Buon compleanno “Pensieri e pasticci”…ecco i nomi!

Buon venerdì a tutti amici ed amiche, eccomi qui, come promesso ad annunciarvi i nomi dei quattro commenti vincitori…quattro commenti, quattro amiche che hanno voluto lasciarmi il loro ricordo legato ad un dolce del cuore.

Credetemi, è stata durissima scegliere: avete scritto tutte quante delle cose bellissime, avete voluto aprirmi il vostro  scrigno dei ricordi, e per questo siete comunque tutte nel mio cuore: avete dimostrato di esserci, e per me questa è la cosa più bella in assoluto…davvero grazie!

Ora però non mi voglio dilungare ….passo subito a scrivere i nomi delle quattro vincitrici  che sono:

Mary   che si è aggiudicata la Kitchen machine

Melania  che si è aggiudicata l’affetta-verdure

Lorenza  che si è aggiudicata il frullatore

Maurizia  che si è aggiudicata lo sbattitore con supporto

Complimenti a tutte voi, e complimenti anche a tutte le altre partecipanti 🙂

Un grande abbraccio e buon fine settimana!




Polpettine di zucchine, feta, pinoli ed erbette profumate

Eccomi, sono Simona, adoro le polpette, polpettoni, tutto quello che si prepara con le mani…forse perché, giustamente chi ha un blog dal nome “Pensieri e pasticci”, è in primis un po’una pasticciona, non trovate?!
Si, adoro mangiarle, ma ancor di più prepararle: per far polpette ci vuole forza, grinta, voglia di “pasticciare”…niente precisione e niente ordine; per unire al meglio e sapientemente tutti gli ingredienti, le mani si devono sporcare per forza, e più si impiastricciano, meglio è!
Carne, salumi, formaggi…tanti sono gli ingredienti che contribuiscono ad ottenere un risultato meraviglioso…io in questo caso ho voluto usare zucchine, formaggio ed erbette fresche e profumate per una ricetta che, son sicura, vi conquisterà.
Questa è la presentazione delle mia ricetta sull’ultimo numero di Taste & More…piuttosto…l’avete sfogliato?!
Vi è piaciuto vero?!
In questo numero c’è l’essenza di ognuna di noi, noi blogger che ci mettiamo in gioco ogni volta per creare qualcosa di bello ed unico…
Le mie polpettine parlano di me.
Provatele.
Ne sarò felice!

 

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In questo periodo le zucchine abbondano, quindi perchè non utilizzarle per realizzare queste deliziose polpettine?
Ricordo che da bambina mi piaceva un sacco andare con la nonna nell’orticello dietro casa, dove gli zii coltivavano ogni ben di Dio…le zucchine crescevano a più non posso, e addirittura delle volte a dismisura, anche dalla sera alla mattina ahimè!
Bastava perderle d’occhio un attimo e…zac!
Era la fine…diventavano enormi e l’unico sistema per mangiarle era farle ripiene, scavandone la parte interna che diventava ricca di semini e meno buona da mangiare.
Le zucchine migliori erano quelle piccole o medie…curate e raccolte al punto giusto, senza dimenticarsele, eheheh….la nonna Gina, come un segugio che fiuta la preda, partiva alla ricerca delle zucchine perfette, poi le puntava fino al raggiungimento della misura desiderata…infine le raccoglieva e insieme le utilizzavamo per preparare succulenti frittate, contorni e pietanze varie.
Con questi ricordi, che porto sempre con me e che mi accompagnano nelle ricette pasticcione che preparo,  voglio proporvi la mia versione di polpetta vegetariana; la mia famiglia ha molto gradito e spero che piacciano anche a voi!

 

Polpettine di zucchine, feta, pinoli ed erbette profumate
morbide, golose e profumatissime!
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Ingredienti
  1. per circa una dozzina di polpettine
  2. 500 g zucchine tenere
  3. 100 g feta
  4. 2 cucchiai di pinoli
  5. 1 uovo
  6. Alcune foglie di coriandolo, menta e maggiorana
  7. Olio d’oliva
  8. Sale e pepe nero
  9. Pangrattato per compattare*
  10. *la quantità dipende dalla morbidezza dell’impasto, è necessario regolarsi in fase di formazione delle polpettine
Preparazione
  1. Lavate le zucchine, riducetele a julienne con una grattugia dai fori grossi e rosolatele in padella a fiamma media, con un cucchiaio d’olio, salando e pepando a piacere.
  2. Fatele asciugare ben bene, facendo restringere l’acqua che si sarà formata in fase di cottura; dopo una rosolatura di circa 7-8 minuti, spegnete la fiamma e lasciate raffreddare.
  3. In una ciotola sbattete l’uovo, unite la feta sbriciolata, le zucchine, i pinoli, le erbette finemente tritate al coltello, ed iniziate ad aggiungere poco alla volta del pangrattato per rassodare l’impasto, a me ne sono bastati alcuni cucchiai.
  4. Mettete poi in frigo il composto per circa una mezz’oretta; io non ho aggiunto sale, in quanto la feta è già piuttosto sapida di suo.
  5. Trascorso questo lasso di tempo, togliete il composto dal frigo e con le mani leggermente inumidite, formate delle polpettine poco più grosse di una noce; appiattitele leggermente al centro, e cuocetele in una padella antiaderente dove avrete scaldato qualche cucchiaio di olio d’oliva.
  6. Rosolatele per bene da entrambi i lati per alcuni minuti, facendole dorare e formando una bella crosticina in superficie; una volta cotte, toglietele dalla padella e posatele per qualche minuto su carta assorbente da cucina, in modo da far perdere l’olio in eccesso.
  7. Servitele caldissime insieme a pomodorini datterino o ciliegini.
Pensieri e pasticci https://www.pensieriepasticci.it/
 

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E con queste immagini golose, che comunque nonostante il caldo fanno venire una gran fame, vi saluto, augurandovi una buona giornata, il più possibile fresca, anche se so che le mie parole si riveleranno un’utopia!
Provarci però non costa nulla…che ne dite?!
Ho sentito che sono previsti temporali…proprio nel fine settimana, gli unici due giorni in cui la Simo da tempo ha prenotato un week end termale rilassante…grrrrrrr

Vabbè, è proprio vero…non sono mai contenta, ahahaha!
A presto

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Orzotto al melone e speck

…e niente, non c’è verso. La voglia di cucinare non c’è, è definitivamente sfumata e scomparsa.
Puff.
Mi imbarcameno fra insalate, paste fredde semplici e veloci da fare, bresaole e prosciutti con melone, yogurt e insomma chi più ne ha più ne metta…mi alzo al mattino già esausta come se non avessi neppure dormito, e quasi mi costa scriverlo, per una come me che adora l’estate è un vero smacco. Ma tant’è…che le cose stanno così, la Simo come sapete è sempre estremamente sincera e dire bugie proprio non le va…questo caldo è davvero debilitante anche per una che ama questa stagione, non ce n’è.
Il problema è soprattutto l’afa, che qui al Nord la fa da padrona alla stragrande…comunque sia, nonostante tutto, una ricettina (che tenevo in archivio…) proprio ve la voglio mostrare.
Questo orzotto al melone e speck, è proprio un primo piatto squisito e completo (dopo questo vi assicuro che non mangerete altro!), che può essere gustato sia caldo che tiepido…devo ringraziare Antonella perchè l’avevo visto sul suo bel sito e da ora in poi diventerà uno dei piatti forti della mia cucina pasticciona. L’idea dello speck mi è venuta aprendo il frigo e vedendo che ne avevo una confezione quasi in scadenza…quindi è andata così, mi son detta: perchè non provare?! (viva la sincerità, eheheh)

 

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Per cuocerlo ho utilizzato la mia mitica Casseruola in ghisa azzurra di Le Creuset, che adoro, e che è assolutamente perfetta per risotti, lente cotture & co….
Che ne dite, non vi sembra spaziale?!
Ora vi racconto come ho fatto…

 

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Orzotto al melone e speck
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Ingredienti
  1. per 4 persone
  2. olio d'oliva per me Dante
  3. un piccolo scalogno
  4. mezzo melone piccolo
  5. 280 g orzo perlato, per me Melandri Gaudenzio
  6. 800 ml circa di brodo vegetale
  7. 40 g speck tagliato a fiammifero o a dadini
  8. 1 foglia di alloro
  9. sale e pepe a piacere
Preparazione
  1. Per prima cosa sciacquare l'orzo sotto l'acqua corrente del rubinetto, e lasciar scolare.
  2. Pulire il melone dai semi, dalla scorza e dai filamenti vari; ridurlo a dadini regolari di circa 2 cm.
  3. Nella casseruola versare un filo d'olio e aggiungere lo scalogno tritato finissimamente al coltello, facendolo appena rosolare a fiamma vivace.
  4. Unire lo speck e saltarlo qualche minuto sempre a fiamma vivace, mescolando per non farlo attaccare al fondo della casseruola.
  5. Aggiungere l'orzo e tostarlo per alcuni minuti, poi unire la foglia di alloro, tre quarti del melone a dadini, salare e pepare a piacere e iniziare ad aggiungere il brodo un mestolo alla volta, come per un normale risotto (mescolando in continuazione).
  6. Quando mancano cinque minuti alla fine della cottura, aggiungere gli altri dadini di melone, togliere la foglia di alloro e continuare a mescolare sino al termine.
  7. A questo punto spegnere la fiamma, mettere il coperchio e lasciar riposare per qualche minuto.
  8. Servire ben caldo, ma con queste temperature va bene anche se tiepido.
Notes
  1. A piacere potrete anche spolverarlo con del parmigiano grattugiato, io non l'ho fatto ed era comunque squisito!
Adapted from blog Le passioni di Antonella (con qualche mia modifica)
Adapted from blog Le passioni di Antonella (con qualche mia modifica)
Pensieri e pasticci https://www.pensieriepasticci.it/
 

 

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 Ora la Simo vi saluta e se ne va a fare una doccetta rinfrescante, per iniziare nel miglior modo possibile anche questa calda giornata….
Buon lunedì! Voi che fate?!
Siete già in vacanza?! Beati voi…per me ancora una luuuunga attesa…
Alla prossima, buon inizio settimana

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…consigli di lettura dalla Simo, e….una fresca idea da bere!

E fa caldo….

Si vabbè, Simo sei un pò pesante, è vero…quando era inverno volevi l’estate, ora che è estate cosa vuoi?!
Voglio andare in vacanza, voglio il mare, voglio la spiaggia, le lunghe passeggiate, dormire senza ritegno, leggere a più non posso, ecco, avete capito, vero?!
Per me vacanza è proprio sinonimo di libertà, intesa come non dover sottostare ad orari, a ritmi incalzanti…faccio quello che mi va, quando mi va e soprattutto mi dedico a ciò che amo fare maggiormente…camminare in riva al mare e leggere, immergermi in acqua e lasciarmi galleggiare, dolcemente, poi dormire e dormire…….
Ultimamente ho letto molto poco, anche se ho scaricato diversi bei libri che mi sto conservando per quando sarò al mare…la meta di quest’anno è l’Elba, non vedo davvero l’ora di andarci!
Lascio a chi è in partenza qualche consiglio di lettura, ricordandoci che anche qua, sul blog dei Libri Vagabondi dove anche io lascio il mio piccolo contributo ogni tanto, potrete trovare tantissime idee nei generi più disparati…vi consiglio di farci un giretto non ve ne pentirete (fra l’altro da poco è stata inaugurata la sezione dei libri per ragazzi!).

 

La prima proposta che voglio lasciarvi, è un romanzo della mia adorata scrittrice Charlotte Link.
La adoro. Punto.
Tutti i suoi romanzi (perlomeno quelli da me letti finora) hanno saputo catturarmi dalla prima all’ultima pagina, lasciandomi sempre col fiato sospeso e con la voglia di non fermarmi neppure per un attimo…pensate che questo l’ho finito una notte fonda, tutti dormivano ed io non riuscivo a smettere di leggere, nonostante la stanchezza!
Un romanzo a tratti un po’ inquietante, ma assolutamente coinvolgente e come sempre dal finale imprevedibile……

 

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Galles, 2009. Una calda e bellissima giornata di agosto.
Boschi e colline solitarie da una parte, la potenza del mare dall’altra. Vanessa e Matthew Willard, in viaggio da Holyhead a Swansea, si fermano in un parcheggio isolato. L’uomo si allontana per pochi minuti, e al suo ritorno scopre che la moglie è scomparsa senza lasciare traccia.
Matthew non sa che è stata rapita: il suo sequestratore, Ryan Lee, la rinchiude in una grotta nella «valle della volpe», un luogo isolato che lui solo è in grado di raggiungere, ma viene arrestato e incarcerato per un crimine precedente. Di Vanessa non si sa più nulla, e il marito sprofonda nell’incubo dell’incertezza. Nessun indizio, nessuna pista concreta. Tre anni dopo, Ryan viene rimesso in libertà, ma qualcuno pare abbia ordito una trama spaventosa, un’orribile vendetta per gli errori del suo passato: sua madre e la sua ex fidanzata vengono inspiegabilmente aggredite, e un’altra donna viene rapita «replicando» nei minimi dettagli la scomparsa di Vanessa Willard.
Con L’ultima volta che l’ho vista Charlotte Link prosegue una serie fortunata di thriller psicologici, ricchi di colpi di scena e che esplorano gli ambigui territori di confine tra il bene e il male. Un’indagine avvincente, sempre in bilico fra sentimento e desiderio di riscatto, colpa e rimorso, dove ogni attore è costretto a fare i conti con i fantasmi del proprio passato.

 

Poi ho letto anche questo….spassoso, divertentissimo, letto in un fiato, perfetto come lettura estiva, vi garantisco che non lo dovete perdere. Credo che mi scaricherò anche tutti gli altri della serie, perchè mi è piaciuto da matti e se anche gli altri sono così, non me ne voglio perdere neppure uno, parola!

 

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Agnes Browne, trentaquattro anni, bella, proletaria, simpatia irresistibile, ha un banco di frutta e verdura al mercato del Jarro, turbolento quartiere popolare di Dublino, sette figli come sette gocce di mercurio e un’autentica venerazione per Cliff Richard.

Purtroppo ha anche un marito che lascia i suoi guadagni agli allibratori, per poi rifarsi con lei a suon di ceffoni.
Ogni mattina Agnes esce di casa alle cinque per incontrare l’amica Marion e iniziare insieme la giornata, in allegria, e il venerdì si gioca a bingo, per poi finire al pub di fronte a una pinta di birra e a un bicchiere di sidro.
Non una gran vita, a parte le risate con Marion e le altre, al mercato. Finché, un bel giorno, Rosso Browne muore, lei rimane sola e comincia a godersi davvero l’esistenza. È l’inizio di un carosello di vicende esilaranti, in coppia con Marion, autentico genio comico, e alle prese con i figli che le propinano dilemmi adolescenziali, obbligandola a improvvisarsi consigliera (con grande spasso dei pargoli) o a vestire i panni dell’angelo vendicatore. Insomma, senza quel treppiede del marito attorno, la nostra Agnes pare tornata la ragazza dublinese che è stata – tanto che non manca uno spasimante, un affascinante bell’imbusto francese ignaro degli equivoci della (e sulla) lingua.
Intanto la vita continua, nella Dublino di fine anni settanta, tra gioie e dolori, un colpo basso della sorte e un girotondo di risate con Marion, i figli che crescono e, in testa, un sogno che sembra irrealizzabile.
Libro di freschezza strepitosa, soprattutto nell’invenzione dei dialoghi, Agnes Browne mamma non si fa intimidire dalla letteratura: prende senza esitazioni le parti del “volgare”. Una volgarità rivendicata con garbo, sempre venata di tenerezza e incline alla battuta dissacrante, che in tempi di letteratura addomesticata, esercita un fascino irresistibile sul lettore.

ahahaha credetemi, di Agnes vi innamorerete!

Inoltre, per chi non lo avesse ancora letto, lascio un’idea che sotto l’ombrellone è assolutamente perfetta…una lettura veloce fresca e piacevole…
…il mio ebook “Diario di una mamma in cucina…tra ricordi, pensieri e pasticci”

 

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E’ un ebook interattivo, dove ricette del mio piccolo blog e ricordi di una vita semplice in famiglia, si intrecciano in una lettura divertente e fresca, senza pretese ma con tanto, tanto cuore.

Un libro può nascere da un’ispirazione, un ricordo, un profumo, un’immagine e perché no, anche da tutte queste cose insieme. Simona, autrice del blog “Pensieri e pasticci… di una mamma in cucina”, racconta i ricordi legati agli ingredienti con cui spesso si trova a pasticciare nella sua cucina.
Sfogliando questo libro avrete l’impressione di essere accompagnati dalla mano di Simona nella campagna della nonna Gina e, attraverso le ricette tramandate dalla tradizione lombarda, assaporare tutti i suoi pasticciamenti.

Dai racconti legati all’infanzia conosciamo una Simona inappetente che rifiutava quasi tutto quello che le veniva proposto nel piatto. Crescendo è stata attratta dall’arte del cucinare tanto da riuscire ad amalgamare tutto ciò che ha imparato dalla mamma e dalla nonna a nuovi ingredienti e accostamenti scoperti nei suoi viaggi in diversi posti d’Italia e del mondo.

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E dopo il consiglio di lettura, un consiglio per rinfrescarvi mentre sotto l’ombrellone siete impegnati a sollazzarvi nelle pagine dei vostri libri…oppure dopo una bella passeggiata…o ancora quando avete voglia di qualcosa di sfizioso, fresco e dissetante: Moka instinct fa per voi!

 

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Di che si tratta Simo? So già che lo state pensando…
Beh, è una bevanda strepitosa…gustata fredda vi conquisterà.
E’ un vero infuso di caffè con le bollicine, senza conservanti ed aromi artificiali. Una bevanda che fa tornare in mente le estati di mare della Calabria, dove, negli anni 50, il gusto del caffè per la prima volta incontra le bollicine, per l’appunto.

E’ composto solo ed esclusivamente da acqua, zucchero, infuso di caffè e colorante naturale…insomma, una miscela esplosiva di gusto, energia e freschezza!!!

Io l’ho gustato freddo, così in purezza e mi è piaciuto da matti…però sul sito potrete trovare anche delle ricette per farne dei cocktails originali e fantasiosi, oltre che buonissimi….come ad esempio questo moka cream…o ancora il  Moka digestive o il Moka Mojito!

Quante idee, vero?! Perchè non lo provate anche voi?! Attualmente, in Italia, è in vendita in tutti gli store e bar Eataly, nei punti vendita di Finiper, di Maxi Dì di Brendolan, di Nordi Conad, di Conad Centro Nord e di 101 Caffè. All’estero, invece, è già distribuita in Giappone, Australia, Turchia, Macedonia, Danimarca, Norvegia, Svezia e Olanda.

Buona lettura, buona sete e…buona estate! E per chi poi partirà…buona vacanza!!

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Frollini da tazza ai petali di fiori

La mia voglia di primavera si fa sempre più impellente.

Quando raramente il sole esce a far capolino, come ieri ad esempio, e quando le temperature sono un attimo più tiepide e non ghiacciate, io inizio a scalpitare…
Inizio a sentirmi frizzante, ad aver voglia di uscire, voglia di alleggerirmi in tutti i sensi, di godere della luce e del tepore del sole, insomma inizio a voler dimenticare l’inverno, che in realtà non amo per nulla e comincia a starmi stretto!

Si lo so…siamo ancora a gennaio…
…ma che ci posso fare se son fatta così?!

 

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Fra l’altro oggi piove…

 
 
La primavera
si desta, si veste,
corre leggera
per prati e foreste.
Guarda un giardino,
ci nasce un fioretto,
guarda un boschetto,
c’è già un uccellino.
Guarda la neve,
già scorre il ruscello;
viene l’agnello,
si china e ne beve.
Guarda il campetto,
già il grano germoglia.
Tocca un rametto,
ci spunta una foglia.
Canta l’uccello
nel folto del rovo:
“Il mondo è bello
vestito di nuovo!”.
 
Renzo Pezzani
 
 

 

 Quando per caso, in un bellissimo bar del mio paesello ho visto questi petali di fiori edibili, quasi non ci volevo credere…li ho subito acquistati, pensando di poterli prima o poi utilizzare per qualche ricettina golosa e deliziosa.

Il pretesto è arrivato quando ho preparato questi biscotti da regalare…vi piacciono?! 
Sono fatti in modo da poter rimanere appesi al bordo della vostra tazza, sia essa di caffè, latte o tè…un’idea davvero simpatica per un regalo, ma anche da presentare a qualcuno a cui volete offrire un caffè o una bevanda calda un pò originale: lo lascerete davvero sorpreso! 
( io ho utilizzato i tagliabiscotti da tazza di Guardini )

Insomma, dicevo, ho realizzato una semplice frolla, ho tagliato i biscotti e li ho decorati in superficie con una spennellata di latte, zucchero di canna e petali di fiori…per un risultato delicato e deliziosamente profumato: in attesa della primavera, mi sono arrangiata così!

Ingredienti per la frolla:

250 g farina per dolci (per me Molino Rossetto)
115 g burro a temperatura ambiente
115 g zucchero
una grattatina di scorza di limone bio
un pizzico di sale 
un uovo
per decorare:
zucchero di canna, latte e petali di fiori secchi edibili, a piacere

Preparazione:

Mettere tutti gli ingredienti nella planetaria tranne l’uovo leggermente sbattuto, amalgamare tutto insieme col gancio a foglia fino ad ottenere un composto sbricioloso. Unire a questo punto l’uovo e azionare la planetaria, sino a compattare il tutto.
Formare una bella palla di impasto, avvolgerla nella pellicola alimentare e metterla in frigo per circa mezz’oretta, anche tre quarti d’ora.
Accendere il forno ventilato e portarlo a 180°.
Togliere dal frigo, stendere col mattarello su un piano leggermente infarinato nello spessore di circa 1 cm; ritagliare con l’apposito stampino tanti biscottini che poi andranno posizionati su una teglia ricoperta di carta forno.
Spennellarli col latte, spolverizzarli di zucchero di canna e su ognuno aggiungere i petali di fiori; i miei erano di tre varietà differenti…calendula, fiordaliso e rosa.
Infornare per una decina di minuti (si devono dorare appena), sfornare e lasciar raffreddare.

 

 

 

 

Ogni petalo ha dato a ciascun biscotto un sapore particolare…
I miei preferiti in assoluto son stati quelli alla rosa, anche se in realtà eran tutti davvero deliziosi.

Ora vi lascio, non prima di avervi augurato una serena giornata!
…perdonatemi se non passo dai vari blog per un saluto, ma sono molto stanca e presa da un bellissimo progetto che presto vi mostrerò….stay tuned! 
Io sono così confusa e felice….

Alla prossima

 




Spaghetti in padella, alla pancetta e vino rosso

 
 Padella antiaderente Le Creuset  in alluminio forgiato antiaderente
 
 
Buon lunedì a tutti e ben ritrovati.
Non ci crederete, ma dopo alcuni giorni di duro sacrificio, la bilancia segna già otto etti in meno, evviva!!!!
Chi lo sa, forse è un caso, ma non so….so che il tener duro davanti a quella fetta di panettone lì che ti guarda implorante dalla dispensa, dal mangiare poco più di un tozzo di pane al pasto, dal rinunciare a  questi biscotti qua, sfornati per la famiglia…beh, ha dato qualche piccolo frutto, meno male.
Così ti viene voglia di impegnarti seriamente!
Pian piano sto ricominciando a fare anche un pò di ginnastica in casa; si, lo so che anche qui presto mi darò alla macchia, ma fin che dura…prendiamola positivamente.
Da lunedì poi partirà alla grande con me anche la mia amica Simo…ci sarà da ridere, nel senso che cercheremo entrambe di monitorarci e di andare di pari passo…vabbè, non voglio tediarvi  oltre, che è meglio.
 
 

 
Questa pasta che vi voglio proporre oggi è stata una piacevolissima scoperta: facile e buonissima, credo che diventerà uno dei piatti top di casa mia!
Viene dritta dritta da questo libro di Alessandro Borghese, uno dei miei chef preferiti, che ho fra l’altro avuto modo di vedere dal vivo la scorsa primavera, proprio durante la presentazione di questo suo nuovo volume.
Mia figlia l’ha praticamente braccato, facendogli autografare la nostra copia, che ora tiene trionfalmente in bella vista su uno degli scaffali della libreria in camera sua.
Per poter estrapolare questa ricetta, praticamente l’ho dovuto prendere quasi di soppiatto, in quanto: “La dedica è stata fatta a me, tu di libri di ricette ne hai tantissimi, questo è MIO”!
 
Chiaro il concetto?!
 
Si, però.. quando ti sei trovata nel piatto questa delizia di pasta, te la sei sbafata all’istante figlia mia, eh?!…o forse no?!
 
 
 
 
 
 
 
 Ho voluto un pò, come spesso faccio, apportare qualche piccolissima modifica all’originale; in questo caso, a parte tutto il resto che era fedele alla ricetta di base, ho solo aggiunto della pancetta dolce a piccoli dadini…
Beh, che dire: fantastica!
 
Grazie Ale!
 
 
 
 
 Ingredienti per 4 persone:
350 g spaghetti
450 ml vino rosso (per me un Nero d’Avola)
due cucchiai di parmigiano grattugiato
50 g dadini di pancetta dolce
sale e pepe q.b
2 cucchiai olio extravergine d’oliva
 
Preparazione:
Preparare una pentola piena d’acqua per far bollire la pasta e metterla sul fuoco.
In una padella dai bordi alti, mettere un cucchiaio d’olio e far rosolare la pancetta, finchè diventa un pochino croccante. Spegnere la fiamma, scolare la pancetta su abbondante carta assorbente da cucina per togliere l’unto.
Con un’altro foglio di carta da cucina pulito, pulire il fondo della padella per eliminare le ultime tracce di condimento; poi una volta fatto, aggiungere il vino e farlo sobbollire per circa 3-4 minuti in modo da far evaporare l’alcool ed ottenere un sapore meno forte nel piatto.
Abbassare la fiamma e lasciar cuocere lentamente.
Quando l’acqua per la pasta bolle, salare e aggiungerci gli spaghetti, cuocendoli solo per pochi minuti, devono giusto ammorbidirsi; scolare (attenzione, tenete una tazza da tè di acqua di cottura…può servire per mantecare in un secondo tempo!) e versare gli spaghetti e i dadfini di pancetta nella padella col vino, per terminarne la cottura.
Aggiungere un cucchiaio d’olio nella padella e continuare a mantecare (se in questa fase la pasta dovesse asciugare troppo, unire qualche cucchiaio di acqua di cottura), per far uscire l’amido dagli spaghetti, fino ad ottenere una cremina leggera. 
Una volta pronta, deve essere scivolosa e di colore violaceo.
Dare una spolverata di pepe, unire il parmigiano e continuare a mantecare in padella calda ma a fiamma spenta.
Servire caldissima.
 
 
 
 
 
 
 Ah, vorrei precisare che questa delizia infinita è stata realizzata prima della “fase dieta”, però una volta ogni tanto credo si possa mangiarne anche una piccola porzioncina, insieme ad una bella ciotola di insalata e niente pane a pranzo…la mia nutrizionista è sempre del parere che anche i carboidrati non vanno abbandonati, basta solo ridurre le porzioni…poi una bella camminata e via!
Dai non intristiamoci: di brutture ce ne sono già troppe in giro, no?!
 
A me poi, questo colore mette allegria; inoltre è proprio il colore top della stagione, definito Marsala: io lo adoro da sempre, se volete saperne di più qua, qua ed anche qua potrete avere qualche dritta al riguardo!
 
Scappo a svolgere le incombenze quotidiane, non prima di avervi augurato un sereno inizio settimana, pieno di positività e di grinta.
Alla prossima!
 
 
 
 



Biscottoni rustici gluten free ai lamponi, e una lettura per il fine settimana….

 

 Questo post mi fa venire fame solo a scriverlo….
…ebbene si, la nefasta sentenza è arrivata proprio ieri sera:
ormai quel momento veniva rimandato da molto, troppo tempo.

Però alla fine non c’è stato scampo…son dovuta salire. 
Sulla bilancia.

E si, lo ammetto. Mi ha preso un colpo al cuore.
Stavo svenendo.
Non potevo credere ai miei occhi…

Ottimo, non giungo a conclusioni, tanto avete capito perfettamente quello che volevo dire: da lunedì dieta.
Ma seria, questa volta. 
Non come quelle che ho iniziato innumerevoli volte e che puntualmente sono finite nel dimenticatoio.

 

Il mio problema però è che amo troppo mangiare!
Non sono una che esagera nelle quantità, neppure spilucca esageratamente…è che non so per quale strana ragione, assimila in una maniera incredibile. Da sempre, intendiamoci…ma ora che inesorabile si avvicina l’età della menopausa (eh, già…son vecchietta io, nè?!) la cosa ha raggiunto livelli paurosi; i rotoli si accumulano inesorabili tutti intorno al girovita, che mi fanno sembrare un rotondissimo neonato panciuto, dentro a un salvagente: ho reso l’idea?!

Vabbè…

Si da il caso però, che in casa mia alberghino, oltre a me ridotta in questo stato, un marito in linea che più in linea non si può (mannaggia a lui) il quale, quando  ha fame, di problemi proprio non se ne fa…e un’adolescente rotondetta ma giustamente affamata, come è normale che sia a quindici anni dopo una giornata passata sui libri.

Bene, quindi a questo punto…cosa preparare per dolce?!

Ah, direte voi, il dolce se sei a dieta non devi prepararlo!
…ed avete ragione, ma come si fa?! 
Loro non c’entrano nulla con i miei rotoli, cavolina…

 

 

 E così, la povera Simo, ecco che si mette all’opera, cercando di trovare la giusta soluzione per accontentare un pò tutti…
Creando un biscotto leggero ma goloso al punto giusto, bello da vedersi ma non troppo calorico in modo da non creare troppi sensi di colpa…si, agli altri, non a me.
Che non ne assaggerò neppure uno.

…uhm…magari uno si, dai, per vedere com’è venuto.

Intanto le mie amiche celiache Antonella, Elisa (figlia di Ivana), Stefania e tutte le altre (la lista è lunghissima!!!)sono belle che accontentate 😉

 

teglia per biscotti Le Creuset

 

 

Ingredienti (Ricetta presa da Sale e pepe di dicembre, ma da me leggermente modificata) per una teglia

125 g farina di riso
1 uovo grande sbattuto
60 g zucchero semolato
55 g burro a temperatura ambiente
poco meno di mezzo cucchiaino da caffè di lievito vanigliato per dolci
1 cucchiaio colmo di gocce di cioccolato bianco
una tazzina da caffè piena di lamponi freschi
un pizzico di sale

Per prima cosa accendere il forno e portarlo a 180°.
Impastare in un’impastatrice o a mano in una ciotola (io nel Ka con il gancio a foglia)  il burro con lo zucchero, unire metà dell’uovo sbattuto e poi la farina di riso miscelata col lievito e col pizzico di sale.
Io ho ottenuto un impasto molto morbido, dovuto alla farina di riso…unire con molta delicatezza i lamponi (alcuni si spappoleranno un po’, ma non fa nulla) e le gocce di cioccolato, mescolando con una spatola.
Con un cucchiaio fare dei mucchietti di impasto e porli in ogni cavità dello stampo leggermente imburrato ( potete anche metterli su una teglia ricoperta di carta forno…in cottura poi si allargheranno, i miei sono rimasti in forma proprio perchè nello stampo!).
Infornare per 13-15 minuti in modalità ventilata, si devono dorare appena ed avere qualche piccola crepa in superficie.
Spegnere il forno , lasciarli raffreddare e voilà, eccoli pronti!
Un gioco da ragazzi, no?!

 

 

 

 

Che ne dite…non sono bellissimi e golosi?!
Peccato poterli vedere solo in foto, sob…

Vabbè, comunque vi terrò aggiornati sui miei progressi alimentari….ehm, diciamo così.

Nel frattempo, prima di augurarvi un sereno fine settimana, permettetemi di raccontarvi dell’ultimo libro che ho letto durante le feste.
Un libro che mi è piaciuto tantissimo, e che, forse come mi accade pochissime volte, ho acquistato dopo aver visto il film da cui è stato tratto.
Una sera infatti, durante le feste, io e mio marito eravamo soli in casa, in quanto nostra figlia era ad una festa di compleanno, e davano su Sky per l’appunto questo film, Philomena; avendo pienamente potere dello scettro chiamato telecomando, ne abbiamo approfittato per vedere qualcosa che non fossero serie a puntate, telefilm, reality, musica e quant’altro…

Lo ammetto, non è un film leggero e fa alquanto riflettere (mio marito infatti non so come lo abbia potuto vedere sino alla fine, ma chissene…) ma a me è piaciuto tantissimo, in alcuni momenti mi ha anche commosso, e così ho deciso che mi sarei presa il libro quanto prima.
Detto fatto, dopo qualche giorno, a seguito di una capatina in libreria, il volume era già fra le mie mani…

 

 

 

 

Ecco la breve trama presa dal sito Piemme

Quando Martin Sixsmith, noto giornalista in cerca di nuova occupazione,
accetta di incontrare quella donna sconosciuta, non ha molte
aspettative. Ma poi, la donna lo invita a indagare sul segreto che, dopo
un riserbo di quasi cinquant’anni, la madre Philomena le ha svelato, e
il suo istinto da giornalista non sa tirarsi indietro.
Philomena è poco più che una ragazzina quando rimane incinta. È giovane e
ingenua, senza cognizione dei fatti della vita e la società irlandese
del 1952 la considera ormai una “donna perduta”. Rinchiusa in un
convento, poco dopo darà alla luce Anthony. Per tre anni si occupa di
lui tra quelle mura, fino a quando le suore non glielo portano via per
darlo in adozione, dietro compenso, a una facoltosa famiglia americana,
come accadeva in quegli anni a migliaia di altri figli del peccato.
Non c’è stato giorno da allora in cui Philomena non abbia pensato al suo
bambino, senza mai abbandonare il sogno di ritrovarlo, e cercando in
segreto di rintracciarlo. E senza immaginare che, dall’altra parte
dell’oceano, anche suo figlio la stava cercando.
Nella sua ricerca, Martin porterà alla luce segreti, ipocrisie e soprusi
occultati per anni e annoderà le fila di due anime separate alla
nascita e spinte l’una verso l’altra da una sete d’amore inesauribile.

Molto bello, intenso, in realtà un pò diverso dal film dove in primo piano c’è la storia di Philomena alla ricerca del figlio aiutata da Martin…qui invece viene dato più spazio a tutta la storia del figlio Anthony- Michael, dalla nascita, al trasferimento negli Stati Uniti, sino alla sua morte avvenuta nel 1995, per Aids.
Io l’ho letto in tre giorni, (anche se lo ammetto, certi capitoli erano meno leggeri di altri) e lo consiglio vivamente, è davvero imperdibile.

Così adesso vi saluto…
..vi auguro di trascorrere un sereno fine settimana, magari a leggere questo bel libro (o a guardarvi il film, perchè no!)sgranocchiando un buon biscottino.

Che volere di più?!

Un abbraccio, alla prossima

 




Filoncini integrali alle noci

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Chi mi conosce sa che la pazienza non è il mio forte.
O meglio…sono una che persevera nelle cose, se non ci riesce riprova e ce la mette tutta….ma quando si mette a far qualcosa, la vorrebbe terminare in quattro e quattr’otto. 

Le cose lunghe, dove si deve pazientare…beh, non fanno per me.
Devo dire in realtà che spesso sgrido mia figlia quando per fare in fretta nelle verifiche magari dimentica qualcosa o fa errori stupidi, di quelli che, se ti fossi messa a rileggere con pazienza, non avresti sicuramente fatto…ma tanta era la fretta di consegnare e chiudere un capitolo, che…..
…vabbè, non facciamoci troppo sentire che è meglio!!!!

Con le lievitazioni poi non ci vado particolarmente d’accordo. Qua qualcuno riderà, ma in casa mia ci deve essere qualche influsso negativo che incombe appena metto una ciotola di impasto a lievitare…non so perchè a me non riescono mai quelle meraviglie che vedo nei vari blog: gli impasti non triplicano mai, ma a malapena si gonfiano un pochetto; ed ho provato a trovare diverse soluzioni, oh si…è che probabilmente non mi approccio nel modo giusto ecco. 
Forse anche a livello mentale non sono predisposta, chi lo sa….

Questo pane però mi viene bene.
Certo, è di una facilità assolutamente elementare, però non mi ha mai deluso…generalmente lo faccio tondo, come potete vedere qua. La ricetta è della mia adorata Lorraine (a proposito su Gambero Rosso danno le ennesime repliche, io le ho viste mille volte ma non me le perdo!) e questa volta ho voluto provare a cuocerlo in uno stampo da baguettes(recente acquisto!), aggiungendo delle noci nell’impasto.
Il risultato mi ha piacevolmente conquistata, anche se in realtà preferisco comunque la versione tonda, che rimane assolutamente più soffice, e voglio mostrarlo anche a voi.

 

 

 Il problema di questo pane è che purtroppo crea dipendenza…
…un pezzettino alla volta, sarei capace di mangiarmi tutto un filone intero senza accorgermene, sob!

Ingredienti:
225 g farina di grano tenero tipo 1 macinata a pietra per me Molino Rossetto
225 g farina integrale macinata a pietra per me Molino Rossetto
1 cucchiaino di sale fino integrale
1 bustina di lievito secco di birra Molino Rossetto
1 cucchiaio di miele per me Miele del bosco Rigoni di Asiago 100% bio
330 ml acqua calda ma non bollente
olio vegetale q.b
latte per spennellare la superficie
una manciata di gherigli di noce spezzettati

Preparazione:
Mettere le farine in una ciotola aggiungendo sale e lievito, mescolando con un cucchiaio di legno.
Fare un buco nel mezzo e versarci l’acqua e il miele. Unire le noci, mescolare bene col
cucchiaio di legno e compattare poi con le mani per formare una palla,
appoggiarla su una teglia rivestita con carta forno ed infarinata.
Coprire con pellicola alimentare spennellata di olio vegetale e
lasciarlo a lievitare coperto anche con un panno di lana per tenere più
calore…io nel frattempo ho acceso il forno per portarlo a temperatura e
l’ho piazzato proprio lì davanti, su una sedia.
Mentre il pane lievita, accendere dunque il forno e portarlo a 200°.
Lasciare lievitare fino al raddoppio, circa un’ora…
Prendere poi l’impasto e dividerlo in tre parti, formando dei filoncini: io avevo lo stampo, che ho infarinato e li ho deposti lì dentro, ma potete anche formare dei filoncini e posizionarli ben separati fra loro su una teglia da forno normalissima.
Lasciare lievitare ancora una mezz’oretta, coprendo con uno strofinaccio, sempre davanti al forno.
Creare quache taglio sulla superficie dei filoncini utilizzando una lama, distribuire in superficie qualche gheriglio, spennellare poi con del latte e infornare mettendo nel forno, sul fondo, una teglia con una decina di cubetti di
ghiaccio, in modo da formare la giusta umidità  per rendere il pane in
cottura morbido dentro e croccante in superficie.
Cuocere quindi a 200° per 30-40 minuti…il pane è cotto alla perfezione quando, battendolo sul fondo si sente un rumore sordo.

I miei filoncini in mezz’oretta erano cotti perfettamente………

 

 

 Ottimi accompagnati da una bella fettina di salame felino, o un pezzettino di parmigiano…o ancora del formaggio spalmabile…insomma chi più ne ha più ne metta. 
E’ strepitoso anche da solo, caldo poi….da delirio!

Quindi buon inizio settimana a tutti…con queste immagini partirà sicuramente alla grande, eheheeh, che ne dite?!
Un abbraccio e alla prossima

 




Vellutata alla carota viola

 

 Buongiorno a tutti amici ed amiche…passate bene le feste?
Ecco che dopo l’Epifania, che tutte le feste se le è portate via, si ricomincia con i normali ritmi e abitudini.
Devo essere sincera, anche quest’anno non ne vedevo l’ora…bello tutto, si, ma il fatto di tornare a dei ritmi più incalzanti, meglio si addice a me e al mio modo di essere.
Bello godersi pigramente qualche giorno di vacanza, bello poltrire un pò di più del dovuto, bello godersi la propria famiglia ventiquattro ore su ventiquattro, ma non so, forse non sarò normale…io dopo un pò inizio a scalpitare, inizio ad avere voglia di un pò di frenesia, di buttarmi a capofitto nelle giornate, di avere tante cose da fare che mi impegnino!

Purtroppo anche io, come credo molti di voi, ho un pò esagerato con dolcetti ed affini…più che altro quello che mi frega in questi pasti festivi, sono gli antipastini, tutte quelle leccornie sfiziose e golose, alle quali difficilmente riesco a rinunciare. 
E poi, da buona lombarda, come dire di no a lui…sua maestà il panettone?!
Me lo gusto e pregusto, devo cercare di non tenerlo in casa, altrimenti non riesco a farne a meno….piuttosto una fettina millimetrica, ma lo devo assaggiare…mi fa andare in visibilio! 
Si, sono una di quelle che potrebbe mangiare panettone anche a ferragosto…di questo dolce non m stanco mai.
Infatti si vede….ehm…si sente anche se salgo sulla bilancia, ahimè.

Quindi…via, ora si cambia registro!
Ieri ho pulito casa per benino, tolto tutti gli addobbi natalizi, smontato l’albero e riposto il tutto in solaio: ora tocca anche depurare e “pulire” un pò il nostro corpo, in particolare il nostro intestino e fegato, messi a dura prova da queste cosucce un pò così, mangiate durante le feste.

La mia proposta di oggi consiste in una vellutata confortevolissima, bellissima anche da vedersi, con il suo colore rubizzo e invitante: la vellutata alla carota viola.

 

 

 Morbida, calda, leggera e saporita, la trovo perfetta per i pasti del dopo-feste…pensate che anche mia figlia, che con le verdure ha un rapporto un pò conflittuale, l’ha gradita e divorata!

Vi lascio i dosaggi e gli ingredienti per tre persone, potete diminuire o aumentare a piacere…ottima anche da gustare il giorno dopo o il pasto successivo: a me è successo di prepararne un pò di più e di scaldarla la sera per cena…deliziosa, come appena cucinata.

Mi è piaciuto servirla con un cucchiaio di créme fràiche ed un pizzico di semi di chia, che ultimamente metto un pò dappertutto, visto che fanno davvero tanto bene!

 

 

 Ingredienti per tre persone:

300 g carote viola
80 ml di marsala
un pezzettino di cipolla bianca
500 ml circa di brodo vegetale
sale e pepe
una noce di burro e un goccio d’olio
qualche fogliolina di timo

per servire:
semini di chia, q.b
crème fràiche, qualche cucchiaio

Preparazione:
Pulire, pelare ed affettare le carote (mi raccomando, usate dei guanti in silicone, ed attenzione alle superfici della cucina, poichè lasciano il colore ovunque!).
Tritare finissimamente la cipolla, metterla in una casseruola insieme all’olio e al burro e farla leggermente stufare, aggiungendo un cucchiaio d’acqua, senza friggerla; unire le carote e alzando la fiamma, rosolarle per alcuni minuti.
Sfumare col marsala, aggiungere le foglioline di timo, salare, pepare e far evaporare l’alcool a fiamma vivace per qualche minuto, mescolando ogni tanto.
A questo punto aggiungere alcuni mestolini di brodo e cuocere abbassando la fiamma e col coperchio, per circa una quindicina di minuti.
Versare le carote in un blender o in un frullatore, io ho utilizzato questo della serie Illumina di Russell Hobbs, (che ha diverse funzioni per ottenere delle preparazioni perfette, in questo caso ho utilizzato quella specifica per vellutate), aggiungere ancora del brodo caldo, non tutto però, e iniziare a tritare.
Verificate se la consistenza è quella che desiderate, nel caso fosse ancora troppo soda aggiungete altro brodo bollente, man mano fino al raggiungimento della morbidezza desiderata.
Io alla fine devo averne utilizzato circa mezzo litro, fra cottura e frullatura, però regolatevi voi…alcune persone lo preferiscono più sodo, altre più liquido, quindi regolatevi a piacere in questa fase con le quantità.

Servite subito dentro a delle ciotoline o tazze, versandoci al centro una cucchiaiata di crème fràiche e, se li gradite, dei semini di chia; potete anche servire la vostra vellutata con dei crostini di pane, della frutta secca spezzettata…insomma quello che vi suggerisce la vostra fantasia!

 

 

 Con questa ricettina salutare e leggera, vi saluto…oggi è giornata di pulizie, e dopo aver smontato tutti gli ammennicoli natalizi, una bella spazzata generale è d’obbligo!

Un abbraccio, alla prossima

 




E’ on line il nuovo Taste & More, il primo del 2015!

Eccoci qua, anno nuovo…numero nuovo, ehehehe!
Si, è con piacere che vi voglio mostrare il nuovissimo numero di Taste & More, tutto da sfogliare, leggere e gustare…noi tutte blogger che vi partecipiamo, speriamo di essere riuscite anche questa volta a realizzare una rivista speciale….ce l’abbiamo messa proprio tutta!

Anche in questo nuovo numero le ricette sono tante, per tutti i gusti :
…parleremo di pie salate, di ricette a lenta cottura, di vellutate comfort food, perfette per queste giornate così fredde e corte d’inverno.
Inoltre ricette speciali con le patate, cucineremo il pollo in tante nuove versioni appetitosissime, vi proporremo alcune idee per i dolci di carnevale…
…e poi le rubriche fisse come le ricette senza glutine, lo sweet corner, l’etnico, il cheap & spicy, e tante altre belle idee tutte per voi.

Ricordo che taste & More non si trova nelle edicole, ma è possibile visionarlo cliccando sull’immagine che trovate qui sotto…che dirvi ancora…
…non siete curiose/i?! Correte…
Buona visione!

 

 

 



Tortini zucca e cioccolato, per una pigra colazione d’inverno

 

 

Buon 2015!
Ebbene ci siamo….
Siamo entrati in pieno nel nuovo anno.
Come dicevo nello scorso post, mi auguro e vi auguro tanta positività e voglia di sorridere alla vita, sempre…
In questi giorni intanto, me la prendo veramente con calma.

Lo ammetto, la calma non è di certo una delle doti che mi caratterizzano: sono sempre in corsa, presa da mille cose che, anche se non ho da fare, mi vado a cercare…mi è stato sempre inculcato che il tempo non si butta e non si perde.
Dopo la parentesi dell’ernia, che mi ha segnato profondamente, ho capito che ritagliarsi dei momenti di relax è importante; quindi ultimamente li cerco e me li godo, magari leggendo, vedendo un programma tv che mi piace, ricamando o sferruzzando, o comunque facendo quello che mi piace e mi fa stare bene.

In questi giorni in cui marito e figlia sono a casa in vacanza, anche le colazioni (che come sapete adoro!) sono rilassatissime e molto pigre…ci si alza più tardi del solito (anche se comunque presto, nè?!), i tempi sono dilatati, tutto è fatto con calma e lentezza, ci si gusta un dolcetto insieme davanti ad una fumante tazza di latte o tè (per me), chiacchierando, pianificando la giornata (ci siamo fatti alcuni bei giretti e anche piccoli momenti di shopping!), insomma tutto acquista un altro colore e sapore.

In questi giorni fa un freddo pazzesco qua a Milano, e il tepore della casa, al mattino appena alzati, fa venire voglia di qualcosa di coccoloso e buono.
Come già vi ho detto, la mia cantina pullula di zucche fino quasi all’arrivo della primavera…sapete che amo acquistarle quando si trovano a buon mercato, e poi le conservo lì, per poi gustarle quando mi va in tutta la loro bontà. 
Se è il caso le congelo anche a piccoli pezzi, per poi poterle mangiare anche in piena estate, se ne ho voglia!

Qualche giorno fa ne ho aperta una…
…con una parte ci ho fatto la vellutata, un’altra è finita dentro ad una torta salata, un pò l’ho gustata nel risotto e quella che mancava all’appello è stata utilizzata per questi dolcetti strepitosi.
La ricetta arriva dritta dritta dal blog di Rossella, alias Vaniglia…a proposito, avete visto il suo ultimissimo e bellissimo libro?!
Io me lo sono regalato, e devo dire che mi è piaciuto un sacco…presto arriverà qualche ricetta presa da lì, adoro le mandorle e anche io, come lei, se posso, le metto ovunque!

Comunque, dicevo, questa ricetta di Vaniglia mi aveva colpito tempo fa, e me l’ero segnata nella to do list…ecco, il momento alla fine è arrivato.

…beh, che dire dei tortini realizzati?! 
Ottimi!
Umidi, golosi, dolci al punto giusto ma leggeri e perfetti per la colazione (ma anche lo spuntino, la merenda….)
Voglio mostrarli anche a voi!

La ricetta è presa pari pari dal suo blog, anche se ho apportato qualche piccola modifica…
…grazie Rossella!

 

 

 

 

Ingredienti per circa 8 dolcetti
200 g farina (io ho usato quella di farro di Molino Rossetto)
250 g polpa di zucca (Rossella la cuoce al forno…io invece questa l’ho cotta al vapore)
120 g zucchero muscovado per me della Waves of Sugar 
2 uova
60 g latte
60 g olio d’oliva per me Olio Dante 
1 bustina di lievito per dolci per me sempre di Molino Rossetto  
100 g pepite o scaglie di cioccolato fondente

Preparazione:
Per prima cosa preriscaldare il forno a 180°.
Mescolare la polpa di zucca alle uova leggermente sbattute ed allo zucchero; continuando a mescolare con una frusta o nel Ka come ho fatto io, aggiungere il latte e l’olio.
Setacciare insieme lievito e farina, ed aggiungerli al composto.
Per ultimo unire le pepite o le scaglie di cioccolato, tranne un paio di cucchiaini, e versare il composto in otto stampini da mini cake o muffins, i miei erano in cartoncino molto divertenti e sfiziosi.
In superficie aggiungere le restanti pepite (o scaglie) di cioccolato tenute da parte; infornare per circa 25 minuti a modalità ventilata.
Sfornare, lasciar raffreddare su una gratella e gustare!

 

 

 

 

Mia figlia, che ama le sperimentazioni, l’ha gustato a piccoli pezzetti dentro ad una bella porzione di yogurth greco…ha detto che era spaziale.
Io ho preferito mangiarlo così, in purezza…e in lentezza, ovviamente!

 

 

 

 

Buone lente giornate a tutti voi.
So che sempre non è possibile, ma appena potete, assaporate ogni tanto il piacere della lentezza!
Createvi degli attimi da vivere così, solo per voi.

Vi stupirete di quanto questo vi farà stare bene…e vi darà la carica e l’entusiasmo giusti per affrontare la vita sorridendo.

Buon anno nuovo allora
…e buon relax!
Ve lo auguro di cuore.
Un abbraccio grande