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Stroscia di Pietrabruna per San Matteo

dolce e profumata

di Simona Milani
Stroscia di Pietrabruna per San Matteo

La Stroscia di Pietrabruna per San Matteo è un dolce tipico ligure ed il suo nome deriva dal fatto che non si taglia ma si spezza con le mani

Buongiorno amici ed amiche e buon mese di settembre…il tempo vola e che dire?! L’Estate se ne sta per andare…
Quest’anno avrei preferito fare delle vacanze differenti, ma tutto sommato non è andata malissimo, non posso lamentarmi.
Per suggellare l’inizio del mese che ci porta all’autunno, per la rubrica “Alla mensa coi Santi“, vi voglio mostrare una ricetta ligure, la Stroscia di Pietrabruna per San Matteo.
San Matteo è appunto il patrono di questa cittadina, che si trova in Liguria nella provincia di Imperia.
Un dolce profumatissimo, troppo buono che a casa mia è stato tanto apprezzato!
C’è una storia dietro alla tradizione di questo dolce, ed io ho trovato un bellissimo articolo in rete su questo sito

Stroscia di Pietrabruna per San Matteo

“Si perde nella notte dei tempi l’origine di un dolce semplicemente fantastico; si parla di almeno cinquecento anni o forse più.
La “ Stroscia”, il cui nome ne deriva dal fatto che questo dolce non si può tagliare, si deve rompere (Struscià) con le mani.
Già questo, ne denota la semplicità e l’informalità proprie delle origini contadine (non è certo un dolce aristocratico, certamente), sembra dire, mangia e taci.
Contempla la sua fragranza, il sapore ed i suoi profumi; un eccellente olio extravergine, da olive “Taggiasche” di Prebüna, lo rende un dolce a lunghissima conservazione naturale.
La conservazione ai tempi non richiedeva particolari attenzioni, bastava mettere un panno bianco in una cesta con un foglio di carta velina (per non ungere il panno) e ricoprire le “Strosce” ivi adagiate.
Si racconta, che la “Stroscia” sia il dolce dei Santi Patroni di Pietrabruna.
Veniva prodotta in grosse quantità dalle famiglie in prossimità dei festeggiamenti Patronali (febbraio e settembre).
Durava da San Gregorio a San Matteo e da San Matteo a San Gregorio, ed ecco che il dolce in casa era sempre assicurato.
La ricetta, non ha dosi ed ingredienti rigidi, ha una base e piccole varianti soggettive, che non ne variano di molto il risultato ma le rendono estremamente personali.
Oggi si tende a creare una ricetta con dosi precise per motivi commerciali, ma non sarà mai “Stroscia” vera.
La cottura veniva fatta nei forni del paese, in teglie (Fögli) prestate alla gente dai panettieri.
Ogni famiglia aveva il suo segno di riconoscimento, chi metteva una mandorla, chi una nocciola, chi un confetto, chi dei pinoli o altri segni distintivi per poter riconoscere dopo la cottura le proprie “Strosce”.
Serve la farina, lo zucchero (oggi certi ”Chef” usano lo zucchero di canna) e l’olio, questi sono gli ingredienti base.
Un tempo la “Stroscia” si faceva senza lievito (rimaneva un po’ troppo compatta); allora si inserì il lievito madre (Levà), poi, con il passar del tempo, per praticità si passò al lievito per dolci.
In origine si utilizzavano i prodotti del luogo, difatti nell’impasto veniva aggiunto del vino bianco (probabilmente il vino era un Vermentino locale):
In seguito si è giunti ad usare il Vermouth e o la Marsala, oggi sembra che alcuni usino pure della Grappa; anche la scorza grattugiata del limone non tutti la mettono nell’impasto.
Una volta reso il composto della consistenza desiderata ( e qui sta il segreto, l’olio non si può quantificare con precisione, perché in base alle condizioni meteorologiche e alla mano può servirne di più o di meno), lo si divide, formando per ogni “Fögliu” sei o sette “Strosce”.
Queste si ricoprono con lo zucchero semolato (o a velo) ed i segni distintivi.
Poi…
Cuocere e gustare.”


Dal sito Pietrabruna me amù

Stroscia di Pietrabruna per San Matteo

Stroscia di Pietrabruna per San Matteo

La Stroscia di Pietrabruna per San Matteo è un dolce tipico ligure ed il suo nome deriva dal fatto che non si taglia ma si spezza con le mani
Preparazione 10 minuti
Cottura 25 minuti
Portata Colazione, dolce, merenda, ora del tè
Cucina facile, Italiana, tradizionale
Porzioni 8 porzioni

Equipment

  • forno

Ingredienti
  

  • 300 g farina 00
  • 8 g lievito per dolci
  • 60 g zucchero semolato più altro da spolverizzare sul dolce
  • 1 limone non trattato
  • 60 ml Marsala
  • 120 ml Olio Extravergine d'oliva delicato possibilmente Ligure di varietà taggiasca

Istruzioni
 

  • Mescolare la farina col lievito, poi versarla a fontana su una spianatoia; al centro fare un buco e versarci pian piano l'olio, la scorza grattugiata del limone, lo zucchero e per ultimo il marsala.
    Impastare fino ad ottenere una massa morbida e compatta, simile ad una frolla.
  • Accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 180° con funzione statica; ungere leggermente con un po' d'olio una tortiera di circa 28 cm di diametro, poi spianare l'impasto al suo interno direttamente con le mani, rivestendolo tutto.
    Spolverizzare la superficie con abbondante zucchero semolato, ed infornare.
  • Cuocere la stroscia a 180° con funzione statica per circa 25-30 minuti; deve dorarsi ma non troppo.
    Una volta cotta, lasciarla raffreddare, poi sformarla e servirla spezzettandola con le mani.

Note

  • Ricetta presa dal libro “I dolci delle feste” di Slow Food editore
  • La stroscia si conserva per molti giorni ben chiusa in una scatola ermetica o in un sacchetto di cellophane al riparo dall’umidità.
  • Possono esserci diverse varianti di questo dolce; ad esempio si può omettere il limone, si può usare del vino bianco o del vermouth al posto del marsala, oppure ancora inserire negli ingredienti della frutta secca.
Keyword stroscia di Pietrabruna
Stroscia di Pietrabruna per San Matteo

San Matteo apostolo ed evangelista, si festeggia il 21 di settembre; il suo nome significa Uomo di Dio, dall’ebraico.
Patrono dei contabili, dei banchieri e dei commercialisti, ha come emblema il libro dei conti, la spada il portamonete e l’angelo.
San Matteo, Apostolo ed Evangelista, chiamato da Gesù a seguirlo, lasciò per lui immediatamente l’ufficio di pubblicano o esattore delle imposte, lavoro che svolgeva con solerzia.
Gli evangelisti Luca e Marco lo chiamano anche Levi, che potrebbe essere il suo secondo nome.
Gli danno però il nome di Matteo nella lista dei Dodici scelti da Gesù come suoi inviati: “Apostoli”, e con questo nome egli compare anche negli Atti degli Apostoli.
Poco sappiamo della sua vita, ma abbiamo il suo Vangelo, in cui si proclama che Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo, ha portato a compimento la promessa dell’Antico Testamento.
Diversamente dagli altri tre, il testo di Matteo non è scritto in greco, ma in lingua “ebraica” o “paterna”, secondo gli scrittori antichi.
E quasi sicuramente si tratta dell’aramaico, allora parlato in Palestina; in questo modo Matteo ha voluto innanzitutto parlare a cristiani di origine ebraica.
E ad essi è fondamentale presentare gli insegnamenti di Gesù come conferma e compimento della Legge di Mosè.
La Chiesa lo onora come martire, ma non si sa davvero molto di lui e della sua vita, a parte le predicazioni costanti in Palestina.

Ritrovate in epoca longobarda, le sue spoglie furono portate il 6 maggio 954 a Salerno, dove sono attualmente conservate nella cripta della cattedrale.
Il Santo è patrono della città.


Dal sito Santi e beati.it

banner santi

Questo mese, le amiche che partecipano con me a questa bella raccolta hanno realizzato rispettivamente:
Miria il Tozzotto di Castel Madama per San Michele Arcangelo
Monica invece ha preparato la torta di Vignolo

Come sempre questo che vedete sopra è il nostro banner; si trova a lato destro del mio blog, voi potrete cliccarci sopra per vedere tutta la raccolta delle nostre ricette.
Inoltre, ogni primo giorno del mese, la nostra rubrica arriverà puntuale da tutti voi…
Come fatto finora, ognuna di noi vi parlerà di una ricetta legata ad un Santo in particolare, cercando di comporre anche un piccolo menù.
Qui sotto invece vedete la nostra bellissima mappa interattiva!

Qualche mia altra bella ricetta per festeggiare i Santi di Settembre, fatta nel passato?!
Lo Scudo di San Michele Arcangelo, ad esempio, un pane votivo valtellinese con una sorpresa al suo interno; oppure il Ragù del Santo Padre Pio succulento e ricco di sapore.
O ancora I saporitissimi Spaghetti alla Gennaro, in onore del Santo Patrono di Napoli…provatele!
Le ricette dei santi e della tradizione hanno sempre una marcia in più!


ED ORA INVECE…TADAANNNNN
Rullo di tamburi, ecco un regalo che vogliamo fare a tutti voi e a chi lo gradirà…
Un Ebook scritto a tre mani (o meglio a sei! Ehehe) dal titolo

I pani devozionali salati


Potete visionarlo cliccando il titolo in azzurro qui sopra; è completamente gratuito e spero che vi piacerà, ci abbiamo lavorato tanto ed è per noi una bella e grande soddisfazione.


VI ASPETTIAMO!

pani devozionali


Ora vi saluto, come sempre vi ringrazio e vi do appuntamento anche sui miei canali social PinterestFacebook e Istagram!
Un like ed un seguimi sono sempre apprezzatissimi, grazie di cuore

Spero che la mia Stroscia di Pietrabruna per San Matteo vi sia piaciuta, e…
Alla prossima!

simona

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6 commenti

ipasticciditerry 5 Settembre 2023 - 7:53

Quanto lavoro, quanta ricerca, quante notizie in questo articolo … bravissima Simo, complimenti davvero per tutte le informazioni che ci hai dato per questo dolce, molto particolare e goloso. Buona settimana tesoro

Rispondere
Simona Milani 9 Settembre 2023 - 17:12

Grazie, il bello è che questa rubrica arricchisce noi ogni volta sempre di più!
Un grande abbraccio, e….provalo questo dolce, ti conquisterà 😉
Baci

Rispondere
Paolina 1 Settembre 2023 - 14:03

oltre alla squisita ricetta ti faccio i complimenti per le interessanti e piacevoli notizie che accompagnano il dolce!

Rispondere
Simona Milani 2 Settembre 2023 - 14:07

Grazie di cuore, ho fatto una ricerca in rete e ho voluto condividere con tutti voi!
Buon sabato 🙂

Rispondere
Daniela 1 Settembre 2023 - 11:23

Mi piace tantissimo, un dolce semplice che profuma di tradizione e famiglia. Ottima proposta ☺️

Rispondere
Simona Milani 2 Settembre 2023 - 14:08

Esatto, proprio così! Si fa velocemente e poi da gustare è una delizia…
Bacioni e buon sabato!

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