libri che ho letto

Qualche bella lettura da consigliarvi

libro piccole donne

Buongiorno a tutti amici ed amiche; in questi giorni un po’ surreali, è bello anche trovare del tempo, visto che a casa qualcosa bisogna fare, per qualche bella lettura piacevole ed interessante.
Ho pensato ad un post di questo genere perchè effettivamente era da un po’ che non ve ne proponevo…ho letto poco in questo periodo, ma alcune delle mie letture e alcuni ultimi acquisti sono stati davvero belli ed interessanti.
Come sempre lascerò qualche consiglio anche in merito ai libri di cucina…c’è stato qualche nuovo acquisto recentemente, e ve ne voglio parlare qui, sulle mie paginette pasticcione.
Ho acquistato il libro di Marco Bianchi, Il gusto della felicità…oltre ad essere un libro di ricette, è anche un racconto di vita vissuta….alcuni ricordi di cui parla sulle sue pagine, mi hanno fatto tornare indietro alla mia adolescenza.
Anche il libro di Sabrine per me è speciale…ci conosciamo da tempo, lei è una blogger che ho sempre stimato e seguito; la panificazione poi mi intriga sempre moltissimo: ci devo lavorare su, mi manca la pazienza e l’esperienza.
Gli altri libri che ho letto, invece, come sempre non sono ultimi best seller, ma libri che mi piace acquistare o prendere in biblioteca magari perchè mi colpisce la copertina, o il titolo o una frase…
Quindi se vi va, seguitemi…vi mostrerò le mie ultime letture!

Eccomi quindi a parlarvi dell’ultimo libro di Marco Bianchi, “Il gusto della felicità” edito da Harper Collins, che io ho però acquistato in versione Kindle (a Natale ho ricevuto in regalo un nuovo Kindle, molto più moderno del precedente…leggere lì sopra è un vero spettacolo!).
Che dirvi?!
Io di Marco ho letto quasi tutti i libri che ha scritto in passato (alcune mie piccole recensioni le trovate qui, qui e qui)e trovo il suo modo di approcciarsi alla cucina davvero interessante; tutti dovremmo renderci conto che siamo quello che mangiamo, e alla lunga, certe errate abitudini alimentari possono farci ammalare, e seriamente.
Marco è un food mentor, diplomato Tecnico di Ricerca biochimica all’Istituto Mario Negri è anche un divulgatore scientifico per la fondazione Umberto Veronesi; promuove i fattori protettivi della dieta e le regole della corretta alimentazione.
Attraverso i suoi libri, con un linguaggio di facile comprensione, ci propone delle ricette vegetariane semplici, colorate e sfiziose che rendono allegra la tavola e ci saziano ed alimentano nella maniera giusta e sana.
Questo ultimo volume, è anche bellissimo da leggere…Marco racconta la storia della sua vita con tanti piccoli aneddoti sul cibo, ricordi che in parte ho condiviso (ad esempio su certe abitudini alimentari degli anni 80-90, spesso molto poco sane ma che hanno fatto la nostra storia).
Insieme a questi racconti e legate ad ogni capitolo, ci vengono proposte delle ricette come ad esempio questa delle polpettine ceci e spinaci, che vi avevo mostrato qualche giorno fa; anzichè mangiare ad esempio junk food, è possibile gustare degli ottimi hamburger di legumi…anzichè i succhi di frutta pieni di zuccheri, perchè non provare un buon centrifugato…questo e tanto altro potrete leggere su queste belle pagine.
Io, ad esempio, grazie a lui e alle sue ricettine, sto cercando di diminuire il più possibile il consumo della carne, proponendo ai miei cari, che sono tutti onnivori, comunque delle ricette sfiziose e altrettanto bilanciate di proteine.
Se volete sapere qualcosa di più su Marco, le sue ricette e le sue pubblicazioni, questo è il suo sito!


“Mi chiamo Marco Bianchi, ho quarant’anni, vivo a Milano e sono un food mentor.”
Detto così sembra facile, quasi banale. Ma dietro c’è molto di più, c’è un percorso di crescita personale, di formazione, di riflessione che ha portato l’autore a diventare lo “chef scienziato” esperto di prevenzione che tutti noi conosciamo.
Ed oggi, per la prima volta Marco ha deciso di raccontarsi, ripercorrendo i momenti più importanti, gli incontri, gli aneddoti e i ricordi che lo hanno reso la persona che i suoi tantissimi fan conoscono e amano. E lo fa attraverso 50 ricette facili e gustose, ma sempre perfettamente bilanciate, che aiutano il nostro organismo a trovare e mantenere quel benessere emotivo e fisico che è fondamentale per la nostra salute.
Il tutto, come sempre, condito da suggerimenti per rendere deliziose anche le ricette più salutari e da “pillole di scienza” che spiegano le virtù di cibi e nutrienti. Perché se c’è una cosa che Marco ha imparato in questi primi quarant’anni e che vuole trasmetterci è che una sana e corretta alimentazione è la chiave della felicità.

Testo preso dalla rete, così come la foto

Il secondo libro di cui vorrei parlarvi, è invece questo di una blogger che stimo tantissimo e che ho avuto anche il piacere recentemente di conoscere, proprio in occasione della presentazione di questo volume.
Lei è Sabrine D’Aubergine, autrice di diversi libri e del bellissimo blog “fragole a merenda“…il volume in questione si chiama “Il fornaio della domenica“ed è edito da Guido Tommasi.
Che dirvi?!
Leggendo questo libro (sì, perchè non è solo un ricettario ma va letto tutto dalla prima all’ultima pagina, come un racconto) vi verrà improvvisamente una voglia matta di mettere le mani in pasta….
Si parte dal pane più semplice da fare, il soda bread, fino ad arrivare a lievitazioni più complesse, come quelle ottenute con il licoli o il lievito madre, passando per i pani lievitati con il lievito di birra; ogni pane poi ha la sua storia, da leggere tutta d’un fiato…
Non vi spaventate però! Non pensate: ma no, io non ce la posso fare…
Tutto è spiegato in maniera esaustiva, le foto sono chiare e bellissime, e, son pronta a scommettere che ciascuno di voi ci riuscirà, talmente le spiegazioni sono perfette e precise: fare il pane è terapeutico e bellissimo, questo libro vi aprirà un mondo e credetemi: sarete pronti a darmi ragione!

La piccola cucina di Fragole a merenda torna con nuove avventure commestibili, stavolta a base di lievito e farina.
Tra racconti e ricette, il viaggio nel magico mondo della panificazione casalinga inizia dai “soda bread”, i pani rapidi al bicarbonato; prosegue con il lievito di birra, esplorando i trucchi che gli regalano una marcia in più; e arriva all’antico, affascinante, misterioso lievito madre.
A guidare il lettore non è un panettiere professionista, ma un “fornaio della domenica”: è la semplicità, la chiave d’accesso a tecniche e ricette.
E a forza di farla più semplice di quel che si dice in giro, si finisce per scoprire che un lievito madre è più facile da accudire di un gatto, che l’appiccicosissima segale si può domare facilmente, e che un pane a lunga lievitazione ha bisogno di tempo sì, ma…. non è il vostro!
Le ricette sono alla portata di tutti, spiegate in ogni dettaglio e raccontate per strappare un sorriso anche nei passaggi più arditi. L’approccio è rilassato, gli utensili low-tech: non c’è una planetaria in queste pagine, si procede a mani nude o a colpi di cucchiaio.
Così il “buon pane” finisce per non esser più solo un alimento con una storia millenaria, ma uno stile di vita: un modo per volersi bene, senza complicazioni.
La via della semplicità al pane fatto in casa regala emozioni, oltre che deliziose pagnotte: l’unico rischio che correte è di scoprire che anche in voi si nasconde un ammaestratore di lieviti e farine! Un gioioso, insospettabile, talentuoso “fornaio della domenica”…


Dal sito di Guido Tommasi

Il terzo libro che ho letto, e che non è un libro di cucina, è questo: “il patto” di Jodi Picoult edito da Harper Collins.
Questa autrice mi piace un sacco, ho già letto alcuni dei suoi libri e tutte le volte mi hanno pienamente soddisfatta…
Anche questa volta non mi ha delusa, e questa storia mi ha lasciata col fiato sospeso fino all’ultima riga; ammetto che forse mi aspettavo un finale un poco diverso, ma che dire?! Leggetelo anche voi e poi mi direte cosa ne pensate.
Qui una piccola trama, presa dal sito di Amazon (così come l’immagine che vedete sopra, presa in rete)

Fino a quella telefonata alle tre del mattino di una giornata di novembre, i Gold e i loro vicini di casa, gli Harte, sono sempre stati inseparabili. Per ben diciotto anni.
Non è stata una sorpresa per nessuno, dunque, quando i loro figli adolescenti, Chris ed Emily, da semplici amici sono diventati qualcosa di più….ma adesso la diciassettenne Emily è morta uccisa da un colpo di pistola alla testa sparatole da Chris, in un apparente patto suicida lasciando le due famiglie devastate e alla disperata ricerca di risposte su un gesto inimmaginabile, di due figli che forse non conoscevano bene come credevano.
È rimasta una sola pallottola nella pistola che Chris ha preso dall’armadio del padre, una pallottola che secondo la sua versione era destinata a se stesso.
Cos’è successo veramente?
Un detective della polizia del luogo nutre più di un dubbio sul patto suicida descritto dal ragazzo e inizia un’indagine che terrà il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Questo è il quarto ed ultimo libro che vi propongo…non è assolutamente nuovissimo, (è del 1985), anche se per me lo è stato perchè ne avevo sentito parlare, ma non avevo mai avuto modo di leggerlo.
Si tratta de “Le regole della casa del sidro” di John Irving edito da Bompiani.
Beh, sono contenta di averlo scelto, perchè è un romanzo bellissimo, a tratti mi ha anche commosso e devo dire che l’ho letto tutto d’un fiato… una bella storia, (ne è stato tratto anche un film!) e qui sotto vi lascio la trama, che ho preso da Wikipedia…

Il protagonista delle vicende è il giovane orfano Homer Wells, la cui esistenza è narrata dalla nascita fino alla sua maturità, attraverso le varie fasi dell’adolescenza e seguendo le scelte di vita che lo spingeranno ad andarsene dal suo luogo di origine e conoscere il mondo.
Ambientata nel rurale Maine tra gli anni trenta e 40, la storia si apre con una descrizione dell’orfanotrofio di St. Cloud’s, dove nasce Homer, gestito dal ginecologo abortista Wilbur Larch, uno dei personaggi più importanti della storia che emerge per la sua profonda caratterizzazione. Il St. Cloud’s viene subito descritto come un luogo totalmente fuori dalla civiltà, che accoglie bambini e donne bisognose tanto di partorire quanto di abortire i figli indesiderati. Proprio l’aborto è uno dei temi portanti del romanzo. Qui il giovane Homer cresce e, dopo ben quattro esperienze fallimentari di adozione, decide di rimanere a St. Cloud’s dove diverrà l’orfano più anziano e si darà da fare per assistere il dottor Larch, che diventerà per lui una figura paterna, il quale, a sua volta, amerà Homer come un figlio.
Homer diviene il discepolo di Wilbur Larch, che sarà per lui mentore ed insegnante, rendendolo pratico della procedura ostetrica e ginecologica, insegnandogli la medicina e facendo dunque di Homer un vero e proprio medico. Con la crescita di Homer emergono le prime divergenze ideologiche tra lui ed il suo mentore, affrontando la questione dell’aborto in maniera diversa, considerandolo omicidio a tutti gli effetti ed opponendosi nel praticarlo.
Col passare del tempo, Homer manifesta un crescente interesse verso il mondo al di fuori dell’orfanotrofio. La struttura è completamente isolata e avvolta da un’eterna atmosfera deprimente, dovuta principalmente alle donne che arrivano da lontano, sottoponendosi ad aborto o abbandonando i propri figli nel luogo. Tutto ciò che accade all’esterno è totalmente sconosciuto nell’orfanotrofio e da parte in Homer, nato e cresciuto al suo interno, orfano che non ha mai visto l’oceano, cresce la sensazione di stare sciupando la propria vita. In seguito all’arrivo di Wally e Candy, giovane coppia bisognosa di un aborto, Homer, infatuatosi della ragazza, va via dall’orfanotrofio e trova lavoro nel frutteto di famiglia di Wally, dove farà le sue prime esperienze di vita da uomo adulto ed indipendente.

Avvincente, in alcuni momenti toccante, dolce, duro…tante le sensazioni e le emozioni nel leggere queste pagine, e tante anche le riflessioni che ti porta a fare….i temi affrontati non sono leggeri, ma la lettura non è pesante.
A me è piaciuto tantissimo e lo consiglio anche a voi!
Oserei dire: un capolavoro.
So che qualcuno potrebbe giustamente pensarla in maniera diversa, ma questo è il mio pensiero.

Ora vi lascio, nonostante la permanenza in casa forzata, ho sempre mille faccende da sbrigare…vi mando un abbraccio con l’esortazione di RESTARE A CASA, per il bene vostro e di tutti!
Speriamo si concluda tutto al meglio….
Un caro abbraccio e a presto!

simona

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6 Comments

  • Reply
    zia Consu
    14 Marzo 2020 at 16:37

    Sto valutando di acquistare quello di Marco Bianchi..è vero che ho pochissimo tempo per la cucina (il pupo di 1 anno e mezzo non mi permette di fare praticamente niente nè in casa, nè tra i fornelli) ma è altrettanto vero che dal libro “io mi voglio bene” ho preso spunto per tantissime ricette!
    Grazie Simo per continuare a scrivere sul blog, è una boccata di aria fresca <3

    • Reply
      Simona Milani
      14 Marzo 2020 at 21:20

      Grazie a te cara, ti voglio dare un consiglio…
      Questo libro è molto bello anche da leggere, se però cerchi un ricettario più completo, ti consiglio di leggere “la mia cucina delle “emozioni”
      Secondo me gli spunti che troverai in questo libro sono davvero tanti, le ricette bellissime e tutte fattibili 😉
      Un grande abbraccio mia cara, e teniamo duro tutti quanti!

  • Reply
    Ivana
    13 Marzo 2020 at 11:28

    Anch’io seguo Marco Bianchi e mi piace moltoooo, come ti dico ogni volta i tuoi consigli letterari sono sempre molto molto graditi, utili ed interessanti, grazie bella Simo!!!! in questo periodo buoi, dobbiamo sentirci uniti, ascoltare le direttive e STARE IN CASAAAAAA, poi se le rispettiamo, tutto passerà, torneremo ad abbracciarci…..intanto ti bacio e ti abbraccio virtualmente, è concesso!!!!! ciao bella stella

    • Reply
      Simona Milani
      14 Marzo 2020 at 10:38

      Grazie di cuore amica mia, come farei senza di te, che non mi abbandoni mai e sei sempre presente sulle mie paginette pasticcione, sempre pronta ad incoraggiarmi e a darmi i tuoi pareri…Grazie!!!
      Ce la faremo, dai facciamoci forti 😉
      Un grande abbraccio e buona lettura 🙂

  • Reply
    Daniela
    12 Marzo 2020 at 23:09

    Marco Bianchi mi piace molto e lo seguo anche nel suo blog.
    Grazie per i tuoi suggerimenti.
    Ti abbraccio forte ^_^

    • Reply
      Simona Milani
      13 Marzo 2020 at 10:09

      Grazie a te per averli letti! un abbraccio grande <3
      Questa quarantena passerà 😉

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