia tra la fine dell’estate ed i mesi di settembre/ottobre.
La patata rossa di Campodolcino ha una forma ovoidale con occhi (gemme) superficiali che alla base sono rosso-porpora come il resto della buccia mentre la pasta è gialla-scuro.
I germogli che emergono dagli occhi dei tuberi raggiungono grandi dimensioni se posti in una condizione luminosa; una volta raccolta, la patata rossa viene conservata in cantina coperta con della terra durante la stagione invernale.
La patata rossa di Campodolcino si consuma lessata in insalata, nella polenta e utilizzata per la preparazione di alcuni piatti della tradizione gastronomica locale; a differenza della bianca, non va fritta.
Tutte queste notizie sono tratte da vari articoli trovati nel web
La mia ricetta è molto semplice ma ricca di sapore; un po’ perchè la materia prima è ottima, e un po’ perchè il burro con la patata ha sempre il suo perchè, ehehe…
L’ho trovata su un libro che poi citerò in fondo alla ricetta; a casa mia è abitudine prepararle in maniera molto simile, però senza l’aggiunta della panna che invece dà veramente un tocco speciale.

Patate alla panna e prezzemolo, ricetta lombarda
Equipment
- padelle antiaderenti
- casseruola
Ingredienti
- 1 confezione panna da cucina fresca
- 500 g patate
- 100 g burro
- 1 ciuffo prezzemolo
- q.b sale fino
- q.b farina bianca
Istruzioni
- Pelare, mondare e lessare le patate in acqua leggermente salata a piccoli pezzetti regolari; mondare e lavare anche il prezzemolo tritandolo finemente.In una padella antiaderente unire la panna, il prezzemolo e a fiamma bassa amalgamare, aggiungendo un pizzico di sale fino e di farina per addensare: deve formarsi una morbida cremina, non troppo densa però.
- In un'altra padella antiaderente far sciogliere il burro e aggiungere le patate a rosolare a fiamma vivace per qualche minuto.Toglierle dal burro, farle scolare su carta da cucina e metterle in un piatto da portata; irrorarle con la salsina di panna e prezzemolo e portare in tavola ben calde.
Note
- Ricetta presa dal libro “La cucina milanese in oltre 500 ricette” di Laura Rangoni
- In dialetto milanese: “patati a l’erborin e panèra”
Se cercate delle ricette a base di patate sul mio blog, cliccate QUI..
Invece per altre ricette tipiche lombarde sul mio blog, basterà cliccare QUI!
Il tema di questo mese, per la rubrica de L’Italia nel piatto, è dedicato alle patate; io ho voluto presentarvi questa semplice ma buonissima ricetta di patate alla panna e prezzemolo, dette in dialetto lombardo “Patati cunt l’erborin e la panèra”.
Qui sotto invece vedrete le altre proposte, una per ciascuna regione, scritte da tutte le altre blogger partecipanti:
Piemonte –
Liguria – Torta di patate della Lunigiana
Trentino Alto Adige – Tortèl di patate
Veneto – Zuppa di patate e porri
Friuli Venezia Giulia – Patate ripiene al Montasio
Emilia Romagna – Polpette di patate e mortadella
Toscana – Torta di patate della Garfagnana
Umbria – Patate e cicoria di campo ripassate in padella
Marche – Polpette di patate filanti
Lazio – Pizza dolce di patate
Abruzzo –
Campania – Totani e patate in bianco
Basilicata – Sedano e patate alla lucana, il sapore semplice della cucina contadina
Puglia – Frittelle di patate di Polignano con le zucchine
Molise – Tiella di patate all’uso di Capracotta
Calabria – Pipi e patati
Sicilia – Patate Sfincione
Sardegna – Paccheri con crema di patate , guanciale di Desulo, funghi Cardoncelli, Casizolu e polvere croccante di Carasau
Ringrazio le ragazze che mi hanno accolta con piacere nel gruppo, ringrazio voi che mi seguite sempre con affetto e vi ricordo anche le mie pagine Pinterest, Facebook e Instagram!
Qui invece la pagina Facebook e qui la pagina Instagram de “L’Italia nel piatto”, dove potrete vedere tutte le belle proposte che ogni mese vi raccontiamo
Ora vi saluto e a presto, con nuove idee e ricette pasticcione!
Un abbraccio





10 commenti
Bella, semplice ma molto, molto invitante! un abbraccio
Un’ insalata proprio golosa e tutta da copiare.
GRazie cara!
Un abbraccio <3
Bella presentazione. Complimenti.
Grazie molte!!! Un abbraccio cara <3
Sììììì, le conosco 🙂 Che buone che sono!
Vero?! Io le ho apprezzate un sacco!
Non propriamente light, ma super buone, mmmmmm
baci!
Semplice e saporita, le preparerò sicuramente, grazie Simo!
Provale! Il fatto di averle rosolate nel burro, beh: ha il suo perchè!
Un abbraccione
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