Qualche bella lettura da consigliarvi

Buongiorno a tutti amici ed amiche; in questi giorni un po’ surreali, è bello anche trovare del tempo, visto che a casa qualcosa bisogna fare, per qualche bella lettura piacevole ed interessante.
Ho pensato ad un post di questo genere perchè effettivamente era da un po’ che non ve ne proponevo…ho letto poco in questo periodo, ma alcune delle mie letture e alcuni ultimi acquisti sono stati davvero belli ed interessanti.
Come sempre lascerò qualche consiglio anche in merito ai libri di cucina…c’è stato qualche nuovo acquisto recentemente, e ve ne voglio parlare qui, sulle mie paginette pasticcione.
Ho acquistato il libro di Marco Bianchi, Il gusto della felicità…oltre ad essere un libro di ricette, è anche un racconto di vita vissuta….alcuni ricordi di cui parla sulle sue pagine, mi hanno fatto tornare indietro alla mia adolescenza.
Anche il libro di Sabrine per me è speciale…ci conosciamo da tempo, lei è una blogger che ho sempre stimato e seguito; la panificazione poi mi intriga sempre moltissimo: ci devo lavorare su, mi manca la pazienza e l’esperienza.
Gli altri libri che ho letto, invece, come sempre non sono ultimi best seller, ma libri che mi piace acquistare o prendere in biblioteca magari perchè mi colpisce la copertina, o il titolo o una frase…
Quindi se vi va, seguitemi…vi mostrerò le mie ultime letture!



Eccomi quindi a parlarvi dell’ultimo libro di Marco Bianchi, “Il gusto della felicità” edito da Harper Collins, che io ho però acquistato in versione Kindle (a Natale ho ricevuto in regalo un nuovo Kindle, molto più moderno del precedente…leggere lì sopra è un vero spettacolo!).
Che dirvi?!
Io di Marco ho letto quasi tutti i libri che ha scritto in passato (alcune mie piccole recensioni le trovate qui, qui e qui)e trovo il suo modo di approcciarsi alla cucina davvero interessante; tutti dovremmo renderci conto che siamo quello che mangiamo, e alla lunga, certe errate abitudini alimentari possono farci ammalare, e seriamente.
Marco è un food mentor, diplomato Tecnico di Ricerca biochimica all’Istituto Mario Negri è anche un divulgatore scientifico per la fondazione Umberto Veronesi; promuove i fattori protettivi della dieta e le regole della corretta alimentazione.
Attraverso i suoi libri, con un linguaggio di facile comprensione, ci propone delle ricette vegetariane semplici, colorate e sfiziose che rendono allegra la tavola e ci saziano ed alimentano nella maniera giusta e sana.
Questo ultimo volume, è anche bellissimo da leggere…Marco racconta la storia della sua vita con tanti piccoli aneddoti sul cibo, ricordi che in parte ho condiviso (ad esempio su certe abitudini alimentari degli anni 80-90, spesso molto poco sane ma che hanno fatto la nostra storia).
Insieme a questi racconti e legate ad ogni capitolo, ci vengono proposte delle ricette come ad esempio questa delle polpettine ceci e spinaci, che vi avevo mostrato qualche giorno fa; anzichè mangiare ad esempio junk food, è possibile gustare degli ottimi hamburger di legumi…anzichè i succhi di frutta pieni di zuccheri, perchè non provare un buon centrifugato…questo e tanto altro potrete leggere su queste belle pagine.
Io, ad esempio, grazie a lui e alle sue ricettine, sto cercando di diminuire il più possibile il consumo della carne, proponendo ai miei cari, che sono tutti onnivori, comunque delle ricette sfiziose e altrettanto bilanciate di proteine.
Se volete sapere qualcosa di più su Marco, le sue ricette e le sue pubblicazioni, questo è il suo sito!

“Mi chiamo Marco Bianchi, ho quarant’anni, vivo a Milano e sono un food mentor.”
Detto così sembra facile, quasi banale. Ma dietro c’è molto di più, c’è un percorso di crescita personale, di formazione, di riflessione che ha portato l’autore a diventare lo “chef scienziato” esperto di prevenzione che tutti noi conosciamo.
Ed oggi, per la prima volta Marco ha deciso di raccontarsi, ripercorrendo i momenti più importanti, gli incontri, gli aneddoti e i ricordi che lo hanno reso la persona che i suoi tantissimi fan conoscono e amano. E lo fa attraverso 50 ricette facili e gustose, ma sempre perfettamente bilanciate, che aiutano il nostro organismo a trovare e mantenere quel benessere emotivo e fisico che è fondamentale per la nostra salute.
Il tutto, come sempre, condito da suggerimenti per rendere deliziose anche le ricette più salutari e da “pillole di scienza” che spiegano le virtù di cibi e nutrienti. Perché se c’è una cosa che Marco ha imparato in questi primi quarant’anni e che vuole trasmetterci è che una sana e corretta alimentazione è la chiave della felicità.

Testo preso dalla rete, così come la foto

Il secondo libro di cui vorrei parlarvi, è invece questo di una blogger che stimo tantissimo e che ho avuto anche il piacere recentemente di conoscere, proprio in occasione della presentazione di questo volume.
Lei è Sabrine D’Aubergine, autrice di diversi libri e del bellissimo blog “fragole a merenda“…il volume in questione si chiama “Il fornaio della domenica“ed è edito da Guido Tommasi.
Che dirvi?!
Leggendo questo libro (sì, perchè non è solo un ricettario ma va letto tutto dalla prima all’ultima pagina, come un racconto) vi verrà improvvisamente una voglia matta di mettere le mani in pasta….
Si parte dal pane più semplice da fare, il soda bread, fino ad arrivare a lievitazioni più complesse, come quelle ottenute con il licoli o il lievito madre, passando per i pani lievitati con il lievito di birra; ogni pane poi ha la sua storia, da leggere tutta d’un fiato…
Non vi spaventate però! Non pensate: ma no, io non ce la posso fare…
Tutto è spiegato in maniera esaustiva, le foto sono chiare e bellissime, e, son pronta a scommettere che ciascuno di voi ci riuscirà, talmente le spiegazioni sono perfette e precise: fare il pane è terapeutico e bellissimo, questo libro vi aprirà un mondo e credetemi: sarete pronti a darmi ragione!

La piccola cucina di Fragole a merenda torna con nuove avventure commestibili, stavolta a base di lievito e farina.
Tra racconti e ricette, il viaggio nel magico mondo della panificazione casalinga inizia dai “soda bread”, i pani rapidi al bicarbonato; prosegue con il lievito di birra, esplorando i trucchi che gli regalano una marcia in più; e arriva all’antico, affascinante, misterioso lievito madre.
A guidare il lettore non è un panettiere professionista, ma un “fornaio della domenica”: è la semplicità, la chiave d’accesso a tecniche e ricette.
E a forza di farla più semplice di quel che si dice in giro, si finisce per scoprire che un lievito madre è più facile da accudire di un gatto, che l’appiccicosissima segale si può domare facilmente, e che un pane a lunga lievitazione ha bisogno di tempo sì, ma…. non è il vostro!
Le ricette sono alla portata di tutti, spiegate in ogni dettaglio e raccontate per strappare un sorriso anche nei passaggi più arditi. L’approccio è rilassato, gli utensili low-tech: non c’è una planetaria in queste pagine, si procede a mani nude o a colpi di cucchiaio.
Così il “buon pane” finisce per non esser più solo un alimento con una storia millenaria, ma uno stile di vita: un modo per volersi bene, senza complicazioni.
La via della semplicità al pane fatto in casa regala emozioni, oltre che deliziose pagnotte: l’unico rischio che correte è di scoprire che anche in voi si nasconde un ammaestratore di lieviti e farine! Un gioioso, insospettabile, talentuoso “fornaio della domenica”…

Dal sito di Guido Tommasi

Il terzo libro che ho letto, e che non è un libro di cucina, è questo: “il patto” di Jodi Picoult edito da Harper Collins.
Questa autrice mi piace un sacco, ho già letto alcuni dei suoi libri e tutte le volte mi hanno pienamente soddisfatta…
Anche questa volta non mi ha delusa, e questa storia mi ha lasciata col fiato sospeso fino all’ultima riga; ammetto che forse mi aspettavo un finale un poco diverso, ma che dire?! Leggetelo anche voi e poi mi direte cosa ne pensate.
Qui una piccola trama, presa dal sito di Amazon (così come l’immagine che vedete sopra, presa in rete)

Fino a quella telefonata alle tre del mattino di una giornata di novembre, i Gold e i loro vicini di casa, gli Harte, sono sempre stati inseparabili. Per ben diciotto anni.
Non è stata una sorpresa per nessuno, dunque, quando i loro figli adolescenti, Chris ed Emily, da semplici amici sono diventati qualcosa di più….ma adesso la diciassettenne Emily è morta uccisa da un colpo di pistola alla testa sparatole da Chris, in un apparente patto suicida lasciando le due famiglie devastate e alla disperata ricerca di risposte su un gesto inimmaginabile, di due figli che forse non conoscevano bene come credevano.
È rimasta una sola pallottola nella pistola che Chris ha preso dall’armadio del padre, una pallottola che secondo la sua versione era destinata a se stesso.
Cos’è successo veramente?
Un detective della polizia del luogo nutre più di un dubbio sul patto suicida descritto dal ragazzo e inizia un’indagine che terrà il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Questo è il quarto ed ultimo libro che vi propongo…non è assolutamente nuovissimo, (è del 1985), anche se per me lo è stato perchè ne avevo sentito parlare, ma non avevo mai avuto modo di leggerlo.
Si tratta de “Le regole della casa del sidro” di John Irving edito da Bompiani.
Beh, sono contenta di averlo scelto, perchè è un romanzo bellissimo, a tratti mi ha anche commosso e devo dire che l’ho letto tutto d’un fiato… una bella storia, (ne è stato tratto anche un film!) e qui sotto vi lascio la trama, che ho preso da Wikipedia…

Il protagonista delle vicende è il giovane orfano Homer Wells, la cui esistenza è narrata dalla nascita fino alla sua maturità, attraverso le varie fasi dell’adolescenza e seguendo le scelte di vita che lo spingeranno ad andarsene dal suo luogo di origine e conoscere il mondo.
Ambientata nel rurale Maine tra gli anni trenta e 40, la storia si apre con una descrizione dell’orfanotrofio di St. Cloud’s, dove nasce Homer, gestito dal ginecologo abortista Wilbur Larch, uno dei personaggi più importanti della storia che emerge per la sua profonda caratterizzazione. Il St. Cloud’s viene subito descritto come un luogo totalmente fuori dalla civiltà, che accoglie bambini e donne bisognose tanto di partorire quanto di abortire i figli indesiderati. Proprio l’aborto è uno dei temi portanti del romanzo. Qui il giovane Homer cresce e, dopo ben quattro esperienze fallimentari di adozione, decide di rimanere a St. Cloud’s dove diverrà l’orfano più anziano e si darà da fare per assistere il dottor Larch, che diventerà per lui una figura paterna, il quale, a sua volta, amerà Homer come un figlio.
Homer diviene il discepolo di Wilbur Larch, che sarà per lui mentore ed insegnante, rendendolo pratico della procedura ostetrica e ginecologica, insegnandogli la medicina e facendo dunque di Homer un vero e proprio medico. Con la crescita di Homer emergono le prime divergenze ideologiche tra lui ed il suo mentore, affrontando la questione dell’aborto in maniera diversa, considerandolo omicidio a tutti gli effetti ed opponendosi nel praticarlo.
Col passare del tempo, Homer manifesta un crescente interesse verso il mondo al di fuori dell’orfanotrofio. La struttura è completamente isolata e avvolta da un’eterna atmosfera deprimente, dovuta principalmente alle donne che arrivano da lontano, sottoponendosi ad aborto o abbandonando i propri figli nel luogo. Tutto ciò che accade all’esterno è totalmente sconosciuto nell’orfanotrofio e da parte in Homer, nato e cresciuto al suo interno, orfano che non ha mai visto l’oceano, cresce la sensazione di stare sciupando la propria vita. In seguito all’arrivo di Wally e Candy, giovane coppia bisognosa di un aborto, Homer, infatuatosi della ragazza, va via dall’orfanotrofio e trova lavoro nel frutteto di famiglia di Wally, dove farà le sue prime esperienze di vita da uomo adulto ed indipendente.

Avvincente, in alcuni momenti toccante, dolce, duro…tante le sensazioni e le emozioni nel leggere queste pagine, e tante anche le riflessioni che ti porta a fare….i temi affrontati non sono leggeri, ma la lettura non è pesante.
A me è piaciuto tantissimo e lo consiglio anche a voi!
Oserei dire: un capolavoro.
So che qualcuno potrebbe giustamente pensarla in maniera diversa, ma questo è il mio pensiero.

Ora vi lascio, nonostante la permanenza in casa forzata, ho sempre mille faccende da sbrigare…vi mando un abbraccio con l’esortazione di RESTARE A CASA, per il bene vostro e di tutti!
Speriamo si concluda tutto al meglio….
Un caro abbraccio e a presto!

simona




Spaghetti al Bergamotto e pistacchi

Questi spaghetti al bergamotto e pistacchi, sono molto profumati e particolari, sia come accostamento di sapori che come consistenze

Oggi voglio parlarvi di un libro che mi è piaciuto un sacco, il libro dal quale ho tratto questa ricetta squisita e molto originale.
Ultimamente sto osando con vari accostamenti per me anche un po’ insoliti, tradizionalista come sono non è molto normale, ehehehe…ho scoperto però che in certi primi piatti l’agrume ci sta a meraviglia, dando un tocco in più, un tocco speciale.
Ma ripartiamo dall’inizio…
Parlando con la Ely, pensando alla ripresa della nostra rubrica “Libri in cucina“, ci siamo chieste che ricette realizzare…
Siccome tutte e due avevamo acquistato il bellissimo libro di Barbara Torresan, “Profumo di agrumi“, edito da Gribaudo, abbiamo pensato di scegliere proprio lui come libro del mese!
Io amo alla follia tutti gli agrumi: il loro tocco, secondo me, rende speciali tantissimi piatti e quindi, sfogliando le pagine di questo volume, c’era solo l’imbarazzo della scelta; avendo ricevuto dalla mia cara amica Maurizia dei bei bergamotti in regalo, quale miglior modo di impiegarli?
Lì per lì inizialmente avevo pensato ad un dolce (che poi ho fatto, eh?! Prima o poi vi mostrerò tutto…) poi mi son detta…perchè non provare questi agrumi fantastici in un primo piatto?
Appena ho visto questa ricetta ne sono rimasta folgorata: nulla di particolarmente artificioso, una ricetta semplice ma dal tocco specialissimo.
Nascono così i miei spaghetti al bergamotto e pistacchi, con qualche piccolissima variazione dalla ricetta originale, ma altrettanto squisiti: provateli e vi piaceranno.
Ne sono certa!



“Fra queste pagine troverete il colore e il profumo di arance, limoni e mandarini, ma anche del cedro, del bergamotto, dello yuzu.
Eppure gli agrumi non sono solo belli da vedere e ricchissimi di sapore, si contraddistinguono anche per la grande versatilità. Questo libro è allora un viaggio, fotografico e testuale, dalla prima colazione al menu per la cena, dedicato a un mondo spesso inesplorato che comprende ricette light e veloci da realizzare, ma anche suggestioni originalissime per le occasioni importanti.”

Barbara Torresan – Profumo di Agrumi – Gribaudo Editore

E’ una ricetta facilissima, il difficile è riuscire a trovare il bergamotto…
Non è facile reperirlo ovunque e poi è presente sul mercato solo in pochi periodi dell’anno; principalmente coltivato in Calabria, è famosissimo anche per l’olio essenziale, tanto utilizzato in profumeria ed erboristeria.
E’ ricco di vitamine, soprattutto la C, A e B, ed è una fonte importante di flavonoidi.
Pare che il succo di bergamotto abbia ottime proprietà antiossidanti, energizzanti e tonificanti, oltre che ottime per ridurre il rischio cardiovascolare.
Io sono inebriata dal suo profumo, mi son comprata anche un’acqua profumata per l’estate…che dire: lo amo.
Punto.


Print Recipe
Spaghetti al bergamotto e pistacchi
Questi spaghetti al bergamotto e pistacchi, sono molto profumati e particolari, sia come accostamento di sapori che come consistenze
spaghetti al bergamotto e pistacchi
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 10 minuti
Porzioni
porzioni
Ingredienti
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 10 minuti
Porzioni
porzioni
Ingredienti
spaghetti al bergamotto e pistacchi
Istruzioni
  1. Mettere sul fuoco una pentola capiente piena d'acqua salata per la cottura degli spaghetti; nel frattempo grattugiare la scorza dei bergamotti (non la parte bianca amarognola) e metterla in una ciotola, poi spremerli per ottenerne il succo.
  2. Una volta portata l'acqua a bollore, buttare la pasta e cuocerla. In una capiente padella antiaderente mettere il burro a scaldare ed appena inizia a sfrigolare leggermente, aggiungere la scorza dei bergamotti grattugiata e poi il succo.
  3. Scolare la pasta, tenendo da parte un mestolo di acqua di cottura per la mantecatura successiva. Versare gli spaghetti nella padella con il succo e la scorza di bergamotto, aggiungere il parmigiano grattugiato, un goccio di acqua di cottura e mantecare, creando una bella cremina avvolgente.
  4. Impiattare e servire gli spaghetti caldissimi, spolverizzando con foglioline di origano fresco, un altro pizzico di farina di pistacchio e qualche pistacchio intero o spezzettato grossolanamente.

libri in cucina

Che dire?
Ringrazio Barbara per aver scritto questo bellissimo libro e sperimentato questa ricetta…nella sua semplicità, mi ha colpita al cuore, e credo sia uno dei piatti migliori che io abbia mai mangiato, credetemi.
Ammetto che io amo alla follia gli agrumi in tutte le loro declinazioni (mio marito ad esempio, in questo è il mio esatto contrario)però vi consiglio di provare questi spaghetti, se riuscite a trovare dei bergamotti perfetti e biologici come i miei…poi mi direte!
La mia amica Ely che con me partecipa a questa bella rubrica, ha deciso di realizzare un secondo piatto profumatissimo, dei tenerissimi bocconcini di pollo al pompelmo; andate a trovarla e li scoprirete.
Tutte le ricette da noi realizzate per questa rubrica e i libri trattati finora, li potrete trovare cliccando sul banner a fianco qui sulla parte destra del blog; io nel frattempo vi saluto e vi dò appuntamento al prossimo mese con altri libri da scoprire e nuove ricettine da testare…
Resto comunque sempre qui, su queste paginette pasticcione che tanto amo!
A presto e grazie di tutto, come sempre…

simona




Pout pourrì invernale home made per profumare casa

Semplice da fare, questo pout pourrì invernale home made, saprà portare il buonumore e l’allegria in casa…basterà aggiungerne un po’ ad un pentolino di acqua bollente, e il suo profumo vi riportarà alle feste di Natale appena trascorse!

Buongiorno amici ed amiche, il temuto freddo è arrivato… in queste feste il meteo ci aveva illuso con belle giornate di sole, ma, puntuale come sempre, gennaio ha presentato il conto.
Cerco di farmi piacere l’inverno, ma proprio non ci riesco ahimè…
Non voglio però ulteriormente lamentarmi al riguardo perchè, uno dei miei propositi per il 2020, è proprio quello di lamentarmi di meno e di essere sempre grata per quello che ho.
Non voglio badare al freddo quindi…anche in questa stagione si possono fare belle cose, nonostante tutto.
Eh sì, questo piccolo progettino che vi presento oggi l’ho amato, anche perchè ho preso spunto da uno dei libri che amo maggiormente e che troneggia fra i primi posti nella mia libreria…
Il libro in questione è “Finalmente Natale” edito da Guido Tommasi, della mitica Sabrine d’Aubergine, autrice che adoro e stimo, e che ho avuto modo di conoscere di persona proprio recentemente alla presentazione di un altro volume bellissimo (ma di questo ve ne parlerò più avanti).
In questo libro a mio parere delizioso, ci sono tante idee per regali golosi, dolci e salati; idee per realizzare un menù a tema festivo, ci sono ricette della tradizione, ed anche ideuzze come questo pout pourrì invernale home made, ad esempio, che col suo profumo vi metterà allegria e buonumore!
Bellissime foto, carta opaca e quasi anticata, alcuni racconti dell’autrice…un libro bello da sfogliare, da utilizzare per prendere spunto in cucina ma anche da leggere, dalla prima all’ultima pagina: fidatevi, vi conquisterà.



Come fare quindi questo pout pourrì?!
…ma è semplicissimo, davvero!
Basterà avere una mela, una pera, zenzero fresco, delle bucce di agrumi, bastoncini di cannella, chiodi di garofano, anice stellato, bacche di pepe e ginepro.
Tagliate la mela e la pera a fettine dopo averle ben lavate ed asciugate, così fate anche per lo zenzero.
Con un piccolo tagliabiscotti incidete delle stelline nelle bucce di agrumi; Sabrine nel suo libro dice di far asciugare nel forno a 100°, regolandosi con i tempi perchè non devono scurirsi….io le ho messe in essiccatore, impostando i tempi e le temperature adatte per ciascun tipo di componente.
Una volta ben essiccate, fatele asciugare per un giorno o due, in modo da togliere qualsiasi traccia di umidità…(vi consiglio di metterle su un foglio di carta forno sul termosifone tiepido), a questo punto invasatele dentro a dei contenitori di vetro dal tappo ermetico, insieme a tutti gli altri ingredienti.

Ogni volta che vorrete profumare un po’ la vostra casa, basterà far bollire un pentolino con un po’ d’acqua e poi versare una bella manciata di questo pout pourrì…un delizioso profumo invernale aromatico che sa di festa e di Natale, piacevolmente si spargerà nelle vicinanze, e vi porterà buonumore immediato!

libri in cucina

Inserisco questa ricettina nella categoria libri in cucina, in modo che se vi interesserà, potrete ritrovarla tranquillamente!
Io ora scappo perchè, come sempre ho mille cose da fare, non prima di avervi salutato e avervi dato appuntamento alla prossima ricetta pasticciona 😉
Un abbraccio, a presto!

simona




Le mie ultime letture: alcuni libri per voi

Eccomi qui amici ed amiche, come vi avevo promesso nello scorso post, per raccontarvi qualcuna delle mie ultime letture: come sempre qualche romanzo letto ed anche un libro di cucina (la consutudine è questa…quando mai perderò il vizio di circondarmi di libri?!).
Con questo caldo, ci sono state delle serate dove mettermi al pc o a lavoricchiare all’uncinetto era pressochè impossibile; alla tele non c’è mai nulla di interessante, quindi ne ho approfittato per dedicarmi alla lettura, che è anche una delle mie grandi passioni oltre alla cucina e al fai da te.
Leggere è davvero così bello…perdersi nelle trame avvincenti di un libro, sognare con esso, beh…non c’è cosa migliore.
I libri di cui vi parlerò stavolta sono tre e tutti ben differenti fra loro.
Uno, come già dicevo è un libro di cucina, libro chevedete nella foto in evidenza e chd ho avuto modo di avere grazie alla mia amica Francy; gli altri due sono invece due romanzi, che ho scaricato sul Kindle.
Il primo è un thriller, scritto da una una delle mie autrici straniere preferite, Charlotte Link; l’altro,è un romanzo d’amore e di vita, di una delle autrici italiane che amo, Rosa Ventrella.
Come sempre ci tengo a dire che queste non sono vere e proprie recensioni, ma semplicemente dei consigli di lettura, dove mi sento di esprimere dei pareri e di parlare di ciò che mi è piaciuto o meno 😉



Il libro di cucina di cui vi voglio parlare è questo che vedete in foto, Ricette vegetariane edito da RED e scritto da Chloe Cocker e Jane Montgomery.
Io amo i libri di Red e ne ho parecchi….trovo che siano sempre ben scritti, di facile consultazione e con ricette fattibilissime e con ingredienti di facile reperibilità. Per non parlare poi del prezzo, sempre ragionevole ;)…che anch’esso è un elemento da non sottovalutare.
E’ un libro ormai circolante da qualche anno, ma io l’ho avuto fra le mani da poche settimane…ho già messo diversi post it, perchè ho visto tante belle ricettine e tanti spunti simpatici ed interessanti per crearne di nuove mie, da mostrarvi poi nel blog.
Gli ultimi esami del sangue hanno rilevato che ho il colesterolo ahimè un po’ alto…è vero che ho della familiarità, ma sto molto attenta a non mangiare troppi alimenti che potrebbero aumentarmelo; ho anche dimuniito il consumo di carne, quindi questo libro mi è assolutamente di spunto.
Che dirvi…mi piace tanto!
E’ diviso in diversi capitoli…colazione e brunch, stuzzichini, salse e contorni, minestre ed insalate, piatti principali e dolci prelibatezze… la difficoltà di queste ricette è davvero bassa, non sono nulla di trascendentale, ma sono comunque idee carine e alla mia portata, colorate, saporite e leggere; le foto sono belle, luminose e allegre.
Un libro davvero piacevole per realizzare dei semplici freschi e stuzzicanti piatti senza carne.

Ecco il secondo libro che ho letto, scaricato sul Kindle (l’immagine è presa dal web) “L’ospite sconosciuto”.
Autrice Charlotte Link (qui, qui e qui avevo già parlato di alcuni suoi romanzi da me letti) edito da Corbaccio ma c’è anche un’edizione senza copertina rigida di Tea…
Anche stavolta l’autrice non mi ha delusa: ha realizzato un bel thriller di quelli che ti tengono incollata alle pagine e che non riesci a smettere di leggere.
Come sempre l’ho finito in due giorni, oserei dire divorato e, anche se trovo che Nobody sia stato il suo libro migliore ( quello che io ho preferito in assoluto), anche questo non scherza affatto…una trama non prevedibile che ti tiene col fiato sospeso e che fino all’ultimo è piena di colpi di scena.
Forse, rispetto alla parte centrale del libro, il finale si riassume in maniera un po’ sbrigativa…però tutto sommato mi è piaciuto e, per chi ama il genere, lo consiglio da mettere nella valigia delle vacanze 😉

” Estate in Provenza: Rebecca Brandt, vedova disperata, ha preso la decisione estrema di porre fine ai suoi giorni, ma viene distolta dal suo proposito dall’arrivo imprevisto di Maximilian Kemper, il miglior amico del marito.
Maximilian non è solo: con lui viaggiano due studenti di Monaco, Inga e Marius, un ragazzo chiuso e aggressivo.
Intanto, a centinaia di chilometri di distanza, a Monaco, un’anziana coppia viene trovata brutalmente assassinata. Vicende che apparentemente non hanno nulla a che fare l’una con l’altra, ma che a poco a poco, in un gioco di apparenti coincidenze, riveleranno un intreccio mortale che coinvolge il passato e il presente di tutti i protagonisti: chi nasconde un segreto terribile, chi ignora di essere il bersaglio di un rancore mai sopito, chi non ha mai ricevuto risposta a una richiesta di aiuto…
Nessuno è mai veramente innocente. E tutte le tracce avrebbero potuto farlo capire. ”
Dal sito di Corbaccio .it

Il terzo libro che ho letto è questo di Rosa Ventrella, Fiori di magnolia, edito da amazon Publishing.
Rosa è anche un’amica, ed ho letto tutti i suoi libri, che mi sono piaciuti tantissimo, in particolare i miei due preferiti sono questo e questo…che vi consiglio assolutamente!
Fiori di magnolia è il primo libro da lei scritto, e, per me che ho letto anche gli altri, si nota….via via il suo modo di scrivere è maturato notevolmente ed ha trovato uno stile che trovo davvero unico, avvincente e perfetto.
Romanzo dopo romanzo, infatti, la bravura di Rosa è emersa via via sempre di più…non vedo l’ora di leggere il suo ultimo romanzo, la malalegna, che prima o poi mi comprerò! 😉
Fiori di magnolia è comunque un bel romanzo d’amore, fresco, piacevole e non impagnativo, che si legge velocemente ed è perfetto per l’estate sotto l’ombrellone.
Ecco la trama, presa dal sito di Amazon.it:

“Una grande epopea romantica, un inno alla vita e all’arte. E al coraggio di una donna.
Sono gli anni Cinquanta. Nina ha vent’anni e sogna di viaggiare e diventare pittrice, di andare a vivere in Francia e trovare una nuova esistenza lontana da Castro, da una zia amareggiata e da uno zio ambiguo e senza scrupoli.
L’amore per il mare salentino non basta a calmare il suo desiderio di altrove.
Forse potrà riuscirci Vittorio, il solo in grado di mettere a sopire le sue inquietudini. Ma Vittorio, ossessionato dal sogno di donarle una vita migliore, parte per l’America. Dodici mesi soltanto, le promette, poi tornerà a prenderla, la sposerà e la porterà in Francia.
I mesi però diventano anni, e Nina, Ninette come vuole essere chiamata, decide di rialzarsi e continuare a vivere. Parte così per Cressanges, in Francia.
E qui decide di vestirsi di una nuova pelle. Finché il passato non torna a sconvolgere la sua pace forse ritrovata…”

E così, sperando di aver fatto cosa gradita nel lasciare qualche piccolo consiglio di lettura, vi saluto, sempre augurandovi buon venerdì e buon mese di agosto…buone vacanze a chi partirà, buon rientro a chi le finirà.
A tutti comunque auguro relax, serenità e cose belle!
A presto




Le mie ultime letture: alcuni consigli per voi

Buon venerdì amici ed amiche, come state? Fa caldo?
Mamma mia, speravamo in un bel temporale qualche giorno fa, ma nulla…pazienza, io comunque preferisco sempre l’estate all’inverno, quindi accetto di buon grado!
Come vi avevo promesso ed accennato già qualche giorno fa, eccomi a presentarvi quelle che sono state le ultime mie letture, per darvi qualche consiglio, magari se siete in partenza per le vacanze e desiderate una lettura che vi tenga compagnia sotto l’ombrellone.
Come sempre non è questa una recensione a tutti gli effetti, solo un mio spassionato parere e un giudizio in merito al romanzo o al libro letto…spero possa essere di vostro interesse, mi farebbe davvero piacere!
Stavolta parlo di due romanzi e di un libro di cucina….siete pronti?!
Partiamo!



Inizio col raccontarvi del libro che appare nell’immagine in evidenza, dal titolo “Le cose che non ho” di Grègoire Delacourt, edito da Salani; un romanzo che ho letto in forse due ore, bellissimo a parer mio, e che mi ha fatto riflettere tantissimo.
Cos’è la felicità per me, per noi?
E’ forse desiderare qualcosa di materiale? E poi?
Una volta raggiunto l’obiettivo…siamo davvero sicuri di essere felici?
Mi sono immedesimata nella dolce e semplice Jo, la protagonista del romanzo…anche io come lei una donna semplice, un poco arrotondata nelle forme dall’età, dedita alla famiglia e a correre sempre a destra e a manca per tutti, non facendo mancare mai nulla a chi amo.
Una vita normale, come quella di molti altri…con tanti sogni, desideri, aspettative…

” Dice un vecchio adagio che le lacrime più amare sono quelle versate per le preghiere esaudite.
Sì, a volte succede che la gioia per una svolta inattesa del destino svanisca in fretta di fronte alla possibilità concreta di realizzare un sogno, lasciandoci smarriti e confusi.
È quello che accade a Jo, la protagonista di questo romanzo: “un cuore semplice”, una donna intelligente e positiva con un’esistenza quieta, nutrita di sogni, che per un colpo di fortuna all’improvviso è in grado di realizzarli tutti.
Forse la felicità non è così matematica.
Forse non si tratta solo di sommare un sogno dopo l’altro, ma di ritrovare se stessi in ciò che si fa.
Forse a Jo semplicemente non serve avere tutto ciò che ha sempre desiderato; perché il suo matrimonio, il lavoro, i figli ormai grandi e l’amore non sono beni acquisiti ma cose vive che sfuggono al suo controllo, e con cui si può solo entrare in sintonia senza farsene travolgere, come quando si nuota tra le onde di un mare agitato.
Le cose che non ho è tutto questo: scritto con una prosa dalla grazia perfetta, è un romanzo sull’intensità del desiderio e sulla tenacia del quotidiano, sulla capacità di rinunciare al sogno per una realtà che scegliamo noi stessi quasi senza saperlo, ma piena di tutto quello che ci rende davvero felici.
Come l’Eleganza del riccio, un nuovo romanzo francese semplice, profondo, arguto e filosofico, delicato e pieno di tenerezza. Un romanzo dove i sogni sono le nuvole del pensiero e le liste dell’anima sono fatte di desideri. “

recensione presa dal web

Un libro che vi consiglio davvero di leggere, non vi lascerà indifferenti…con la sua semplicità di narrazione è capace di arrivare profondamente al cuore.

Le mie ultime letture

Altro romanzo che ho letto con piacere è questo di Alice Mc Dermott, “Qualcuno”, edito da Einaudi.
Un libro dal tono narrativo completamente diverso dal precedente, ma ugualmente molto intenso e bello.
E’ la storia di Marie, ragazza cresciuta a Brooklyn, nel periodo fra le due guerre, in mezzo a tante altre storie, vite, persone….
Marie, una donna come tante altre, che ha problemi alla vista, non è particolarmente ricca o importante; la sua potrebbe essere definita un’esistenza banale, ma pagina dopo pagina ecco che emerge la sua forza e straordinarietà, come quella di tante altre donne come lei, come noi, protagoniste di quel quotidiano fatto di gioie, dolori, difficoltà, sconfitte e vittorie.

” A sette anni la piccola Marie apre bocca solo quando la madre le dà una gomitata nelle costole; il resto del tempo se ne sta in silenzio e scruta la vita che la circonda. Perché Brooklyn, tra le due guerre, è un luogo che pullula di storie. C’è Pegeen, che inciampa di continuo con i suoi lunghi piedi e guarda troppo i ragazzi.
Ci sono Lucy la Cicciona, con le sue urla sgangherate; il povero Bill Corrigan, reso quasi cieco dai gas in trincea; Walter Hartnett, con la grossa scarpa ortopedica, e le suore del convento in fondo alla via.
A Brooklyn Marie cresce, trova lavoro in una agenzia di pompe funebri, si innamora e si sposa.
La sua è una vita come tante: Alice McDermott la rende straordinaria illuminandola con la poesia della quotidianità. “
recensione tratta dal web

A me è piaciuto moltissimo…che dire, vi consiglio davvero di leggerlo.
E non conoscevo questa bravissima ed intensa autrice, penso che mi prenderò qualche altro suo libro da leggere, voglio scoprirla di più…

Ed ecco l’ultimo libro di cui vi voglio parlare…me lo sono regalata qualche tempo fa e…beh, che dire?!
Non potrei essere più contenta e soddisfatta dell’acquisto fatto!!!
Si tratta di “Come si fa il pane” di Emmanuel Hadjandreou, edito da Guido Tommasi.
Avevo sentito già parecchie amiche blogger parlare di questo libro come una vera bibbia per la realizzazione di pane e lievitati, e non posso, a questo punto, che confermare le loro parole al riguardo.
E’ un libro bellissimo, spiegato alla perfezione, corredato da foto splendide e da spiegazioni passo passo che, anche per persone pasticcione come me, sono assolutamente la manna dal cielo!
Viene affrontata una parte di ricette per panificazione con lievito di birra, una parte con il lievito madre; tutte descritte e spiegate minuziosamente, con dovizia di particolari e specifiche perfette.
L’ultima parte è dedicata ai lievitati dolci, semplicemente irresistibili.
Se siete alla ricerca di un buon libro per approcciarvi alla lievitazione, anche se partite da zero e non volete addentrarvi in difficili formule, beh…questo è assolutamente il manuale che fa per voi, fidatevi!
Io, l’ho semplicemente adorato, dalla prima all’ultima pagina.

” Un libro di ricette per riscoprire il piacere di mettersi a fare il pane in casa: è vero che si fa prima a fare un salto in panetteria, ma prepararlo da sé non è poi così complicato come potrebbe sembrare.
Se si pensa al risultato poi non c’è paragone, anche senza mettere in conto la soddisfazione di poter dire che sì, quel bel pane fragrante l’avete fatto proprio voi!
Questo volume è una raccolta delle ricette che l’autore, il pluripremiato Emmanuel Hadjiandreou, ha perfezionato nel corso della sua attività e che quindi sono state accuratamente sperimentate e testate.
Grazie alle spiegazioni chiare e precise e alle fotografie che illustrano ogni fase passo a passo, capirete anche voi che fare il pane non è poi così difficile e quante soddisfazioni può dare.
Potrete realizzare non solo il pane tradizionale ma anche appetitose varianti integrali, con i semi o senza glutine, con le patate e persino con la barbabietola, con il metodo tradizionale oppure con il lievito madre, di cui scoprirete ogni segreto.
E per i più golosi c’è anche un capitolo dedicato a croissant, pains au chocolat, panini dolci e molto altro… Dalle ricette più semplici ai procedimenti più stimolanti, questo libro vi guiderà nella vostra avventura con il pane. “

Recensione presa dal sito di Guido Tommasi

Che dirvi?!
Spero con questo semplice post di avervi potuto lasciare qualche semplice e piacevole consiglio di lettura, sia di evasione che di studio in cucina 😉 Qui, in questa sezione, trovate le mie piccole recensioni nel tempo …
Come sempre sapete che amo la condivisione e mi piace parlare di ciò che ho gradito, siano letture che altro.
Scappo, lasciandovi il mio abbraccio e dandovi appuntamento a prestissimo, con una ricetta pasticciona golosissima!
Buon fine settimana a tutti e a chi parte…buone vacanze!




Albicocche allo zenzero e mandorle

Passeggiando per le stradine della mia Rapallo, spesso mi perdo nei negozietti di frutta e verdura, tanto che uno di questi venditori è diventato mio amico e mi faccio consigliare su cosa acquistare, su cosa è più fresco e cosa è in offerta, tanto che a volte è lui a propormi qualche affare, mostrandomi della verdura o della frutta ad un prezzo stracciato, che però ha necessità di essere consumata magari nel giro di uno o due giorni.
Mi sono sempre fidata, e devo dire che ho sempre fatto bene a farlo…anche in merito a queste succose e saporite albicocche che lui mi ha detto essere dolcissime e da non lasciar scappare.
Ammetto che la mia colite mi dà poco spazio in merito al consumo di frutta….a volte la tollero bene, altre volte mi crea dei disturbi davvero molto importanti, quindi preferisco deviare su alcune verdure che non mi disturbano per nulla.
I miei famigliari però la consumano in quantità, sia in purezza che sottoforma di macedonia o di qualche dessert profumato e goloso realizzato da me, come questo che vi vado a mostrare.
Queste albicocche, dicevo, le ho prese pensando di farci tutt’altro…sfogliando poi le pagine di questo bel libro, ho cambiato idea ed ho voluto realizzare queste albicocche allo zenzero e mandorle, che vedete in foto.
Buonissime, direi irresistibili se abbinate ad una deliziosa pallina di fresco gelato, ad esempio questo qui, alla vaniglia; ad un ciuffo di panna montata o anche ad una fresca colata di yogurt greco…ma anche tiepide, mangiate così senza null’altro, beh: sono ugualmente fantastiche.
La ricetta è semplicissima; oserei dire, di quelle che si fanno quasi da sole; ancora una volta questo è la dimostrazione che “less is more”…molto spesso proprio queste idee semplici e facilissime da fare, sono le migliori!



albicocche allo zenzero e mandorle

Che dire, vi consiglio questo libro che contiene tante ricettine semplici ma golose con la curcuma, lo zenzero ed il peperoncino. Sono tutte idee fattibilissime, con ingredienti reperibili e che sono alla portata di tutti: anche chi non è un super mago ai fornelli, potrà ottenere degli ottimi risultati.
Parola!


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Albicocche allo zenzero e mandorle
Queste albicocche allo zenzero e mandorle, sono profumate e golose; perfette, insieme ad una pallina di gelato, per rendere speciale una merenda o un fine pasto d'estate!
Albicocche allo zenzero e mandorle
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 15 minuti
Porzioni
porzioni
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 15 minuti
Porzioni
porzioni
Ingredienti
Albicocche allo zenzero e mandorle
Istruzioni
  1. Accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 180° ventilato. Rivestire una pirofila con carta forno. Lavare, asciugare e tagliare a metà le albicocche, togliendo il nocciolo.
  2. In una ciotolina versare il malto di riso e grattugiarci finissimamente dentro il pezzettino di zenzero privato della pellicina esterna; amalgamare bene il tutto. Posare le mezze albicocche nella pirofila con la parte interna rivolta verso l'alto, spennellandole con il composto di malto e zenzero.
  3. Spolverizzare con abbondanti mandorle a scaglie e un poco di zucchero di canna, poi infornare e cuocere per 15 minuti. Se necessario accendere il grill proprio un attimo, per rendere la superficie dorata e croccante.
  4. Lasciar intiepidire e servire, accompagnando a piacere con una pallina di gelato, uno spruzzo di panna fresca montata o dello yogurt greco denso.
Recipe Notes

Volendo, è possibile anche utilizzare delle pesche al posto delle albicocche.


albicocche allo zenzero e mandorle

Provateli anche voi in questa versione, ora che questi frutti golosi e polposi abbondano sul mercato… scoprirete quanto son buoni!
E se comunque cercate qualche altra idea con le albicocche…beh, presto farò una piccola raccolta, le mie ormai famose cinque idee di… (che, mi sono accorta, vi piacciono tantissimo!) e vi rinfrescherò le idee con qualche ideuzza pasticciona presente da tempo qui sul blog 😉
Ora però vi saluto: questa settimana è praticamente volata via senza quasi che me ne accorgessi.
Buon week end allora, magari qualcuno partirà per le vacanze…buon relax e tante cose belle per tutti!
A presto




Le mie ultime letture

Era da un po’ amici ed amiche che non arrivavo a proporvi un post su “le mie ultime letture”…in effetti ho avuto un periodo un po’ incasinato, e la sera arrivavo a letto solo giusto in tempo per crollare distrutta e dormire come un sasso.
Però sapete che leggere mi piace troppo, e, se riesco a trovare del tempo per me, oltre a lavorare all’uncinetto (che mi rilassa tantissimo) non disdegno una bella e sana lettura.
Quelle che vi voglio mostrare oggi sono quindi alcune delle mie ultime letture: una è un romanzo meraviglioso, che ho divorato nonostante le settecento e più pagine; le altre due sono state scritte da un’amica blogger di grande competenza e parlano di erbe, cortecce, fiori, frutti e cucina.
Non voglio dilungarmi oltre, vorrei passare subito a mostrarvele…



Questo è il primo libro che voglio mostrarvi…devo ammettere che ne sono stata attratta appena l’ho visto in libreria.
Avevo seguito avidamente la serie trasmessa su Sky, e volevo assolutamente leggere anche il libro per poi valutare se la serie lo rispecchiava, o se era meglio la lettura.
Beh, la serie è assolutamente identica al libro, credetemi: per la prima volta non sono in grado di saper dire se ho preferito l’una o l’altro!
Solitamente, per me i libri vengono assolutamente prima della televisione…non amo particolarmente guardare la tv, preferisco se ho del tempo libero lavorare all’uncinetto, leggere o pasticciare..
Qua il discorso è un po’ differente perchè nella serie tv il protagonista, Harry Quebert, è impersonato da uno degli attori che adoro di più in assoluto ovvero Patrick Dempsey e quindi ho guardato la serie che mi ha davvero appassionato.
…riassumendo tutto sto discorso, e tornando però alla lettura, beh…anche se le pagine sono 784, io vi consiglio di leggerlo, sì.
Dovrete prestare attenzione soprattutto all’inizio perchè ci sono diversi flashback che spesso sviano un po’, ed anche i personaggi sono tanti, ma la lettura è talmente coinvolgente ed appassionante che prenderete immediatamente un ritmo di lettura veloce e non riuscirete a staccarvene, fidatevi….e il finale…beh, non è scontato per nulla.

” 30 agosto 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare.
Nulla ad Aurora, New Hampshire, sarà più lo stesso.
Trent’anni dopo le indagini vengono riaperte e inizia la ricerca della verità sul caso Harry Quebert.

Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, è nel pieno di un blocco creativo. Così decide di rivolgersi al suo mentore, Harry Quebert, uno degli autori più stimati del paese, nella speranza di superare la crisi e consegnare in tempo il suo nuovo libro.
Ma quello che aspetta Marcus non è certo una vacanza: nella villa di Harry infatti la polizia rinviene dopo trent’anni il corpo della giovane Nola Kellergan, scomparsa nel 1975.
Tra i due si era consumata una relazione burrascosa, anche per via della differenza d’età, quindi lo scrittore diventa presto l’indiziato principale, l’opinione pubblica gli si avventa contro e accusato di omicidio rischia la pena di morte.
A Marcus il compito di investigare: tra i libri del suo maestro, nel passato degli stimati abitanti di Aurora, con il solo obiettivo di salvare Harry, la propria carriera e forse anche sé stesso.

“Recensione presa da Amazon – la verità sul caso Harry Quebert

Ed eccomi a descrivervi gli altri due libri che ho recentemente acquistato, letto, e molto gradito: sono due libri ricchi di informazioni pratiche, consigli, ricette di cucina e rimedi naturali su quelle che sono radici e cortecce – fiori e i frutti che troviamo sui banchi del mercato, nell’orto, in giardino, in erboristeria…
Mi sono piaciuti tantissimo: la grafica, le illustrazioni tutte in bianco e nero come se fossero disegnate con china e pennino (non ci sono fotografie!), la sua essenzialità e semplicità di scrittura e facile comprensione.
Conosco l’autrice che stimo tanto e devo farle i miei complimenti, sperando che alla collana si aggiungano nuovi titoli: li acquisterò sicuramente! (Fra l’altro il prezzo è davvero ottimo!)

In salute con radici e cortecce”
Nutrirsi di erbe, fiori e persino di radici o cortecce d’albero.

Fino a qualche anno fa per chi abitava in campagna era normale cibarsi di alimenti che crescevano spontaneamente nei campi e nei boschi dietro casa. Un’usanza che abbiamo perso e ci appare decisamente strana, come se appartenesse a un’altra epoca.
Eppure, chi non ricorda certi pomeriggi nei campi con il nonno e la nonna a raccogliere la camomilla o la borragine, le radici di tarassaco o l’ortica? Questo libro, grazie alle tante ricette, alle informazioni e ai consigli, conferma tutte le virtù di radici e cortecce.

“In salute con fiori e frutti”
Energizzanti, ricchi di vitamine e sali minerali.

Questa è la carta d’identità della maggior parte dei frutti, ma non tutti sanno che le stesse caratteristiche si possono attribuire anche a moltissimi fiori, che diventano gli alleati naturali non solo per piatti gustosi e originali, ma anche per tisane, decotti e maschere di bellezza.
Quindi via libera ad ananas, ciliegie, cocomeri, ma anche a lavanda, malva, rosa canina e tanto altro. Questo libro, grazie alle molte ricette, alle informazioni e ai consigli, conferma tutte le virtù di fiori e frutti.

Info prese dal sito La Feltrinelli

Quindi che dirvi?! A me sono piaciuti un sacco e mi sento di consigliarli anche a voi; spero che questa piccola parentesi di lettura sia di vostro gradimento: non si può solo mangiare, no?! Dobbiamo saziare anche l’anima con qualche bella lettura, dico io!
Ora vi saluto augurandovi un sereno fine settimana, pieno di cose belle e…di sole (speriamoooooo)
Un abbraccio




French toast alla frutta fresca

L’altro giorno al mercato ho visto le fragole fare capolino sul banco…non ho resistito e le ho comprate.
Mia figlia le adora, ed essendo molto presa in questo periodo (ed anche un po’ stanca) con lo studio e tutti i suoi altri vari impegni, ho pensato quindi di farle una sorpresa: regalarle una delle colazioni che lei ama particolarmente, un po’ calorica, forse sì, ma anche appagante e deliziosa; una coccola ogni tanto, quando ce vò, ce vò.
L’ho fatta ovviamente felice, preparandole un french toast alla frutta fresca (fragole, in questo caso!) ed ho voluto alleggerirlo ed utilizzare una bevanda che ho scoperto recentemente, dopo essere stata ospite al Social Brunch di Sonia Peronaci qualche domenica fa, e precisamente questa, di Adez.
Siccome da poco ho anche letto un nuovo libro (che mi piace un sacco!), volevo provare qualche ricettina…il libro in questione è “Bevande e dessert con latti vegetali” di Martina Tallon edito da Red!; la ricetta di questo French Toast arriva proprio da lì, con qualche mia piccola modifica in corso d’opera e, credetemi, ci sono davvero tante piccole idee squisite che si realizzano facilmente, ve lo consiglio!



French Toast alla frutta fresca

Soffici, profumati e non eccessivamente pesanti, sono davvero una soluzione perfetta per la colazione o la merenda, o anche uno spuntino mentre si sta studiando o lavorando…
Nella versione originale questi French Toast erano grondanti di golose e dolcissime amarene allo sciroppo; in base alla stagionalità potete arricchirli con frutta fresca, ed ovviamente, come nella ricetta originale, se vi va, utilizzare quella sciroppata (come ad esempio queste mie ciliegie che si possono preparare e conservare proprio per essere gustate in mille modi….piccolo consiglio goloso, ehehehe!)


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French Toast alla frutta fresca
Se cercate una colazione o una merenda super deliziosa, questi French Toast alla frutta fresca faranno davvero per voi!
French toast alla frutta fresca
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 10 minuti
Porzioni
persone
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 10 minuti
Porzioni
persone
Ingredienti
French toast alla frutta fresca
Istruzioni
  1. Versare la bevanda vegetale in una capiente ciotola, aggiungere lo zucchero a velo e l'amido di mais, amalgamando bene con una piccola frusta, in modo da eliminare ogni eventuale grumo.
  2. Mondare e lavare le fragole, asciugandole bene, poi farle a piccoli spicchi o fettine, spruzzandole con un po' di succo d'arancia. Accendere il fuoco e sciogliere un cucchiaino di olio di cocco in un padellino antiaderente.
  3. Immergere brevemente le prime due fette di pane nel composto liquido, poi cuocerle in padella su ogni lato dorandole ben bene e formando una crosticina deliziosa e sottile. Proseguire allo stesso modo anche con le altre fette, poi, quando sono ancora belle calde, posizionarle su due piattini individuali e farcirle con le fragole (mettendone un po' anche in superficie), irrorando abbondantemente il tutto con sciroppo d'acero prima di servire.
Recipe Notes

La ricetta originale prevedeva latte di farro al posto di quello d'avena, ma qualsiasi bevanda vegetale va benissimo.

Al posto dell'amido di mais è possibile, sempre come da ricetta originale, utilizzare l'arrow root; se non avete l'olio di cocco per dorarli in padella, va bene anche del burro.


French Toast alla frutta fresca

Visto che il fine settimana sta arrivando, perchè non pensare di prepararli alla colazione del dì di festa?
O servirli ad un brunch della domenica?
O ancora prepararli come merenda per i vostri ragazzi o da portare a vostro marito come colazione a letto?!
Caldi, morbidi e deliziosi, arricchiti da tanta buona frutta, beh….saranno assolutamente irresistibili e farete felici chi amate, ne sono certa!
Ora scappo e vi auguro un sereno fine settimana baciato dal bel tempo e pieno di cose belle…a presto 🙂




Fusi di pollo alle arance e balsamico

Qualche tempo fa, ho avuto la fortuna di trovare un contadino da cui poter acquistare del pollo ruspante: ovviamente non mi son lasciata scappare l’occasione perchè, oggi come oggi, è sempre più difficile gustare della carne buona, sana e genuina.
Che ricordi, quando da bambina, il pollo che mangiavo era quello che arrivava dritto dritto dal pollaio dei miei zii: galline che razzolavano nel prato (spesso mi rincorrevano pure!), mangiavano erba e un pastone che loro preparavano a base di farina di mais, cruschello e non so cos’altro…spesso venivano dati loro anche gli scarti delle verdure dell’orto, insomma se la passavano bene!
Non parliamo poi delle uova che producevano…una delizia…a volte pure con due tuorli giallissimi!
Comunque, in casa mia siamo onnivori; non esageriamo con la carne ma ci piace ogni tanto gustarne un buon taglio: prediligiamo solitamente la carne bianca, ma ogni tanto non disdegnamo neppure quella rossa, che io amo fare ai ferri oppure con lunga cottura, brasata o stufata.
Oltre ad acquistare un bel pollo intero, ho optato anche per dei fusi, che a casa mia piacciono tanto essendo belli teneri e con poco scarto; ho pensato subito a come poterli cucinare (già in passato vi avevo mostrato qualcosa qui, o ancora qui, perdonate le brutte foto ma era una vita fa!) e mi è venuta in mente una ricetta vista su uno dei libri che ultimamente mi son piaciuti di più. Il libro in questione è “La cena perfetta” di Angela Frenda, e la ricetta è quella del pollo ruspante agli agrumi e balsamico…io ho fatto qualche piccola modifica in corso d’opera, ma alla fine il risultato mi ha proprio soddisfatta: i miei fusi di pollo alle arance e balsamico son venuti la fine del mondo!!!



fusi di pollo alle arance e balsamico

E’ una ricetta veloce e di ottima resa…si fa praticamente da sola, e permette di ottenere un pollo davvero succulento e saporitissimo, perfetto anche se vi capitano amici a cena e non sapete cosa fare: insieme ad una bella padellata di patate arrosto oppure una coloratissima e fresca insalata, del buon pane croccante, voilà!
Pronto in tavola 😉

la cena perfetta


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Fusi di pollo alle arance e balsamico
Questi fusi di pollo alle arance e balsamico, sono saporitissimi, gustosi e facilissimi da fare! perfetti per il pranzo della domenica in famiglia
Fusi di pollo alle arance e balsamico
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 40 minuti
Tempo Passivo 15 minuti
Porzioni
persone
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 40 minuti
Tempo Passivo 15 minuti
Porzioni
persone
Fusi di pollo alle arance e balsamico
Istruzioni
  1. Sciacquare ed asciugare i fusi di pollo, poi condirli con gli aghetti di rosmarino, sale e pepe in quantità a piacere, massaggiandoli bene per insaporirli. Adagiarli in una ciotola, sigillarla con pellicola e far riposare a temperatura ambiente per dirca un quarto d'ora, in modo da far penetrare il condimento e i sapori nella carne.
  2. Prendere quindi una padella antiaderente e metterci un goccio d'olio; una volta caldo, rosolare i fusi da tutte le parti per circa una decina di minuti, abbrustolendo un poco la pelle. Toglierli dalla padella, asciugarli bene con carta da cucina per eilminare il grasso, poi metterli un attimo da parte.
  3. Prendere una padella o casseruola in ghisa, adagiarci i fusi e cuocerli in forno preriscaldato a 200° per circa 20 minuti, con funzione statica. Lavare nel frattempo ben bene le arance e tagliarle a spicchi con la buccia; metterle in una padella dal fondo spesso, versarci sopra il balsamico e cuocere per un paio di minuti in modo da ottenere un condimento caramellato.
  4. Togliere la pentola dal fuoco ed aggiungere il burro, amalgamando bene. Versare il condimento appena preparato sui fusi di pollo, rimettere in forno e cuocere per altri dieci minuti stavolta con modalità ventilata, in modo da dorare bene il tutto. Servire caldissimi.

fusi di pollo alle arance e balsamico

Che ne dite, non vi ho dato un’ideuzza anche magari per il pranzo della domenica in famiglia?! Io la trovo davvero super!
Insieme alle idee che vi ho mostrato prima, vi voglio lasciare anche la proposta di un’amica, Mirella del blog Cucina e Svago, che propone i fusi di pollo alla pancetta e mirto, oppure quest’altra variante di pollo alle arance semplicemente squisita, mmmm….andate a vedere che delizie!
Io vi saluto, e vi auguro un sereno fine settimana, speriamo baciato dal sole.
A presto!




Le mie ultime letture e buon fine settimana!

Buon venerdì amici ed amiche, oggi un post che non parla di cucina…o meglio, non direttamente: non vi presento nessuna ricetta, non vi racconto di qualche golosità realizzata per merenda, colazione, pranzo o cena.
Voglio, ed è da troppo tempo che non lo faccio, raccontarvi alcune delle mie ultime letture: chi mi conosce da un po’ sa che adoro leggere e spesso la sera non prendo sonno se non dopo aver letto qualche pagina; se poi le letture sono particolarmente avvincenti, beh…è anche capitato che crollassi addormentata e mi cadesse il Kindle sulla faccia (l’ultima proprio ieri sera, ahahahah!).
Del resto… dovevo assolutamente finire il libro e non riuscivo a staccarmene…
Comunque sia, come sempre ci tengo a dire che sono delle recensioni molto semplici, senza nessuna pretesa: io amo leggere e mi piace, attraverso queste paginette pasticcione, condividere ciò che mi ha particolarmente interessato e che mi ha in qualche modo toccato, tutto qui!
Stavolta vi parlerò di tre libri; uno come sempre di cucina (ogni tanto ci casco ancora nonostante la libreria ridondante, e mio marito che non riesce a capire perchè ho questa ossessione!), un secondo che è un romanzo thriller davvero appassionante, ed un terzo che è una toccante storia vera di vita vissuta.
Siete pronti quindi a scoprirli con me?!

 

Dolci hygge
Dolci Hygge di Bronte Aurell – Luxury books (immagine presa dal web)

 

Voglio iniziare subito con il primo libro, che è un libro di ricette dolci.
Un libro che non smetterei mai di sfogliare, talmente è bello…chi mi conosce sa quanti libri di cucina ho in casa, tantissimi (mai troppi, eh?!), forse però…questo è uno dei più belli che ho.
Bello in tutti i sensi…dalle foto meravigliose che trasmettono un senso di pace e di tranquillità, e che riescono a regalare quell’atmosfera hygge che tanto adoro e che cerco il più possibile di applicare anche alla mia vita quotdiana per trovare serenità.
La carta opaca bella da accarezzare, le immagini di questi dolci semplici ma bellissimi, che danno proprio l’idea di essere una coccola per l’anima e il corpo.
L’ho desiderato tanto, e adesso che l’ho comprato non vedo l’ora di mettermi a pasticciare un po’…ecco, uno dei pochi libri che, attraverso le sue foto e ricette, mi fa amare l’inverno facendomi venir voglia di mettere le mani in pasta ed accendere il forno seduta stante!

 

Il bambino silenzioso – Sarah A.Denzil – Newton Compton (immagine presa dal web)

 

Questo secondo libro invece è un bellissimo romanzo, un thriller che mi ha catturata e tenuta col fiato in sospeso per tutto il tempo.
Un libro di quelli che inizi a leggere e che non vorresti smettere mai, per arrivare in fondo e per vedere cosa succede pagina dopo pagina…mi è piaciuto tanto, e ve lo consiglio.
Non è noioso, è scorrevole ed appassionante; qua sotto vi lascio un breve riassunto preso dal sito di Newton Compton, così che vi possiate fare un’idea di che cosa racconta…

Nell’estate del 2006, Emma Price era lì quando fu ritrovato il cappotto rosso del suo bambino di sei anni, lungo il fiume Ouse.
Fu la tragica storia dell’anno: il piccolo Aiden era sparito da scuola durante una terribile alluvione, era caduto nel fiume e poi annegato. Il suo corpo non fu mai ritrovato.
Dieci anni dopo, Emma è riuscita finalmente a riacquistare un po’ di serenità. È sposata, incinta e le sembra di aver finalmente ripreso il controllo della sua vita quando… Aiden ritorna. Troppo traumatizzato per parlare, non risponde a nessuna delle infinite domande che gli vengono rivolte. Solo il suo corpo racconta la storia di una sparizione durata dieci lunghi anni. Una storia di ossa spezzate e ferite che testimoniano gli orrori che Aiden deve aver subito.
Perché Aiden non è mai annegato: è stato rapito.
Per recuperare il contatto con il figlio, ormai adolescente, Emma dovrà scoprire qualcosa sul mostro che glielo ha portato via. Ma chi, in una cittadina così piccola, sarebbe capace di un crimine tanto orrendo? È Aiden ad avere le risposte, ma ci sono cose troppo indicibili per essere pronunciate ad alta voce.

La guerriera che sorride, la storia di Rina Louise Dal Cengio – Stefano Girola-

 

Ed eccoci al terzo libro di cui vi voglio parlare; una storia dura e bellissima allo stesso tempo: la storia di una donna speciale, forte e determinata, una vera guerriera che nonostante le enormi difficoltà e sofferenze passate, è riuscita a superare tutto con grande determinazione, forza di volontà e coraggio.
Un libro che ho letto in un’ora, scorrevole ed appassionante; attraverso le sue pagine mi ha portato in Australia, continente affascinante e meraviglioso che purtroppo non conosco, dove vive l’autore, che è anche un mio caro amico.

Qui un breve riassunto, tratto da Amazon.it:
“Un giorno una discendente del popolo dei Gubbi Gubbi, uno dei gruppi aborigeni originari della costa a nord di Brisbane, nel sud del Queensland, incontrò un giovane emigrato dal Veneto e la mia vita ebbe inizio.’  
Non è stata una vita facile quella di Rina Louise dal Cengio:dopo la separazione dei genitori, trascorre l’infanzia e l’adolescenza fra la solitudine dell’orfanotrofio e gli abusi di chi dovrebbe invece accudirla.
Dopo aver seguito il padre nel suo ritorno in Veneto, Rina passa il resto della sua vita in Italia, trovando serenità nel ricordo mai sopito della bellissima terra natale, e nella riconnessione con la propria identità e famiglia aborigene.
Una storia vera, che contiene anche interessanti informazioni sugli emigrati italiani in Australia e sulla cultura aborigena, le due fonti da cui è scaturita la forza di una donna coraggiosa che ha affrontato delusioni e traumi senza mai perdere la speranza e la capacità di sorridere alla vita. “

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Quindi, se siete alla ricerca di qualche bella lettura, beh, io vi consiglio questi tre libri che ho amato sin dalla prima riga; tre libri diversi fra loro ma altrettanto entusiasmanti e bellissimi.

Per rilassarvi un po’ nel fine settimana, magari accompagnando la vostra lettura ad un bel dolcetto (avete visto questi deliziosi biscottini?!)…
Io vi auguro un sereno fine settimana, spero nel bel tempo visto che in questi giorni in molte località ha perfino nevicato…

A presto!




Biscotti di frolla montata al tè Zagara

Buongiorno amici ed amiche, come state?
Spero tutto bene…io sono un po’ in crisi perchè non amo l’inverno ed il freddo di questi giorni mi sta provando parecchio.
La poca luce, le temperature bassissime, le gelate mattutine…no, non fanno per me, e mi scombussolano molto. L’unica cosa positiva è che le giornate si sono leggermente allungate e questo è abbastanza piacevole…ieri tornavo a casa ed erano le cinque, ancora il sole non era ancora sceso, e dentro di me ero felice nell’ ammirare un tramonto fatto di colori meravigliosi…arriverà la mia amata primavera, vero?! Non vedo l’ora, credetemi!
Cerco (per consolarmi un poco, quando posso), di trovare qualche momento tutto per me: amo sopra ogni cosa l’ora del tè pomeridiano (forse nella vita passata ero una nobildonna inglese?! ahahahah chi può saperlo!).
Amo godermi, sempre se posso e riesco, questo momento con tutti i riti del caso…teiera e tazze abbinate (ne ho una collezione, le adoro!), fiori sulla tavola (freschi o secchi), un buon libro per darmi l’ispirazione giusta e per trovare il giusto relax, magari una musica soft in sottofondo, e per finire un dolcetto particolare e goloso.
Questi biscotti di frolla montata al tè sono la mia coccola perfetta…non trovate anche voi?!

 

 

 

Come ogni mese, questa ricettina è stata ideata insieme a Gabriella dello Chà Tea Atelier, grande amica, esperta di tè e Tea Sommelier.
I biscotti di frolla montata, scioglievolissimi al palato e golosi all’ennesima potenza, vengono in questa ricetta resi ancora più profumati e speciali proprio grazie alla presenza di tè polverizzato nell’impasto, insieme ad un pizzico di scorza d’arancia grattugiata.
Già in passato avevo realizzato dei biscotti con il tè polverizzato all’interno: li potete trovare qui e qui, se volete creare qualche altra variante golosa 😉

Il tè utilizzato in questa ricetta è lo Zagara, profumato all’arancia, delicato ed aromatico…
Qui Gabriella ci spiegherà al meglio anche come prepararlo.

Il tè Zagara è una raffinata miscela di tè verde giapponese Sencha e di tè bianco cinese Bai Mu Dan, impreziosita con scorze e fiori d’arancio. Questo tè regala in tazza tutta la delicatezza e persistenza tipiche della Zagara, il fiore dell’arancio, e porta la primavera siciliana a casa nostra tutte le volte che lo infondiamo.

Per la preparazione si consiglia:

acqua : 85°
quantità: 2-3 grammi ogni 150 ml
tempo di infusione: 2’-3’

Per la preparazione a freddo si consiglia:
2 cucchiai ogni litro d’acqua, infusione a freddo in frigorifero per tutta la notte; al mattino filtrare.

 

 

Ringrazio Ale del blog “Dolcemente Inventando” perchè la ricetta base l’ho presa da lei…è una bravissima pasticcera ed un’amica speciale, grazie di cuore!

 

Biscotti di frolla montata al tè Zagara


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Biscotti di frolla montata al tè Zagara
Questi biscotti di frolla montata al tè Zagara, sono deliziosi, profumati e golosissimi, perfetti per una merenda all'ora del tè!
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 12-15 minuti
Porzioni
teglia
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 12-15 minuti
Porzioni
teglia
Ingredienti
Istruzioni
  1. Accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 180° statico. Rivestire con carta forno una leccarda. Polverizzare con un mortaio il tè Zagara ed amalgamarlo allo zucchero a velo.
  2. Lavorare a crema il burro col pizzico di sale (potete usare anche una planetaria col gancio a foglia) poi unire la scorza d'arancia grattugiata e lo zucchero a velo, sempre amalgamando. Unire il bianco d'uovo e mescolare sino a completo assorbimento; all'inizio potrà sembrare che l'impasto si smonti, ma non bisogna demordere, pian piano verrà inglobato alla perfezione.
  3. Unire alla fine la farina setacciata, sempre amalgamando, fino ad ottenere un morbido composto omogeneo. Io per formare i biscotti ho usato la sparabiscotti, ma è possibile anche usare la sac a poche con una bocchetta grande a stella o a vostro piacimento.
  4. Versare quindi l'impasto nella sparabiscotti o in una sac a poche come sopra descritto, e formare tanti biscottini direttamente sulla teglia rivestita; infornare quindi a 180° per circa 12-15 minuti, devono dorarsi appena. Molto importante controllare bene la cottura...dipende sempre dal forno, magari basta qualche minuto per rovinare la cottura, quindi teneteli d'occhio!
  5. Una volta cotti, spegnere il forno, farli raffreddare un poco, poi adagiarli su una gratella per completare il raffreddamento.
Recipe Notes

Si conservano in una scatola o in un vaso ermetico ben chiuso, lontano dall'umidità per una settimana, anche qualche giorno in più!
Grazie ad Alessandra per la ricetta originale, dalla quale ho preso spunto


 

Volevo anche parlarvi di questo delizioso libro in lingua inglese che mi ha accompagnata in questa merenda: si intitola “Making Winter”, l’autrice è Emma Mitchell ed è, come lei lo definisce, una piccola guida per sopravvivere ai mesi freddi dell’Inverno.
E’ bellissimo anche solo da sfogliare per le meravigliose foto e per i progetti al suo interno…infatti è possibile realizzare tanti piccoli lavoretti all’uncinetto, piccoli gioiellini fatti a mano, disegni, erbari, ricette comfort food.
Avevo visto questo libro da Paola e, me ne sono immediatamente innamorata…pensate che uno dei progetti è una simpatica mangiatoia per gli uccellini selvatici che rimangono senza cibo durante i mesi freddi, so che lei insieme ai suoi bimbi l’ha realizzata!
Io invece ho adocchiato una meravigliosa sciarpa che ho intenzione di uncinettare sicuramente, inoltre mi è venuta una voglia matta di riprendere in mano gli acquerelli per colorare foglie, fiori e bacche multicolori; o anche imparare a costruire una piccola ghirlanda per decorare la porta di casa…sfogliatelo anche voi e ve ne innamorerete (peccato solo per la lingua inglese, che io non mastico al meglio!).

 

 

Quindi che state aspettando?
Preparate il bollitore, apparecchiate la tavola, mettetevi comode e…mi raccomando godetevi al meglio questa merenda incantevole!
Io vi aspetto sempre qui; nel prossimo post volevo parlarvi delle mie ultime letture, per raccontarvi ciò che mi ha particolarmente colpito positivamente e che mi ha appassionato: è da un po’ che non lo faccio, e nel frattempo ho letto parecchio, quindi….

Alla prossima!