Le mie ultime letture

Era da un po’ amici ed amiche che non arrivavo a proporvi un post su “le mie ultime letture”…in effetti ho avuto un periodo un po’ incasinato, e la sera arrivavo a letto solo giusto in tempo per crollare distrutta e dormire come un sasso.
Però sapete che leggere mi piace troppo, e, se riesco a trovare del tempo per me, oltre a lavorare all’uncinetto (che mi rilassa tantissimo) non disdegno una bella e sana lettura.
Quelle che vi voglio mostrare oggi sono quindi alcune delle mie ultime letture: una è un romanzo meraviglioso, che ho divorato nonostante le settecento e più pagine; le altre due sono state scritte da un’amica blogger di grande competenza e parlano di erbe, cortecce, fiori, frutti e cucina.
Non voglio dilungarmi oltre, vorrei passare subito a mostrarvele…



Questo è il primo libro che voglio mostrarvi…devo ammettere che ne sono stata attratta appena l’ho visto in libreria.
Avevo seguito avidamente la serie trasmessa su Sky, e volevo assolutamente leggere anche il libro per poi valutare se la serie lo rispecchiava, o se era meglio la lettura.
Beh, la serie è assolutamente identica al libro, credetemi: per la prima volta non sono in grado di saper dire se ho preferito l’una o l’altro!
Solitamente, per me i libri vengono assolutamente prima della televisione…non amo particolarmente guardare la tv, preferisco se ho del tempo libero lavorare all’uncinetto, leggere o pasticciare..
Qua il discorso è un po’ differente perchè nella serie tv il protagonista, Harry Quebert, è impersonato da uno degli attori che adoro di più in assoluto ovvero Patrick Dempsey e quindi ho guardato la serie che mi ha davvero appassionato.
…riassumendo tutto sto discorso, e tornando però alla lettura, beh…anche se le pagine sono 784, io vi consiglio di leggerlo, sì.
Dovrete prestare attenzione soprattutto all’inizio perchè ci sono diversi flashback che spesso sviano un po’, ed anche i personaggi sono tanti, ma la lettura è talmente coinvolgente ed appassionante che prenderete immediatamente un ritmo di lettura veloce e non riuscirete a staccarvene, fidatevi….e il finale…beh, non è scontato per nulla.

” 30 agosto 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare.
Nulla ad Aurora, New Hampshire, sarà più lo stesso.
Trent’anni dopo le indagini vengono riaperte e inizia la ricerca della verità sul caso Harry Quebert.

Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, è nel pieno di un blocco creativo. Così decide di rivolgersi al suo mentore, Harry Quebert, uno degli autori più stimati del paese, nella speranza di superare la crisi e consegnare in tempo il suo nuovo libro.
Ma quello che aspetta Marcus non è certo una vacanza: nella villa di Harry infatti la polizia rinviene dopo trent’anni il corpo della giovane Nola Kellergan, scomparsa nel 1975.
Tra i due si era consumata una relazione burrascosa, anche per via della differenza d’età, quindi lo scrittore diventa presto l’indiziato principale, l’opinione pubblica gli si avventa contro e accusato di omicidio rischia la pena di morte.
A Marcus il compito di investigare: tra i libri del suo maestro, nel passato degli stimati abitanti di Aurora, con il solo obiettivo di salvare Harry, la propria carriera e forse anche sé stesso.

“Recensione presa da Amazon – la verità sul caso Harry Quebert

Ed eccomi a descrivervi gli altri due libri che ho recentemente acquistato, letto, e molto gradito: sono due libri ricchi di informazioni pratiche, consigli, ricette di cucina e rimedi naturali su quelle che sono radici e cortecce – fiori e i frutti che troviamo sui banchi del mercato, nell’orto, in giardino, in erboristeria…
Mi sono piaciuti tantissimo: la grafica, le illustrazioni tutte in bianco e nero come se fossero disegnate con china e pennino (non ci sono fotografie!), la sua essenzialità e semplicità di scrittura e facile comprensione.
Conosco l’autrice che stimo tanto e devo farle i miei complimenti, sperando che alla collana si aggiungano nuovi titoli: li acquisterò sicuramente! (Fra l’altro il prezzo è davvero ottimo!)

In salute con radici e cortecce”
Nutrirsi di erbe, fiori e persino di radici o cortecce d’albero.

Fino a qualche anno fa per chi abitava in campagna era normale cibarsi di alimenti che crescevano spontaneamente nei campi e nei boschi dietro casa. Un’usanza che abbiamo perso e ci appare decisamente strana, come se appartenesse a un’altra epoca.
Eppure, chi non ricorda certi pomeriggi nei campi con il nonno e la nonna a raccogliere la camomilla o la borragine, le radici di tarassaco o l’ortica? Questo libro, grazie alle tante ricette, alle informazioni e ai consigli, conferma tutte le virtù di radici e cortecce.

“In salute con fiori e frutti”
Energizzanti, ricchi di vitamine e sali minerali.

Questa è la carta d’identità della maggior parte dei frutti, ma non tutti sanno che le stesse caratteristiche si possono attribuire anche a moltissimi fiori, che diventano gli alleati naturali non solo per piatti gustosi e originali, ma anche per tisane, decotti e maschere di bellezza.
Quindi via libera ad ananas, ciliegie, cocomeri, ma anche a lavanda, malva, rosa canina e tanto altro. Questo libro, grazie alle molte ricette, alle informazioni e ai consigli, conferma tutte le virtù di fiori e frutti.

Info prese dal sito La Feltrinelli

Quindi che dirvi?! A me sono piaciuti un sacco e mi sento di consigliarli anche a voi; spero che questa piccola parentesi di lettura sia di vostro gradimento: non si può solo mangiare, no?! Dobbiamo saziare anche l’anima con qualche bella lettura, dico io!
Ora vi saluto augurandovi un sereno fine settimana, pieno di cose belle e…di sole (speriamoooooo)
Un abbraccio




French toast alla frutta fresca

L’altro giorno al mercato ho visto le fragole fare capolino sul banco…non ho resistito e le ho comprate.
Mia figlia le adora, ed essendo molto presa in questo periodo (ed anche un po’ stanca) con lo studio e tutti i suoi altri vari impegni, ho pensato quindi di farle una sorpresa: regalarle una delle colazioni che lei ama particolarmente, un po’ calorica, forse sì, ma anche appagante e deliziosa; una coccola ogni tanto, quando ce vò, ce vò.
L’ho fatta ovviamente felice, preparandole un french toast alla frutta fresca (fragole, in questo caso!) ed ho voluto alleggerirlo ed utilizzare una bevanda che ho scoperto recentemente, dopo essere stata ospite al Social Brunch di Sonia Peronaci qualche domenica fa, e precisamente questa, di Adez.
Siccome da poco ho anche letto un nuovo libro (che mi piace un sacco!), volevo provare qualche ricettina…il libro in questione è “Bevande e dessert con latti vegetali” di Martina Tallon edito da Red!; la ricetta di questo French Toast arriva proprio da lì, con qualche mia piccola modifica in corso d’opera e, credetemi, ci sono davvero tante piccole idee squisite che si realizzano facilmente, ve lo consiglio!



French Toast alla frutta fresca

Soffici, profumati e non eccessivamente pesanti, sono davvero una soluzione perfetta per la colazione o la merenda, o anche uno spuntino mentre si sta studiando o lavorando…
Nella versione originale questi French Toast erano grondanti di golose e dolcissime amarene allo sciroppo; in base alla stagionalità potete arricchirli con frutta fresca, ed ovviamente, come nella ricetta originale, se vi va, utilizzare quella sciroppata (come ad esempio queste mie ciliegie che si possono preparare e conservare proprio per essere gustate in mille modi….piccolo consiglio goloso, ehehehe!)


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French Toast alla frutta fresca
Se cercate una colazione o una merenda super deliziosa, questi French Toast alla frutta fresca faranno davvero per voi!
French toast alla frutta fresca
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 10 minuti
Porzioni
persone
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 10 minuti
Porzioni
persone
Ingredienti
French toast alla frutta fresca
Istruzioni
  1. Versare la bevanda vegetale in una capiente ciotola, aggiungere lo zucchero a velo e l'amido di mais, amalgamando bene con una piccola frusta, in modo da eliminare ogni eventuale grumo.
  2. Mondare e lavare le fragole, asciugandole bene, poi farle a piccoli spicchi o fettine, spruzzandole con un po' di succo d'arancia. Accendere il fuoco e sciogliere un cucchiaino di olio di cocco in un padellino antiaderente.
  3. Immergere brevemente le prime due fette di pane nel composto liquido, poi cuocerle in padella su ogni lato dorandole ben bene e formando una crosticina deliziosa e sottile. Proseguire allo stesso modo anche con le altre fette, poi, quando sono ancora belle calde, posizionarle su due piattini individuali e farcirle con le fragole (mettendone un po' anche in superficie), irrorando abbondantemente il tutto con sciroppo d'acero prima di servire.
Recipe Notes

La ricetta originale prevedeva latte di farro al posto di quello d'avena, ma qualsiasi bevanda vegetale va benissimo.

Al posto dell'amido di mais è possibile, sempre come da ricetta originale, utilizzare l'arrow root; se non avete l'olio di cocco per dorarli in padella, va bene anche del burro.

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French Toast alla frutta fresca

Visto che il fine settimana sta arrivando, perchè non pensare di prepararli alla colazione del dì di festa?
O servirli ad un brunch della domenica?
O ancora prepararli come merenda per i vostri ragazzi o da portare a vostro marito come colazione a letto?!
Caldi, morbidi e deliziosi, arricchiti da tanta buona frutta, beh….saranno assolutamente irresistibili e farete felici chi amate, ne sono certa!
Ora scappo e vi auguro un sereno fine settimana baciato dal bel tempo e pieno di cose belle…a presto 🙂




Fusi di pollo alle arance e balsamico

Qualche tempo fa, ho avuto la fortuna di trovare un contadino da cui poter acquistare del pollo ruspante: ovviamente non mi son lasciata scappare l’occasione perchè, oggi come oggi, è sempre più difficile gustare della carne buona, sana e genuina.
Che ricordi, quando da bambina, il pollo che mangiavo era quello che arrivava dritto dritto dal pollaio dei miei zii: galline che razzolavano nel prato (spesso mi rincorrevano pure!), mangiavano erba e un pastone che loro preparavano a base di farina di mais, cruschello e non so cos’altro…spesso venivano dati loro anche gli scarti delle verdure dell’orto, insomma se la passavano bene!
Non parliamo poi delle uova che producevano…una delizia…a volte pure con due tuorli giallissimi!
Comunque, in casa mia siamo onnivori; non esageriamo con la carne ma ci piace ogni tanto gustarne un buon taglio: prediligiamo solitamente la carne bianca, ma ogni tanto non disdegnamo neppure quella rossa, che io amo fare ai ferri oppure con lunga cottura, brasata o stufata.
Oltre ad acquistare un bel pollo intero, ho optato anche per dei fusi, che a casa mia piacciono tanto essendo belli teneri e con poco scarto; ho pensato subito a come poterli cucinare (già in passato vi avevo mostrato qualcosa qui, o ancora qui, perdonate le brutte foto ma era una vita fa!) e mi è venuta in mente una ricetta vista su uno dei libri che ultimamente mi son piaciuti di più. Il libro in questione è “La cena perfetta” di Angela Frenda, e la ricetta è quella del pollo ruspante agli agrumi e balsamico…io ho fatto qualche piccola modifica in corso d’opera, ma alla fine il risultato mi ha proprio soddisfatta: i miei fusi di pollo alle arance e balsamico son venuti la fine del mondo!!!



fusi di pollo alle arance e balsamico

E’ una ricetta veloce e di ottima resa…si fa praticamente da sola, e permette di ottenere un pollo davvero succulento e saporitissimo, perfetto anche se vi capitano amici a cena e non sapete cosa fare: insieme ad una bella padellata di patate arrosto oppure una coloratissima e fresca insalata, del buon pane croccante, voilà!
Pronto in tavola 😉

la cena perfetta


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Fusi di pollo alle arance e balsamico
Questi fusi di pollo alle arance e balsamico, sono saporitissimi, gustosi e facilissimi da fare! perfetti per il pranzo della domenica in famiglia
Fusi di pollo alle arance e balsamico
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 40 minuti
Tempo Passivo 15 minuti
Porzioni
persone
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 40 minuti
Tempo Passivo 15 minuti
Porzioni
persone
Fusi di pollo alle arance e balsamico
Istruzioni
  1. Sciacquare ed asciugare i fusi di pollo, poi condirli con gli aghetti di rosmarino, sale e pepe in quantità a piacere, massaggiandoli bene per insaporirli. Adagiarli in una ciotola, sigillarla con pellicola e far riposare a temperatura ambiente per dirca un quarto d'ora, in modo da far penetrare il condimento e i sapori nella carne.
  2. Prendere quindi una padella antiaderente e metterci un goccio d'olio; una volta caldo, rosolare i fusi da tutte le parti per circa una decina di minuti, abbrustolendo un poco la pelle. Toglierli dalla padella, asciugarli bene con carta da cucina per eilminare il grasso, poi metterli un attimo da parte.
  3. Prendere una padella o casseruola in ghisa, adagiarci i fusi e cuocerli in forno preriscaldato a 200° per circa 20 minuti, con funzione statica. Lavare nel frattempo ben bene le arance e tagliarle a spicchi con la buccia; metterle in una padella dal fondo spesso, versarci sopra il balsamico e cuocere per un paio di minuti in modo da ottenere un condimento caramellato.
  4. Togliere la pentola dal fuoco ed aggiungere il burro, amalgamando bene. Versare il condimento appena preparato sui fusi di pollo, rimettere in forno e cuocere per altri dieci minuti stavolta con modalità ventilata, in modo da dorare bene il tutto. Servire caldissimi.
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fusi di pollo alle arance e balsamico

Che ne dite, non vi ho dato un’ideuzza anche magari per il pranzo della domenica in famiglia?! Io la trovo davvero super!
Insieme alle idee che vi ho mostrato prima, vi voglio lasciare anche la proposta di un’amica, Mirella del blog Cucina e Svago, che propone i fusi di pollo alla pancetta e mirto, mmmm….andate a vedere che delizia!
Io vi saluto, e vi auguro un sereno fine settimana, speriamo baciato dal sole.
A presto!




Le mie ultime letture e buon fine settimana!

Buon venerdì amici ed amiche, oggi un post che non parla di cucina…o meglio, non direttamente: non vi presento nessuna ricetta, non vi racconto di qualche golosità realizzata per merenda, colazione, pranzo o cena.
Voglio, ed è da troppo tempo che non lo faccio, raccontarvi alcune delle mie ultime letture: chi mi conosce da un po’ sa che adoro leggere e spesso la sera non prendo sonno se non dopo aver letto qualche pagina; se poi le letture sono particolarmente avvincenti, beh…è anche capitato che crollassi addormentata e mi cadesse il Kindle sulla faccia (l’ultima proprio ieri sera, ahahahah!).
Del resto… dovevo assolutamente finire il libro e non riuscivo a staccarmene…
Comunque sia, come sempre ci tengo a dire che sono delle recensioni molto semplici, senza nessuna pretesa: io amo leggere e mi piace, attraverso queste paginette pasticcione, condividere ciò che mi ha particolarmente interessato e che mi ha in qualche modo toccato, tutto qui!
Stavolta vi parlerò di tre libri; uno come sempre di cucina (ogni tanto ci casco ancora nonostante la libreria ridondante, e mio marito che non riesce a capire perchè ho questa ossessione!), un secondo che è un romanzo thriller davvero appassionante, ed un terzo che è una toccante storia vera di vita vissuta.
Siete pronti quindi a scoprirli con me?!

 

Dolci hygge
Dolci Hygge di Bronte Aurell – Luxury books (immagine presa dal web)

 

Voglio iniziare subito con il primo libro, che è un libro di ricette dolci.
Un libro che non smetterei mai di sfogliare, talmente è bello…chi mi conosce sa quanti libri di cucina ho in casa, tantissimi (mai troppi, eh?!), forse però…questo è uno dei più belli che ho.
Bello in tutti i sensi…dalle foto meravigliose che trasmettono un senso di pace e di tranquillità, e che riescono a regalare quell’atmosfera hygge che tanto adoro e che cerco il più possibile di applicare anche alla mia vita quotdiana per trovare serenità.
La carta opaca bella da accarezzare, le immagini di questi dolci semplici ma bellissimi, che danno proprio l’idea di essere una coccola per l’anima e il corpo.
L’ho desiderato tanto, e adesso che l’ho comprato non vedo l’ora di mettermi a pasticciare un po’…ecco, uno dei pochi libri che, attraverso le sue foto e ricette, mi fa amare l’inverno facendomi venir voglia di mettere le mani in pasta ed accendere il forno seduta stante!

 

Il bambino silenzioso – Sarah A.Denzil – Newton Compton (immagine presa dal web)

 

Questo secondo libro invece è un bellissimo romanzo, un thriller che mi ha catturata e tenuta col fiato in sospeso per tutto il tempo.
Un libro di quelli che inizi a leggere e che non vorresti smettere mai, per arrivare in fondo e per vedere cosa succede pagina dopo pagina…mi è piaciuto tanto, e ve lo consiglio.
Non è noioso, è scorrevole ed appassionante; qua sotto vi lascio un breve riassunto preso dal sito di Newton Compton, così che vi possiate fare un’idea di che cosa racconta…

Nell’estate del 2006, Emma Price era lì quando fu ritrovato il cappotto rosso del suo bambino di sei anni, lungo il fiume Ouse.
Fu la tragica storia dell’anno: il piccolo Aiden era sparito da scuola durante una terribile alluvione, era caduto nel fiume e poi annegato. Il suo corpo non fu mai ritrovato.
Dieci anni dopo, Emma è riuscita finalmente a riacquistare un po’ di serenità. È sposata, incinta e le sembra di aver finalmente ripreso il controllo della sua vita quando… Aiden ritorna. Troppo traumatizzato per parlare, non risponde a nessuna delle infinite domande che gli vengono rivolte. Solo il suo corpo racconta la storia di una sparizione durata dieci lunghi anni. Una storia di ossa spezzate e ferite che testimoniano gli orrori che Aiden deve aver subito.
Perché Aiden non è mai annegato: è stato rapito.
Per recuperare il contatto con il figlio, ormai adolescente, Emma dovrà scoprire qualcosa sul mostro che glielo ha portato via. Ma chi, in una cittadina così piccola, sarebbe capace di un crimine tanto orrendo? È Aiden ad avere le risposte, ma ci sono cose troppo indicibili per essere pronunciate ad alta voce.

La guerriera che sorride, la storia di Rina Louise Dal Cengio – Stefano Girola-

 

Ed eccoci al terzo libro di cui vi voglio parlare; una storia dura e bellissima allo stesso tempo: la storia di una donna speciale, forte e determinata, una vera guerriera che nonostante le enormi difficoltà e sofferenze passate, è riuscita a superare tutto con grande determinazione, forza di volontà e coraggio.
Un libro che ho letto in un’ora, scorrevole ed appassionante; attraverso le sue pagine mi ha portato in Australia, continente affascinante e meraviglioso che purtroppo non conosco, dove vive l’autore, che è anche un mio caro amico.

Qui un breve riassunto, tratto da Amazon.it:
“Un giorno una discendente del popolo dei Gubbi Gubbi, uno dei gruppi aborigeni originari della costa a nord di Brisbane, nel sud del Queensland, incontrò un giovane emigrato dal Veneto e la mia vita ebbe inizio.’  
Non è stata una vita facile quella di Rina Louise dal Cengio:dopo la separazione dei genitori, trascorre l’infanzia e l’adolescenza fra la solitudine dell’orfanotrofio e gli abusi di chi dovrebbe invece accudirla.
Dopo aver seguito il padre nel suo ritorno in Veneto, Rina passa il resto della sua vita in Italia, trovando serenità nel ricordo mai sopito della bellissima terra natale, e nella riconnessione con la propria identità e famiglia aborigene.
Una storia vera, che contiene anche interessanti informazioni sugli emigrati italiani in Australia e sulla cultura aborigena, le due fonti da cui è scaturita la forza di una donna coraggiosa che ha affrontato delusioni e traumi senza mai perdere la speranza e la capacità di sorridere alla vita. “

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Quindi, se siete alla ricerca di qualche bella lettura, beh, io vi consiglio questi tre libri che ho amato sin dalla prima riga; tre libri diversi fra loro ma altrettanto entusiasmanti e bellissimi.

Per rilassarvi un po’ nel fine settimana, magari accompagnando la vostra lettura ad un bel dolcetto (avete visto questi deliziosi biscottini?!)…
Io vi auguro un sereno fine settimana, spero nel bel tempo visto che in questi giorni in molte località ha perfino nevicato…

A presto!




Biscotti di frolla montata al tè Zagara

Buongiorno amici ed amiche, come state?
Spero tutto bene…io sono un po’ in crisi perchè non amo l’inverno ed il freddo di questi giorni mi sta provando parecchio.
La poca luce, le temperature bassissime, le gelate mattutine…no, non fanno per me, e mi scombussolano molto. L’unica cosa positiva è che le giornate si sono leggermente allungate e questo è abbastanza piacevole…ieri tornavo a casa ed erano le cinque, ancora il sole non era ancora sceso, e dentro di me ero felice nell’ ammirare un tramonto fatto di colori meravigliosi…arriverà la mia amata primavera, vero?! Non vedo l’ora, credetemi!
Cerco (per consolarmi un poco, quando posso), di trovare qualche momento tutto per me: amo sopra ogni cosa l’ora del tè pomeridiano (forse nella vita passata ero una nobildonna inglese?! ahahahah chi può saperlo!).
Amo godermi, sempre se posso e riesco, questo momento con tutti i riti del caso…teiera e tazze abbinate (ne ho una collezione, le adoro!), fiori sulla tavola (freschi o secchi), un buon libro per darmi l’ispirazione giusta e per trovare il giusto relax, magari una musica soft in sottofondo, e per finire un dolcetto particolare e goloso.
Questi biscotti di frolla montata al tè sono la mia coccola perfetta…non trovate anche voi?!

 

 

 

Come ogni mese, questa ricettina è stata ideata insieme a Gabriella dello Chà Tea Atelier, grande amica, esperta di tè e Tea Sommelier.
I biscotti di frolla montata, scioglievolissimi al palato e golosi all’ennesima potenza, vengono in questa ricetta resi ancora più profumati e speciali proprio grazie alla presenza di tè polverizzato nell’impasto, insieme ad un pizzico di scorza d’arancia grattugiata.
Già in passato avevo realizzato dei biscotti con il tè polverizzato all’interno: li potete trovare qui e qui, se volete creare qualche altra variante golosa 😉

Il tè utilizzato in questa ricetta è lo Zagara, profumato all’arancia, delicato ed aromatico…
Qui Gabriella ci spiegherà al meglio anche come prepararlo.

Il tè Zagara è una raffinata miscela di tè verde giapponese Sencha e di tè bianco cinese Bai Mu Dan, impreziosita con scorze e fiori d’arancio. Questo tè regala in tazza tutta la delicatezza e persistenza tipiche della Zagara, il fiore dell’arancio, e porta la primavera siciliana a casa nostra tutte le volte che lo infondiamo.

Per la preparazione si consiglia:

acqua : 85°
quantità: 2-3 grammi ogni 150 ml
tempo di infusione: 2’-3’

Per la preparazione a freddo si consiglia:
2 cucchiai ogni litro d’acqua, infusione a freddo in frigorifero per tutta la notte; al mattino filtrare.

 

 

Ringrazio Ale del blog “Dolcemente Inventando” perchè la ricetta base l’ho presa da lei…è una bravissima pasticcera ed un’amica speciale, grazie di cuore!

 

Biscotti di frolla montata al tè Zagara


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Biscotti di frolla montata al tè Zagara
Questi biscotti di frolla montata al tè Zagara, sono deliziosi, profumati e golosissimi, perfetti per una merenda all'ora del tè!
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 12-15 minuti
Porzioni
teglia
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 12-15 minuti
Porzioni
teglia
Ingredienti
Istruzioni
  1. Accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 180° statico. Rivestire con carta forno una leccarda. Polverizzare con un mortaio il tè Zagara ed amalgamarlo allo zucchero a velo.
  2. Lavorare a crema il burro col pizzico di sale (potete usare anche una planetaria col gancio a foglia) poi unire la scorza d'arancia grattugiata e lo zucchero a velo, sempre amalgamando. Unire il bianco d'uovo e mescolare sino a completo assorbimento; all'inizio potrà sembrare che l'impasto si smonti, ma non bisogna demordere, pian piano verrà inglobato alla perfezione.
  3. Unire alla fine la farina setacciata, sempre amalgamando, fino ad ottenere un morbido composto omogeneo. Io per formare i biscotti ho usato la sparabiscotti, ma è possibile anche usare la sac a poche con una bocchetta grande a stella o a vostro piacimento.
  4. Versare quindi l'impasto nella sparabiscotti o in una sac a poche come sopra descritto, e formare tanti biscottini direttamente sulla teglia rivestita; infornare quindi a 180° per circa 12-15 minuti, devono dorarsi appena. Molto importante controllare bene la cottura...dipende sempre dal forno, magari basta qualche minuto per rovinare la cottura, quindi teneteli d'occhio!
  5. Una volta cotti, spegnere il forno, farli raffreddare un poco, poi adagiarli su una gratella per completare il raffreddamento.
Recipe Notes

Si conservano in una scatola o in un vaso ermetico ben chiuso, lontano dall'umidità per una settimana, anche qualche giorno in più!
Grazie ad Alessandra per la ricetta originale, dalla quale ho preso spunto

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Volevo anche parlarvi di questo delizioso libro in lingua inglese che mi ha accompagnata in questa merenda: si intitola “Making Winter”, l’autrice è Emma Mitchell ed è, come lei lo definisce, una piccola guida per sopravvivere ai mesi freddi dell’Inverno.
E’ bellissimo anche solo da sfogliare per le meravigliose foto e per i progetti al suo interno…infatti è possibile realizzare tanti piccoli lavoretti all’uncinetto, piccoli gioiellini fatti a mano, disegni, erbari, ricette comfort food.
Avevo visto questo libro da Paola e, me ne sono immediatamente innamorata…pensate che uno dei progetti è una simpatica mangiatoia per gli uccellini selvatici che rimangono senza cibo durante i mesi freddi, so che lei insieme ai suoi bimbi l’ha realizzata!
Io invece ho adocchiato una meravigliosa sciarpa che ho intenzione di uncinettare sicuramente, inoltre mi è venuta una voglia matta di riprendere in mano gli acquerelli per colorare foglie, fiori e bacche multicolori; o anche imparare a costruire una piccola ghirlanda per decorare la porta di casa…sfogliatelo anche voi e ve ne innamorerete (peccato solo per la lingua inglese, che io non mastico al meglio!).

 

 

Quindi che state aspettando?
Preparate il bollitore, apparecchiate la tavola, mettetevi comode e…mi raccomando godetevi al meglio questa merenda incantevole!
Io vi aspetto sempre qui; nel prossimo post volevo parlarvi delle mie ultime letture, per raccontarvi ciò che mi ha particolarmente colpito positivamente e che mi ha appassionato: è da un po’ che non lo faccio, e nel frattempo ho letto parecchio, quindi….

Alla prossima!

 




Le letture della Simo…qualche consiglio per voi

Buongiorno amici ed amiche e buon sabato.
Pensavo, sfogliando le mie paginette pasticcione, che è da un po’ che non vi lascio qualche consiglio in fatto di libri letti…in effetti ultimamente il tempo per leggere non è molto; ho fatto mille cose ed ho un poco trascurato quella che è una delle mie principali passioni ovvero la lettura.
Fra poco però ci saranno le vacanze, e allora sì che mi scatenerò nel relax, insieme ad un buon libro of course…
Non vedo l’ora…già mi immagino sotto all’ombrellone in compagnia di qualche bel romanzo accattivante o thriller agitante (sì, perchè io poi vado in ansia, ma se il romanzo mi piace non resisto…)…o perchè no, anche di qualche bel libro di cucina da cui prendere spunto e cercare nuove idee da proporre nelle paginette pasticcione del mio amato blog.
Le letture della Simo recenti sono queste che vi vado a mostrare…spero di darvi magari qualche idea da portare sotto all’ombrellone al mare, o da leggere in relax sotto qualche fresco albero in montagna, perchè no!
Da non dimenticare il mio Ebook (sapevate che ne avevo scritto uno?! Eh sì…), “Diario di una mamma in cucina…fra ricordi, pensieri e pasticci”…se non l’avete ancora letto, beh, ve lo consiglio…è una lettura semplice e genuina, divertente e rilassante: assolutamente perfetta da portare in vacanza!!!

Il primo libro che vi voglio consigliare è quello che compare nella foto in evidenza, all’inizio del post…uno dei miei ultimi acquisti in fatto di libri di cucina e…beh, lo adoro.
Un libro bello da sfogliare dalla prima all’ultima pagina; un libro che sa di cose belle, buone, genuine…che ci parla di come realizzare tante cose in casa in maniera semplice e piacevole…ci aiuta a tornare un po’ alle origini, riscoprendo il gusto di coltivare un piccolo orto, di scegliere prodotti a km 0, seguendo la stagionalità degli alimenti (che è un po’ anche la mia filosofia, quella a cui mi ispiro quando cucino per la mia famiglia e per voi che mi seguite).
Manuela ha origini lombarde come me e un po’ la sento vicina quando scrive e cucina…tanti ricordi di bambina cresciuta in campagna mi son tornati alla mente sfogliando le pagine del suo bellissimo libro.
Tantissime ricette so già di volerle provare, qualcuna già l’ho sperimentata e ve la mostrerò quanto prima!
…bello, bello davvero, complimenti di cuore Manuela!

Il diario di una ragazza che ama la cucina e la sua terra, il racconto di un viaggio avventuroso tra le brume della Brianza e il caldo sfavillio degli utensili in cucina.
Coltivare la terra, prepararla ad accogliere un orto, prendersi cura di un giovane frutteto rappresentano una grande e perigliosa avventura per chi ha un’idea molto vaga della vita in campagna, ma sono anche una dichiarazione d’amore appassionato per quei luoghi se, come ha fatto l’autrice, diventano la tua quotidianità.
La campagna e la cucina sono grandi maestre: insegnano il rispetto delle stagioni, l’attesa, la cura per ogni forma di vita, il reale sapore di un ingrediente, la gratitudine e la fatica, l’umiltà di fronte a un rovescio della sorte e il coraggio nell’accettare una sfida, la perseveranza e la pazienza, l’abilità di trasformare il poco in molto, di dar voce a materie prime povere e dimenticate.
In questo libro troverete moltissime ricette, consigli preziosi per avviare e prendervi cura del vostro orto in ogni stagione e uno sguardo pieno di meraviglia per il risultato che riuscirete a portare in tavola.

Con le mani in pasta, di Manuela Conti, Guido Tommasi Editore (immagine fotografata da me)

 

storia di una famiglia perbene

 

Il secondo libro che vi voglio consigliare (che io ho acquistato in versione Kindle, ma c’è anche il cartaceo!) è questo romanzo, di una delle mie autrici preferite, che è anche un’amica… Rosa Ventrella.
Già qui e qui vi avevo parlato di alcuni suoi romanzi, da me letti ed apprezzati…questo però mi è piaciuto in particolar modo, l’ho divorato avidamente in soli due giorni e devo dire che la bravura della scrittrice esce prepotentemente fuori.

“Anni Ottanta. Le estati a Bari vecchia trascorrono tra i vicoli di chianche bianche, dove i ragazzini si rincorrono nei dedali di viuzze, in mezzo ai profumi delle lenzuola stese e all’aroma dei sughi.
Maria cresce insieme ai due fratelli più grandi, Giuseppe e Vincenzo.
È una bambina piccola e bruna, dai tratti selvaggi che la rendono diversa dalle coetanee: una bocca grande e due occhi quasi orientali che brillano come punte di spillo. Ha un modo di fare insolente, che le è valso il soprannome di Malacarne.
Vive immersa in una terra senza tempo, in un rione fatto di soprusi subìti e inferti, a cui è difficilissimo sottrarsi.
L’unico punto fermo, negli anni tra l’infanzia e l’adolescenza, è Michele, figlio della famiglia più disgraziata di Bari vecchia. L’amicizia tra i due si salda e rinforza, nonostante l’ostilità delle famiglie e i colpi bassi della vita.
Finché quel sentimento, forte e insieme delicato, quasi fraterno, non diventerà amore…un amore che, anche se impossibile, li preserva dal rancore verso il resto del mondo e dalla decadenza che li circonda.”

Bello, verace, sanguigno, a tratti forte e anche un po’ rude, a tratti dolcissimo, da leggere assolutamente!

“Storia di una famiglia perbene” di Rosa Ventrella edit. Newton Compton (immagine presa dal web)

 

 

quel che ora sappiamo

 
 
Il terzo libro di cui vi voglio parlare ( sempre da me acquistato in versione Kindle), è questo romanzo di una delle mie autrici preferite in assoluto, Catherine Dunne.
Ho letto parecchi suoi romanzi, qualche recensione la trovate qui, qui ed anche qui, trovandoli tutti bellissimi e accattivanti, non ce n’è stato uno finora che non mi abbia coinvolta anche emotivamente, devo ammetterlo!
Anche questo mi è piaciuto molto, letto in un paio di giorni sino a notte inoltrata perchè non riuscivo a smettere…ho detto tutto!
 
Questa la trama:
“Daniel Grant è un adolescente appassionato e di talento: la musica, il disegno, la fotografia, le uscite in barca a vela. Ha un amico del cuore, che per lui è come un fratello, e una famiglia allargata calorosa e avvolgente nella sua complessità. Non manca niente, e il futuro si preannuncia altrettanto generoso.
Fino a una domenica di settembre e a un evento tragico che precipita Ella e Patrick, i suoi genitori, in una voragine di dubbi e sensi di colpa. Perché è accaduto? E loro, sempre così dediti e attenti, dov’erano? Quali segnali non hanno saputo o voluto cogliere?
Scoprire la verità, per quanto dolorosa, è l’unico modo per dare un senso e prospettive dignitose a una vita che sembra aver perso ogni sapore, ogni colore. Perché «non c’è nulla di più potente della conoscenza», anche quando rischia di annientarti.
Comincia così una ricerca ostinata di tracce e responsabilità, fatta anche di brucianti attriti familiari, che illumina a poco a poco di una luce diversa volti, situazioni, dettagli appena intravisti e poi rimossi, ma restituisce al tempo stesso la certezza della gioia condivisa, dell’amore scambiato.
E il finale, contrariamente a ogni aspettativa, è una festa, un commiato colmo di speranza da un gruppo di personaggi disegnati con una sapienza e una delicatezza sorprendenti, più veri del vero, eppure – anzi, forse proprio per questo – straordinari.”

Come sempre l’autrice sa raccontare situazioni e drammi famigliari in maniera incredibilmente precisa, cogliendone le sofferenze, le sfumature, i caratteri: è una maestra nell’analisi dei sentimenti, che riesce in maniera magistrale a riportare in ognuno dei suoi romanzi. Io la trovo eccezionale!

“Quel che ora sappiamo” di Catherine Dunne, edito da Guanda (immagine presa dal web)

 
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Fatemi sapere se queste rubrichette che parlano di lettura vi piacciono…son sempre titubante, spero di non annoiarvi in nessun modo, anche se il mio blog è fatto anche di pensieri, oltre che di pasticci, no?!!?
Che ne dite, qualche ideuzza ve l’ho lasciata…ora scappo perchè ho mille cose da fare e il fine settimana è appena incominciato…mia figlia è quasi in partenza per una settimana di vacanza ed io, ovviamente sono presa con lei per preparare le ultime cosette 😉
Un abbraccio, alla prossima!
 
 
 

 

 

 

 




Risolatte profumato al tè Champagne e bon bon, con albicocche e timo

Ogni tanto dobbiamo fermarci e prenderci qualche momento per tirare il fiato e….ohmmmm…relax.
Respiriamo, respiriamo…
…cerchiamo di alleggerire la mente, di sentirci leggere e di non pensare per un attimo a tutti i problemi, le corse per fare mille cose, gli impegni ed anche le arrabbiature che ogni giorno ci mettono sotto torchio.
Il binomio dolcetto-libro, direi che è perfetto…chi di voi non si immagina in questo momento in uno scenario perfetto fatto di sole, al mare o in montagna, cullati da un fresco venticello e sdraiati su una morbida poltrona, con in mano un buon libro e un dolcetto fresco e goloso al proprio fianco?!
Ecco.. allora oggi vi propongo entrambe le cose…una simpatica lettura ed un dolcetto che l’accompagna; un dolcetto originale, profumato ed un po’ insolito, realizzato per la consueta rubrica “In cucina con il tè” scritta a quattro mani come sempre insieme a Gabriella dello Chà tea Atelier.
Questo risolatte profumato al tè Champagne e bon bon, con una deliziosa dadolata di albicocche e timo in macedonia, è davvero quello che ci vuole: servito in piccoli barattolini ermetici, vi darà la coccola giusta e perfetta per il vostro momento di relax.

 

tè champagne e bon bon

 

Champagne e bon bon: una miscela elegante e raffinata a base di tè nero indiano della regione dell’Assam, pezzi di albicocca, fiori di verbasco e aromi.
Il sapore maltato dell’Assam accompagna brillantemente la dolcezza dell’albicocca creando un effetto intrigante, che vi conquisterà al primo sorso come un calice di champagne; da assaporare sia caldo che freddo.

Per la preparazione:

3 grammi ogni 150 ml

acqua 90°- 95° C

3 minuti d’infusione

Ottimo anche da preparare in anticipo e servire ben freddo di frigo: assolutamente dissetante!

 

tè champagne e bon bon

 

Print Recipe
Risolatte profumato al tè Champagne e bon bon, con albicocche e timo
un dessert leggero, deliziosamente profumato perfetto per le giornate calde!
risolatte al tè champagne e bon bon
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Tempo Passivo 1 ora in frigo
Porzioni
piccole porzioni
Ingredienti
Per il risolatte
Per la macedonia di albicocche e timo
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Tempo Passivo 1 ora in frigo
Porzioni
piccole porzioni
Ingredienti
Per il risolatte
Per la macedonia di albicocche e timo
risolatte al tè champagne e bon bon
Istruzioni
  1. Per prima cosa preparare la macedonia di albicocche; lavarle bene, denocciolarle e togliere picciolo ed eventuali piccole ammaccature o segni sulla buccia; farle a piccoli dadini e metterle in una ciotola spruzzandole col succo del limone e aggiungendo lo sciroppo d'agave. Aggiungere il tè, le foglioline del timo, mescolare bene, coprire e mettere in frigo al fresco.
  2. Versare il latte di mandorla e l'acqua in un pentolino antiaderente, aggiungere lo zucchero, la vaniglia e mescolare con una frusta. Unire il tè in foglie e mettere sul fuoco, riscaldando appena: una volta ben caldo, lasciare il tè in infusione per circa una decina di minuti, poi filtrare.
  3. Rimettere tutto sul fuoco e portare a bollore; abbassare la fiamma ed unire il riso, iniziando a mescolare dolcemente con una frusta o con un cucchiaio di legno, come per un risotto; pian piano il latte si asciugherà e il riso cuocerà, mantecandosi e creando una bella cremina morbida.
  4. Una volta cotto il riso, spegnere il fuoco e versare nelle coppette individuali (nel mio caso per renderli scenografici ho usato dei piccoli barattolini ermetici!), lasciando intiepidire; una volta arrivati a temperatura ambiente, mettere in frigo per circa un'oretta. Servire con la macedonia di albicocche e timo, a piacere decorando ancora con qualche rametto di timo fresco.
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risolatte al tè champagne e bon bon

 

…e se volete una lettura semplice, leggera e perfetta per la vostra vacanza, ecco il libro che vi consiglio:

“La matematica delle bionde di Federica Brunini”

 

 

Frizzante, ironica, irresistibile: scopri la Marilyn che c’è in te!

Tubino nero e ballerine: che si tratti di un evento o di una serata romantica, è questa la “divisa” che indossa Camilla Casteldiani, giornalista di gossip trentenne un po’ frustrata.
Il suo mito è Audrey Hepburn, icona di eleganza, di cui sta scrivendo la biografia.
Ma quando, invece del ritratto di Audrey che le serve per la copertina del libro, le viene recapitato quello di Marilyn Monroe, la vita di Camilla subisce un brusco e inatteso cambiamento di stile.
Soprattutto quando la bionda più bionda del pianeta inizia a parlare, a sorseggiare champagne con la mano guantata e a elargire consigli tutt’altro che richiesti.
Dapprima la giornalista si indispettisce, ma poi, mentre piange sconsolata per la fine della relazione con Cris, non può che accettare l’aiuto della diva.
E la terapia d’urto di Marilyn ha l’effetto di un vero tornado: dal guardaroba, tutto da rifare, dal trucco e dal colore dei capelli, tutti da rivedere, all’abc per diventare sexy e conquistare un uomo al primo appuntamento.
Tra un enigmatico Mr. G che appare e scompare nella sua posta elettronica e un cavaliere misterioso che la salva da una situazione a dir poco imbarazzante, Camilla dovrà imparare a tirar fuori la bionda che è in lei.

Esplosiva, intelligente, romantica, “La matematica delle bionde” è una commedia da non perdere.

Conoscete Federica?
Io ho già letto alcuni suoi romanzi, ne ho parlato qui ed anche qui
Se volete conoscerla meglio, questo è il suo sito 😉

 

 

risolatte al tè champagne e bon bon

 

Io e Gabriella vi salutiamo e vi diamo appuntamento al prossimo mese sempre con la consueta rubrica “In cucina con il tè”…nel frattempo speriamo di trovare un po’ di refrigerio, in questi giorni si soffoca di caldo ( e detto da una che ama l’estate…è tutto dire!)
Un abbraccio, alla prossima

 




Kebab di pollo all’indiana

La Simo non è una che osa tanto quando si tratta di cibo…ammetto che sono molto attaccata alla tradizione, sarà che forse amo alla follia il nostro cibo mediterraneo e la nostra cucina italiana, ma qualche volta, anche per accontentare mia figlia che è curiosa ed ama sperimentare nuovi gusti e consistenze, mi lancio in qualcosa di etnico.
Anche qui ammetto che troppi ingredienti, se poi sono inusuali per il mio modo di cucinare, mi spaventano…
Con Ottolenghi ho imparato un po’ ad allargare i miei orizzonti, ed ho scoperto nuovi sapori che mi intrigano e che mi hanno molto sodisfatta.
Da quando però ho avuto fra le mani questo libro, beh, mi si è aperto un mondo…
Sì, la cucina etnica adesso non mi spaventa più!
Cucina Indiana con solo 4 ingredienti, è proprio il libro che fa per me: coloratissimo e con foto belle ed accattivanti,  semplice ed intuitivo, con ricette fattibilissime anche dalle imbranate come la sottoscritta; ricette che vengon bene al primo colpo, come questa che vi propongo oggi: un kebab di pollo servito con salsa allo yogurt e menta…realizzato in pochissimo tempo, con ingredienti che avevo tranquillamente in casa!
Siccome mio marito non ama questo genere di sapori, ce lo siamo gustate io e mia figlia, che mi ha assolutamente fatto promettere di fare altre ricette e…come si fa a dir di no, soprattutto se te lo chiedono i figli?!
Già ho adocchiato alcune cosette sfiziose che presto vi mostrerò…
E comunque, ci sono altri volumetti di questa collana, sempre comunque con la caratteristica di utilizzare di base 4 ingredienti…cucina thailandese, cucina giapponese, marocchina: mamma mia, c’è davvero da sbizzarrirsi!

 

 

cucina indiana con solo 4 ingredienti

 

Tornando a noi, ho gradito davvero questo piatto:
L’ho un po’ variato a mio gusto, servendo questi piccoli kebab di pollo con del riso basmati e con una deliziosa salsina (presa sempre dal libro, of course) di yogurt alla menta, che ha dato al tutto un tocco di immensa freschezza.
Devo ammettere che qualcosa di mio, ehm, gliel’ho voluto dare…La ricetta originale prevedeva una bella frittura, ma io ho preferito utilizzare la mia mitica friggitrice ad aria Purifry di Russell Hobbs per rendere il tutto molto più leggero…beh, che dirvi?! Digeribilissimo!
Lo rifarei anche domani, credetemi….

 

kebab di pollo

 

Una volta realizzate le polpettine con le mani, le ho spennellate con una goccia di olio di semi di girasole, poi ho cotto in friggitrice ad aria e…voilà! Croccantissime fuori e morbide dentro, leggere e non unte, insomma assolutamente da provare.
Se volete attenervi fedelmente alla ricetta in originale, friggete pure in abbondante olio vegetale caldo (il libro prevede quello di vinaccioli), poi fatemi sapere 😉

 

 

kebab di pollo

 

Print Recipe
Kebab di pollo all'indiana
Un piatto etnico saporitissimo e completo, semplicissimo da fare, che vi stupirà e che farà un figurone anche sulla tavola con gli amici!
kebab di pollo all'indiana
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 15 minuti
Tempo Passivo 1 ora
Porzioni
porzioni
Ingredienti
Per il kebab di pollo
Per la salsina alla menta
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 15 minuti
Tempo Passivo 1 ora
Porzioni
porzioni
Ingredienti
Per il kebab di pollo
Per la salsina alla menta
kebab di pollo all'indiana
Istruzioni
  1. Preparare la salsina alla menta di accompagnamento e lasciarla a riposare un'ora in frigo prima di servirla. Pulire e asciugare le foglie di menta, tritarle finissimamente ed amalgamarle in una ciotola con lo yogurt, il cumino polverizzato ed una bella irrorata di succo di limone, poi mettere in frigo coprendo con pellicola alimentare
  2. In un frullatore tritare il pollo a intermittenza, in modo da ottenere una polpa morbida con consistenza grossolana. Mondare le patate, sbucciarle, lavarle e farle a tocchetti regolari; cuocerle a vapore o in abbondante acqua non salata. Una volta cotte e ben morbide, schiacciarle ben bene con una forchetta.
  3. In una ciotola mettere la polpa di pollo macinata, il curry, la purea di patate e lo zenzero grattugiato finemente; amalgamare bene il tutto e formare delle polpettine con le mani bagnate grandi tipo una pallina da golf: la ricetta originale prevedeva una forma leggermente allungata, ma io ho preferito lasciarle rotonde,
  4. La ricetta originale dice di friggere le polpette di kebab in una padella con dell'olio vegetale (di vinaccioli o altro) ; io per renderle più leggere, le ho spennellate di olio di semi di girasole e le ho cotte nella friggitrice ad aria a 180° per circa una quindicina di minuti, girandole spesso (e rendendole così ben croccanti e leggere in superficie ma morbide all'interno).
  5. Servire su un piatto da portata con la salsina alla menta e del riso basmati bollito.
Recipe Notes

Nota bene: ...io ho diminuito il curry, la ricetta base dava come quantitativo un cucchiaio anzichè un cucchiaino, ma voi regolatevi di conseguenza a secondo di come lo preferite, se più o meno piccante e saporito!

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kebab di pollo

 

Provatelo e poi fatemi sapere…e se amate la cucina etnica, vi consiglio davvero di fare un giretto sul sito della Casa Editrice Il Castello per scegliere quale di questi libri può avvicinarsi di più ai vostri gusti, come cucina etnica…
Pensate che ogni libro ha anche un piccolo estratto con indice e introduzione, così potrete visionarlo e quindi avere modo di capire meglio di cosa sto parlando 😉

Ora vi lascio augurandovi una serena giornata, ricca solo di cose belle e tanta positività!
A presto

 




Le mie ultime letture

Buongiorno amici ed amiche, eccoci arrivati al fine settimana tanto agognato (mamma mia, queste mie ultime settimane sono state da paura…) ed eccomi qui a volervi salutare prima del week end, lasciandovi qualche piccola idea di lettura…
Purtroppo ho tanti libri ancora da iniziare, molti sul comodino, molti sul kindle e il tempo ahimè è sempre troppo poco.
Spesso crollo addormentata solo dopo poche righe, anche perchè il mio momento preferito di lettura è la sera prima di addormentarmi; quindi perdonatemi, avrei voluto darvi qualche spunto in più ma…pazienza, mi rifarò più avanti…spero!
Come sempre spazierò fra libri di cucina, romanzi, manuali…quello che passa fra le mie mani e che in qualche modo mi colpisce particolarmente, lo condivido con voi, certa di far piacere a qualcuno che ama leggere e che magari cerca qualche piccolo spunto o consiglio.
Ovviamente non voglio parlare di recensione, sono solo mie piccole opinioni e pareri…se il libro mi è piaciuto oppure no, insomma liberissimi di non condividere il mio pensiero, è solo un piccolo parere spassionato 😉
Ed ora cominciamo…

Il primo libro di cui vorrei parlarvi è quello di Csaba dalla Zorza, Honestly Good che compare nella foto in evidenza del post.
Insieme a Good food è un libro che mi è piaciuto; Csaba ultimamente ha dato una svolta al suo modo di cucinare, cercando sempre più di avvicinarsi ad una cucina sana, leggera e salutare.
Come lei stessa dice, “mangiare bene è un obiettivo che tutti possiamo raggiungere.
Non è difficile, e con questo libro potrai imparare a farlo anche tu.
Ti guiderò alla scoperta di ricette facili, rapide da preparare, molto buone e di grande soddisfazione per tutta la famiglia. Il cibo diventerà il tuo alleato per la salute e la longevità, senza privazioni né sensi di colpa.”
Lei lo definisce molto più che un libro di ricette: è una guida concreta che ci insegna a trasformare ciò che mangiamo in qualcosa che può farci davvero bene, detossinando l’organismo senza tristi e drastiche privazioni.
Con bellissime foto e ricette semplici da realizzare, con ingredienti reperibilissimi ed assolutamente di stagione, il libro è suddiviso in diversi capitoli ( 9 per la precisione) con una prima parte introduttiva molto interessante e ben scritta, che dà poi spazio alle ricette gustose e, appunto, mai privative.
Si parla dell’importanza di utilizzare alimenti integrali e fermentati, di limitare gli zuccheri soprattutto nei dolci; troviamo ricette vegetariane e non (le proteine animali non vengono del tutto eliminate, ma limitate) sempre ben presentate, con quel tocco chic tipico di Csaba che sa rendere elegante anche una semplice insalata 😉
Devo dire che mi è piaciuto sì; le ricette sono semplici, di facile realizzazione ed adatte a tutti.

 

 

 

Questo invece è un romanzo bellissimo, che ho deciso di acquistare e leggere dopo aver visto il film, e per il quale ho versato un fiume di lacrime.
“Lion” è la storia vera di un bimbo indiano di 5 anni poverissimo, Saroo, che per una serie di vicissitudini si perde e si allontana dalla sua famiglia; sembra l’inizio della fine, ma il piccolo Saroo, sveglio e intraprendente, riuscirà a trovare il modo di sopravvivere, solo, in una citta grande come Calcutta.
Successivamente verrà adottato da una famiglia australiana, e così, abbandonerà l’India per andare a vivere in un nuovo continente, anche se il pensiero della mamma e dei fratelli tanto amati, non lo abbandonerà mai…proverà anche a cercarli, e…
Non vi racconto il finale…vi consiglio di leggere il libro prima di vedere il film.
Per me è stato l’inverso, ma…sia la visione del film (bellissimo, interpretato da tanti attori davvero bravi, fra i quali Nicole Kidman e il mitico Dev Patel), che la lettura, mi hanno colpito al cuore.
Qui una piccola trama tratta dal Web

“Immagina di avere cinque anni, di vivere in India, di conoscere a malapena il tuo nome e di non aver mai oltrepassato i confini del piccolo villaggio in cui vivi.
Immagina di salire per sbaglio su un treno e che all’improvviso le porte si chiudano….immagina di viaggiare per un tempo che sembra infinito e, alla fine del viaggio, di ritrovarti catapultato nella più povera, caotica e pericolosa metropoli del mondo, Calcutta.
Questa è la vera storia di Saroo, resa ancora più straordinaria da ciò che accade venticinque anni più tardi, quando, cresciuto in Australia da una famiglia adottiva, decide di provare a rintracciare sua madre e i suoi fratelli. Nonostante non ricordi il nome del suo villaggio, con pazienza e determinazione infinite, trascorre il suo tempo a esaminare attraverso Google Earth ogni linea ferroviaria indiana, fino a trovare un luogo familiare. Ma per scoprire se quell’immagine sfocata è veramente casa sua c’è un solo modo. Andarci di persona.
-Lion. La strada verso casa- è una storia commovente e intensa che ha conquistato il mondo e ora è diventata un grande film prodotto dalla Weinstein Company e diretto da Garth Davis con Nicole Kidman, Rooney Mara, David Wenham e Dev Patel nei panni di Saroo Brierley.”

Assolutamente da leggere e da vedere, preparate i fazzoletti!

 

Fili d'erba curiosi al prato leggeri

 

Questo delizioso librino “Fili d’erba curiosi al prato leggeri” mi è stato regalato dall’autrice in persona durante la scorsa manifestazione “Tempo di libri” che si è svolta recentemente a Milano ed alla quale ho partecipato.
E’ stata questa una giornata bellissima e intensa, che ricorderò, trascorsa in compagnia di una cara amica con la quale abbiamo in comune tante cose, ed oltre alla creatività anche l’amore per la lettura.
Appena entrate, siamo state catalizzate dalla bellezza dello stand di “Edizioni del Baldo“, una casa editrice che io adoro per la particolarità dei suoi libri, sempre bellissimi, colorati, illustrati e scritti in corsivo, come fossero scritti a mano…amo di questa casa editrice in particolare i ricettari e i calendari (ne ho diversi) che conservo e che ogni tanto amo rileggere e sfogliare: le ricette sono semplici, di casa, fattibilissime anche dalle pasticcione come me!
(già qui avevo parlato di un libro che mi era tanto piaciuto…)
Non conoscevo però le altre categorie di illustrati…ci sono erbari, libri di fiabe per bambini, taccuini, diari, manuali…questo è un libro di poesie, una più bella dell’altra, di una delicatezza e di una dolcezza infinita; l’autrice Patrizia Savi è davvero una persona squisita, che ha un modo di scrivere e di porsi davvero speciale.
Credetemi, mentre mi leggeva una poesia, io mi sono letteralmente emozionata…sapete che non ci vuole molto per farmi scendere la lacrimuccia, ma sentire le sue parole  mi ha davvero toccato.
Un piccolo libro questo, fresco e delizioso, ricco di bei pensieri e parole che scaldano il cuore…grazie!

Ora vi saluto, e vi dò appuntamento molto presto, con qualche altra piccola recensione a “modo mio”…fatemi sapere se questa rubrica è di vostro gradimento, mi fa davvero piacere!

Ricordo che il termine per lasciare il vostro dolce ricordo per il mio blog compleanno volge al termine…il 26.3 si sta avvicinando, mi raccomando se non avete ancora parlato del vostro dolce del cuore e del ricordo, fatelo, siete ancora in tempo cliccando qui!

Buon fine settimana, un abbraccio a tutti

 




Le mie ultime letture

Buongiorno amici ed amiche, mi sono resa conto che da un po’ non vi aggiorno sulle mie ultime letture…come sapete amo tantissimo leggere, è praticamente la mia seconda passione oltre alla cucina, ed appena posso non rinuncio alla compagnia di un buon libro, soprattutto la sera prima di dormire (non amo molto la tele, fra l’altro quello che propongono ultimamente è davvero poco interessante, a parer mio!).
Gli ultimi libri che ho letto sono tanti e tutti interessantissimi a parer mio…alcuni sono di cucina, altri di narrativa, romanzi, insomma mi piace spaziare per imparare sempre cose nuove ed interessanti, allargare i miei orizzonti e trascorrere del prezioso tempo facendo ciò che mi piace, mi rilassa e mi fa stare bene, dopo aver adempiuto a faccende e doveri 😉 .
Inizio a a parlarvi del primo libro, quello che compare anche nella foto in evidenza del post…un libro che desideravo da tantissimo e che mio marito mi ha regalato per Natale, facendomi felice.
E’ un libro di cucina ma non solo…è meraviglioso con le sue immagini che ti catapultano a Gerusalemme e nella Palestina, luoghi che ho sempre desiderato visitare e che hanno sempre esercitato su di me un interesse particolare. Non solo cucina fra le sue pagine quindi, ma cultura, storia, religione…sapori ed odori di una città che gli autori hanno vissuto ed amato nella loro infanzia.
Jerusalem e gli altri non sono semplici libri di ricette: sono un viaggio sensoriale che ci trasporta tra i suoni dei mercati, gli odori delle cucine, gli appunti storico-culturali e i racconti che spiegano un cibo e il suo contesto, i passaggi dettagliati di esecuzione, i colori dei piatti che fanno di ogni ricetta un microcosmo di vita.”
Da La gazzetta del gusto.it, Francesca Vassallo

 

Qui una breve descrizione…

Ci sono ricette di verdure, legumi e cereali, zuppe e minestre, ripieni, condimenti, carni, pesce, sfoglie salate, dolci: tutto ciò è reso speciale dall’uso di profumate erbe, spezie, miscele aromatiche saporite….il tutto poi rappresentato da foto meravigliose che fanno venir voglia di entrare nelle pagine per assaporarle.
A me è piaciuto tantissimo, le ricette sono particolari ma fattibili e replicabilissime…Io ancora non ho realizzato nulla da mostrarvi, anche se spesso le vedo realizzate dalla mia amica Dauly, che adora questo libro, questa cucina e l’autore of course 😉 !!
Pensate che Dauly, all’autore Ottolenghi, ha dedicato pure una pagina del suo blog, e, se volete avere un’anteprima del tipo di cucina narrata nelle pagine di Jerusalem, potete sbirciare qui…lei è bravissima, fidatevi.
La prima ricetta che io sperimenterò e che ho adocchiato sia sul libro che da lei, è quella di un orzotto saporitissimo con feta e pomodoro…ma non voglio dirvi oltre, lo scoprirete presto!
L’unico neo, se vogliamo trovarne uno, di questo libro è il prezzo…ammetto però che vale tutti i soldi che costa, almeno per me.

 

 

la mia cucina sana di Lorraine Pascale

 

Altro libro di cucina che mi sono regalata qualche mesetto fa (ero un po’ giù, avevo bisogno di nuovi stimoli per il blog e la mia cucina…) è stato questo di Lorraine Pascale, La mia cucina sana.
Adoro Lorraine, è così bella ed affascinante anche davanti ai fornelli…l’ho subito seguita da quando anni fa è comparsa col su bel viso simpatico e rassicurante sugli schermi di Gambero Rosso Channel, insieme alle sue ricette semplici e veloci, ricche di gusto e sapore, ma con quel qualcosa in più che fa la differenza.
Ultimamente Lorraine si è avvicinata, come tipologia di piatti, ad una cucina sana e consapevole, senza dimenticare però il gusto e la presentazione dei piatti…
Questo libro è un tripudio di colore, profumo, spezie e chi più ne ha più ne metta….ammetto che qualche ricetta per me è un po’ troppo, però molte sono fattibilissime (si, spesso c’è il rischio che, acquistando libri di autori stranieri si faccia fatica a trovare qualche ingrediente, o magari si fatichi anche a tollerare qualche particolare gusto o abbinamento).
La carta è opaca e piacevole al tatto, le foto coloratissime e molto belle, ed è suddiviso in vari capitoli: il primo è un po’ un’introduzione sul concetto di Lorraine in merito al cucinare sano; successivamente troviamo il capitolo sulla colazione, pranzi leggeri, cene della settimana, brunch pigri, cucina per gli amici, ricette per il dopo film ;), pranzi della domenica e dolci per tutti i gusti.
Qui potete trovare anche un’anteprima, in modo da rendervi conto di quello che vi sto raccontando!

 

 

mio fratello rincorre i dinosauri

 

…e per finire, una lettura bellissima che non c’entra nulla con la cucina, ma che mi ha commosso, divertito e fatto tanto riflettere.
Non vi dico altro…dovete leggerlo, e farlo leggere anche ai vostri figli adolescenti.
Lascio spazio alla sinossi che trovate sul sito di Amazon…dice tutto, senza bisogno di aggiungere nulla.

Hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. Una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, questo fratello, e che sarà speciale. Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire «supereroe». Gli scegli pure il nome: Giovanni. Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sí, è diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. Alla fine scopri la parola Down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. Dovrai attraversare l’adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era cosí sbagliata. Lasciarti travolgere dalla vitalità di Giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo è davvero. E che in ogni caso è il tuo migliore amico. ”

Con Mio fratello rincorre i dinosauri Giacomo Mazzariol ha scritto un romanzo di formazione in cui non ha avuto bisogno di inventare nulla. Un libro che stupisce, commuove, diverte e fa riflettere.

“Insomma, è la storia di Giovanni, questa.
Giovanni che ha tredici anni e un sorriso piú largo dei suoi occhiali. Che ruba il cappello a un barbone e scappa via; che ama i dinosauri e il rosso; che va al cinema con una compagna, torna a casa e annuncia: «Mi sono sposato». Giovanni che balla in mezzo alla piazza, da solo, al ritmo della musica di un artista di strada, e uno dopo l’altro i passanti si sciolgono e cominciano a imitarlo: Giovanni è uno che fa ballare le piazze. Giovanni che il tempo sono sempre venti minuti, mai piú di venti minuti: se uno va in vacanza per un mese, è stato via venti minuti. Giovanni che sa essere estenuante, logorante, che ogni giorno va in giardino e porta un fiore alle sorelle. E se è inverno e non lo trova, porta loro foglie secche. Giovanni è mio fratello. E questa è anche la mia storia. Io di anni ne ho diciannove, mi chiamo Giacomo.”

Guardate questo video, bellissimo: “The simple Interview” e scoprirete chi è Giovanni 🙂

Ringrazio la mia quattordicenne nipote Martina per avermelo consigliato <3

Ora vi lascio augurandovi un sereno venerdì e promettendovi che farò il possibile per realizzare qualche post in più di questo genere, so che in molti amate leggere e qualche consiglio, confronto e parere è sempre ben accetto.
Piuttosto…avete voi qualche libro da consigliarmi?
Scrivetemelo nei commenti 😉
Un abbraccio

 




Le ultime letture della Simo

Eccomi da voi per augurarvi un buon fine settimana e per parlarvi di qualche libro che ho letto da poco e che mi è particolarmente piaciuto; è da un po’ che manco con questa rubrica che però amo, e non voglio perdere l’abitudine ogni tanto di raccontarvi le mie impressioni su qualche volume acquistato e letto di recente.
Si, purtroppo ultimamente il tempo per leggere è sempre di meno: a volte tocco il cuscino e crollo addormentata di colpo, senza avere neppure il tempo di rendermene conto; a volte comincio a leggere ma ad un certo punto le parole iniziano a confondersi, gli occhi si chiudono, il kindle mi cade rovinosamente sul naso, ahahaha dovreste vedermi!
Come fanno quelle persone che dormono solo tre-quattro ore per notte?!
Io proprio non ci riesco, le mie sette-otto ore devo assolutamente farle…
Vabbè, tornando a noi, non voglio perdere altro tempo, ma partire subito in quarta…seguitemi!

 

Il primo libro di cui voglio parlarvi è un e-book, il primo romanzo scritto da un’amica, bravissima e genuina blogger; lei è Meris e sto parlando de “Il mistero della tazza da tè” .

 

(Immagine presa dal Web)

Un racconto fresco e vivace, scorrevole e accattivante, che si legge tutto in un soffio…
Io ci ho messo davvero due sere, ed è stato facile e piacevole affezionarsi al personaggio principale, Amelia, una donna dalle mille sfaccettature ma soprattutto con un particolare modo di “sentire” e di “prevedere” alcune cose e situazioni. Leggetelo, vi piacerà!

“Amelia è una foodblogger, lavora per riviste specializzate nel settore del food.
Abita con il marito Andrea Diamanti, Ispettore di polizia, in un attico a Roma. Amelia, ancora ragazzina, scopre di avere un dono, quello di comunicare con l’aldilà. All’inizio la cosa le provoca ansia, paura e crede di essere impazzita, ma poi, con l’aiuto della nonna, la quale possiede lo stesso dono, trascorre una vita abbastanza normale intervallata da momenti in cui qualche anima la mette in guardia contro assurde macchinazioni.
Ma ora, chi è il viso della donna dagli occhi verdi che le appare chiedendole aiuto? Qualcuno sta per essere ucciso, ma chi? Cosa c’entra la tazza da te’ sognata e poi trovata in un bar di Porta Portese? Con tutte queste domande e cercando di dipanare la matassa aggrovigliata, Amelia vive le sue giornate investigando e, tra l’elaborazione di una ricetta e l’altra, riuscirà a scoprire cosa vuole dirle la donna dagli occhi verdi?
Un giallo, ma soprattutto un’intensa storia di suspense, sentimenti e ricette di una affascinante foodblogger con il sorprendente dono di comunicare con l’aldilà.”

 
Il secondo romanzo di cui vi voglio parlare, è questo di Brigitte Glaser, “Assassinio à la carte” edito da Emons editore.

 

 

(Immagine presa dal web)

Mi sono portata questo libro in Portogallo e me lo sono goduta davanti alla piscina del mio hotel in Algarve; me lo sono letta e gustata dalla prima all’ultima parola.
…e mi è piaciuto un sacco!
Già l’immagine all’inizio mi aveva catturata…quello sfondo, che mi ricordava tanto gli azulejos e le piastrelle di alcune case appena viste a Lisbona, prometteva sicuramente molto bene: così è stato.
Letto tutto d’un fiato (bellissimo!) ho poi scoperto che questo è il terzo caso della protagonista del libro, la cuoca Katharina, e…beh, non mi resta che andare in biblioteca e prenotarmeli tutti quanto prima!
Alla fine del libro poi, ci sono anche le ricette di Katharina, quelle che prepara al Giglio bianco, insieme ad alcuni consigli su come organizzare un buon menù per svariate occasioni.
Che dirvi se non…leggetelo!! E’ imperdibile!

“A Colonia, nel vivace quartiere turco di Mülheim, la cuoca Katharina ha aperto il suo primo ristorante.
Il Giglio Bianco ha un lungo tavolo dove tutti i commensali mangiano assieme, incrociando brindisi, sguardi e, si spera, nuovi amori. Per raggiungerlo bisogna percorrere la Keupstraße, tra i vivaci colori delle spezie e la ferramenta del signor Özal che offre sempre il tè ai suoi clienti.
Ma gli affari non vanno bene. Persino il carnevale sembra grigio quest’anno, e la cattedrale più minacciosa.
Quando davanti all’ingresso del Giglio Bianco viene trovato il cadavere di un uomo mascherato da cannibale, le cose precipitano. A quanto pare, cercava di entrare nel suo locale. Questa volta però, oltre alla sua amica Adela, Katharina avrà dalla sua anche uno spassoso trio di ex poliziotti in pensione, che conoscono il quartiere turco e le sue storie come le proprie tasche.
E del bel tenebroso Tyfun, ci si potrà fidare?”

 
Adesso invece voglio parlarvi di un libro di cucina, uno dei miei ultimi acquisti, che vi consiglio perchè davvero molto bello, sto parlando di “I doni di Irene” di Irene Berni, edito da Guido Tommasi.

 

 

(Immagine presa dal web)

 

Un libro che è bello anche solo da sfogliare, da guardare, da assaporare per immergersi nella sua atmosfera un po’ retro, un po’ vintage e romantica, come d’altri tempi.
Ho adorato le immagini di questo libro, con la sua carta opaca e delicata; mi ci sono persa e soffermata per lunghi attimi, quasi incantata, ecco…un libro che mostra come realizzare semplici dolcetti, idee golose e alla portata di tutti per un pensiero e un dono fatto col cuore, dando anche dei consigli su come confezionarli e presentarli in maniera impeccabile, alla sua maniera e col suo inconfondibile tocco.

“Ho raccolto le ricette della mia vita quotidiana: dai piccoli dolci per cominciare bene la giornata (muffins, cioccolato e biscotti), alle torte (quelle per un’occasione speciale e quelle per tutti i giorni), fino ad arrivare alla dispensa (sciroppi, confetture e preparati fatti in casa). Ne I doni di Irene troverete ricette semplici e di facile esecuzione, accompagnate da un pensiero, un ricordo o un’esperienza. Il pomeriggio trascorso a pulire cestini di mirtilli mi ha donato il piacere della conversazione, la frolla mi ha regalato l’arte di saper vedere con occhi nuovi quello che mi circonda… Ogni valore che ho imparato a suon di matterello e forno, lo traduco in qualcosa di buono, da impacchettare e condividere. Nel libro trovano posto anche tutti quei piccoli trucchi per valorizzare i regali, dalla scelta della carta ai nastri, dalla creazione di buste al confezionamento. Niente si può lasciare al caso quando si dona un pezzo di sé”.

 

E per finire, sapendo che ne ero incuriosita ed affascinata, per il mio compleanno ho ricevuto in dono questo…
Hygge, il metodo Danese per vivere felici

 

 

(immagine presa dal web)

L’ho letto tutto d’un fiato (anche perchè lo ammetto, non c’è moltissimo da leggere, sinceramente mi aspettavo qualcosa di più, ma va bene così) e finalmente ho capito qualcosa di più in merito a questa nuova tendenza e a questo modo di vivere e di affrontare il quotidiano.
Tanti piccoli suggerimenti, esempi, anche qualche ricetta Hygge, insomma un piccolo manualetto per farvi entrare un pochino di più nell’atmosfera ed avvicinarvi maggiormente allo stile di vita danese, che predispone alla serenità e alla felicità nell’ambito della vostra routine domestica, della vostra casa e dei vostri affetti.

Io di strada da fare ne ho ancora tanta, ma tanta…purtroppo sono cresciuta con un esagerato senso del dovere che spesso mi porta a pensare che  il tempo dedicato al relax è quasi tempo perso, sbagliando ovviamente, eh?!
…però con qualche piccolo gesto, e la voglia di cercare questo benessere e questa felicità, beh…spero di riuscirci prima o poi!

“Lavoro, stress, ansie e preoccupazioni ci fanno perdere di vista le priorità della vita. Siamo sempre tesi e pronti a esplodere ed è facile che a farne le spese siano i nostri cari. I danesi, il popolo più felice del mondo da oltre 40 anni secondo il Rapporto Mondiale della Felicità stilato ogni anno dall’Onu, hanno trovato la soluzione: l’hygge. È una parola quasi intraducibile ma che si potrebbe descrivere come intimità, calore, accoglienza. È la capacità di creare un ambiente che faccia sentire i familiari a proprio agio e li predisponga a momenti di serenità. Questo libro, ricco di fotografie e di idee concrete, vi avvicinerà allo stile di vita danese. Vi aiuterà a rendere la vostra casa confortevole come fosse Natale tutto l’anno. Suggerimenti semplici ed efficaci, come accendere delle candele, cucinare tutti insieme, decorare la casa, spegnere i cellulari e fare un gioco da tavolo, raccontarsi com’è andata la giornata a turno, ed esserci davvero in quel momento e in quel luogo. Il modo più semplice per introdurre l’hygge nella vostra vita ed essere pienamente felici con le persone a voi più care.”

 

E adesso, sperando di non avervi annoiato, vi saluto con un abbraccio, augurandovi un sereno fine settimana, col bel tempo, facendo ciò che vi rende felici e in pace con voi stessi!

A presto