Un week end sui monti alla scoperta di Bormio e di Amaro Braulio #MadeInCima

Lo scorso week end la Simo è stata invitata a trascorrere due giornate in montagna alla scoperta della Valtellina, in particolare della bellissima Bormio, con le sue meravigliose montagne, le sue incantevoli terme, e soprattutto con uno dei suoi fiori all’occhiello, l’Amaro Braulio, che porta alta la bandiera di questa cittadina in Italia e nel Mondo.
Ho sempre amato questo amaro, forse è l’unico che ho sempre bevuto e che è sempre anche stato presente nel mobile bar di casa mia, quand’ero ragazza…è stato quindi un piacere ricevere questo invito e partecipare a queste giornate così intense e belle, che mi hanno regalato tante emozioni, e mi hanno dato modo di capire ancora una volta l’importanza di mantenere le tradizioni, soprattutto quelle a livello famigliare, per salvaguardare le eccellenze di molti nostri prodotti italiani in ambito alimentare.

 

collage Bormio
Passeggiando lungo la via Roma, la via principale di questa cittadina, non avrei mai immaginato di star camminando sopra le cantine secolari dell’azienda Peloni, che da generazioni produce l’Amaro Braulio, e che tramanda, da padre in figlio, la ricetta segreta dal 1875.

 

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Fin dalla prima metà del 1800 infatti, esisteva a Bormio una farmacia, che era stata aperta dal Dott. Giuseppe Peloni, nato nei primi anni del secolo da una delle più antiche e nobili famiglie bormine, laureato in chimica e farmacia all’università di Padova. Il figlio Francesco, anch’esso farmacista, che dal padre aveva ereditato l’interesse per le virtù e le proprietà delle erbe officinali e aromatiche, creò nel 1875 appunto, l’amaro Braulio da una miscela segreta di tradizionali erbe aromatiche, radici e bacche raccolte sulle montagne della Valtellina, sulle pendici per l’appunto del Monte Braulio (da qui il nome!).

 

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Naturale al 100%, la miscela segreta comprende una selezione di erbe e piante meticolosamente selezionate e poste in infusione: di queste erbe solo quattro sono state rese note e sono l’Achillea Moscata, la Genziana, il Ginepro e l’Assenzio…il processo di invecchiamento poi, rende l’amaro diverso da qualsiasi altro in commercio. Viene infatti lasciato riposare due anni in tradizionali botti di Rovere di Slavonia; per quanto riguarda invece il Braulio Riserva (lanciato intorno agli anni 2000) i tempi di invecchiamento sono maggiori (3 anni) in botti di faggio più piccole, con un contenuto alcoolico leggermente più alto  ed un aroma leggermente più intenso.

Insomma, è stato interessante apprendere tutte queste nozioni direttamente da Edoardo Peloni, l’attuale membro della famiglia custode della ricetta originale, e poi insieme a lui poter visitare le cantine di invecchiamento e lo stabilimento dell’Amaro Braulio, posti sotto le strade della città, che come 140 anni fa ancora lo producono con le stesse cure e lo stesso amore di allora.

 

collage braulio

Si inizia con la selezione delle erbe, bacche e radici, ingredienti della ricetta segreta che devono accuratamente essere puliti ed essiccati all’aria aperta di montagna; successivamente devono essere sottoposti ad un trattamento che simula la pestatura  che avviene nel mortaio del farmacista: è proprio questa operazione che le rende pronte a cedere la parte migliore dei loro principi attivi nella successiva fase di infusione.
L’infusione avviene quindi in una soluzione idroalcoolica in grandi tini d’acciaio (che vedete nella foto sopra) per alcune decine di giorni: durante questo periodo le piante cedono giorno dopo giorno i loro aromi e principi attivi.
Successivamente, dopo l’infusione hanno luogo altri processi quali l’estrazione delle erbe dall’alcool, la filtrazione e l’aggiunta di zucchero ed acqua in giusta dose, per rendere il liquore perfetto al palato e per portare la gradazione alcoolica a 21 gradi (nella prima fase di infusione la gradazione era di 50!!!!!!).
Successivamente l’amaro viene trasferito nelle botti di rovere di Slavonia, vecchie di 40-50 anni, quindi invecchiato secondo i tempi stabiliti.
Che emozione passare vicino alle botti, accarezzarle, leggere i vari tempi di invecchiamento del loro contenuto, quasi percependone l’aroma e il profumo…

 

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Si, se avete voglia di trascorrere qualche giornata un po’ diversa e rigenerante, lontano dal traffico, dall’inquinamento e dal rumore della città e in mezzo alla natura, vi consiglio di fare un giretto a Bormio; oltre a godere del meraviglioso clima e panorama montano, oltre a potervi immergere pienamente nell’atmosfera delle terme e fare anche delle belle passeggiate in mezzo alla natura alla ricerca di erbe e fiori, potrete, sino al 4 settembre, visitare gratuitamente le cantine Braulio il martedì e il venerdì alle ore 17, prenotando al negozio Braulio di Via Roma 27 (tel 0342 903406).

 

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Potrete, come abbiamo fatto noi, pranzare alla Steak House Braulio, sita in Via Roma a pochi passi dallo stabilimento (abbiamo gustato una carne cotta a puntino…per non parlare degli antipasti valtellinesi a base di bresaola, mocetta & co), per poi fare anche un giretto al negozio, dove potrete fare degli acquisti per i vostri amici o semplicemente per voi stessi, portandovi a casa un souvenir da bere di ottima qualità.

 

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collage terme

Dopo aver visitato lo stabilimento ed aver salutato il gentilissimo Sig.Peloni, il nostro pomeriggio è proseguito all’insegna del relax presso le Terme Bagni Vecchi…un autentico paradiso incastonato nelle montagne, dove è possibile rilassarsi in una piscina termale all’aperto godendosi la natura, fare delle saune e dei bagni di vario genere all’interno della struttura, o semplicemente prendere il sole e godersi il meraviglioso panorama.

 

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Io non ero mai stata in una struttura del genere…vi assicuro che per me è stata un’esperienza che difficilmente dimenticherò.

 

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Così come l’alloggio presso l’Hotel Bagni Nuovi e la meravigliosa cena e colazione che ci sono state servite….mi sono sentita coccolata e sono stata davvero bene, trattata in maniera speciale.

 

collage hotel

Nella giornata di sabato poi, insieme al bel gruppo che ha condiviso con me questa meravigliosa avventura, ci siamo diretti a S.Caterina Valfurva, dove insieme ad una simpaticissima Guida Alpina abbiamo intrapreso un percorso in mezzo alla montagna, alla scoperta delle erbe di Amaro Braulio, per poi salire fino a 2493  mt, al Rifugio Branca, dove abbiamo potuto gustare un lauto pasto a base di pizzoccheri, bresaola, polenta e formaggio, condito da buon vino e culminato con un ottimo gelato affogato all’Amaro, appunto!

 

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Si, devo dire che in questi due bellissimi giorni ho scoperto anche dei nuovi modi di gustare questo strepitoso amaro…sul gelato alla crema o fiordilatte, come vi dicevo, è assolutamente fenomenale…ottimo anche preparato a mò di spritz, vi lascio la ricettina:

una parte di Amaro Braulio
una parte di soda
ghiaccio a volontà
qualche fettina di arancia

 

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…provare per credere!

 

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Si, lo ammetto….non sono una camminatrice e per me è stato un pò faticoso arrivare fin lassù (sapete anche come sono disastrata con la schiena ahimè…), ma ce l’ho fatta e ne è valsa davvero la pena.
Guardate cosa ho potuto ammirare, mentre salivo la vetta: innanzitutto fiori a profusione (nella foto vedete la famosa Achillea Moscata)…e poi….

 

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Beh, che altro dirvi?!

Credo che le immagini parlino da sole….
Attraverso l’hastag #MadeInCima e il gruppo fb facebook.com/amarobraulio.official potrete scoprire tante altre curiosità, progetti ed eventi legati a questo Amaro e alle sue montagne. Quindi….non perdeteveli, mi raccomando!
Ora vi lascio, ringraziando ancora chi ha permesso tutto ciò e mi ha dato la possibilità di vivere un’esperienza unica, interessante e bellissima; ringrazio anche il fotografo ufficiale, che fra l’altro, mi ha anche aiutato nella discesa dal rifugio (un vero angelo!) perchè alcune foto che compaiono in questo post, naturalmente le più belle, sono le sue.

Buon fine settimana, sperando in un pò di brezza…vi aspetto, alla prossima!

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