Le letture della Simo…qualche consiglio per voi

Buongiorno amici ed amiche e buon sabato.
Pensavo, sfogliando le mie paginette pasticcione, che è da un po’ che non vi lascio qualche consiglio in fatto di libri letti…in effetti ultimamente il tempo per leggere non è molto; ho fatto mille cose ed ho un poco trascurato quella che è una delle mie principali passioni ovvero la lettura.
Fra poco però ci saranno le vacanze, e allora sì che mi scatenerò nel relax, insieme ad un buon libro of course…
Non vedo l’ora…già mi immagino sotto all’ombrellone in compagnia di qualche bel romanzo accattivante o thriller agitante (sì, perchè io poi vado in ansia, ma se il romanzo mi piace non resisto…)…o perchè no, anche di qualche bel libro di cucina da cui prendere spunto e cercare nuove idee da proporre nelle paginette pasticcione del mio amato blog.
Le letture della Simo recenti sono queste che vi vado a mostrare…spero di darvi magari qualche idea da portare sotto all’ombrellone al mare, o da leggere in relax sotto qualche fresco albero in montagna, perchè no!
Da non dimenticare il mio Ebook (sapevate che ne avevo scritto uno?! Eh sì…), “Diario di una mamma in cucina…fra ricordi, pensieri e pasticci”…se non l’avete ancora letto, beh, ve lo consiglio…è una lettura semplice e genuina, divertente e rilassante: assolutamente perfetta da portare in vacanza!!!

Il primo libro che vi voglio consigliare è quello che compare nella foto in evidenza, all’inizio del post…uno dei miei ultimi acquisti in fatto di libri di cucina e…beh, lo adoro.
Un libro bello da sfogliare dalla prima all’ultima pagina; un libro che sa di cose belle, buone, genuine…che ci parla di come realizzare tante cose in casa in maniera semplice e piacevole…ci aiuta a tornare un po’ alle origini, riscoprendo il gusto di coltivare un piccolo orto, di scegliere prodotti a km 0, seguendo la stagionalità degli alimenti (che è un po’ anche la mia filosofia, quella a cui mi ispiro quando cucino per la mia famiglia e per voi che mi seguite).
Manuela ha origini lombarde come me e un po’ la sento vicina quando scrive e cucina…tanti ricordi di bambina cresciuta in campagna mi son tornati alla mente sfogliando le pagine del suo bellissimo libro.
Tantissime ricette so già di volerle provare, qualcuna già l’ho sperimentata e ve la mostrerò quanto prima!
…bello, bello davvero, complimenti di cuore Manuela!

Il diario di una ragazza che ama la cucina e la sua terra, il racconto di un viaggio avventuroso tra le brume della Brianza e il caldo sfavillio degli utensili in cucina.
Coltivare la terra, prepararla ad accogliere un orto, prendersi cura di un giovane frutteto rappresentano una grande e perigliosa avventura per chi ha un’idea molto vaga della vita in campagna, ma sono anche una dichiarazione d’amore appassionato per quei luoghi se, come ha fatto l’autrice, diventano la tua quotidianità.
La campagna e la cucina sono grandi maestre: insegnano il rispetto delle stagioni, l’attesa, la cura per ogni forma di vita, il reale sapore di un ingrediente, la gratitudine e la fatica, l’umiltà di fronte a un rovescio della sorte e il coraggio nell’accettare una sfida, la perseveranza e la pazienza, l’abilità di trasformare il poco in molto, di dar voce a materie prime povere e dimenticate.
In questo libro troverete moltissime ricette, consigli preziosi per avviare e prendervi cura del vostro orto in ogni stagione e uno sguardo pieno di meraviglia per il risultato che riuscirete a portare in tavola.

Con le mani in pasta, di Manuela Conti, Guido Tommasi Editore (immagine fotografata da me)

 

storia di una famiglia perbene

 

Il secondo libro che vi voglio consigliare (che io ho acquistato in versione Kindle, ma c’è anche il cartaceo!) è questo romanzo, di una delle mie autrici preferite, che è anche un’amica… Rosa Ventrella.
Già qui e qui vi avevo parlato di alcuni suoi romanzi, da me letti ed apprezzati…questo però mi è piaciuto in particolar modo, l’ho divorato avidamente in soli due giorni e devo dire che la bravura della scrittrice esce prepotentemente fuori.

“Anni Ottanta. Le estati a Bari vecchia trascorrono tra i vicoli di chianche bianche, dove i ragazzini si rincorrono nei dedali di viuzze, in mezzo ai profumi delle lenzuola stese e all’aroma dei sughi.
Maria cresce insieme ai due fratelli più grandi, Giuseppe e Vincenzo.
È una bambina piccola e bruna, dai tratti selvaggi che la rendono diversa dalle coetanee: una bocca grande e due occhi quasi orientali che brillano come punte di spillo. Ha un modo di fare insolente, che le è valso il soprannome di Malacarne.
Vive immersa in una terra senza tempo, in un rione fatto di soprusi subìti e inferti, a cui è difficilissimo sottrarsi.
L’unico punto fermo, negli anni tra l’infanzia e l’adolescenza, è Michele, figlio della famiglia più disgraziata di Bari vecchia. L’amicizia tra i due si salda e rinforza, nonostante l’ostilità delle famiglie e i colpi bassi della vita.
Finché quel sentimento, forte e insieme delicato, quasi fraterno, non diventerà amore…un amore che, anche se impossibile, li preserva dal rancore verso il resto del mondo e dalla decadenza che li circonda.”

Bello, verace, sanguigno, a tratti forte e anche un po’ rude, a tratti dolcissimo, da leggere assolutamente!

“Storia di una famiglia perbene” di Rosa Ventrella edit. Newton Compton (immagine presa dal web)

 

 

quel che ora sappiamo

 
 
Il terzo libro di cui vi voglio parlare ( sempre da me acquistato in versione Kindle), è questo romanzo di una delle mie autrici preferite in assoluto, Catherine Dunne.
Ho letto parecchi suoi romanzi, qualche recensione la trovate qui, qui ed anche qui, trovandoli tutti bellissimi e accattivanti, non ce n’è stato uno finora che non mi abbia coinvolta anche emotivamente, devo ammetterlo!
Anche questo mi è piaciuto molto, letto in un paio di giorni sino a notte inoltrata perchè non riuscivo a smettere…ho detto tutto!
 
Questa la trama:
“Daniel Grant è un adolescente appassionato e di talento: la musica, il disegno, la fotografia, le uscite in barca a vela. Ha un amico del cuore, che per lui è come un fratello, e una famiglia allargata calorosa e avvolgente nella sua complessità. Non manca niente, e il futuro si preannuncia altrettanto generoso.
Fino a una domenica di settembre e a un evento tragico che precipita Ella e Patrick, i suoi genitori, in una voragine di dubbi e sensi di colpa. Perché è accaduto? E loro, sempre così dediti e attenti, dov’erano? Quali segnali non hanno saputo o voluto cogliere?
Scoprire la verità, per quanto dolorosa, è l’unico modo per dare un senso e prospettive dignitose a una vita che sembra aver perso ogni sapore, ogni colore. Perché «non c’è nulla di più potente della conoscenza», anche quando rischia di annientarti.
Comincia così una ricerca ostinata di tracce e responsabilità, fatta anche di brucianti attriti familiari, che illumina a poco a poco di una luce diversa volti, situazioni, dettagli appena intravisti e poi rimossi, ma restituisce al tempo stesso la certezza della gioia condivisa, dell’amore scambiato.
E il finale, contrariamente a ogni aspettativa, è una festa, un commiato colmo di speranza da un gruppo di personaggi disegnati con una sapienza e una delicatezza sorprendenti, più veri del vero, eppure – anzi, forse proprio per questo – straordinari.”

Come sempre l’autrice sa raccontare situazioni e drammi famigliari in maniera incredibilmente precisa, cogliendone le sofferenze, le sfumature, i caratteri: è una maestra nell’analisi dei sentimenti, che riesce in maniera magistrale a riportare in ognuno dei suoi romanzi. Io la trovo eccezionale!

“Quel che ora sappiamo” di Catherine Dunne, edito da Guanda (immagine presa dal web)

 
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Fatemi sapere se queste rubrichette che parlano di lettura vi piacciono…son sempre titubante, spero di non annoiarvi in nessun modo, anche se il mio blog è fatto anche di pensieri, oltre che di pasticci, no?!!?
Che ne dite, qualche ideuzza ve l’ho lasciata…ora scappo perchè ho mille cose da fare e il fine settimana è appena incominciato…mia figlia è quasi in partenza per una settimana di vacanza ed io, ovviamente sono presa con lei per preparare le ultime cosette 😉
Un abbraccio, alla prossima!
 
 
 

 

 

 

 




Risolatte profumato al tè Champagne e bon bon, con albicocche e timo

Ogni tanto dobbiamo fermarci e prenderci qualche momento per tirare il fiato e….ohmmmm…relax.
Respiriamo, respiriamo…
…cerchiamo di alleggerire la mente, di sentirci leggere e di non pensare per un attimo a tutti i problemi, le corse per fare mille cose, gli impegni ed anche le arrabbiature che ogni giorno ci mettono sotto torchio.
Il binomio dolcetto-libro, direi che è perfetto…chi di voi non si immagina in questo momento in uno scenario perfetto fatto di sole, al mare o in montagna, cullati da un fresco venticello e sdraiati su una morbida poltrona, con in mano un buon libro e un dolcetto fresco e goloso al proprio fianco?!
Ecco.. allora oggi vi propongo entrambe le cose…una simpatica lettura ed un dolcetto che l’accompagna; un dolcetto originale, profumato ed un po’ insolito, realizzato per la consueta rubrica “In cucina con il tè” scritta a quattro mani come sempre insieme a Gabriella dello Chà tea Atelier.
Questo risolatte profumato al tè Champagne e bon bon, con una deliziosa dadolata di albicocche e timo in macedonia, è davvero quello che ci vuole: servito in piccoli barattolini ermetici, vi darà la coccola giusta e perfetta per il vostro momento di relax.

 

tè champagne e bon bon

 

Champagne e bon bon: una miscela elegante e raffinata a base di tè nero indiano della regione dell’Assam, pezzi di albicocca, fiori di verbasco e aromi.
Il sapore maltato dell’Assam accompagna brillantemente la dolcezza dell’albicocca creando un effetto intrigante, che vi conquisterà al primo sorso come un calice di champagne; da assaporare sia caldo che freddo.

Per la preparazione:

3 grammi ogni 150 ml

acqua 90°- 95° C

3 minuti d’infusione

Ottimo anche da preparare in anticipo e servire ben freddo di frigo: assolutamente dissetante!

 

tè champagne e bon bon

 

Print Recipe
Risolatte profumato al tè Champagne e bon bon, con albicocche e timo
un dessert leggero, deliziosamente profumato perfetto per le giornate calde!
risolatte al tè champagne e bon bon
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Tempo Passivo 1 ora in frigo
Porzioni
piccole porzioni
Ingredienti
Per il risolatte
Per la macedonia di albicocche e timo
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Tempo Passivo 1 ora in frigo
Porzioni
piccole porzioni
Ingredienti
Per il risolatte
Per la macedonia di albicocche e timo
risolatte al tè champagne e bon bon
Istruzioni
  1. Per prima cosa preparare la macedonia di albicocche; lavarle bene, denocciolarle e togliere picciolo ed eventuali piccole ammaccature o segni sulla buccia; farle a piccoli dadini e metterle in una ciotola spruzzandole col succo del limone e aggiungendo lo sciroppo d'agave. Aggiungere il tè, le foglioline del timo, mescolare bene, coprire e mettere in frigo al fresco.
  2. Versare il latte di mandorla e l'acqua in un pentolino antiaderente, aggiungere lo zucchero, la vaniglia e mescolare con una frusta. Unire il tè in foglie e mettere sul fuoco, riscaldando appena: una volta ben caldo, lasciare il tè in infusione per circa una decina di minuti, poi filtrare.
  3. Rimettere tutto sul fuoco e portare a bollore; abbassare la fiamma ed unire il riso, iniziando a mescolare dolcemente con una frusta o con un cucchiaio di legno, come per un risotto; pian piano il latte si asciugherà e il riso cuocerà, mantecandosi e creando una bella cremina morbida.
  4. Una volta cotto il riso, spegnere il fuoco e versare nelle coppette individuali (nel mio caso per renderli scenografici ho usato dei piccoli barattolini ermetici!), lasciando intiepidire; una volta arrivati a temperatura ambiente, mettere in frigo per circa un'oretta. Servire con la macedonia di albicocche e timo, a piacere decorando ancora con qualche rametto di timo fresco.
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risolatte al tè champagne e bon bon

 

…e se volete una lettura semplice, leggera e perfetta per la vostra vacanza, ecco il libro che vi consiglio:

“La matematica delle bionde di Federica Brunini”

 

 

Frizzante, ironica, irresistibile: scopri la Marilyn che c’è in te!

Tubino nero e ballerine: che si tratti di un evento o di una serata romantica, è questa la “divisa” che indossa Camilla Casteldiani, giornalista di gossip trentenne un po’ frustrata.
Il suo mito è Audrey Hepburn, icona di eleganza, di cui sta scrivendo la biografia.
Ma quando, invece del ritratto di Audrey che le serve per la copertina del libro, le viene recapitato quello di Marilyn Monroe, la vita di Camilla subisce un brusco e inatteso cambiamento di stile.
Soprattutto quando la bionda più bionda del pianeta inizia a parlare, a sorseggiare champagne con la mano guantata e a elargire consigli tutt’altro che richiesti.
Dapprima la giornalista si indispettisce, ma poi, mentre piange sconsolata per la fine della relazione con Cris, non può che accettare l’aiuto della diva.
E la terapia d’urto di Marilyn ha l’effetto di un vero tornado: dal guardaroba, tutto da rifare, dal trucco e dal colore dei capelli, tutti da rivedere, all’abc per diventare sexy e conquistare un uomo al primo appuntamento.
Tra un enigmatico Mr. G che appare e scompare nella sua posta elettronica e un cavaliere misterioso che la salva da una situazione a dir poco imbarazzante, Camilla dovrà imparare a tirar fuori la bionda che è in lei.

Esplosiva, intelligente, romantica, “La matematica delle bionde” è una commedia da non perdere.

Conoscete Federica?
Io ho già letto alcuni suoi romanzi, ne ho parlato qui ed anche qui
Se volete conoscerla meglio, questo è il suo sito 😉

 

 

risolatte al tè champagne e bon bon

 

Io e Gabriella vi salutiamo e vi diamo appuntamento al prossimo mese sempre con la consueta rubrica “In cucina con il tè”…nel frattempo speriamo di trovare un po’ di refrigerio, in questi giorni si soffoca di caldo ( e detto da una che ama l’estate…è tutto dire!)
Un abbraccio, alla prossima

 




Kebab di pollo all’indiana

La Simo non è una che osa tanto quando si tratta di cibo…ammetto che sono molto attaccata alla tradizione, sarà che forse amo alla follia il nostro cibo mediterraneo e la nostra cucina italiana, ma qualche volta, anche per accontentare mia figlia che è curiosa ed ama sperimentare nuovi gusti e consistenze, mi lancio in qualcosa di etnico.
Anche qui ammetto che troppi ingredienti, se poi sono inusuali per il mio modo di cucinare, mi spaventano…
Con Ottolenghi ho imparato un po’ ad allargare i miei orizzonti, ed ho scoperto nuovi sapori che mi intrigano e che mi hanno molto sodisfatta.
Da quando però ho avuto fra le mani questo libro, beh, mi si è aperto un mondo…
Sì, la cucina etnica adesso non mi spaventa più!
Cucina Indiana con solo 4 ingredienti, è proprio il libro che fa per me: coloratissimo e con foto belle ed accattivanti,  semplice ed intuitivo, con ricette fattibilissime anche dalle imbranate come la sottoscritta; ricette che vengon bene al primo colpo, come questa che vi propongo oggi: un kebab di pollo servito con salsa allo yogurt e menta…realizzato in pochissimo tempo, con ingredienti che avevo tranquillamente in casa!
Siccome mio marito non ama questo genere di sapori, ce lo siamo gustate io e mia figlia, che mi ha assolutamente fatto promettere di fare altre ricette e…come si fa a dir di no, soprattutto se te lo chiedono i figli?!
Già ho adocchiato alcune cosette sfiziose che presto vi mostrerò…
E comunque, ci sono altri volumetti di questa collana, sempre comunque con la caratteristica di utilizzare di base 4 ingredienti…cucina thailandese, cucina giapponese, marocchina: mamma mia, c’è davvero da sbizzarrirsi!

 

 

cucina indiana con solo 4 ingredienti

 

Tornando a noi, ho gradito davvero questo piatto:
L’ho un po’ variato a mio gusto, servendo questi piccoli kebab di pollo con del riso basmati e con una deliziosa salsina (presa sempre dal libro, of course) di yogurt alla menta, che ha dato al tutto un tocco di immensa freschezza.
Devo ammettere che qualcosa di mio, ehm, gliel’ho voluto dare…La ricetta originale prevedeva una bella frittura, ma io ho preferito utilizzare la mia mitica friggitrice ad aria Purifry di Russell Hobbs per rendere il tutto molto più leggero…beh, che dirvi?! Digeribilissimo!
Lo rifarei anche domani, credetemi….

 

kebab di pollo

 

Una volta realizzate le polpettine con le mani, le ho spennellate con una goccia di olio di semi di girasole, poi ho cotto in friggitrice ad aria e…voilà! Croccantissime fuori e morbide dentro, leggere e non unte, insomma assolutamente da provare.
Se volete attenervi fedelmente alla ricetta in originale, friggete pure in abbondante olio vegetale caldo (il libro prevede quello di vinaccioli), poi fatemi sapere 😉

 

 

kebab di pollo

 

Print Recipe
Kebab di pollo all'indiana
Un piatto etnico saporitissimo e completo, semplicissimo da fare, che vi stupirà e che farà un figurone anche sulla tavola con gli amici!
kebab di pollo all'indiana
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 15 minuti
Tempo Passivo 1 ora
Porzioni
porzioni
Ingredienti
Per il kebab di pollo
Per la salsina alla menta
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 15 minuti
Tempo Passivo 1 ora
Porzioni
porzioni
Ingredienti
Per il kebab di pollo
Per la salsina alla menta
kebab di pollo all'indiana
Istruzioni
  1. Preparare la salsina alla menta di accompagnamento e lasciarla a riposare un'ora in frigo prima di servirla. Pulire e asciugare le foglie di menta, tritarle finissimamente ed amalgamarle in una ciotola con lo yogurt, il cumino polverizzato ed una bella irrorata di succo di limone, poi mettere in frigo coprendo con pellicola alimentare
  2. In un frullatore tritare il pollo a intermittenza, in modo da ottenere una polpa morbida con consistenza grossolana. Mondare le patate, sbucciarle, lavarle e farle a tocchetti regolari; cuocerle a vapore o in abbondante acqua non salata. Una volta cotte e ben morbide, schiacciarle ben bene con una forchetta.
  3. In una ciotola mettere la polpa di pollo macinata, il curry, la purea di patate e lo zenzero grattugiato finemente; amalgamare bene il tutto e formare delle polpettine con le mani bagnate grandi tipo una pallina da golf: la ricetta originale prevedeva una forma leggermente allungata, ma io ho preferito lasciarle rotonde,
  4. La ricetta originale dice di friggere le polpette di kebab in una padella con dell'olio vegetale (di vinaccioli o altro) ; io per renderle più leggere, le ho spennellate di olio di semi di girasole e le ho cotte nella friggitrice ad aria a 180° per circa una quindicina di minuti, girandole spesso (e rendendole così ben croccanti e leggere in superficie ma morbide all'interno).
  5. Servire su un piatto da portata con la salsina alla menta e del riso basmati bollito.
Recipe Notes

Nota bene: ...io ho diminuito il curry, la ricetta base dava come quantitativo un cucchiaio anzichè un cucchiaino, ma voi regolatevi di conseguenza a secondo di come lo preferite, se più o meno piccante e saporito!

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kebab di pollo

 

Provatelo e poi fatemi sapere…e se amate la cucina etnica, vi consiglio davvero di fare un giretto sul sito della Casa Editrice Il Castello per scegliere quale di questi libri può avvicinarsi di più ai vostri gusti, come cucina etnica…
Pensate che ogni libro ha anche un piccolo estratto con indice e introduzione, così potrete visionarlo e quindi avere modo di capire meglio di cosa sto parlando 😉

Ora vi lascio augurandovi una serena giornata, ricca solo di cose belle e tanta positività!
A presto

 




Le mie ultime letture

Buongiorno amici ed amiche, eccoci arrivati al fine settimana tanto agognato (mamma mia, queste mie ultime settimane sono state da paura…) ed eccomi qui a volervi salutare prima del week end, lasciandovi qualche piccola idea di lettura…
Purtroppo ho tanti libri ancora da iniziare, molti sul comodino, molti sul kindle e il tempo ahimè è sempre troppo poco.
Spesso crollo addormentata solo dopo poche righe, anche perchè il mio momento preferito di lettura è la sera prima di addormentarmi; quindi perdonatemi, avrei voluto darvi qualche spunto in più ma…pazienza, mi rifarò più avanti…spero!
Come sempre spazierò fra libri di cucina, romanzi, manuali…quello che passa fra le mie mani e che in qualche modo mi colpisce particolarmente, lo condivido con voi, certa di far piacere a qualcuno che ama leggere e che magari cerca qualche piccolo spunto o consiglio.
Ovviamente non voglio parlare di recensione, sono solo mie piccole opinioni e pareri…se il libro mi è piaciuto oppure no, insomma liberissimi di non condividere il mio pensiero, è solo un piccolo parere spassionato 😉
Ed ora cominciamo…

Il primo libro di cui vorrei parlarvi è quello di Csaba dalla Zorza, Honestly Good che compare nella foto in evidenza del post.
Insieme a Good food è un libro che mi è piaciuto; Csaba ultimamente ha dato una svolta al suo modo di cucinare, cercando sempre più di avvicinarsi ad una cucina sana, leggera e salutare.
Come lei stessa dice, “mangiare bene è un obiettivo che tutti possiamo raggiungere.
Non è difficile, e con questo libro potrai imparare a farlo anche tu.
Ti guiderò alla scoperta di ricette facili, rapide da preparare, molto buone e di grande soddisfazione per tutta la famiglia. Il cibo diventerà il tuo alleato per la salute e la longevità, senza privazioni né sensi di colpa.”
Lei lo definisce molto più che un libro di ricette: è una guida concreta che ci insegna a trasformare ciò che mangiamo in qualcosa che può farci davvero bene, detossinando l’organismo senza tristi e drastiche privazioni.
Con bellissime foto e ricette semplici da realizzare, con ingredienti reperibilissimi ed assolutamente di stagione, il libro è suddiviso in diversi capitoli ( 9 per la precisione) con una prima parte introduttiva molto interessante e ben scritta, che dà poi spazio alle ricette gustose e, appunto, mai privative.
Si parla dell’importanza di utilizzare alimenti integrali e fermentati, di limitare gli zuccheri soprattutto nei dolci; troviamo ricette vegetariane e non (le proteine animali non vengono del tutto eliminate, ma limitate) sempre ben presentate, con quel tocco chic tipico di Csaba che sa rendere elegante anche una semplice insalata 😉
Devo dire che mi è piaciuto sì; le ricette sono semplici, di facile realizzazione ed adatte a tutti.

 

 

 

Questo invece è un romanzo bellissimo, che ho deciso di acquistare e leggere dopo aver visto il film, e per il quale ho versato un fiume di lacrime.
“Lion” è la storia vera di un bimbo indiano di 5 anni poverissimo, Saroo, che per una serie di vicissitudini si perde e si allontana dalla sua famiglia; sembra l’inizio della fine, ma il piccolo Saroo, sveglio e intraprendente, riuscirà a trovare il modo di sopravvivere, solo, in una citta grande come Calcutta.
Successivamente verrà adottato da una famiglia australiana, e così, abbandonerà l’India per andare a vivere in un nuovo continente, anche se il pensiero della mamma e dei fratelli tanto amati, non lo abbandonerà mai…proverà anche a cercarli, e…
Non vi racconto il finale…vi consiglio di leggere il libro prima di vedere il film.
Per me è stato l’inverso, ma…sia la visione del film (bellissimo, interpretato da tanti attori davvero bravi, fra i quali Nicole Kidman e il mitico Dev Patel), che la lettura, mi hanno colpito al cuore.
Qui una piccola trama tratta dal Web

“Immagina di avere cinque anni, di vivere in India, di conoscere a malapena il tuo nome e di non aver mai oltrepassato i confini del piccolo villaggio in cui vivi.
Immagina di salire per sbaglio su un treno e che all’improvviso le porte si chiudano….immagina di viaggiare per un tempo che sembra infinito e, alla fine del viaggio, di ritrovarti catapultato nella più povera, caotica e pericolosa metropoli del mondo, Calcutta.
Questa è la vera storia di Saroo, resa ancora più straordinaria da ciò che accade venticinque anni più tardi, quando, cresciuto in Australia da una famiglia adottiva, decide di provare a rintracciare sua madre e i suoi fratelli. Nonostante non ricordi il nome del suo villaggio, con pazienza e determinazione infinite, trascorre il suo tempo a esaminare attraverso Google Earth ogni linea ferroviaria indiana, fino a trovare un luogo familiare. Ma per scoprire se quell’immagine sfocata è veramente casa sua c’è un solo modo. Andarci di persona.
-Lion. La strada verso casa- è una storia commovente e intensa che ha conquistato il mondo e ora è diventata un grande film prodotto dalla Weinstein Company e diretto da Garth Davis con Nicole Kidman, Rooney Mara, David Wenham e Dev Patel nei panni di Saroo Brierley.”

Assolutamente da leggere e da vedere, preparate i fazzoletti!

 

Fili d'erba curiosi al prato leggeri

 

Questo delizioso librino “Fili d’erba curiosi al prato leggeri” mi è stato regalato dall’autrice in persona durante la scorsa manifestazione “Tempo di libri” che si è svolta recentemente a Milano ed alla quale ho partecipato.
E’ stata questa una giornata bellissima e intensa, che ricorderò, trascorsa in compagnia di una cara amica con la quale abbiamo in comune tante cose, ed oltre alla creatività anche l’amore per la lettura.
Appena entrate, siamo state catalizzate dalla bellezza dello stand di “Edizioni del Baldo“, una casa editrice che io adoro per la particolarità dei suoi libri, sempre bellissimi, colorati, illustrati e scritti in corsivo, come fossero scritti a mano…amo di questa casa editrice in particolare i ricettari e i calendari (ne ho diversi) che conservo e che ogni tanto amo rileggere e sfogliare: le ricette sono semplici, di casa, fattibilissime anche dalle pasticcione come me!
(già qui avevo parlato di un libro che mi era tanto piaciuto…)
Non conoscevo però le altre categorie di illustrati…ci sono erbari, libri di fiabe per bambini, taccuini, diari, manuali…questo è un libro di poesie, una più bella dell’altra, di una delicatezza e di una dolcezza infinita; l’autrice Patrizia Savi è davvero una persona squisita, che ha un modo di scrivere e di porsi davvero speciale.
Credetemi, mentre mi leggeva una poesia, io mi sono letteralmente emozionata…sapete che non ci vuole molto per farmi scendere la lacrimuccia, ma sentire le sue parole  mi ha davvero toccato.
Un piccolo libro questo, fresco e delizioso, ricco di bei pensieri e parole che scaldano il cuore…grazie!

Ora vi saluto, e vi dò appuntamento molto presto, con qualche altra piccola recensione a “modo mio”…fatemi sapere se questa rubrica è di vostro gradimento, mi fa davvero piacere!

Ricordo che il termine per lasciare il vostro dolce ricordo per il mio blog compleanno volge al termine…il 26.3 si sta avvicinando, mi raccomando se non avete ancora parlato del vostro dolce del cuore e del ricordo, fatelo, siete ancora in tempo cliccando qui!

Buon fine settimana, un abbraccio a tutti

 




Le mie ultime letture

Buongiorno amici ed amiche, mi sono resa conto che da un po’ non vi aggiorno sulle mie ultime letture…come sapete amo tantissimo leggere, è praticamente la mia seconda passione oltre alla cucina, ed appena posso non rinuncio alla compagnia di un buon libro, soprattutto la sera prima di dormire (non amo molto la tele, fra l’altro quello che propongono ultimamente è davvero poco interessante, a parer mio!).
Gli ultimi libri che ho letto sono tanti e tutti interessantissimi a parer mio…alcuni sono di cucina, altri di narrativa, romanzi, insomma mi piace spaziare per imparare sempre cose nuove ed interessanti, allargare i miei orizzonti e trascorrere del prezioso tempo facendo ciò che mi piace, mi rilassa e mi fa stare bene, dopo aver adempiuto a faccende e doveri 😉 .
Inizio a a parlarvi del primo libro, quello che compare anche nella foto in evidenza del post…un libro che desideravo da tantissimo e che mio marito mi ha regalato per Natale, facendomi felice.
E’ un libro di cucina ma non solo…è meraviglioso con le sue immagini che ti catapultano a Gerusalemme e nella Palestina, luoghi che ho sempre desiderato visitare e che hanno sempre esercitato su di me un interesse particolare. Non solo cucina fra le sue pagine quindi, ma cultura, storia, religione…sapori ed odori di una città che gli autori hanno vissuto ed amato nella loro infanzia.
Jerusalem e gli altri non sono semplici libri di ricette: sono un viaggio sensoriale che ci trasporta tra i suoni dei mercati, gli odori delle cucine, gli appunti storico-culturali e i racconti che spiegano un cibo e il suo contesto, i passaggi dettagliati di esecuzione, i colori dei piatti che fanno di ogni ricetta un microcosmo di vita.”
Da La gazzetta del gusto.it, Francesca Vassallo

 

Qui una breve descrizione…

Ci sono ricette di verdure, legumi e cereali, zuppe e minestre, ripieni, condimenti, carni, pesce, sfoglie salate, dolci: tutto ciò è reso speciale dall’uso di profumate erbe, spezie, miscele aromatiche saporite….il tutto poi rappresentato da foto meravigliose che fanno venir voglia di entrare nelle pagine per assaporarle.
A me è piaciuto tantissimo, le ricette sono particolari ma fattibili e replicabilissime…Io ancora non ho realizzato nulla da mostrarvi, anche se spesso le vedo realizzate dalla mia amica Dauly, che adora questo libro, questa cucina e l’autore of course 😉 !!
Pensate che Dauly, all’autore Ottolenghi, ha dedicato pure una pagina del suo blog, e, se volete avere un’anteprima del tipo di cucina narrata nelle pagine di Jerusalem, potete sbirciare qui…lei è bravissima, fidatevi.
La prima ricetta che io sperimenterò e che ho adocchiato sia sul libro che da lei, è quella di un orzotto saporitissimo con feta e pomodoro…ma non voglio dirvi oltre, lo scoprirete presto!
L’unico neo, se vogliamo trovarne uno, di questo libro è il prezzo…ammetto però che vale tutti i soldi che costa, almeno per me.

 

 

la mia cucina sana di Lorraine Pascale

 

Altro libro di cucina che mi sono regalata qualche mesetto fa (ero un po’ giù, avevo bisogno di nuovi stimoli per il blog e la mia cucina…) è stato questo di Lorraine Pascale, La mia cucina sana.
Adoro Lorraine, è così bella ed affascinante anche davanti ai fornelli…l’ho subito seguita da quando anni fa è comparsa col su bel viso simpatico e rassicurante sugli schermi di Gambero Rosso Channel, insieme alle sue ricette semplici e veloci, ricche di gusto e sapore, ma con quel qualcosa in più che fa la differenza.
Ultimamente Lorraine si è avvicinata, come tipologia di piatti, ad una cucina sana e consapevole, senza dimenticare però il gusto e la presentazione dei piatti…
Questo libro è un tripudio di colore, profumo, spezie e chi più ne ha più ne metta….ammetto che qualche ricetta per me è un po’ troppo, però molte sono fattibilissime (si, spesso c’è il rischio che, acquistando libri di autori stranieri si faccia fatica a trovare qualche ingrediente, o magari si fatichi anche a tollerare qualche particolare gusto o abbinamento).
La carta è opaca e piacevole al tatto, le foto coloratissime e molto belle, ed è suddiviso in vari capitoli: il primo è un po’ un’introduzione sul concetto di Lorraine in merito al cucinare sano; successivamente troviamo il capitolo sulla colazione, pranzi leggeri, cene della settimana, brunch pigri, cucina per gli amici, ricette per il dopo film ;), pranzi della domenica e dolci per tutti i gusti.
Qui potete trovare anche un’anteprima, in modo da rendervi conto di quello che vi sto raccontando!

 

 

mio fratello rincorre i dinosauri

 

…e per finire, una lettura bellissima che non c’entra nulla con la cucina, ma che mi ha commosso, divertito e fatto tanto riflettere.
Non vi dico altro…dovete leggerlo, e farlo leggere anche ai vostri figli adolescenti.
Lascio spazio alla sinossi che trovate sul sito di Amazon…dice tutto, senza bisogno di aggiungere nulla.

Hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. Una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, questo fratello, e che sarà speciale. Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire «supereroe». Gli scegli pure il nome: Giovanni. Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sí, è diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. Alla fine scopri la parola Down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. Dovrai attraversare l’adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era cosí sbagliata. Lasciarti travolgere dalla vitalità di Giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo è davvero. E che in ogni caso è il tuo migliore amico. ”

Con Mio fratello rincorre i dinosauri Giacomo Mazzariol ha scritto un romanzo di formazione in cui non ha avuto bisogno di inventare nulla. Un libro che stupisce, commuove, diverte e fa riflettere.

“Insomma, è la storia di Giovanni, questa.
Giovanni che ha tredici anni e un sorriso piú largo dei suoi occhiali. Che ruba il cappello a un barbone e scappa via; che ama i dinosauri e il rosso; che va al cinema con una compagna, torna a casa e annuncia: «Mi sono sposato». Giovanni che balla in mezzo alla piazza, da solo, al ritmo della musica di un artista di strada, e uno dopo l’altro i passanti si sciolgono e cominciano a imitarlo: Giovanni è uno che fa ballare le piazze. Giovanni che il tempo sono sempre venti minuti, mai piú di venti minuti: se uno va in vacanza per un mese, è stato via venti minuti. Giovanni che sa essere estenuante, logorante, che ogni giorno va in giardino e porta un fiore alle sorelle. E se è inverno e non lo trova, porta loro foglie secche. Giovanni è mio fratello. E questa è anche la mia storia. Io di anni ne ho diciannove, mi chiamo Giacomo.”

Guardate questo video, bellissimo: “The simple Interview” e scoprirete chi è Giovanni 🙂

Ringrazio la mia quattordicenne nipote Martina per avermelo consigliato <3

Ora vi lascio augurandovi un sereno venerdì e promettendovi che farò il possibile per realizzare qualche post in più di questo genere, so che in molti amate leggere e qualche consiglio, confronto e parere è sempre ben accetto.
Piuttosto…avete voi qualche libro da consigliarmi?
Scrivetemelo nei commenti 😉
Un abbraccio

 




Le ultime letture della Simo

Eccomi da voi per augurarvi un buon fine settimana e per parlarvi di qualche libro che ho letto da poco e che mi è particolarmente piaciuto; è da un po’ che manco con questa rubrica che però amo, e non voglio perdere l’abitudine ogni tanto di raccontarvi le mie impressioni su qualche volume acquistato e letto di recente.
Si, purtroppo ultimamente il tempo per leggere è sempre di meno: a volte tocco il cuscino e crollo addormentata di colpo, senza avere neppure il tempo di rendermene conto; a volte comincio a leggere ma ad un certo punto le parole iniziano a confondersi, gli occhi si chiudono, il kindle mi cade rovinosamente sul naso, ahahaha dovreste vedermi!
Come fanno quelle persone che dormono solo tre-quattro ore per notte?!
Io proprio non ci riesco, le mie sette-otto ore devo assolutamente farle…
Vabbè, tornando a noi, non voglio perdere altro tempo, ma partire subito in quarta…seguitemi!

 

Il primo libro di cui voglio parlarvi è un e-book, il primo romanzo scritto da un’amica, bravissima e genuina blogger; lei è Meris e sto parlando de “Il mistero della tazza da tè” .

 

(Immagine presa dal Web)

Un racconto fresco e vivace, scorrevole e accattivante, che si legge tutto in un soffio…
Io ci ho messo davvero due sere, ed è stato facile e piacevole affezionarsi al personaggio principale, Amelia, una donna dalle mille sfaccettature ma soprattutto con un particolare modo di “sentire” e di “prevedere” alcune cose e situazioni. Leggetelo, vi piacerà!

“Amelia è una foodblogger, lavora per riviste specializzate nel settore del food.
Abita con il marito Andrea Diamanti, Ispettore di polizia, in un attico a Roma. Amelia, ancora ragazzina, scopre di avere un dono, quello di comunicare con l’aldilà. All’inizio la cosa le provoca ansia, paura e crede di essere impazzita, ma poi, con l’aiuto della nonna, la quale possiede lo stesso dono, trascorre una vita abbastanza normale intervallata da momenti in cui qualche anima la mette in guardia contro assurde macchinazioni.
Ma ora, chi è il viso della donna dagli occhi verdi che le appare chiedendole aiuto? Qualcuno sta per essere ucciso, ma chi? Cosa c’entra la tazza da te’ sognata e poi trovata in un bar di Porta Portese? Con tutte queste domande e cercando di dipanare la matassa aggrovigliata, Amelia vive le sue giornate investigando e, tra l’elaborazione di una ricetta e l’altra, riuscirà a scoprire cosa vuole dirle la donna dagli occhi verdi?
Un giallo, ma soprattutto un’intensa storia di suspense, sentimenti e ricette di una affascinante foodblogger con il sorprendente dono di comunicare con l’aldilà.”

 
Il secondo romanzo di cui vi voglio parlare, è questo di Brigitte Glaser, “Assassinio à la carte” edito da Emons editore.

 

 

(Immagine presa dal web)

Mi sono portata questo libro in Portogallo e me lo sono goduta davanti alla piscina del mio hotel in Algarve; me lo sono letta e gustata dalla prima all’ultima parola.
…e mi è piaciuto un sacco!
Già l’immagine all’inizio mi aveva catturata…quello sfondo, che mi ricordava tanto gli azulejos e le piastrelle di alcune case appena viste a Lisbona, prometteva sicuramente molto bene: così è stato.
Letto tutto d’un fiato (bellissimo!) ho poi scoperto che questo è il terzo caso della protagonista del libro, la cuoca Katharina, e…beh, non mi resta che andare in biblioteca e prenotarmeli tutti quanto prima!
Alla fine del libro poi, ci sono anche le ricette di Katharina, quelle che prepara al Giglio bianco, insieme ad alcuni consigli su come organizzare un buon menù per svariate occasioni.
Che dirvi se non…leggetelo!! E’ imperdibile!

“A Colonia, nel vivace quartiere turco di Mülheim, la cuoca Katharina ha aperto il suo primo ristorante.
Il Giglio Bianco ha un lungo tavolo dove tutti i commensali mangiano assieme, incrociando brindisi, sguardi e, si spera, nuovi amori. Per raggiungerlo bisogna percorrere la Keupstraße, tra i vivaci colori delle spezie e la ferramenta del signor Özal che offre sempre il tè ai suoi clienti.
Ma gli affari non vanno bene. Persino il carnevale sembra grigio quest’anno, e la cattedrale più minacciosa.
Quando davanti all’ingresso del Giglio Bianco viene trovato il cadavere di un uomo mascherato da cannibale, le cose precipitano. A quanto pare, cercava di entrare nel suo locale. Questa volta però, oltre alla sua amica Adela, Katharina avrà dalla sua anche uno spassoso trio di ex poliziotti in pensione, che conoscono il quartiere turco e le sue storie come le proprie tasche.
E del bel tenebroso Tyfun, ci si potrà fidare?”

 
Adesso invece voglio parlarvi di un libro di cucina, uno dei miei ultimi acquisti, che vi consiglio perchè davvero molto bello, sto parlando di “I doni di Irene” di Irene Berni, edito da Guido Tommasi.

 

 

(Immagine presa dal web)

 

Un libro che è bello anche solo da sfogliare, da guardare, da assaporare per immergersi nella sua atmosfera un po’ retro, un po’ vintage e romantica, come d’altri tempi.
Ho adorato le immagini di questo libro, con la sua carta opaca e delicata; mi ci sono persa e soffermata per lunghi attimi, quasi incantata, ecco…un libro che mostra come realizzare semplici dolcetti, idee golose e alla portata di tutti per un pensiero e un dono fatto col cuore, dando anche dei consigli su come confezionarli e presentarli in maniera impeccabile, alla sua maniera e col suo inconfondibile tocco.

“Ho raccolto le ricette della mia vita quotidiana: dai piccoli dolci per cominciare bene la giornata (muffins, cioccolato e biscotti), alle torte (quelle per un’occasione speciale e quelle per tutti i giorni), fino ad arrivare alla dispensa (sciroppi, confetture e preparati fatti in casa). Ne I doni di Irene troverete ricette semplici e di facile esecuzione, accompagnate da un pensiero, un ricordo o un’esperienza. Il pomeriggio trascorso a pulire cestini di mirtilli mi ha donato il piacere della conversazione, la frolla mi ha regalato l’arte di saper vedere con occhi nuovi quello che mi circonda… Ogni valore che ho imparato a suon di matterello e forno, lo traduco in qualcosa di buono, da impacchettare e condividere. Nel libro trovano posto anche tutti quei piccoli trucchi per valorizzare i regali, dalla scelta della carta ai nastri, dalla creazione di buste al confezionamento. Niente si può lasciare al caso quando si dona un pezzo di sé”.

 

E per finire, sapendo che ne ero incuriosita ed affascinata, per il mio compleanno ho ricevuto in dono questo…
Hygge, il metodo Danese per vivere felici

 

 

(immagine presa dal web)

L’ho letto tutto d’un fiato (anche perchè lo ammetto, non c’è moltissimo da leggere, sinceramente mi aspettavo qualcosa di più, ma va bene così) e finalmente ho capito qualcosa di più in merito a questa nuova tendenza e a questo modo di vivere e di affrontare il quotidiano.
Tanti piccoli suggerimenti, esempi, anche qualche ricetta Hygge, insomma un piccolo manualetto per farvi entrare un pochino di più nell’atmosfera ed avvicinarvi maggiormente allo stile di vita danese, che predispone alla serenità e alla felicità nell’ambito della vostra routine domestica, della vostra casa e dei vostri affetti.

Io di strada da fare ne ho ancora tanta, ma tanta…purtroppo sono cresciuta con un esagerato senso del dovere che spesso mi porta a pensare che  il tempo dedicato al relax è quasi tempo perso, sbagliando ovviamente, eh?!
…però con qualche piccolo gesto, e la voglia di cercare questo benessere e questa felicità, beh…spero di riuscirci prima o poi!

“Lavoro, stress, ansie e preoccupazioni ci fanno perdere di vista le priorità della vita. Siamo sempre tesi e pronti a esplodere ed è facile che a farne le spese siano i nostri cari. I danesi, il popolo più felice del mondo da oltre 40 anni secondo il Rapporto Mondiale della Felicità stilato ogni anno dall’Onu, hanno trovato la soluzione: l’hygge. È una parola quasi intraducibile ma che si potrebbe descrivere come intimità, calore, accoglienza. È la capacità di creare un ambiente che faccia sentire i familiari a proprio agio e li predisponga a momenti di serenità. Questo libro, ricco di fotografie e di idee concrete, vi avvicinerà allo stile di vita danese. Vi aiuterà a rendere la vostra casa confortevole come fosse Natale tutto l’anno. Suggerimenti semplici ed efficaci, come accendere delle candele, cucinare tutti insieme, decorare la casa, spegnere i cellulari e fare un gioco da tavolo, raccontarsi com’è andata la giornata a turno, ed esserci davvero in quel momento e in quel luogo. Il modo più semplice per introdurre l’hygge nella vostra vita ed essere pienamente felici con le persone a voi più care.”

 

E adesso, sperando di non avervi annoiato, vi saluto con un abbraccio, augurandovi un sereno fine settimana, col bel tempo, facendo ciò che vi rende felici e in pace con voi stessi!

A presto

 

 




Porridge all’avena, cioccolato e frutti di bosco

Il Porridge è stato una scoperta, qui nella mia cucina pasticciona.
Amo i libri, amo circondarmene, alcuni li leggo e rileggo più e più volte; ne ho tantissimi e mi spiace un sacco disfarmene, lo faccio solo se è strettamente necessario, o se sono davvero libri che non mi interessano più.
Nonostante l’avessi visto su varie pubblicazioni in mio possesso, non mi aveva mai colpito particolarmente da avere voglia di provare a farlo…c’è ovviamente voluta mia figlia, che un giorno si è presentata dicendomi: “domattina a colazione voglio provare a farmi un porridge”.
Uhm, ecco, bene…a sapere come si fa!
…non volevo proprio fare la figura di quella che non ci capiva granchè, quindi son corsa a documentarmi, iniziando a guardare fra tutti i miei tomi a tema, ed alla fine prendendo spunto da un bellissimo libro che vi consiglio assolutamente: Energy Snack, di E.Museles edito da Red, il quale mi ha aperto un mondo, e mi ha fatto venir voglia di lanciarmi in sperimentazioni di ogni tipo e genere inerenti la colazione o la merenda.
Non sapevo ad esempio che il porridge è una preparazione altamente salutare, che sazia senza appesantire, regolarizza le funzioni intestinali e, guarnito con frutta fresca e/o secca, semi, e con l’aggiunta di un dolcificante naturale, è la perfetta soluzione per la colazione o la merenda di uno studente, avendo in sè tutte le proprietà nutrizionali adatte al caso, ed è anche detox se vogliamo…insomma, in una parola: perfetto!
La mia versione era con avena in fiocchi, cioccolato a scaglie, sciroppo d’acero e frutti di bosco…una delizia.

 

 

Facendo ancora un po’ freddino in questi giorni (mamma mia, a volte sembra di essere a novembre…altro che a maggio, sig!) ho optato per la versione classica; sul libro invece ho scoperto, oltre a tantissime ricette per colazioni, spuntini e merende sane e golosissime, la versione del porridge diciamo così, più estiva, l’overnight oatmeal, che si prepara mettendo i fiocchi d’avena (ma anche di altro cereale a piacimento) in una tazza o vasetto, poi ricoperti con il latte o la bevanda vegetale scelta e lasciati tutta la notte a “riposare”.
Basterà al mattino dare una bella mescolata, aggiungere a proprio gusto frutta, miele o sciroppi vari, semi, e chi più ne ha più ne metta…e voilà, la vostra colazione è pronta!

 

 

 

 

Io ho utilizzato la bevanda vegetale all’avena di Alpro che ho trovato nella mia Degustabox di aprile, e che ha reso il mio porridge ancora più goloso, oltre che leggero e salutare…è poi una bevanda vegetale perfetta anche da bere così, da sola, a colazione insieme al vostro porridge…insomma provatela e vi piacerà.
Ah, se poi volete sapere come avere la Degustabox anche voi a casa vostra…basterà cliccare qui

 

 

 

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Porridge all'avena, cioccolato e frutti di bosco
una colazione sana, leggera e saziante, perfetta per studenti e per chi si vuole mantenere in forma
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 5 minuti
Porzioni
porzione
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 5 minuti
Porzioni
porzione
Ingredienti
Istruzioni
  1. In un pentolino antiaderente mettere i fiocchi d'avena, unire poi l'acqua e accendere la fiamma, mescolando per qualche minuto. Unire successivamente anche la bevanda vegetale e, sempre amalgamando, proseguire la cottura per circa 4-5 minuti: si deve ottenere una "pappa"morbida e cremosa. A questo punto spegnere, versare in una ciotola e lasciar intiepidire qualche minuto.
  2. Unire un filo di sciroppo d'acero, la frutta fresca ben lavata ed asciugata, poi spolverizzare con abbondanti scaglie di cioccolato (fondente, al latte...come più vi piace). Servire e gustare!
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Che ne dite, non è super invitante?!
Con quei meravigliosi colori…e poi ogni volta potrete variare la frutta utilizzata, magari d’estate usare delle rosse e succose ciliegie, oppure pesche ed albicocche…in autunno fichi freschi…
…al posto delle scaglie di cioccolato usare frutta secca a pezzettoni, semi vari, insomma largo alla fantasia.
Devo ricordarmi di fare scorta di fiocchi d’avena al super, ho come la sensazione che ne utilizzeremo un bel po’, eheheh 😉

Ora vi lascio, augurandovi un sereno mercoledì…
Sono un po’ presa in questi giorni, prometto che tornerò prestissimo, nel frattempo buona colazione e…un abbraccio a tutti!




Le mie letture, culinarie e non, di questo inizio 2017

Come sapete amici miei, su questo blog amo annotare le mie impressioni, i miei pensieri…a volte anche parlare a ruota libera di tante cose, oltre che di cucina, che resta comunque sempre un po’ il tema dominante de miei post.
Non per questo il mio blog si chiama Pensieri e Pasticci…certo, forse un nome un po’ insolito, ma che mi rappresenta appieno, in tutte le mie sfaccettature!
Tornando a noi, chi mi conosce e mi segue da tanto sa quanto io ami leggere…
…la lettura per me è fonte di piacere, di relax, di ispirazione; spesso vorrei avere più tempo da dedicargli, parlo in questo caso di letture come romanzi, racconti etc, che leggo solitamente la sera prima di addormentarmi e che spesso ad un certo punto chiudo, perchè gli occhi non reggono più (dovreste vedere la scena quando il kindle mi cade addosso ed io faccio uno di quei salti, risvegliandomi all’istante, ahhrg!).
Durante la giornata difficilmente riesco a trovare del tempo, e un po’, lo ammetto, me ne dispiace.
Comunque sia, in occasione delle feste, ho avuto più momenti da dedicare al relax e a me stessa, inoltre ho ricevuto anche dei bei regali tutti da leggere e da sfogliare, quindi eccomi qua a parlarne con voi e a condividere le mie impressioni al riguardo.

 Ho proprio voluto fare un post variegato, alcune idee sono di cucina, altre tutte da leggere; magari ci è scappata anche qualche lacrimuccia o una sonora risata, insomma io ve ne parlo, e se poi vi ispirano…beh, correte a leggerli anche voi!

Partirei da questo meraviglioso regalo che mio marito e mia figlia mi hanno fatto trovare sotto l’albero:

 

La nuova cucina del Nord di Simon Bajada ed edito dalla Guido Tommasi editore

Un libro dalle immagini meravigliose, bello da sfogliare, da leggere dalla prima all’ultima pagina, con ricette proprie e tipiche della tradizione scandinava. Io sono sempre stata attratta dai paesi del Nord, dalla loro cucina e dai loro meravigliosi ambienti, usi e paesaggi, quindi avevo addocchiato questo libro da un pochino, quindi che dire?! Pensiero assolutamente gradito!
Alcune ricette, lo ammetto, sono per me un po’ “troppo”, nel senso che alcuni ingredienti sono per me difficili da reperire ed alcune tecniche tipo l’affumicatura o la creazione di salamoie & Co, sono un po’ fuori dai canoni per la sottoscritta; devo dire però che per me sarà una meravigliosa fonte d’ispirazione per poi farci delle piccole modifiche a mia misura, mantenendo sempre il filo conduttore di base.
Partiamo dalle basi, per passare poi agli ingredienti della dispensa, andando poi ai classici, alle ricette dal mare, dalla terra, dalla foresta, per finire coi prodotti da forno e coi dolci…tutto sempre corredato da tantissime foto, una più bella dell’altra.
I Love it!

 

Un altro bellissimo libro che adoro e che ho ricevuto in regalo sempre per le feste, è questo della casa Editrice Il Castello…amo questa casa editrice per le sue pubblicazioni sempre ben fatte, esaustive e anche con un ottimo rapporto prezzo-qualità.

 

 

Pollo, tacchino & Co. di Annece Bretin, Il Castello Editore

Altro libro ben fatto, molto ben strutturato con belle foto e ricette semplici, ben spiegate e alla portata di tutti gli amanti della carne bianca e del pollame.
Quasi tutte le ricette sono corredate da foto, alcune anche del passo passo per la realizzazione della stessa: dopo l’introduzione e le basi, il posto d’onore spetta principalmente al pollo (che viene suddiviso in ricette per cucinarlo intero, ricette per ali e cosce, per il petto); si passa poi ad altri volatili quali anatra, faraona, quaglia, tacchino, capponi, galletti e pollastri, successivamente un capitolo dedicato alle carcasse e scarti, e per finire una buona sezione di ricette con le uova.
Completo e davvero ben realizzato, io ho addocchiato già tantissime idee che svilupperò quanto prima!
Quindi: consigliatissimo!

Lasciamo un attimo da parte la cucina ora…
…passiamo a delle letture differenti, due storie completamente diverse ma altrettanto belle e coinvolgenti, che mi hanno appassionata e che voglio descrivervi e consigliarvi, se vi va.

 

 

Il primo fiore di Zafferano di Laila Ibrahim edito da Amazon Crossing

Un romanzo delicato e intenso, che si legge in un paio di serate, nulla di particolarmente impegnativo ma appassionante e coinvolgente.
Un libro che in alcuni momenti mi ha davvero emozionato e che vi consiglio, per riflettere un po’ sull’uguaglianza e il rispetto fra le persone.

Nella Virginia delle grandi piantagioni e degli schiavi, la piccola Lisbeth Wainwright, primogenita di una ricca famiglia, è affidata fin dalla nascita alla balia Mattie, la schiava di colore costretta a separarsi dal figlioletto per accudire la neonata dei padroni. Tra le due si instaura un rapporto di grande affetto e complicità, che permette alla bambina di crescere nell’amore che i genitori non sono in grado di darle.
Mr. Wainwright è un padre insensibile e un convinto schiavista, Mrs. Ann è una madre fredda e attenta solo alle convenzioni sociali. Saranno Mattie e gli altri schiavi a colmare il vuoto affettivo della piccola Lisbeth, a mostrarle il vero valore delle cose e delle persone.
Mattie accompagna Lisbeth nella propria maturazione personale – da piccola di casa a giovane debuttante – e nella scoperta delle bellezze e dei dolori del mondo. Ma un legame talmente forte tra due realtà così diverse non sarà immune dai pericoli di un’epoca segnata dall’ingiustizia. Se Mattie dovrà affrontare fino in fondo la crudeltà dello schiavismo, Lisbeth imparerà a conoscere un senso della vita che le farà sfidare le convenzioni di quegli anni.
Il primo fiore di zafferano è la storia di queste due donne che sfidano il proprio tempo e lottano per la conquista della propria libertà e della dignità.

Dal sito di Amazon.it

 

L’altro romanzo di oggi è una lettura che consiglio in vista della “Giornata della Memoria”, ed è questo:

 

 

La nonna vuota il sacco, di Irene Dische edito da Neri Pozza

Molto bello, in alcuni punti anche esilarante nella sua drammaticità e realtà; raccontato in prima persona dalla “nonna” Elisabeth (tedesca e sposata con il medico ebreo Carl), la protagonista di questo romanzo, che ripercorre tutti gli anni della sua vita, soprattutto quelli drammatici della Seconda Guerra Mondiale. Un libro da leggere assolutamente!

Quando negli anni Venti conobbe Carl, Elisabeth Röther era veramente un fiore… un fiore germanico: folti capelli castani, naso fine, occhioni azzurri luminosi come mappamondi e labbra perfettamente scarnite. Bastava guardarla per capire che la sua famiglia – medici, avvocati, ingegneri, prelati della Renania, cattolici da innumerevoli generazioni – doveva aver avuto ascendenze nobiliari.
Carl, invece, aveva gli occhi ancora più grandi ma neri, un naso adunco, le ossa spesse. Suo padre era proprietario di un negozio di ferramenta in una cittadina dell’Alta Slesia. Nella sua famiglia gli uomini portavano lo zucchetto e le donne la parrucca, poiché erano ebrei da innumerevoli generazioni.
Quando Carl e Elisabeth si sposarono, Carl indossava l’uniforme, con tanto di medaglie e spadino alla cintola. Sembrava il classico gentiluomo tedesco dalle credenziali morali ineccepibili. E del resto, era un medico rispettabile, un chirurgo di prim’ordine.
Per la famiglia di Elisabeth, però, quel matrimonio non era soltanto un errore, era il primo passo verso il baratro. Il gelido Otto, il fratello maggiore di Elisabeth, non proferì parola. Le sorelle si limitarono a guardarla con lo sguardo prostrato dal dolore. I genitori continuarono a ripetere per giorni kleine Idiotin.
Ma Elisabeth amava il suo sposo ebreo, l’amava così tanto che quando nel ’37 divennero tragicamente evidenti gli effetti della legge nazista «per la protezione del sangue e dell’onore tedesco», scappò col suo amato marito dagli occhi neri e il naso grosso in America, nel New Jersey, una terra nuova ma barbara, una terra che non conosceva nobiltà, mentre i suoi fratelli diventavano gerarchi del regime.

La nonna vuota il sacco è il racconto della vita di Elisabeth e Carl fatto da Elisabeth. Una storia terribile, ma anche una storia piena di vita, forza, coraggio. E, soprattutto, una storia che Elisabeth, da buona cattolica della Renania, narra senza peli sulla lingua. I segreti del suo talamo coniugale, gli ebrei, la grazia di Dio o la Gestapo, per lei non c’è argomento su cui sia vietato mettere becco. E non c’è nessuna catastrofe, nemmeno la fuga in America o la Seconda guerra mondiale, che possa distoglierla dall’occuparsi della sua famiglia, anzi degli infiniti rami che la sua famiglia ha sparso per il mondo. Non c’è da stupirsi, dunque, che questa commedia drammatica sulle tragedie che ci siamo appena lasciate alle spalle, narrata da una voce sfacciatamente senza tabù, anzi così innocentemente piena di fisime e pregiudizi, di bugie e preconcetti, abbia conquistato il cuore di centinaia di migliaia di lettori nel mondo.

Dal sito Amazon.it

Che altro dirvi…spero di avervi dato qualche piccolo consiglio di lettura: letture completamente diverse, ma tutte ugualmente speciali ed entusiasmanti, ognuna nel suo genere!
Se vi piace questo genere di rubrica che ahimè, una volta scrivevo con più assiduità, fatemelo sapere e vi prometto che cercherò di essere più puntuale ancora nel futuro. Ci conto ok?!
Ora scappo, vi mando un abbraccio e vi dò appuntamento al prossimo pst…che sarà sicuramente una ricettina 😉
A presto!

 




Un tè di Natale e un sogno tutto da leggere, per #Seguilestagioni dicembre

Dicembre è arrivato…un mese speciale, sotto tutti i punti di vista.
Il mese dove si annuncia l’inverno, dove tutto si riempie di attesa e di magia per l’arrivo del Natale e del nuovo anno, che ogni volta si spera sempre migliore e sul quale si hanno sempre mille belle aspettative, rispetto a quello passato (io quest’anno 2016 lo vorrei proprio dimenticare, tanto per fare un semplice esempio, ecco!).
Un mese che si riempie di magia fatta di colore, di luci, di musiche allegre, di belle cose e di pensieri positivi…
…un mese dove il tepore della casa è sempre più piacevole da assaporare, dove si riscoprono momenti magari dimenticati o troppo trascurati…un mese dove è bello anche se per poco, tornare a sognare con lo spirito di quando eravamo bambini.
Per l’appuntamento di Dicembre di #seguilestagioni, ho voluto regalarvi un momento speciale, una coccola da dedicarvi durante le giornate di festa, o ancora meglio durante le giornate dell’attesa…i giorni che precedono il Natale, a volte sono troppo frenetici e pieni di confusione; troviamo un momento per prepararci a quello spirito magico di pace, di gioia e di serenità, anche con una bella lettura e un po’ di relax, estraniandoci da tutto il caos che c’è fuori.
Un tè speciale che potrete preparare voi…una lettura magica davanti al camino o ancora sul divano di casa vostra con una bella candela accesa a creare un po’ di atmosfera: questo è il mio piccolo regalo per voi, che, spero possa piacervi.
Io ve lo dedico col cuore.

 

libro-natale

 

Volevo raccontarvi di questo romanzo….tenero, piacevolissimo, un po’ magico.
Una lettura veloce, ma che vi porterà una ventata di positività e vi farà immediatamente entrare nello spirito del Natale; a volte ci si dice (ed io lo ammetto, sono la prima spesso a farlo!) uffa, che barba, non vedo l’ora che sia passato tutto…tralasciando quello che è il vero obiettivo di questa attesa e di questa giornata: ritrovare la voglia di fare festa insieme, riscoprendo la gioia degli affetti, della lentezza e della serenità.

 

 

libro-natale1

 

“Anna, immobile davanti al computer, osservava inebetita la mail: il suo fratellino le stava chiedendo di passare il Natale con lui, sua madre e il patrigno!
Erano già passati sei mesi dall’ultima volta che aveva visto la sua famiglia e aveva resistito solo tre giorni, dopo di che era scappata via. Al solo pensiero ebbe una stretta allo stomaco, ma non appena le cadde lo sguardo sulle lettere di Jonathan e sulla foto del fratellino che aveva sulla scrivania, qualcosa si smosse dentro di lei.
Era come se si fosse aperta una porticina. Era felice di rivedere il fratello, i suoi occhi raggianti e il suo sorriso.

 

Fin da bambina, Anna non ha mai potuto sopportare il Natale, con tutto il suo corredo di luci colorate, dolci, regali e preparativi frenetici. E anche adesso che è una giovane donna, l’unico modo per superarlo è cercare riparo in qualche località esotica.
Ma quest’anno sottrarsi sembra proprio impossibile: il suo adorato fratellino Jonathan le ha strappato la promessa di raggiungerlo per festeggiare con tutta la famiglia, compreso l’insopportabile patrigno.
E così, il 23 dicembre, Anna salta su un treno stipato di gente alla volta di Berlino. Un attimo di assopimento – o meglio, quello che sembra un attimo – e si ritrova in una desolata stazione sul Mar Baltico, nel cuore della notte e nel pieno di una tormenta di neve.
Impossibile tornare indietro, nessun treno riparte a quell’ora. Ad Anna non resta che chiedere un passaggio a chi capita e affidarsi alla sua buona stella, perché i personaggi che popolano la notte – si sa – sono tra i più disparati: l’autista di uno spazzaneve, un camionista polacco, tre stravaganti vecchiette che appaiono e scompaiono, e un surfista-psicologo-rasta piuttosto attraente…
Una bufera di neve. Un treno in viaggio verso il Baltico e un bambino da rendere felice. Una storia che vi farà sognare.

Dal sito Giunti.it

 

 

te-di-natale-1

 

Questa invece è la mia speciale ricetta del tè di Natale…una bevanda calda, aromatica, profumata, colorata e confortante, perfetta per coccolarci un po’…nulla di difficile, basterà procurarsi un buon tè rosso rooibos e, insieme a qualche spezia ed agrume, voilà.
Un profumo meraviglioso si spanderà per la vostra casa e saprà riportarvi il buonumore; questo tè è privo di teina e ipocalorico, quindi leggero e poi che dire…ricco di polifenoli, vitamina C, sali minerali, leggermente dolce non necessita di zuccheri in aggiunta.
Io ho messo in infusione con 250 ml di acqua naturale bollente 1 bustina di rooibos; ho aggiunto una fetta di arancia bio, un cucchiaino di uvetta sultanina (precedentemente sciacquata sotto l’acqua corrente), 2 chiodi di garofano, qualche grano di pepe rosa pestato al mortaio, un pezzettino di zenzero pelato, un tronchetto di cannella di due cm circa ed una piccola bacca di anice stellato.
Ho lasciato in infusione per 7-8 minuti, poi ho filtrato e bevuto, aggiungendo alla tazza un’altra fetta di arancia fresca e succosa…non ho dolcificato, ma se preferite un goccio di miele di acacia o di agrumi ci sta alla perfezione.

 

 

te-di-natale-3

 

Sorseggiate piano piano, assaporandolo in lentezza, magari con un sottofondo musicale dolce e rilassante, mentre sfogliate il vostro romanzo preferito.
E che lo spirito dell’inverno sia con voi! 😉

 

 

te-di-natale-4

 

Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti assieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.
(Dino Buzzati)

 

seguilestagioni-dicembre

 

Questo il nostro bloc notes del mese più festoso dell’anno…
Parteciperanno all’iniziativa coi loro post e i loro bellissimi blog, oltre a me anche:

Maria – la mia casa nel vento
Anna – Ultimissime dal forno
Lisa – Lismary’s Cottage
Silvia – La fata ignorante
Susy – Coscina di pollo
Adrialisa – Sento i pollici che prudono
Lucia – La gallina Rosita
Enrica – Coccolatime
Chiara – Giardinote
Alisa – Alise Home Shabby Chic

Vi aspetto sulla nostra pagina Fb Segui le stagioni e sulla bacheca di Pinterest…
Un grande abbraccio e grazie!
Buon dicembre a tutti

Simona




Crema ciocco-caffè profumata alla cannella

Il fine settimana è arrivato…sapete che non me ne sono praticamente accorta?
Questa settimana è volata…vero è che le giornate volano comunque, ma credetemi, non so come, queste ultime mi sono passate dinnanzi quasi senza che me ne rendessi conto.
A volte vorrei avere più tempo…per coccolare la mia famiglia e per condividere più cose belle con loro; purtroppo mi ritrovo un marito impegnatissimo e spesso lontano per lavoro, una figlia adolescente piena di impegni (come alla sua età è giusto che sia) e presissima a studiare (per me questo viene assolutamente al primo posto, eh!?)…a volte vorrei avere più tempo anche per me da dedicare ad un po’ di sano ozio, a passeggiare, a chiacchierare con un’amica…
Del resto non è giusto lamentarsi, c’è sicuramente chi sta peggio e quindi avanti tutta.
Però…però…
Visto che queste considerazioni mi fanno un po’ rattristare, per spazzare via tutte le nuvole mi metto ai fornelli: ci vuole qualcosa di assolutamente coccoloso e terapeutico, quindi assolutamente dolce; se poi è un dolce al cucchiaio…beh, ancora meglio!

 

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Questa crema mi ha conquistata: la trovo perfetta da servire come dopocena dentro a piccole tazzine di caffè, per completare il pasto in bellezza; qua ve la presento in coppette leggermente più grandi, ma le dosi andrebbero benone per 4 tazzine.
Io ho usato un latte vegetale (ottenendo quindi una buonissima ricetta vegana!), ma potrete usare anche il latte intero o parzialmente scremato, a vostro gusto, addizionato a un cucchiaio colmo di cacao in polvere; se non amate la cannella omettetela, sono deliziose anche così, oppure aggiungete della vaniglia o quello che vi suggerisce la fantasia!
Colgo l’occasione per salutare e ringraziare un’amica, che mi ha fatto un dono speciale…lei è Manuela, dalle mani e dal cuore d’oro, autrice dei centrini che ho utilizzato…è brava, vero?!
Ti voglio bene amica!

 

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Crema ciocco-caffè, profumata alla cannella
morbida e golosa, un perfetto dolce al cucchiaio accattivante
Tempo di preparazione 15 minutes
Porzioni
persone
Ingredienti
Tempo di preparazione 15 minutes
Porzioni
persone
Ingredienti
Istruzioni
  1. Grattugiare il cioccolato e metterlo da parte in una tazza. In un pentolino antiaderente sciogliere con qualche cucchiaio di latte la fecola di patate, stemperandola bene per evitare i grumi.
  2. Aggiungere la stecca di cannella, il caffè, lo zucchero e il rimanente latte e portare ad ebollizione. Una volta raggiunta l'ebollizione, abbassare la fiamma ed aggiungere il cioccolato grattugiato, eliminare la stecca di cannella e, sempre mescolando con una frusta, cuocere a fiamma bassa per alcuni minuti.
  3. Spegnere e versare in tazzine da caffè o piccole ciotoline monoporzione. Lasciar raffreddare le tazzine una mezz'oretta a temperatura ambiente, poi metterle in frigo a rassodare e lasciarcele per circa un'oretta, anche due prima di portare in tavola.
  4. A piacere, per un gusto ancora più importante, spolverizzare la superficie delle tazzine con cannella macinata (io ho preferito fare senza).
Recipe Notes

Potete prepararle con grande anticipo, anche la mattina per la sera; si conservano tranquillamente in frigo anche per due, tre giorni.

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crema-ciocco-caffe-alla-cannella-3

 

E se insieme a queste deliziose coppette volete anche una letturina piacevole, per consolidare appieno il vostro momento di relax, beh…vi consiglio un bellissimo romanzo, che mi ha catturata già dalla prima pagina.
Un romanzo thriller insolito, accattivante e coinvolgente: l’ho divorato e non riuscivo a staccarmici….generalmente preferisco letture più soft, dal tono romantico, ma questo titolo mi aveva incuriosita, e così l’ho preso….e non me ne sono pentita!
Non voglio dirvi di più, vi lascio la trama che ho preso da Amazon.it

Clara Marsh prepara i cadaveri. Li trucca, li veste di fiori, li rende presentabili per la veglia funebre, in modo che chi li ha amati in vita possa guardarli un’ultima volta con l’illusione che niente sia mutato.
Nel passato di Clara ci sono abbandoni e violenze, e forse è per questo che il suo presente è pieno di oscurità e popolato solo dalla discreta vicinanza dei morti e dal silenzioso dialogo con i fiori. Ma la sua vita cambia quando incontra la piccola e fragile Trecie, che come un fantasma appare e scompare dal suo laboratorio, e che poco alla volta si conquista uno spazio nel suo cuore.
Quando Trecie svanisce improvvisamente, Clara teme che possa essere caduta vittima di un uomo, deviato e malvagio…. farà di tutto per salvarla.
Una sofisticata indagine poliziesca, un romanzo avvolgente dai toni dark e sovrannaturali, che trascina il lettore verso un finale inesorabile.

 

la-ragazza-dei-fiori-morti

(immagine presa dal web)

 

Ora scappo, non prima di avervi augurato una serena giornata e un piacevole fine settimana: sentendo le previsioni meteo stamane, han detto che qui al nord sarà bruttarello.
Uffa! Avevo tanti bei progettini in mente, fra i quali una bella camminata con macchina fotografica annessa per fotografare un po’ di colori dell’autunno…boh vedremo, al limite farò qualcos’altro…da fare sempre ce n’è!
Un caro saluto a tutti!

Simona

 




In cucina con il tè: Gelatina al tè “Quattro tazze di tempesta”

Provate ad immaginarvi una sera, accoccolate sul divano di casa, magari coperte da un leggero plaid, visto che le giornate si stanno velocemente accorciando e il freschetto comincia a farsi sentire…
Una buona tazza di tè calda e fumante, una buona lettura, accattivante, romantica quanto basta…
Un dolce spuntino per coccolarci appieno…ecco questo mi rende felice.
Lo sapete ormai, mi basta poco: la certezza e la routine di questi piccoli gesti che scaldano cuore, anima e corpo.
Ecco, è nata così l’idea di realizzare questa morbida, avvolgente e deliziosa gelatina al tè insieme a Gabriella dello Chà Tea Atelier questo mese, nella nostra solita rubrica “in cucina con il tè”, che in tanti seguite con affetto e interesse.
Quattro tazze di tempesta è il nome di un che potrete trovare nell’Atelier di Gabriella, e che ho utilizzato per realizzare appunto questa gelatina; forse non sapete però che è anche il titolo di un delizioso romanzo scritto da Federica Brunini, che ho letto proprio quest’estate in vacanza e che mi ha conquistata pagina dopo pagina.

 

quattro-tazze-di-tempesta

 

E’ un romanzo dove il tè è il protagonista, insieme a quattro splendide amiche, donne diversissime fra loro ma legate da un grande legame, e che, nonostante la lontananza che le divide, una volta l’anno si ritrovano sempre insieme per passare alcuni giorni fra chiacchiere, confidenze e amicizia.

“Viola vive in un paesino del Sud della Francia, in una grande casa che divide con la sua cagnolina Chai. Ha un negozio di tè provenienti da tutto il mondo. La sua passione è trovare la miscela giusta per le emozioni di ogni cliente e inventare ricette gourmandes a base di tè. C’è un infuso per ogni stato d’animo, e lei li conosce tutti: strappa-sorrisi, leva-paura, antimalinconia, sveglia-passione, porta-gioia, tè abbraccio…
Per il suo compleanno, Viola raduna sempre a La Calmette le sue tre amiche storiche per un rendez-vous a base di chiacchiere, relax, bagni di sole e profumo di lavanda.
Quest’anno, però, è diverso. Nonostante la gioia di rivedere le amiche, Viola è tormentata dal dolore per la morte del marito. Mavi, l’unica mamma del gruppo, è perennemente stressata. Chantal, insegnante di yoga in cerca del suo posto nel mondo, è insicura del compagno, molto più giovane di lei. E Alberta, un architetto in carriera, è distante, troppo presa dal lavoro e da un nuovo, misterioso amore.
Nessuna delle quattro donne sembra essere la stessa che le altre conoscono, o credono di conoscere. Ognuna cova dentro di sé un’inaspettata inquietudine, che monta di ora in ora come una tempesta fino a scoppiare all’improvviso davanti alla torta di compleanno di Viola e alla sua ignara assistente Azalée.
Tra illusioni e delusioni, rimpianti e rivincite, lacrime e risate, le quattro donne si confronteranno con i loro sogni di ragazzine e le realizzazioni più o meno mancate dell’età adulta. E attraverseranno la tempesta per uscirne trasformate e più forti.

Un tè sveglia la passione. Un tè toglie la paura. Un tè abbraccia.Un tè porta la gioia quando la vita è in tempesta.

Nel suo tè-atelier nel Sud della Francia Viola somministra sorsi di conforto e centilitri di speranza.
Perché non c’è problema che una tazza di tè non possa ridimensionare.”

Recensione dal sito Feltrinellieditore.it

 

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Un romanzo piacevolissimo, scorrevole, divertente, dove l’autrice prende spunto per diverse ricette, descritte nel racconto, dai tè di Gabriella, di cui è grande amica; è stato bello leggere alla fine un piccolo breviario dei tè, con le loro caratteristiche, i loro profumi e particolarità diverse fra loro;
ad esempio….cercate un tè scaccia-pensieri? Il little sweet peach è quello che fa per voi…
…oppure siete un po’ malinconiche? Niente paura, una tazza di buon tè Red Lychee vi riporterà il sorriso.
Vi serve un abbraccio? Una tazza di tè Sakura farà al caso vostro…e se invece volete risvegliare la passione….beh, allora una tazza di Champagne e bon bon è sicuramente perfetta.

Adesso comunque passo la parola a Gabriella che vi parlerà di questo intrigante tè, dal magico e inbriante profumo.

 

 

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chà tea atelier logo

 

Questo mélange Limited Edition creato per il romanzo “Quattro tazze di tempesta”, edito da Feltrinelli, è un raffinato tè bianco cinese, addolcito dalle note fruttate di ribes rosso, fragola, ananas, papaya, mango e dai petali di rosa e gelsomino. Una miscela ideale da sorseggiare con le amiche in qualsiasi momento della giornata, perché come dice Viola, una delle protagoniste del romanzo,  non c’è problema che una tazza di tè non possa ridimensionare.

Per la preparazione si consiglia:

2-3 grammi ogni 150 ml
Acqua a 80°
3’- 4’ d’infusione
 
 
 
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Gelatina al tè "Quattro tazze di tempesta"
golosa, profumatissima ed irresistibile!
Tempo di preparazione 5 minuti
Tempo di cottura 5 minuti
Porzioni
vasetti piccoli
Ingredienti
Tempo di preparazione 5 minuti
Tempo di cottura 5 minuti
Porzioni
vasetti piccoli
Ingredienti
Istruzioni
  1. Preparare il tè come da spiegazione di Gabriella, lasciarlo in infusione qualche minuto in più del necessario, poi filtrare e lasciar intiepidire.
  2. In una tazza miscelare insieme zucchero e fruttapec, poi unire al tè tiepido, amalgamando bene con una frusta; rimettere il tè sul fuoco e riportare a bollore, facendo bollire per circa 5 minuti, sempre mescolando con la frusta a mano.
  3. Il composto diventerà di una consistenza appena sciropposa ma non preoccupatevi se vi sembrerà ancora molto liquido...una volta raffreddato diventerà perfetto!
  4. Versare la gelatina ancora bollente nei vasetti precedentemente sterilizzati, sino a mezzo cm dal bordo; avvitare il coperchio e capovolgere per effettuare il sottovuoto, lasciando raffreddare completamente (ci vorrà anche una intera giornata!) Una volta pronti, rigirare i vasetti e conservarli al fresco (resistono sino a tre mesi).
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E’ una gelatina davvero profumatissima, molto particolare, perfetta per farcire torte e dolcetti, ma anche da gustare così in purezza o spalmata su una fetta di pane biscottato…ideale per qualsiasi momento della giornata, a colazione ma anche a merenda, e perchè no, perfetta da regalare in un bel vasetto decorato magari ad una cara amica!
E come dicevo all’inizio…anche perfetta per una coccola serale o quando si sente il bisogno di starsene un po’ per conto proprio…provatela e mi darete sicuramente ragione.

Ora scappo, è lunedì ed ho in programma diverse commissioni da sbrigare…
…a presto, un caro saluto da me e Gabriella, alla prossima!

Simona