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Frittata al tarassaco – fritàda cunt l’erba matta

Ricetta rustica e leggera

di Simona Milani
Frittata al tarassaco

La frittata al tarassaco o fritàda cunt l’erba matta (in milanese) è una semplice preparazione della cucina povera contadina lombarda.

Ed eccomi qui amici ed amiche!
Trascorso bene le giornate di Pasqua e Pasquetta?!
Io si, in tranquillità con i miei cari.
Oggi però ritorno con la bella rubrica de L’Italia nel piatto, rubrica che mi piace tantissimo e che questo mese ha come tema quello delle frittate colorate.
Colorate con ingredienti regionali, con verdure, con salumi, erbe, insomma, come sempre largo alla fantasia e alla tipicità.
Io adoro la frittata, a casa mia ne abbiamo sempre realizzate tante con vari ingredienti.
Stavolta però ho voluto fare una versione povera che mia nonna mi raccontava fare quando era giovane; lei era contadina e nei campi si raccoglievano erbe di ogni genere.
In primavera si era soliti andare a raccogliere l’erba o l’insalata matta, questo era il nome del tarassaco.
Ricordo anche io da bambina nelle campagne, tanta gente con sacchetti stracolmi di questa erba amarissima, che però veniva definita purificante del sangue e disintossicante per il fegato.
Veniva lessata e mangiata in tanti modi; ripassata in padella, nel minestrone oppure in frittata.
Io non l’ho mai particolarmente amata, lo ammetto…in questa ricetta devo dire che non mi è dispiaciuta, credo che le uova l’abbiano addolcita un po’ di più.
Certo che è ben amarognola, è un gusto che forse a tutti può non essere gradito!
Però questa frittata al tarassaco è una preparazione povera, che nella cucina contadina dei tempi passati era anche considerata un piatto da re.

Frittata al tarassaco

Ai tempi di mia nonna, dopo la prima guerra e con la seconda in corso, la povertà era davvero tanta.
Due bambini piccoli, un marito cagionevole di salute, pochi soldi nel portafogli…
Le uova però non mancavano mai nelle famiglie contadine; in qualche modo si riusciva sempre a raffazzonare un pasto saziante, genuino e sano, anche senza carne (che era un lusso!).
Nonna poteva sempre contare sulla famiglia di origine; lì c’erano i campi, avevano i pollai, anche la mucca: il cibo per i più piccoli era sempre garantito.
Si andava, appena iniziavano le belle giornate di primavera a cercare “l’insalata matta”…
Del tarassaco si prendevano le foglie più tenere e verdi, le più piccine quando ancora il fiore giallo non era sbocciato; qui sotto potete vedere una foto vicino al cancello di casa mia.

tarassaco

Successivamente a casa lo si lavava per bene e poi veniva, come già detto sopra, lessato e gustato.
Bisognava adattarsi con quello che c’era…
Ma scopriamo qualcosa di più di questa “erba matta”…
Il Taraxacum officinale, della famiglia delle Asteraceae, è un’erba perenne molto comune in tutta Italia in prati, pascoli, campi, ai margini dei boschi, sulle sponde dei fiumi, lungo le strade.
A livello mondiale la si trova ormai in tutti i continenti nelle regioni temperate e fredde.
Non è una pianta che ha una lunga storia o tradizione: le prime testimonianze scritte ci arrivano infatti dal XV secolo, quando se ne iniziano a studiare le proprietà.
Questa pianta viene infatti definita ottima a scopo diuretico e depurativo, oltre che per curare le ferite.
Il periodo ideale per raccogliere il tarassaco da consumare crudo è l’inizio della primavera, quando le foglie sono ancora tenere e senza boccioli (poi fiorirà il caratteristico fiore giallo).
Il tarassaco però è disponibile in tutte le stagioni; per gli usi erboristici si estirpano dal terreno le radici in autunno e in primavera.
Cresce ovunque, in tutte le regioni e a fino a 1700m di quota, in prati concimati, incolti, boschi e ambienti ruderali. 
Ha pochissime calorie ed è ricco di vitamine, fibre e sali minerali; sono accertate per il tarassaco proprietà coleretiche e colagoghe. 
Qualità epatoprotettive, amaro-toniche, stimolanti l’appetito, diuretiche e depurative, antireumatiche, leggermente lassative, antiacneiche.
È un antiossidante naturale con azione antitumorale, protegge pelle e occhi.
Grazie al suo apporto di fibre, minerali e vitamine ha molti effetti benefici sull’organismo, dalla salute del cuore a quella del sistema nervoso.
Dopo averle pulite per bene, le foglie possono essere consumate crude, per arricchire le insalate miste (ma non tutti le gradiscono perchè tanto amare), oppure cotte.
Possono essere usate come contorno o ingrediente di torte salate, minestre, frittate e altro; prezioso anche come farcia di paste ripiene. 

Dal sito cucchiaio.it

La mia frittata è davvero povera, proprio come quella che preparava la mia nonna; uova biologiche, formaggio di buona qualità, la rendono insuperabile nella sua semplicità.

Frittata al tarassaco

Frittata al tarassaco – Fritàda cunt l’erba matta

Simona Milani
La frittata al tarassaco o fritàda cunt l’erba matta (in milanese) è una semplice preparazione della cucina povera contadina lombarda.
Preparazione 10 minuti
Cottura 5 minuti
tempo di cottura del tarassaco 8 minuti
Portata antipasto, picnic, secondo piatto
Cucina a base di frutta e verdura, facile, Italiana, povera, rustica, salutare, veloce
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

  • 6 uova
  • 1 cespo tarassaco
  • 30 g Grana Padano grattugiato
  • 1 spicchio aglio
  • q.b sale e pepe nero
  • q.b olio extravergine d'oliva

Istruzioni
 

  • Per prima cosa mondare e lavare ben bene il tarassaco, sciacquandolo parecchie volte sotto l'acqua corrente; successivamente sbollentarlo per 7-8 minuti in acqua bollente leggermente salata.
    Scolarlo, strizzarlo un poco e farlo asciugare per una decina di minuti su un canovaccio da cucina pulito.
  • Sbattere le uova in una ciotola con sale e pepe, unire il Grana Padano e mettere un attimo da parte.
    In una capace padella antiaderente versare un cucchiaio d'olio e lo spicchio d'aglio; farlo dorare e poi buttarlo.
  • Aggiungere il tarassaco e ripassarlo per qualche minuto a fiamma vivace, aggiungere poi le uova sbattute col formaggio e cuocere la frittata prima da un lato, poi girarla e cuocerla anche dall'altro.
    Deve dorarsi un po' ma rimanere comunque abbastanza morbida; una volta pronta, servirla caldissima.

Note

  • è possibile cuocere la frittata anche al forno.
  • è possibile anche realizzare quattro frittatine (io ho fatto così) oppure una frittatona grande poi da dividere in quattro parti.
Keyword frittata, tarassaco
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Altre ricette di frittata realizzate nel tempo sul mio blog?!
Qui queste frittatine con gli agretti; o ancora queste frittatine col broccolo romanesco ed il peperone crusco.
O ancora questa frittata asparagi, menta e pecorino, ricetta che sa di primavera!

Per altre ricette tipiche lombarde sul mio blog, invece, basterà cliccare QUI!

Il tema di questo mese, per la rubrica de L’Italia nel piatto, è: Frittate colorate
Io, per la Lombardia ho preparato gli Frittata al tarassaco o fritàda cunt l’erba matta, un piatto unico povero ma ricco di sapore e bontà…
Qui sotto invece vedrete le altre proposte, una per ciascuna regione, scritte da tutte le altre blogger partecipanti:

Piemonte – Frittata verde piemontese
Liguria – Frittata di cipolle rosse e zucchine alla ligure
Trentino Alto Adige – Frittata doppia cottura
Veneto – Frittata con bruscandoli, borragine e fiori
Emilia Romagna – Pomodori in frittata
Toscana – Frittata con gli zoccoli
Umbria – Frittata di cipolle
Lazio – Frittata alla burina
Molise – Frittata con i lampascioni
Marche – Frittata in trippa
Campania – Frittata con i pomodori secchi
Puglia – Frittata con sponsali
Basilicata – Rafanata
Sicilia – Frittata con la menta
Sardegna – Rotolo di frittata con cipolla rossa della Marmilla, patate di Gavoi, Lonza di Macomer, asparagi selvatici, pecorino e zucca

Ringrazio le ragazze che mi hanno accolta con piacere nel gruppo, ringrazio voi che mi seguite sempre con affetto e vi ricordo anche le mia pagine PinterestFacebook e Instagram!
Qui invece la pagina Facebook e qui la pagina Instagram de “L’Italia nel piatto”, dove potrete vedere tutte le belle proposte che ogni mese vi raccontiamo 

Ora vi saluto e a presto, con nuove idee e ricette pasticcione!
Un abbraccio

simona

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15 commenti

Miria 8 Aprile 2024 - 12:30

5 stars
Quest’erbetta mi ha invaso tutto il giardino, e la frittata è un ottimo modo per utilizzarla, proverò anche la versione lombarda.
Baci

Rispondere
Simona Milani 9 Aprile 2024 - 13:03

Prova, prova…è sicuramente una variante particolare!
Un bacio grande cara

Rispondere
Natalia 5 Aprile 2024 - 6:39

Il tarassaco è una officinale dalle mille virtù. Ammetto di usarlo pochissimo perché poco gradito in famiglia ma sapessi quanto ne cresce nelle zone dove abito!! Proverò con questa tua ricetta a vedere se riesco a propinarlo alla prole!

Rispondere
Simona Milani 5 Aprile 2024 - 14:30

Anche io lo uso davvero poco ed è peccato mortale…
Se da te ne cresce tanto e non è incontaminato, prova ad aggiungerlo alle minestre e in frittata…sarà un modo diverso di gustarlo!
Provaci, magari all’inizio mettendone poco 😉
Un bacio grande cara

Rispondere
Daniela 4 Aprile 2024 - 21:17

Una frittata che ho mangiato tante volte. Molto primaverile ^_^ Che bella proposta.

Rispondere
Simona Milani 5 Aprile 2024 - 14:30

Beneeeeeee
buona giornata carissima, e grazie <3

Rispondere
Anna 4 Aprile 2024 - 11:31

5 stars
Che bella scoperta questa frittata al tarassaco! È meraviglioso vedere come Simona Milani riesca a trasformare ingredienti semplici e genuini in piatti ricchi di storia e sapore. La sua descrizione delle origini contadine della ricetta e il legame con le tradizioni lombarde sono davvero affascinanti. È chiaro che questa frittata è molto più di un semplice piatto: è un viaggio nel passato, un omaggio alla cucina tradizionale e alla creatività culinaria delle nostre nonne. Grazie per aver condiviso questa deliziosa e autentica ricetta! Buon appetito e alla prossima con altre prelibatezze dalla cucina italiana! Un caro saluto.

Rispondere
Simona Milani 5 Aprile 2024 - 14:31

Ma grazie a lei, queste parole mi riempiono di gioia!
Ha proprio colto nel segno, ha intuito quello che volevo trasmettere…
Ancora grazie e un caro saluto

Rispondere
carla emilia 3 Aprile 2024 - 10:55

Povera ma decisa, e poi le ricette delle nonne sono sempre le migliori!

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Simona Milani 3 Aprile 2024 - 14:27

Vero?! Lo penso anche io!
Grazie e buona giornata cara 🙂

Rispondere
Manu 3 Aprile 2024 - 17:59

Una frittata “povera” d’origine ma assolutamente piena di gusto, uno di quei piatti che trasmettono il calore di casa
Bravissima
Ciao Manu

Rispondere
Simona Milani 5 Aprile 2024 - 14:27

Proprio così! Un grande abbraccio e grazie <3

Rispondere
Elena 2 Aprile 2024 - 16:27

5 stars
un piatto d’altri tempi, ma sempre molto gradito… un risolvi cena per eccellenza! un abbraccio!

Rispondere
Simona Milani 2 Aprile 2024 - 18:19

eh si! Un grande abbraccio cara 🙂

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