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Pan Caciato per San Martino

di Simona Milani
pan caciato per San martino

Questo Pan Caciato per San Martino è un pane ricco di formaggio, uvetta e noci, e si consuma solitamente in occasione della ricorrenza del Santo l’11 di novembre.

San Martino è un santo che ho sempre amato fin da bambina.
La mia maestra Milena, ricordo, alle elementari (un tempo si chiamavano così…adesso è la scuola primaria!) ci leggeva spesso storie di Santi, di tradizioni della nostra bella Italia: in seconda elementare, nell’ora di canto ci insegnò l’inno nazionale, tanto per dire…
Ricordo che, a proposito di San Martino, ci raccontò la storia del suo mantello e del perchè di quella che viene chiamata “l’estate di San Martino”; anche la poesia di Ungaretti ci insegnò…forse per lei questo era un santo speciale, o l’11 di novembre coincideva con una data particolare, chi lo sa.
Purtroppo mai lo saprò; la mia adorata maestra è volata in cielo ancora giovane, improvvisamente, lasciando tanto sgomento in tutti quelli che l’avevano conosciuta (ed erano tantissimi) e che avevano avuto modo di saggiare la sua grande generosità e il suo grande cuore.
San Martino quindi, mi è rimasto un po’ nel cuore e così, quando ci siamo trovate io, Miria e Monica a scegliere la ricetta per la nostra rubrica mensile “Alla mensa coi Santi“, ho pensato di replicare una ricetta a lui dedicata…
Miria che è umbra, mi ha parlato di questo Pan Caciato per San Martino, detto anche pan nociato, così ho voluto subito sperimentarlo e…che dire: lo potete vedere da voi come mi è venuto, una meraviglia!
Ricco di noci, pecorino ed uvetta, è sapidissimo, e nello stesso tempo ha in sè un tocco di dolce…
Si sposa bene col salato, per accompagnare formaggi, salumi ma anche da degustare così da solo.

Ma parliamo un po’ di San Martino, Santo venerato e festeggiato l’11 di novembre e patrono dei mendicanti.
Questo santo, diventato poi vescovo, viene ricordato principalmente per il suo gesto di carità proprio ad un povero mendicante; tuttavia la vita del Vescovo e monaco Martino di Tours è ben più di questo gesto; oltre ad aver compiuto scelte evangeliche ed azioni taumaturgiche, venne anche perseguitato dalla Chiesa divenuta perlopiù ariana.
Martino nasce in Pannonia (ora Ungheria) nel 316 o 317 da genitori pagani; viene istruito sulla dottrina cristiana ma non viene battezzato.
Figlio di un ufficiale dell’esercito romano, si arruola a sua volta, giovanissimo, nella cavalleria imperiale, prestando poi servizio in Gallia; è in quest’epoca che si colloca l’episodio famosissimo di Martino a cavallo, che con la spada taglia in due il suo mantello militare, per difendere un mendicante dal freddo.
Lasciato l’esercito nel 356, già battezzato forse ad Amiens, raggiunge a Poitiers il vescovo Ilario che lo ordina esorcista (un passo verso il sacerdozio); dopo alcuni viaggi Martino torna in Gallia, dove viene ordinato prete.
Nel 361 fonda a Ligugé una comunità di asceti, che è considerata il primo monastero databile in Europa; nel 371 viene eletto vescovo di Tours.
Per qualche tempo, tuttavia, risiede nell’altro monastero da lui fondato a quattro chilometri dalla città, e chiamato Marmoutier. Si impegna a fondo per la cristianizzazione delle campagne e muore a Candes nel 397; la sua festa si celebrerà nell’anniversario della sepoltura, e la cittadina di Candes si chiamerà Candes-Saint-Martin.
A lui in Francia vengono dedicate circa quattromila chiese, ed il suo nome dato a migliaia di paesi e villaggi, come anche in Italia, nelle Americhe e in gran parte dell’Europa.

Dal sito Santi e beati.it

In merito alla tradizione culinaria riferita a San Martino, ho trovato una ricetta del pan caciato sul sito “La pasticceria di Chico” e da qui ecco la mia versione: riporto qui sotto pari pari da lì la descrizione e la storia di questo delizioso lievitato tipico umbro.

“Il Pan caciato di San Martino, ha origini molto antiche, radicate nella storia contadina della mia terra; questo pane dolce è nato dalla creatività delle massaie, che per festeggiare San Martino hanno arricchito del semplice pane, con le poche cose che trovavano in casa in quei tempi bui, in cui la povertà la faceva da padrone.
Hanno aggiunto le noci, che in questo periodo abbondano, essendo da poco finita la raccolta, quindi hanno messo l’uva passa, rubando qualche acino da quella messa ad appassire per fare il vin santo, ed infine hanno aggiunto una piccola quantità di cacio, per sopperire alla mancanza di sale, tipica del pane Umbro.
Oggi, il Pan caciato di San Martino è ancor più ricco essendo per fortuna finita la povertà di un tempo, e realizzare questo pane non è difficile.
Possiamo conservarlo per 2/3 giorni coperto, in luogo fresco e asciutto!”

pan caciato per San martino

Pan caciato per San Martino

Simona Milani
Questo Pan Caciato per San Martino è un pane ricco di formaggio, uvetta e noci, e si consuma solitamente in occasione della ricorrenza del Santo l’11 di novembre.
Preparazione 20 minuti
Cottura 30 minuti
Tempo totale 2 ore 5 minuti
Portata antipasto, Aperitivo, lievitato
Cucina Italiana, tradizionale
Porzioni 3 filoncini da 300 g cad

Equipment

  • forno

Ingredienti
  

  • 350 g farina 0
  • 150 g farina forte o manitoba
  • 220 g acqua leggermente tiepida
  • 200 g uvetta sultanina
  • 100 g gherigli di noce
  • 25 g olio extravergine d’oliva
  • 25 g pecorino stagionato
  • 15 g lievito di birra fresco
  • 10 g sale fino

Istruzioni
 

  • Iniziare disponendo le farine a fontana oppure nell'impastatrice col gancio a foglia, spolverizzandole col sale poi facendo un piccolo buco nel mezzo. Sciogliere il lievito in due terzi dell'acqua, versarlo al centro della fontana ed iniziare ad amalgamare (nella planetaria inziare l'impasto); unire l'olio a filo, sempre amalgamando.
  • Mentre si impasta, unire anche la restante acqua, un goccio per volta, sino ad ottenere una consistenza morbida ed abbastanza elastica. Aggiungere i gherigli di noce spezzettati, le uvette e il pecorino fatto a piccoli dadini abbastanza regolari; continuare ad impastare per alcuni minuti.
  • A questo punto, formare una palla, adagiarla in una ciotola, coprirla con un canovaccio e lasciar riposare per 15-20 minuti in un luogo tiepido al riparo da correnti d'aria. Dopo questo tempo, riprendere l'impasto e dividerlo in nove parti uguali, formandone delle palline.
  • Prendere una teglia da forno rivestita con carta antiaderente, unire tra loro tre palline così da formare un filoncino e proseguire così anche con le altre, ottenendo tre filoncini in tutto, che andranno adagiati sulla teglia ben distanziati fra loro. Coprire con un canovaccio, adagiarli nella parte centrale del forno, tenendo la luce accesa e con una pentolina piena d'acqua bollente posizionata sulla base (in modo da creare un ambiente caldo ed umido al punto giusto); dovranno lievitare per circa 1 ora.
  • Una volta trascorso questo tempo, infornare con forno preriscaldato a 180°, avendo cura di abbassare la temperatura dopo circa 15 minuti a 170° (come sempre la temperatura del forno è indicativa e varia da forno a forno). Lasciar cuocere per circa 35 minuti.

Note

Ricetta presa da qui
 
Keyword lievitato, pan caciato, pane
alla mensa coi santi

Che dire di questi deliziosi panini?
Soffici, saporitissimi, perfetti sia col dolce ma soprattutto col salato.
Provateli, sono favolosi, vi piaceranno assolutamente, ne sono certa!

Questo mese Miria ha realizzato, sempre per San martino, l’oca con la verza, ricetta lombarda e invece Monica ha fatto il dolce, altro tipico lombardo, gli “oss de mort” .
Come sempre, potrete visionare tutte le ricette pubblicate finora cliccando sull’immagine come quella riportata qui sopra, che trovate a lato destro del mio blog.

Grazie come sempre a tutti voi perchè seguite ed apprezzate questa nostra rubrica; noi ci divertiamo un mondo, e impariamo tante belle cose nuove, scopriamo tradizioni e ricette della nostra bella Italia, ultimamente ahimè martoriata da questo virus maledetto.
Ma non molliamo, teniamo duro il più possibile…
Ora vi saluto, vi mando il mio abbraccio e vi dò appuntamento al prossimo pasticcio!
….a presto

simona

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16 commenti

Gloria Roa Baker 4 Novembre 2020 - 0:24

Simo che bella recetta de pane, un abbraccio cara!

Rispondere
Simona Milani 4 Novembre 2020 - 16:21

Grazie carissima, è davvero un pane speciale, lo devi provare!
Ti abbraccio

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zia Consu 3 Novembre 2020 - 13:05

Questi pani ricchi in uvette e frutta secca, sono la mia passione! In Toscana abbiamo il Buccellato che mi sono ripromessa di farlo con il licoli…mi hai fatto venire una gran voglia di impastare 😛
Buona giornata Simo <3

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Simona Milani 4 Novembre 2020 - 16:27

E allora, se la voglia c’è, perchè non farlo?! Provaci e vedrai che non te ne pentirai!
Impastare è sempre terapeutico… 😉
bacione

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saltandoinpadella 2 Novembre 2020 - 13:00

Sai che io adoro il pane, è l cosa che mi fa davvero tornare bambina. Vivevo vicino a un forno e tutte le mattine quando uscivo per andare a scuola venivo circondata dal profumo di pane appena sfornato che usciva dal forno. Questi paninetti devono essere deliziosi, io adoro l contrasto dolce salato e l’abbinamento pecorino uvetta deve essere favoloso

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Simona Milani 2 Novembre 2020 - 15:31

Ho anche io tanti ricordi legati al pane…ricordo quando in montagna andavo al forno da sola a prendere la veneziana per merenda, o a volte la pizza calda che mangiavamo con la nonna Gina e la zia Tilde….ah che bei tempi…
Prova questi panini, son certa che saranno perfettamente nelle tue corde, sai?!
Un abbraccione e buona settimana!

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Massimo 31 Ottobre 2022 - 17:57

Che spettacolo e che belle tradizioni

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Simona Milani 1 Novembre 2022 - 9:34

Grazie mille! Buona giornata 🙂

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LaRicciaInCucina 2 Novembre 2020 - 8:53

Deliziosi questi panini e sfiziosi, soprattutto! Mi fanno gola sia al pensiero di accostarli a dei salumi che a delle confetture o mieli.
Non li conoscevo. Grazie per avermeli fatti scoprire :-).
A presto

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Simona Milani 2 Novembre 2020 - 15:29

Sono da provare, ottimi anche da soli, perfetti ccompagnati col salato 😉
Grazie a te per essere passata a trovarmi <3
Un grandissimo abbraccio

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Daniela 1 Novembre 2020 - 22:22

Un pane meraviglioso <3
Un abbraccio

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Simona Milani 2 Novembre 2020 - 15:28

Proprio così, ricco di gusto…va giù che è una bellezza, ahahaha 😉
Un bacione

Rispondere
Elisa Cecilia 1 Novembre 2020 - 17:20

Hello! Simo, spettacolare questo pane, il sapore lo immagino divino… passo per una fetta? Anch’io ho ricordi scolastici di S. Martino, mi è rimasto nel cuore il suo gesto di dividere il mantello con un bisognoso. Buon fine domenica e auguri per un inizio settimana splendido. 🙏🤞Un mega abbraccio. 💖🌹

Rispondere
Simona Milani 1 Novembre 2020 - 17:55

Puoi dirlo forte, è un pane che ha mille sapori e consistenze che si sposano meravigliosamente al suo interno, una vera delizia.
San Martino ci ricorda che dobbiamo sempre essere generosi verso chi ha bisogno…spesso in questa società volta tutta all’egoismo ed al proprio successo personale, questo concetto va un po’ nel dimenticatoio, secondo me.
….comunque sia, ricordarcelo male non fa…. 😉
Un grande abbraccio e buona serata! 🙂

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Federica 1 Novembre 2020 - 9:52

Che meraviglia questo pane😍😍😍buona domenica

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Simona Milani 1 Novembre 2020 - 10:25

Grazie mille cara, è davvero irresistibile! L’abbiamo divorato 😉
Un abbraccio e buona domenica anche a te 🙂

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