Baicoli veneziani per Sant’Ignazio

I baicoli veneziani, biscotti secchi e sottili sono tipici della tradizione e serviti solitamente con zabaione o cioccolata calda

Buongiorno amici ed amiche, eccoci in un lampo arrivati a Luglio….
…Luglio?! Ma ho capito bene?
Ebbene sì, ahimè…è proprio così!
Il tempo è volato, questo periodo di lockdown ci ha completamente sfasato (parlo per me, ma non credo di essere la sola in queste condizioni) e in un lampo…siamo già in piena estate.
Come sempre, ogni primo del mese io e le amiche Miria e Monica, arriviamo puntualissime con la rubrica “Alla mensa coi Santi” e questa volta io voglio parlarvi di un Santo speciale, Sant’Ignazio di Loyola, al quale sono legati questi biscotti della tradizione, i baicoli veneziani.
Ho amato la consistenza di questi biscottini a metà fra un frollino ed una fetta biscottata…
Sono sottili, croccantissimi ed appena dolci; la tradizione li vuole serviti con dello zabaione, cioccolata calda o creme per poterli immergere; io però anticonformista li ho amati inzuppati nel latte bianco e freddo.
Si conservano molto bene chiusi in una scatola ermetica, infatti vi confermo che hanno allietato felicemente le mie colazioni per diverse mattine!
Sapete la leggenda cosa narra?
Sant’Ignazio avrebbe dovuto raggiungere la Terra Santa con la nave e stipulò un patto, diciamo così, con il capitano: avrebbe viaggiato gratis se avesse portato con sè una grande quantità di questi biscotti, quantità tale da bastare per tutto il viaggio.
Questi biscotti, abbastanza croccanti, vengono definiti duri come il temperamento del Santo, che lo ha sempre portato a concentrarsi su obiettivi lontani.



Sant’Ignazio, grande protagonista della Riforma cattolica nel XVI secolo, nacque ad Azpeitia, un paese basco, nel 1491; ultimo di numerosi fratelli, rimase presto orfano di madre.
Avviato dal padre alla vita del cavaliere, durante una convalescenza in seguito alle gravi ferite riportate durante la battaglia di Pamplona, si ritrovò a leggere dei libri cristiani; rimase profondamente colpito dalla vita di Gesù, e questo lo portoò a convertirsi.
Deciso quindi a mettersi pienamente al servizio di Dio, programmò un viaggio in Terra Santa: la sola idea lo riempiva di gioia.
All’abbazia benedettina di Monserrat fece una confessione generale, si spogliò degli abiti cavallereschi e fece voto di castità perpetua.
Successivamente, nella cittadina di Manresa per più di un anno condusse vita di preghiera e di penitenza; fu qui che vivendo presso il fiume Cardoner decise di fondare una Compagnia di consacrati.
Da solo in una grotta prese a scrivere una serie di meditazioni e di norme, che successivamente rielaborate formarono i celebri Esercizi Spirituali.
Le penitenze ed i digiuni però, indeboliscono il suo fisico già provato dalle ferite di guerra; nonostante ciò, ottiene nel 1523 il permesso papale per partire verso la Terra Santa, dopo aver donato i suoi beni ed essere diventato a tutti gli effetti un pellegrino.
Il viaggio però dura poco, e, rientrato in Europa Ignaziotrascorre alcuni anni a Parigi, impegnato a studiare meglio la grammatica e le lettere; fonda la compagnia di “Gesù, con voto di povertà, castità ed umiltà.
L’attività dei Preti pellegrini, quelli che in seguito saranno i Gesuiti, si sviluppa un po’in tutto il mondo; il 27 settembre 1540 papa Paolo III approvò ed ufficializzò la Compagnia di Gesù.
La regola prevedeva l’obbedienza al papa e la disponibilità all’insegnamento del catechismo; Ignazio così si stabilisce definitivamente a Roma, dove morì il 31 luglio 1556.
Proclamato santo il 12 marzo 1622 da papa Gregorio XV, gli vengono attribuiti molti prodigi, ed è patrono dei militari e di tutta la gioventù.
Viene festeggiato e ricordato il giorno della sua morte, il 31 luglio.

Notizie prese dal sito Santi e beati.it / oraesatta.info

A parte la leggenda legata a Sant’Ignazio, questi biscotti hanno un’origine antichissima, legata a Venezia Repubblica Marinara; essendo molto secchi e croccanti, conservati in scatole di latta, erano perfetti per essere portati nei lunghi viaggi in nave, rimanendo per parecchio tempo commestibili.
Secondo varie fonti, il nome deriva da quello locale del cefalo in taglia piccola; nel Dizionario del dialetto veneziano pubblicato nel 1829, Giuseppe Boerio descrisse il baicolo come segue: “Pasta reale condita di zucchero, spugnosa, biscottata, che s’inzuppa nel caffè o simili bevande. Dicesi baicolo per similitudine, benché grossolana, alla figura dei piccolissimi cefali, chiamati appunto Baicoli”

Da Wikipedia


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Baicoli veneziani
I baicoli veneziani, biscotti secchi e sottili sono tipici della tradizione e serviti solitamente con zabaione o cioccolata calda
baicoli veneziani
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 15 minuti
Tempo Passivo 2 e 1/2 ore
Porzioni
teglie
Ingredienti
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 15 minuti
Tempo Passivo 2 e 1/2 ore
Porzioni
teglie
Ingredienti
baicoli veneziani
Istruzioni
  1. In una ciotola disporre la farina a fontana, aggiungere il lievito sciolto in qualche cucchiaio di latte appena tiepido ed impastare, ottenendo un composto piuttosto secco. Lasciarlo riposare mezz'ora, poi adagiarlo su una spianatoia, sempre creando un buco nel mezzo.
  2. Montare a neve l'albume. Incorporare nell'impasto secco il burro fatto a pezzettini, lo zucchero, il resto del latte ed impastare; unire anche l'albume. Impastare per un po', ottenendo un morbido composto malleabile.
  3. Rivestire una teglia con carta forno e formare col composto quattro lunghi salsicciotti di forma cilindrica, di circa 3 cm di diametro, leggermente schiacciati nel centro e abbastanza distanziati fra loro. Lasciarli lievitare coperti con un canovaccio in un luogo tiepido al riparo da correnti d'aria (io li ho lasciati nel forno spento ma con la luce accesa) per altre due ore circa.
  4. Una volta trascorso il tempo di lievitazione, accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 180° con funzione statica; infornare e cuocere per 10 minuti, non devono dorare. Togliere i cilindri dal forno e farli raffreddare, lasciandoli riposare una giornata intera. Successivamente, con un coltello affilato, tagliarli a fettine molto sottili (3-4 mm se ci riuscite).
  5. Adagiare le fettine ottenute di nuovo su una teglia, e metterle in forno acceso a tostare per diversi minuti; attenzione, vanno tenute d'occhio perchè devono dorarsi appena e, essendo molto sottili, bruciacchiarle è un attimo! Una volta biscottati i baicoli, lasciarli raffreddare nuovamente e conservarli in scatole di latta o ermetiche ben chiuse.
Recipe Notes

Qusti biscotti si possono conservare per parecchio tempo, se conservati ben chiusi al riparo dall'umidità.

Ricetta presa dal sito Aleteia.org


alla mensa coi santi

Questo mese Miria ci presenterà il Sarchiapone di Atrani per Maria Maddalena; Monica invece preparerà le pizzelle fritte per Sant.Anna.

Come sempre potrete visionare tutte le ricette pubblicate finora, cliccando sull’immagine come quella riportata qui sopra, che trovate a lato destro del blog.
Vi diamo appuntamento al prossimo mese con altre ricette della nostra bella tradizione italiana!

Io vi abbraccio, buon Luglio e buona estate a tutti voi; pensiamo sempre positivo e…a presto!

simona




Lasagne al pesto e mozzarella

Le lasagne al pesto e mozzarella sono un primo piatto squisito, cremoso e profumatissimo, perfetto per il pranzo della domenica in famiglia!

Alzi la mano chi non ama delle deliziose lasagne
Secondo me tutti, ma proprio tutti adoriamo questo primo piatto tipico della tradizione italiana.
Nel mio blog ne ho tantissime, in diverse golosissime varianti, sempre realizzate utilizzando prodotti stagionali e genuini, come nel mio stile di cucina.
Stavolta però ho voluto cucinare un classico; avendo una piantagione di basilico sul balcone, qualche giorno fa mi sono impegnata nel preparare tantissimi vasetti di pesto, con la mia collaudata ricetta che già conoscete.
Da qui l’idea di cucinare queste lasagne al pesto e mozzarella; una ricetta sicuramente non innovativa, ma in questo caso completamente elaborata da me, in dosi, proporzioni e quant’altro.
Una lasagna che comunque ha in sè tutto il profumo della mia amata Liguria; assaporandola e chiudendo gli occhi, vedo le viuzze della mia bella Rapallo viva più che mai, con i suoi negozi, il suo mercato, il mare…
Provatela anche voi e provate a chiudere gli occhi insieme a me; magari la magia non si ripeterà, ma sicuramente il suo gusto e la sua cremosità vi piaceranno tantissimo, fidatevi.
Ahimè, qualcuno dirà: ma fa troppo caldo in questi giorni per accendere il forno!
Beh, non avete torto….però vi direi di approfittarne, il primo giorno di pioggia o di tempo incerto: è un piatto che merita assolutamente e che davvero sa d’estate, di buono e di vacanza.
Si può preparare in anticipo se avete un impegno, poi cuocerlo al bisogno; mette tutti d’accordo intorno ad un tavolo per il pranzo della domenica in famiglia…io direi che si può fare, e voi?!



Vi piace il basilico???
Allora vi consiglio di dare un’occhiata nella mia pagina “cinque idee di” …troverete una bella raccolta con tante super idee per impiegarlo al meglio in cucina.
E se vi piace l’olio aromatizzato: qui la mia ricetta per prepararne uno assolutamente speciale!


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Lasagne al pesto e mozzarella
Le lasagne al pesto e mozzarella sono un primo piatto squisito, cremoso e profumatissimo, perfetto per il pranzo della domenica in famiglia!
lasagne al pesto e mozzarella
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 30 minuti
Porzioni
porzioni
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 30 minuti
Porzioni
porzioni
lasagne al pesto e mozzarella
Istruzioni
  1. Preparare il pesto secondo la propria ricetta preferita o acquistarlo fresco (nel post è possibile trovare il link alla ricetta che io preparo sempre). Preparare una bechamella non troppo densa secondo la propria ricetta preferita, oppure acquistarla già pronta. Tritare finemente la mozzarella fiordilatte, dopo averla ben asciugata con carta da cucina. Sbollentare in acqua con un goccio d'olio i fogli di pasta secca per lasagne, adagiandoli poi su uno strofinaccio in attesa di comporre la lasagna.
  2. Unire alla bechamella il pesto insieme ad un cucchiaio colmo di parmigiano grattugiato; a piacere regolare di sale ma io solitamente non lo metto in quanto il pesto è già sapido di suo. Iniziare a comporre la lasagna mettendo sul fondo della teglia un poco di bechamella al pesto, e distribuendola bene. Adagiare un primo strato di pasta, coprire con un leggero strato di bechamella al pesto, dare una bella spolverizzata con la mozzarella tritata, aggiungere un poco di prosciutto spezzettato grossolanamente, poi continuare con altra pasta e proseguire in quest'ordine sino all'esaurimento degli ingredienti.
  3. Finire con uno strato di bechamella al pesto e una bella dose di mozzarella; dare anche una spolverizzata con abbondante Parmigiano grattugiato ed infornare a 180° (forno pre-riscaldato) per 25 minuti, con funzione statica. Cuocere altri 5-7 minuti con funzione ventilata in modo da dorare bene la superficie e creare una crosticina croccante; controllare che la lasagna sia cotta punzecchiandola con la forchetta: se la pasta rimane morbida, la lasagna è pronta. Servire caldissima decorando a piacere con foglioline di basilico fresco.
Recipe Notes

 

 

 


Potete anche omettere il prosciutto cotto per avere una variante totalmente vegetariana, oppure variare utilizzando al suo posto dei pomodorini freschi tagliati a fettine o ancora mini datterini leggermente spadellati, o pomodorini confit: insomma, come sempre largo alla fantasia!
Io vi saluto augurandovi una serena giornata ed un bell’inizio di settimana; il mese di luglio è alle porte, io quasi non me ne sono accorta… e voi?!
A prestissimo!

simona




Muffins semi-integrali ai piselli e pecorino

I muffins semi-integrali ai piselli e pecorino, sono saporiti, morbidi e golosi, sfiziosi e perfetti per un brunch, un aperitivo o nel cesto del picnic

Questa è un’altra ricettina che ho preparato con i piselli acquistati freschissimi qualche tempo fa dal mio fruttivendolo…la prima ricetta che avevo realizzato era questa, vi ricordate?
Erano un bel po’, e li ho anche mangiati allegramente in un buon risotto e cotti saltati in padella con dei piccoli dadini di prosciutto cotto (a noi piacciono tantissimo in questa versione, semplice ma saporita!).
Me ne erano avanzati un pochino, e così, complice la domenica in arrivo e la voglia di fare un brunch casalingo (ammetto che a volte ho poca voglia di cucinare anche io, e quando sono stanca improvviso un po’, con l’aiuto di mia figlia), mi hanno portato a pensare a questa ricettina.
Già moooolto tempo fa (ai tempi paleolitici del blog!) avevo fatto dei muffins ai pisellini…graditissimi, certo, ma volevo qualcosa di più leggero.
Detto fatto, ho inventato questa ricetta che, devo dire, è venuta molto bene e che ha rallegrato la nostra tavola festiva.
Questi muffins semi-integrali ai piselli e pecorino, ve li consiglio proprio anche per un antipasto rustico e di poche pretese; sono perfetti anche in un cestino da pic nic durante una scampagnata (e visto che l’estate è arrivata, immagino che ne farete qualcuna!).
Largo alla fantasia per l’impiego, sbizzarritevi…potete anche usare del Parmigiano Reggiano grattugiato se li preferite meno saporiti o dell’altro formaggio grattugiato a piacere.
Io ho voluto aggiungere, per dare un tocco croccantino dei semini di papavero, ma nulla vi vieterà di ometterli.
Sono arrivati degli amici all’improvviso?
Preparate un buon spritz o un fresco aperitivo, sistemate il balcone, fate a dadini qualche fresca formaggella e….portate in tavola i muffins leggermente tiepidi: son certa che farete un figurone!



Voglio anche consigliarvi questa piccola raccolta di ricette con i piselli, qualora ne abbiate anche di voi di belli freschi in casa e non sappiate come impiegarli…
Qui invece la mia amica Miria ha realizzato un meraviglioso rotolo di frittata sempre con i piselli davvero strepitoso: un’idea perfetta per i pranzi estivi che arriveranno, con il caldo è proprio quello che ci vuole!


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Muffins semi-integrali ai piselli e pecorino
I muffins semi-integrali ai piselli e pecorino, sono saporiti, morbidi e golosi, sfiziosi e perfetti per un brunch, un aperitivo o nel cesto del picnic
muffins semi-integrali ai piselli e pecorino
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Porzioni
muffins
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Porzioni
muffins
muffins semi-integrali ai piselli e pecorino
Istruzioni
  1. Per prima cosa lessare i piselli mantenendoli però ancora ben sodi; scolarli e lasciarli asciugare su un canovaccio. Ungere ed infarinare uno stampo da 6 muffins; accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 180° con funzione statica.
  2. In una ciotola montare con delle fruste elettriche l'uovo con l'olio, il sale e il pecorino; aggiungere il latte e continuare a sbattere, ottenendo un morbido composto. Unire le due farine setacciate insieme ai semini di papavero e al lievito sempre amalgamando con le fruste.
  3. Unire al composto i piselli, mescolando con una spatola in silicone; versare l'impasto nello stampo da muffins, riempiendone le cavità per circa tre quarti della capienza.
  4. Infornare i muffins e cuocerli per circa una ventina di minuti, effettuando la prova dello stuzzicadenti per verificarne l'avvenuta cottura: se punzecchiando al centro lo stecchino esce asciutto, vuol dire che son pronti, altrimenti prolungare di alcuni minuti la permanenza in forno. Una volta ben cotti, sfornare e lasciar raffeddare completamente i muffins prima di sformarli.
  5. Servirli tiepidi o a temperatura ambiente.
Recipe Notes

Si conservano per alcuni giorni ben chiusi in una scatola ermetica a temperatura fresca ma non umida.


Spero vi siano piaciuti questi muffins salati…sono semplici ma profumati e sfiziosi, davvero si accompagnano molto bene a tutto e rallegreranno sicuramente la vostra tavola, ne sono certa!
Io come sempre vi saluto augurandovi un sereno fine settimana…la domenica si avvicina ed essendo ormai estate e tempo di qualche bella gita nella natura, preparateli, e vedrete che saranno uno spezzafame perfetto, leggero e sfizioso, adatto per l’occasione.

Un caro saluto e a presto!

simona




Cheesecake ai mirtilli senza cottura

Questa cheesecake ai mirtilli senza cottura, è un dolce che si mangia prima con gli occhi: fresca, cremosa e golosa, leggera perchè realizzata con yogurt

Da quanto tempo non realizzavo una cheesecake!
Non è che io sia bravissima come pasticcera, ma a casa mia questo dolce viene sempre apprezzato, in qualsiasi versione.
Solitamente preferisco realizzare quello americano, che viene cotto in forno, ma stavolta volevo qualcosa di freschissimo da servire in queste prime giornate d’estate.
Sì, è arrivata l’estate e…che caldo! L’afa è tornata a farci visita, ahimè!
Avevo inizialmente adocchiato questa favolosa cheesecake pan di stelle e mi son detta: la faccio!
Poi però, avendo ricevuto in giornata una meravigliosa cassetta di frutta e verdura di stagione, dove spiccavano dei succosi mirtilli a km 0, beh…ho cambiato idea ed ecco che è nata questa versione bicolore.
Ammetto che è la prima volta in cui mi cimento in una preparazione così stratificata; perdonate le imperfezioni, forse non sarà bellissima ma buonissima sicuramente sì!
Vi dico solo che questa cheesecake ai mirtilli senza cottura è sparita in un lampo…
L’hanno assaggiata anche i miei genitori e se ne sono innamorati: credo sia una delle torte fredde o al cucchiaio, meglio riuscite nella mia cucina pasticciona.
Pensate che mio marito non ama i mirtilli: beh, una volta terminato, per giorni ha cercato invano in frigo per vedere se ne era rimasto qualche rimasuglio, ahahahah…
Questo mi fa felice, vorrà dire che ci riproverò magari variando la frutta impiegata, utilizzando delle pesche o magari della polpa di melone: largo come sempre alla fantasia!
L’estate è così bella, la frutta è così dolce, succosa e saporita: perchè non farne scorpacciate ed inserirla in tutto quello che è dolce o dessert?!
E voi che ne pensate: la provereste?!



Avevo visto una ricetta su un piccolo librino della mia libreria culinaria; come sempre ho fatto alcuni cambiamenti, e poi ho iniziato a sentirmi in colpa, perchè, si sa, con le ricette di pasticceria non ci si può improvvisare.
Invece non so se è stata fortuna o se sono stata brava, fatto è che mi è venuta davvero molto bene e soprattutto il fatto di avere utilizzato lo yogurt, beh…l’ha resa molto leggera e golosa, freschissima al punto giusto.
Sono stata davvero molto soddisfatta!


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Cheesecake ai mirtilli senza cottura
Questa cheesecake ai mirtilli senza cottura, è un dolce che si mangia prima con gli occhi: fresca, cremosa e golosa, leggera perchè realizzata con yogurt
cheesecake ai mirtilli senza cottura
Tempo di preparazione 40 minuti
Tempo Passivo 4 ore in frigo
Porzioni
porzioni
Ingredienti
Per la base
Per la crema bicolore
Tempo di preparazione 40 minuti
Tempo Passivo 4 ore in frigo
Porzioni
porzioni
Ingredienti
Per la base
Per la crema bicolore
cheesecake ai mirtilli senza cottura
Istruzioni
  1. Spennellare con un po' di burro morbido uno stampo a cerniera di 18-20 cm di diametro; ritagliare un foglio di carta forno ottenendo un cerchio col diametro della stessa misura del cerchio di base dello stampo, facendolo aderire perfettamente. Ritagliare anche una striscia di carta forno lunga quanto la circonferenza dello stampo, tenendola un po' più alta sui bordi: far aderire ben bene anch'essa alle pareti dello stampo imburrrato.
  2. Fondere il burro nel microonde o a bagnomaria; tritare in un mixer i biscotti molto finemente, poi aggiungere il burro fuso e amalgamare. Distribuire il composto sul fondo dello stampo foderato, livellandolo bene con una spatola in silicone, poi mettere a rassodare in frigo per circa una ventina di minuti.
  3. Lavare ed asciugare i mirtilli, metterli in un pentolino con il marsala e i due cucchiaini di zucchero di canna, cuocendo per una decina di minuti, in modo da ottenere un composto ben denso e sciropposo, ma non liquido; spegnere la fiamma e lasciar raffreddare completamente. Nel frattempo, mettere a bagno i fogli di gelatina in abbondante acqua fredda.
  4. Preparare la crema: in una ciotola capiente mescolare con una frusta lo yogurt ed il formaggio spalmabile, insieme alla vaniglia ed allo zucchero a velo: si dovrà ottenere un composto soffice e spumoso. In una tazzina, scaldare il latte nel microonde o sul fuoco (non deve essere bollente, solo ben caldo); strizzare due fogli di gelatina e versarceli dentro, mescolando per scioglierli alla perfezione.
  5. Versare il composto di latte e gelatina dentro alla crema di yogurt e formaggio, amalgamando bene; recuperare la teglia dal frigorifero e versare metà del composto cremoso sulla base di biscotti, livellandola molto bene. Mettere la teglia in freezer per circa una ventina di minuti, mentre si preparerà la crema ai mirtilli.
  6. Prendere tre cucchiai di sciroppo ai mirtilli e scaldarlo sul fuoco (non deve bollire però); strizzare il rimanente mezzo foglio di gelatina ed unirlo, mescolando bene per scioglierlo alla perfezione. Versare poi tutto lo sciroppo ed i frutti, compresa la parte con la gelatina nella rimanente crema di formaggio e yogurt, amalgamando con una spatola: si dovrà ottenere un composto dal bel colore violaceo.
  7. Togliere lo stampo dal freezer e versarci tutta la crema di mirtilli e formaggio, coprendo lo strato bianco e livellandolo bene con una spatola molto delicatamente. A questo punto, coprire con pellicola e mettere ancora in frigo a rassodare per circa 3 ore, tre ore e mezza (se serve far prima, basterà lasciarlo un poco in freezer, prima di spostarlo in frigo).
  8. Servire decorando con altri mirtilli freschi conditi con un goccio di limone e zucchero a velo, magari anche con qualche fiore commestibile e foglioline di menta fresca.
Recipe Notes

Si conserva in frigo per un massimo di tre-quattro giorni


Vi consiglio di provarla, vedrete che mi darete ragione e piacerà anche a voi.
Che dire?
Se poi vi va, vi lascio anche qualche idea di simil cheesecake o dessert al formaggio: queste due tipologie di bicchierini realizzate tempo fa potrebbero piacervi.
Questi sono realizzati al microonde, super veloci e piacevolissimi; questi altri invece un po’ diversi, con la quinoa soffiata: tutti e due simpaticissimi e deliziosi!
Ora però vi devo salutare, come sempre sono presa (ultimamente alterno giornate più tranquille ad altre allucinanti, ma va bene così, cerchiamo di affrontarle col sorriso) 😉
Un grande abbraccio e alla prossima!

simona




Pane ai sette cereali semi e noci

Questo pane ai sette cereali semi e noci, è saporito e rustico quanto basta; tagliato a fette si può tostare e spalmare con patè, confetture etc…

Ormai chi mi ferma più?!
Adoro troppo fare il pane…
Non sempre mi ci metto con le lunghe lievitazioni, a volte mi piace anche creare qualcosa che possa crescere in meno tempo, ma che comunque mi permetta di avere una buonissima alternativa sia a pranzo/cena, che a merenda o colazione.
Questo pane ai sette cereali semi e noci mi ha stupito per la sua bontà…avevo una farina ai cereali acquistata in un mercato durante una gita fatta prima dell’arrivo della pandemia; prossima alla scadenza, e stipata in fondo ad un armadietto, mi ero quasi dimenticata di averla.
Nel fare pulizia, ecco che mi è saltata magicamente all’occhio: vuoi che la Simo faccia scadere un tesoro così prezioso senza impiegarlo nella preparazione di qualcosa di buono?!
Giammai!
Detto fatto, ho subito pensato ad un pane rustico e ricco di sapore: l’obiettivo era di tostarlo e servirlo a colazione magari spalmato con un velo di confettura.
Una volta cotto e fatto a fette, ho poi però constatato che è buono in qualsiasi occasione; l’ho degustato insieme ad una ricca insalata e mi è servito per fare scarpetta e per prendere fino all’ultima fogliolina nel piatto 😉
L’ho accompagnato ad un buon sughetto e a delle polpettine, qualche sera fa, a cena…
Per finire è stato superlativo, appena tostato sotto al grill e spalmato con questo pesto saporitissimo trovato nell’ultima Degustabox arrivata qualche giorno fa.
Insomma, potete mangiarlo quando vi va e servirlo in molteplici occasioni; avanzata qualche fetta, l’ho congelata e vi assicuro che, anche una volta leggermente riscaldata in forno, era come appena sfornata.
Provate e mi darete ragione!



Potrete usare anche una farina integrale, oppure una farina ai cinque cereali; ogni tipologia di farina richiede una quantità di acqua differente, quindi regolatevi aggiungendone un poco qualora il composto fosse troppo duro oppure aumentando con un pochino di farina in fase di impasto nel caso in cui fosse troppo molliccio.
Anche con farine ai sette cereali di marca differente, potrebbe essere che l’assorbimento non sia il medesimo; la mia era una farina di un mulino artigianale, molto rustica che però ha dato al pane una consistenza ed un gusto meravigliosi!


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Pane ai sette cereali semi e noci
Questo pane ai sette cereali semi e noci, è saporito e rustico quanto basta; tagliato a fette si può tostare e spalmare con patè, confetture etc…
pane ai sette cereali semi e noci
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 30 minuti
Tempo Passivo 2 e 1/2 ore
Porzioni
pane in cassetta
Ingredienti
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 30 minuti
Tempo Passivo 2 e 1/2 ore
Porzioni
pane in cassetta
Ingredienti
pane ai sette cereali semi e noci
Istruzioni
  1. Sciogliere il lievito in un poco dell'acqua totale a temperatura ambiente, lasciarlo riposare coperto per alcuni minuti. Versare la farina ed i semini nella planetaria, aggiungere l'acqua e il lievito sciolto, l'olio, il succo di limone, il miele ed iniziare ad impastare con il gancio apposito.
  2. Aggiungere anche il sale, continuando ad impastare con la planetaria; Il composto dovrà essere morbido ma elastico al contempo. In ultimo unire i gherigli di noce spezzettati grossolanamente (io non ho lasciato pezzi molto grossi, ho usato il mortaio), formare una palla, adagiarla in una grossa ciotola unta leggermente d'olio, sigillare con pellicola e lasciar lievitare fino quasi al raddoppio (per me un'ora e mezza circa).
  3. A questo punto sgonfiare delicatamente l'impasto, stenderlo e fare alcune pieghe a portafoglio; creare una sorta di cilindro e adagiarlo in uno stampo di pane in cassetta o da plumcake, unto d'olio e spolverizzato di farina. Lasciarlo lievitare così ancora un'oretta, coprendo con un canovaccio e al riparo da correnti d'aria.
  4. Nel frattempo portare il forno ad una temperatura di 220°, togliere la pellicola dallo stampo ed infornare il pane, cuocendolo per circa 30 minuti. Prima di inserire lo stampo nel forno, con uno spruzzino bagnare le pareti bollenti con abbondante acqua fredda, per creare del vapore che permetta così la formazione di crosta croccante e mollica soffice alla pagnotta.
  5. Una volta cotto, togliere il pane dal forno facendolo raffreddare sopra una griglia; appena intiepidito, sformarlo e lasciarlo ancora un po' sulla griglia in modo che raffreddi bene anche nella parte sotto e sui lati. Servirlo a fette.

Potrete utilizzare anche nell’impasto, al posto delle noci, le nocciole; io avrei voluto provare, ma ultimamente mi creano una forte intolleranza, quindi per evitare di star male ho preferito impiegare appunto le noci, che adoro e che grazie al cielo, posso mangiare in quantità senza avere nessun problema.
Secondo me anche i pinoli devono essere ottimi in un pane come questo, magari aggiungendo anche qualche erbetta profumata tritata, mmmm….ecco, mi è venuta questa bella idea per un futuro pane, proverò e vi saprò dire!
Largo come sempre alla fantasia in cucina…

Ora vi saluto e corro a portare giù il mio cagnolino…ringrazio tutte le amiche che, su Fb mi hanno dato qualche consiglio.
Ormai è più di un mese che sta con noi, io lo amo alla follia ma ancora non è semplice; stiamo imparando a gestirlo capendo le sue abitudini e viceversa lui abituandosi alle nostre.
Ancora non riesce a stare da solo, pian piano crescerà e le cose miglioreranno, almeno spero…
Comunque a presto; un grande abbraccio e buona continuazione di giornata!

simona




Spiedini di salmone marinati alla griglia

Gli spiedini di salmone marinati alla griglia accompagnati da una salsina allo yogurt, sono leggeri e gustosissimi, perfetti anche per chi è a dieta

 

Da quando ho questa favolosa griglia smokeless bbq di George Foreman, sto sperimentando tantissimi piatti leggeri e sfiziosi che prima mai avrei pensato di provare; trovo che sia assolutamente perfetta per realizzare secondi piatti a base di verdure, carne e pesce con pochissimi condimenti e comunque preservando il gusto e le proprietà nutrizionali.
A casa mia il pesce da sempre è poco consumato, ed ammetto che è un peccato, in quanto fa molto bene; il problema che non so cucinarlo, ecco.
Quando ero ragazza e vivevo ancora con i miei genitori, credo di aver mangiato solo delle grandi scatolette di tonno, combinate in ogni modo possibile…con i pomodori e la mozzarella in insalata, con le verdure, nel riso freddo, nel finto polpettone che negli anni 70 impazzava un po’ sulle tavole di tutti gli italiani; sono cresciuta quindi con una totale ignoranza in fatto di pesce, ed ovviamente di ricette con lui come ingrediente.
Pian piano, nei miei vari viaggi effettuati poi una volta sposata, girando un po’, ho avuto modo di scoprire tante cucine diverse ed interessanti, tante culture che mi hanno permesso di iniziare ad assaggiare anche il pesce, cucinato in tantissime maniere possibili.
Non posso dire a tutt’oggi di amarlo in maniera particolare, alcune varietà non riesco ancora a mangiarle, come ad esempio il sushi, perchè il crudo proprio non mi va giù; in realtà ho un debole per il filetto di salmone, che divoro senza limite in qualsiasi tipologia di cottura e di condimento.
Così, avendone trovato un bel taglio al banco del pesce, ho pensato di farci degli spiedini; ecco quindi come nascono questi spiedini di salmone marinati alla griglia che hanno riscosso un successone anche con i miei commensali!

 

spiedini di salmone marinati alla griglia

 

Che dire?!
Innanzitutto dovrete procurarvi un’ottima materia prima: un filetto di salmone tenero e freschissimo, al quale leverete eventuali spine, la pelle e poi taglierete in grossi quadrotti.
Dopo la marinatura, basterà infilzare i quadrotti su dei lunghi stecchi da spiedino, accendere la griglia e in pochi minuti….voilà!
Senza sporcare in giro, senza nessun fumo, otterrete questi spiedini favolosi pronti in un attimo, tenerissimi e leggeri: una bontà.
Provateli e mi darete ragione!
Siccome il weekend si sta avvicinando…perchè non farci un pensierino in vista dei pranzi festivi in terrazzo o giardino?

 

spiedini di salmone marinati alla griglia

 

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Spiedini di salmone marinati alla griglia
Gli spiedini di salmone marinati alla griglia accompagnati da una salsina allo yogurt, sono leggeri e gustosissimi, perfetti anche per chi è a dieta
spiedini di salmone marinati alla griglia
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 10 minuti
Tempo Passivo 1 ora
Porzioni
spiedini
Ingredienti
Per gli spiedini
Per la salsa allo yogurt
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 10 minuti
Tempo Passivo 1 ora
Porzioni
spiedini
Ingredienti
Per gli spiedini
Per la salsa allo yogurt
spiedini di salmone marinati alla griglia
Istruzioni
  1. Togliere la pelle e le eventuali spine al filetto di salmone, poi farne dei quadrotti di circa 4-5 cm per lato e metterli in una ciotola; unire un goccio d'olio e massaggiarli bene con le dita su tutti i lati. Aggiungerci anche la scorza del limone grattugiata, il succo filtrato, le foglioline di origano fresco spezzettate grossolanamente e del prezzemolo tritato al coltello; spolverizzare di sale e pepe, poi massaggiare ancora.
  2. Coprire la ciotola con pellicola alimentare e mettere in frigo per circa un'oretta, facendo sì che tutto il pesce possa essere condito e coperto dalla marinata. Trascorso questo tempo, sgocciolare i pezzetti di salmone e infilarli su 4 spiedi di legno abbastanza lunghi, creando degli spiedini.
  3. Adagiarli sulla griglia bollente accesa alla massima potenza, e cuocerli su entrambi i lati, spennellandoli ogni tanto con un poco di marinata rimasta nella ciotola. Mentre gli spiedini cuociono (ci vorranno pochi minuti per lato) preparare la salsina allo yogurt.
  4. Versare lo yogurt in una ciotolina, aggiungere la scorza di limone grattugiata finemente, le foglie di prezzemolo tritate e un pizzico di sale fino; mescolare e servire la freschissima salsina ottenuta insieme agli spiedini ben caldi.

 

spiedini di salmone marinati alla griglia

 

 

Delicati e profumati, li ho davvero tanto apprezzati.
La salsina a base di yogurt greco, ha dato poi quel tocco in più; fresco ed acidulo, ha “sgrassato”come si suol dire, il palato al punto giusto e si è sposato alla perfezione con il gusto del pesce.
E se siete a dieta….nessun tipo di senso di colpa con questa delizia!
Vista la velocità poi nella realizzazione, penso proprio che ripeterò l’esperienza molto presto: ormai con questa griglia ci ho preso confidenza alla grandissima.
E se poi vi va, perchè non servirli insieme a questo meraviglioso pane?

 

 

spiedini di salmone marinati alla griglia

 

Buon fine settimana quindi e buone grigliate in famiglia….ormai che il tempo lo permette, qualche scampagnata si può fare (sempre mantenendo le regole e le distanze di sicurezza, mi raccomando!); a chi magari ha solo un balcone o un terrazzo, beh, io dico: con una griglia così, nessun problema, farete concorrenza ad un bbq tradizionale, credetemi 😉
Vi auguro solo cose belle e positive, vi mando il mio più grande abbraccio e a prestissimo con altre ideuzze golose sempre su queste mie paginette pasticcione!

simona




Risotto agli asparagi basilico e feta

Questo risotto agli asparagi basilico e feta è delicato e profumato, un primo piatto completo e ricco di gusto che vi conquisterà!

Sempre di corsa, arrivo con un primo piatto realizzato qualche settimana fa….è il mio comfort food per eccellenza, il risotto.
Ho pensato di proporvelo, anche se non è super recente, in quanto gli ultimi asparagi sono ancora presenti sui banchi del mercato e devo dire con dei prezzi anche notevolmente calati.
Non sono una da primizie, e cerco sempre di consumare prodotti di stagione; ammetto che io gli asparagi li mangio quando ormai la stagione è avanzata, proprio per non incappare in costi esorbitanti per qualche misero mazzetto, che magari si deteriora nello spazio di un sorriso.
Il mio fruttivendolo mi aveva garantito che questi asparagi sarebbero stati davvero buonissimi, ed ha avuto ragione….belli sodi, profumati: non ho scartato quasi nulla.
Già praticamente dell’asparago non butto niente: i gambi li tengo per le minestre o le vellutate e, in questo caso, li ho impiegati per realizzare una purea che ho utilizzato all’interno del risotto, tenendo le punte per la decorazione.
Il basilico ( ne ho una piantagione in balcone, rigogliosa più che mai) gli ha donato un profumo davvero speciale (con l’asparago si sposa a meraviglia!), per non parlare del tocco sapido della feta…
…beh, che ve lo dico a fare: provatelo!
Già basilico e feta insieme, qualche tempo fa, avevano dato vita a quest’altro risotto stupendo, che vi consiglio sempre di provare: magari quando non ci saranno più asparagi, che ne dite?!
Intanto, mettetevi il grembiule: è ora di mettersi ai fornelli!
Se non avete idea su cosa cucinare per il pranzo o la cena, beh…uno spunto ve l’ho dato…



Per me il risotto è tale solo se si usa un buon riso superfino; Il Carnaroli è chiamato il re dei risi, e, devo dire, proprio a ragion veduta in quanto i risultati sono davvero favolosi per l’ottima mantecatura e la resa in cottura.
Ottimo e specifico per il risotto, io lo adoro letteralmente…
Questa volta ho impiegato questo di Melandri Gaudenzio, che mi è stato gentilmente omaggiato, e devo dire che il risultato beh…è sotto ai vostri occhi!


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Risotto agli asparagi basilico e feta
Questo risotto agli asparagi basilico e feta è delicato e profumato, un primo piatto completo e ricco di gusto che vi conquisterà!
risotto agli asparagi basilico e feta
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 15 minuti
Porzioni
persone
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 15 minuti
Porzioni
persone
risotto agli asparagi basilico e feta
Istruzioni
  1. Per prima cosa pelare gli asparagi con un pelapapate, poi lavarli ben bene, asciugarli e cuocerli a vapore per 10 minuti; conservare le punte e tritare finemente i gambi con qualche cucchiaio di brodo in un piccolo frullatore, ottenendo una purea grossolana, che andrà messa da parte. In una cocotte in ghisa o in una casseruola, far rosolare lo scalogno tritato finemente con l'olio, non facendolo però soffriggere troppo.
  2. Aggiungere il riso e tostarlo per alcuni minuti; sfumarlo poi con il vino bianco e proseguire la cottura a fiamma vivace, mescolando, per far evaporare l'alcool. Unire un po' di brodo, la purea di asparagi, ed iniziare la cottura del riso, sempre mescolando.
  3. A metà cottura unire le foglie di basilico finemente tritate al coltello, proseguire poi con altro brodo, regolando di sale a piacere. Una volta arrivati a completa cottura del riso, spegnere il fuoco e mantecare con qualche cucchiaio di feta sbriciolata, mescolare bene e lasciar riposare per alcuni minuti col coperchio chiuso.
  4. Servire aggiungendo le punte degli asparagi, qualche foglia di basilico fresco ed una ulteriore sbriciolata di feta in superficie, in quantità a piacere.

Spero di avervi dato una buona idea per un pranzo o una cena: questo risotto è un piatto unico e completo, sazia con gusto e leggerezza senza appesantire…che volere di più?!
Se preferite, anzichè tritare i gambi, potete farli a rondelle sottilissime; magari preferite sentire qualcosa di più scrocchiarello sotto ai denti…largo alla fantasia!
Ora scappo, dandovi appuntamento alla prossima ricetta, che sarà…udite udite: a base di pesce.
Strano per la Simo che con il pesce è negatissima; però state a vedere, vi stupirò con una preparazione facilissima e ricca di gusto.

A presto!
Un abbraccio

simona




Biscotti alle mandorle e miele

I biscotti alle mandorle e miele sono facili da fare, deliziosi e profumati all’acqua di fiori d’arancio, perfetti per un tè pomeridiano o anche da regalare

Buongiorno amici ed amiche, perdonate l’assenza di questei giorni…magari nemmeno ve ne siete accorti, è che ho avuto la mente affaticata da tanti pensieri e non ce l’ho fatta ad accendere il pc.
Però adesso eccomi qui, troppo lontana da questo spazio non ci riesco a stare e vi voglio mostrare una ricetta dolce davvero irresistibile…
Sì, era da un po’ che avevo realizzato questi biscotti, ancora mentre eravamo in fase di quarantena; sarebbero dovuti andare dritti dritti nella rubrica di “libri in cucina” scritta con Eli, ma alla fine complici un sacco di cose successe durante questo periodo complicato che non dimenticherò (forse fra un po’avrò voglia di parlarne, ma ora no….) alla fine sono rimasti nell’archivio.
Ora però è giunto il momento di farveli vedere e di dar loro la giusta collocazione che si meritano, essendo davvero golosi e buonissimi; questa rubrica è un po’ volubile, ma prendeteci così, a volte la vita ci mette mille inghippi sulla strada e si fa quel che si può.
Io ora ho voluto proporveli perchè a casa mia sono piaciuti un sacco, soprattutto a mia figlia che adora il miele nei dolci e qui in questi biscottoni, lo ammetto, si sente davvero parecchio.
Sono infatti, questi biscotti alle mandorle e miele, una sorta di amarettoni golosi e pastosi, davvero profumati e particolari; ne basta uno per saziarvi e addolcirvi il palato quanto basta, perchè ehm…lo ammetto anche in quanto a calorie non scherzano affatto, eh?!
Se si deve peccare però, beh, facciamolo bene.
Ogni tanto, coccoliamoci e gratifichiamoci peccando con qualcosa di goloso.
Fa bene al cuore e allo spirito.
Qualcuna di voi adesso so che avrà da commentare sulle calorie, l’uso del burro e quant’altro, beh….pazienza, che chiuda tutto e vada a farsi un giro altrove.



Innanzitutto permettetemi di fare una piccola introduzione su questo libro che adoro e che mi ha fatto innamorare appena l’ho visto in libreria; già il titolo “Dolci naturali” mi ha catturata.
Forse non è molto recente come pubblicazione, ma francamente non mi interessa; io amo i libri di cucina che presentano ricette semplici e fattibili, con un’occhio alla stagionalità ed alla qualità degli ingredienti: qui ho trovato tutto quello che cercavo, insieme a delle belle foto.
La casa editrice è la De Agostini, l’autrice si chiama Amber Rose; cresciuta in Nuova Zelanda in una casa con orto e frutteto, è sempre stata molto interessata ad utilizzare ingredienti naturali, sani e stagionali: pensate che è stata anche cuoca per Jude Law e Sadie Frost, ed ha conquistato con i sui dolci anche Stella Mc Cartney.
In questo libro, le ricette sono tutte realizzate con frutta di stagione, zuccheri non raffinati, farine tradizionali ed alimenti totalmente naturali.
Che dire?! Interessante, no?!
Quindi, eccomi qui: ho voluto provare una ricetta e, nel momento in cui mi trovavo, avevo bisogno di una bella dose di dolcezza, gratificante ed appagante per aiutarmi a superare le tristezze.
Con questi bei biscottoni, ci sono riuscita!


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Biscotti alle mandorle e miele
I biscotti alle mandorle e miele sono facili da fare, deliziosi e profumati all’acqua di fiori d’arancio, perfetti per un tè pomeridiano o anche da regalare
biscotti alle mandorle e miele
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 15/20 minuti
Porzioni
teglia
Ingredienti
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 15/20 minuti
Porzioni
teglia
Ingredienti
biscotti alle mandorle e miele
Istruzioni
  1. Pre-riscaldare il forno a 170° e rivestire una teglia con carta forno. In un frullatore, grattugiare le mandorle, riducendole in una farina grossolana. In una ciotola, mescolare la farina di mandorle col miele, la cannella, la scorza di limone grattugiata e l'acqua di fiori d'arancio.
  2. Montare l'albume dell'uovo ed aggiungerlo al composto, con una spatola in silicone delicatamente per non smontare il tutto. Infarinare leggermente un piano di lavoro e rovesciarci il composto, impastandolo e compattandolo per qualche minuto (gli olii delle mandorle lo terranno unito).
  3. Formare dei biscotti tondi e leggermente piatti al centro, della misura di cm 5 circa di diametro, poi adagiarli ben distanziati sulla teglia; io al centro con uno stampino ho impresso un piccolo cuore, ma a piacere possono essere lasciati anche così, semplici senza nulla.
  4. Infornare e cuocere per 15-20 minuti con funzione statica: fare attenzione, devono assumere un bel colore dorato ma non bruciacchiarsi. Dopo 12 minuti, iniziare a tenerli d'occhio...ogni forno ha una resa differente. Una volta cotti, sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.

libri in cucina

Che dirvi se non: provateli!
Se vi piacciono le mandorle, allora sono perfetti per voi…
Insieme ad una buona tazza di tè, caldo o freddo in base alla stagione, allieteranno le vostre merende pomeridiane!
Io inserirò questa ricetta nella categoria “Libri in cucina”; così chi sarà interessato oltre alla ricetta, anche a questo libro, magari per acquistarlo o regalarlo, lo troverà facilmente 😉
Ora scappo a fare mille cose (sono sempre di corsissima)….ci vediamo presto, quando potrò…ultimamente mi sfugge il tempo dalle mani, faccio fatica a fare tutto, ahimè…
Un abbraccio!

simona




Pane cotto in pentola con licoli

Il pane cotto in pentola con licoli è semplicemente meraviglioso; facile da fare, con mollica morbida ben alveolata e crosta croccante, vi conquisterà

Da quando ho il mio Hylario, mi sono un pochino più lanciata nella meravigiosa arte della panificazione, che mi ha sempre spaventata un po’.
Ammetto che con la ormai defunta Gina (pasta madre solida) avevo fatto dei pani davvero al top, ma vi confesso che tanti erano anche stati i flop, in quanto la pazienza non è mai stata il mio forte.
Ma ahimè, la pazienza sta proprio alla base della panificazione: o ce l’hai, o nada.
Il pane non vien bene, punto..
Quando ho iniziato a capire e a rendermi conto di questa cosa, sono iniziati i primi successi, e devo dire appunto che, con Hylario (che è super arzillo, fra l’altro) le soddisfazioni sono notevolmente aumentate.
Credetemi, è troppo bello ed appagante vedere il pane sfornato con le proprie mani…”sì, l’ho fatto io!”…verrebbe da dire con orgoglio!
Dopo vari tentativi e sperimentazioni, dicevo, sono approdata da lei, che è una garanzia assoluta in fatto di pane & Co.
Sarei dovuta arrivarci prima,ma, meglio tardi che mai, ho scoperto il suo pane.
E me ne sono innamorata. …
…tanto da provare e riprovare a farlo, ogni volta cercando la perfezione e soprattutto cercando di migliorare i piccoli errori magari dovuti sempre alla mia proverbiale mancanza di pazienza…
Beh, che dire?
Non vi sembra bellissimo il mio pane cotto in pentola con licoli?!
A mio marito è piaciuto un sacco, tanto che lo vorrebbe in tavola un giorno sì e l’altro pure…non sempre ho il tempo di mettere le mani in pasta (ultimamente poi sono sempre esaurita!), ma appena posso mi cimento.



Una delle cose che ho scoperto facendo questo pane ma soprattutto leggendo e studiandi le ricette di Gabila, è che una delle cose fondamentali per la sua riuscita è l’autolisi.
Di che si tratta?
Cito testualmente le parole di lei, che dice così: l’autolisi altro non è che una sorta di pre-impasto che migliora l’impasto stesso rendendolo più elastico e stabile; avviene bagnando tutta o in parte la farina con gran parte dell’acqua presente nella ricetta, poi si impasta brevemente con delicatezza (si deve ottenere un impasto grossolano) e infine si lascia riposare per un tempo variabile (dai 20 minuti alle 24 ore) in base alla forza della farina utilizzata e dal prodotto finito che si vuole ottenere.
Consente un maggior assorbimento dei liquidi (se avete da impastare farine deboli, sarebbe sempre consigliato), agevola la struttura del pane, regalando un prodotto migliore e più saporito.
Direi che si deve fare, no?!

Gabila, dopo aver provato diverse ricette per questo pane , le numera…la mia versione è la sua numero due, che si avvale di un buon riposo in frigorifero; io ero piuttosto scettica, ma mi sono ricreduta subito una volta aperto il coperchio della pentola dopo aver cotto il pane.
Da ora in poi, lo farò lievitare e lo cuocerò solo in questa maniera!
Provate anche voi e vedrete che mi darete ragione.
Ringrazio anche Gabila perchè, nella sua spiegazione ha dato i tempi di lavorazione, anche se indicativi…in questo modo sono riuscita a seguire una giusta scaletta di tempistiche, in modo da non sbagliare con le fasi di lavorazione (mio grosso problema, oltre a quello dell’impazienza, sob!)


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Pane cotto in pentola con licoli
Il pane cotto in pentola con licoli è semplicemente meraviglioso; facile da fare, con mollica morbida ben alveolata e crosta croccante, vi conquisterà. Servono per la realizzazione 1 cestino per lievitazione (o ciotola con un canovaccio all'interno)- coltello affilato o lametta - pentola in ghisa 26 cm con coperchio
pane cotto in pentola con licoli
Tempo di preparazione 3 ore
Tempo di cottura 45 minuti
Tempo Passivo 16 ore
Porzioni
pagnotta
Ingredienti
Tempo di preparazione 3 ore
Tempo di cottura 45 minuti
Tempo Passivo 16 ore
Porzioni
pagnotta
Ingredienti
pane cotto in pentola con licoli
Istruzioni
  1. Nel primo pomeriggio (verso le h14) rinfrescare il licoli, mettendolo a lievitare al caldo (a circa 26-28°C); nel giro di 3:30/4h dovrà raddoppiare di volume. Verso le h16 iniziare ad effettuare l'autolisi: mettere nella ciotola della planetaria tutta la farina, aggiungere 270ml di acqua e impastare per circa 3 minuti (la farina dovrà bagnarsi completamente ma in questa fase non servirà ottenere un composto omogeneo). Coprire con un canovaccio e lasciar riposare finchè l'impasto sarà pronto, io l'ho lasciato lì due ore circa.
  2. Trascorso questo tempo (verso le h18 circa) sciogliere il licoli pronto per panificare nell’ acqua restante (30ml) e versare sull’ impasto autolitico. Impastare nella planetaria con l'apposito gancio fino ad incordatura,si dovrà ottenere un’ impasto liscio, elastico, ben strutturato, che si stacca delle pareti della ciotola; per ultimo aggiungere il sale fino, sempre impastando. In questa fase bisogna stare attenti a non scaldare troppo l'impasto, perchè così facendo, la maglia glutinica potrebbe spezzarsi irreparabilmente (temp. di uscita dell’ impasto non oltre i 24°).
  3. A questo punto prendere un contenitore trasparente capiente (che contenga tre volte il volume iniziale dell’ impasto) e ungerlo con olio evo; rovesciare l’ impasto su un piano di lavoro pulito e leggermente unto d'olio, poi dare una serie di pieghe in modo da creare forza (impasto teso in superficie); adagiarlo quindi nel contenitore e con un pennarello segnarne il livello. Coprire con pellicola e lasciarlo lievitare al caldo (a circa 26-28°C) per un tempo complessivo di 3/4h; in questo lasso di tempo dare pieghe ritmate (fatte direttamente in ciotola) ogni ora fino ad uno sviluppo di una volta e mezza il suo volume iniziale. Le pieghe servono ad incamerare aria e dare una struttura stabile all’ impasto dato che prima di essere formato, deve godere di una certa tensione.
  4. Una volta trascorso il tempo, rovesciare delicatamente l’ impasto sul piano di lavoro leggermente cosparso di semola, mi raccomando, va fatto davvero dolcemente in modo da non rovinare tutto il lavoro fatto dai lieviti (non va assolutamente tirato nè strappato); fare quindi una serie di pieghe a 3 in modo da dare forma al pane, dandogli tempo, nel senso che (se necessario) fare le prime pieghe e poi aspettare circa 15 minuti prima di fare le successive... tale accortezza servirà per rinforzare ulteriormente l'impasto. Se non sapete come dare le pieghe al pane, lascio il link per visualizzare un video nelle note.
  5. A questo punto saranno circa le 21:30/22h; mettere quindi la pagnotta nel cestino di lievitazione cosparso di semola (con la chiusura delle pieghe verso l’ alto), coprire con pellicola e mettere in frigorifero fino al mattino successivo (sosta che può durare dalle 12h alle 18h), io l'ho lasciato 10 ore. Qualora non abbiate il cestino di lievitazione, una ciotola capiente rivestita con un canovaccio pulito e poi cosparso di semola, andrà benissimo. Se alle prime armi, è possibile comunque mettere il canovaccio anche nel cestino di lievitazione, questo servirà ad evitare che l’ impasto si attacchi vista la sua alta idratazione.
  6. Preriscaldare il forno alla massima potenza (250/280°) e fin da subito inserire all' interno la pentola di ghisa chiusa con il suo coperchio; quando il forno sarà pronto, estrarre il pane dal frigorifero, con l’ aiuto di un foglio di carta da forno capovolgere la pagnotta, cospargerla con un po' di farina e incidere a piacere (con una croce, un taglio longitudinale o con disegni di fantasia).
  7. Con l’ aiuto di guanti protettivi, estrarre la pentola dal forno ma fare tanta attenzione perché sarà rovente; togliere il coperchio, inserire il pane all’ interno con tutta la carta forno, richiudere e rimettere in forno, cuocendo così per 30 minuti. Trascorso questo tempo, togliere il coperchio, abbassare la temperatura a 240° e continuare la cottura per altri 15 minuti, o finché il pane risulterà molto brunito in superficie.
  8. Una volta pronto, spegnere il forno, aprire lo sportello e lasciare cosi per circa una decina di minuti; estrarre successivamente la pagnotta dalla pentola e lasciarla raffreddare su una gratella, meglio se appoggiata di lato e non di piatto.
Recipe Notes

Qui il video di Gabila per realizzare le pieghe.

Qui la sua ricetta, che io ho leggermente modificato

Ringrazio Molini Lario per avermi dato modo di provare la loro ottima farina che ho utilizzato per la realizzazione di questo pane.


Che ne dite?
Vi piace?
Provatelo! Può sembrare difficile, lo ammetto anche a me all’inizio sembrava così…ma una volta che inizierete a crearlo, segnandovi tutti i passaggi scrupolosamente, poi vi verrà semplice e fidatevi, non sbaglierete.
Durante il periodo del lockdown ho avuto un’impennata di visite sui miei post di pane ed affini….si vede che molte persone si sono volute cimentare nell’arte della panificazione, e questo è stato davvero bello; peccato che ora sono calate vertiginosamente, oserei dire sparite.
Cimentatevi con la panificazione, semplice o complicata che sia!
Ve lo dice una che fino a poco tempo fa era la negazione in persona in merito al pane & co….
Imparare ad autoprodursi il pane, è importante, gratificante e rilassante: permette di nutrirci in maniera migliore e più sana, oltre a dare una grande soddisfazione e appagamento.
Comunque sia, ora vi lascio e vi dò appuntamento sempre su queste paginette pasticcione, stavolta con un’idea dolce e golosa.
Buona giornata a tutti voi!

simona




Polpette ai piselli e pecorino

Le polpette ai piselli e pecorino sono leggere, deliziose e ricche di sapore, perfette come secondo o presentate ad un aperitivo, un pic nic in compagnia

Questo periodo di lockdown, come già dicevo, ha cambiato le mie abitudini nel fare la spesa.
Ho riscoperto le piccole realtà dei negozietti di paese, ho capito che non è necessario fare immense scorte e spese al super, ma cercare di prendere poco, fresco e stagionale con maggiore frequenza in giornata.
Non che prima non lo facessi, sia ben chiaro, ma diciamo che questa brutta esperienza, ha comunque consolidato ancor di più una nuova strada da percorrere in fatto di approvvigionamento, soprattutto di frutta e verdura.
Ho sempre amato i mercati e ancor di più acquistare a km 0; ultimamente ho scoperto anche un fruttivendolo bravissimo che ha merce freschissima ed ottima: pensate che mi porta anche la cassetta a domicilio….che volere di più?!
Appena ci sono sul banco i piselli freschi non resisto….li adoro e così anche il resto della mia famiglia (qua la mia piccola raccolta di cinque idee con i piselli).
Qualche giorno fa, nella mia amata cassettina mi son fatta mandare un bel sacchetto di freschi e cicciotti baccelli…che ho sgranato ripensando alla mia nonna ed alla mia infanzia (chi di voi non lo ha mai fatto, alzi la mano!) e ci ho subito fatto alcune ricettine.
Una è questa, le polpette ai piselli e pecorino, secondo piatto davvero gradito ai grandi ma anche ai piccoli; leggere e ricche di sapore, io le ho gustate con una bella insatata di pomodori e del buon pane fresco: è stata una cena davvero speciale nella sua semplicità.
Come sempre, per cuocere le polpette in questione, ho utilizzato la mia mitica friggitrice ad aria Ciclofry Plus di Russell Hobbs, che mi ha permesso di ottenere delle polpettine croccantissime fuori e morbide all’interno, senza l’uso di olio.
Comodo, no?!



Potete anche utilizzare del Parmigiano a lunga stagionatura o del Montasio grattugiato per ottenere delle polpette senza lattosio; io avevo in casa del pecorino ed ho preferito usare lui: nulla vi vieterà di inserire all’interno dell’impasto anche qualche dadino di prosciutto cotto o di speck….largo come sempre alla sperimentazione ed alla fantasia!
Qualora non abbiate la friggitrice ad aria come me, potrete cuocere le polpettine anche in forno, adagiandole su una leccarda ricoperta di carta forno o, diversamente, leggermente unta d’olio.
Io vi consiglio però un investimento di questo genere; questo elettrodomestico vi permetterà di ottenere ottimi risultati in leggerezza!


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Polpette ai piselli e pecorino
Le polpette ai piselli e pecorino sono leggere, deliziose e ricche di sapore, perfette come secondo o presentate ad un aperitivo, un pic nic in compagnia
polpette ai piselli e pecorino
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 25 minuti
Porzioni
polpette
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo di cottura 25 minuti
Porzioni
polpette
polpette ai piselli e pecorino
Istruzioni
  1. Cuocere i piselli per una decina di minuti in acqua bollente, poi scolarli e lasciarli raffreddare. Versarli in un robot da cucina insieme all'uovo, al pecorino, un pizzico di sale e pepe nero, le foglioline di basilico spezzettate, e la farina di mandorle; azionare e tritare tutto ben bene ottenendo un morbido composto.
  2. Unire poco alla volta del pangrattato, e continuare ad amalgamare, fino al raggiungimento di una consistenza abbastanza morbida ma compatta, per poter formare delle polpettine. Con le mani inumidite, prenderne una quantità grande come una grossa noce ( o come una piccola pallina da ping pong), creando una cavità all'interno: adagiarci dentro un dadino di pecorino, poi richiudere la pallina fra le mani, dandole una perfetta forma sferica.
  3. Proseguire così formando tante palline fino all'esaurimento del composto (a me ne sono venute circa una decina), spennellarle leggermente con olio d'oliva e cuocerle. Pre- riscaldare la friggitrice ad aria portandola ad una temperatura di 180°, poi adagiare sulla griglia all'interno un pezzetto di carta forno ed adagiarci le polpette.
  4. Cuocere per circa 15-20 minuti muovendole ogni tanto in modo da dorarle appena (non troppo) su tutti i lati, poi una volta cotte spegnere la friggitrice e servirle ben calde.
Recipe Notes

Una volta cotte, nel caso dovessero avanzare, andranno conservate in frigo in un contenitore ermetico ben chiuso per un paio di giorni.

Versione al forno: adagiare le polpette su una leccarda ricoperta di carta forno o leggermente spennellata d'olio; cuocere per 15-20 minuti in modalità ventilata, rigirandole ogni tanto: devono dorarsi ma non troppo.


Che ne dite, non sono appetitose?
Io le ho molto gradite, così pure il resto della mia famiglia e devo dire che sono anche molto belline da servire; immaginatevele dentro ad una bella ciotolina, in tavola con un ricco pinzimonio di verdure fresche, qualche salsina, un piccolo assortimento di formaggi e del buon pane croccante a fare da accompagnamento o delle focaccine mignon 😉
Inutile ricordarvi che, in mancanza di piselli freschi possono essere tranquillamente usati quelli surgelati (se preferite anche quelli in scatola, nel caso vi consiglio però quelli cotti al vapore che rimangono più sodi e teneri.

Ora vi saluto come sempre augurandovi una nuova settimana ricca di cose belle e positive…
Io scappo come sempre a fare mille cose…da quando c’è Hunfry poi devo correre il doppio, ehehehe 😉
Un grande abbraccio!

simona




Bicchierini con speculoos crema alla vaniglia e frutta fresca

Questi bicchierini con speculoos crema alla vaniglia e frutta fresca, sono dei piccoli dessert golosi e freschi, semplicissimi e veloci da realizzare.

Adoro i biscotti Speculoos, posso dire che mi creano dipendenza e se me li trovo a tiro, non riesco a smettere di mangiarli.
Più volte mi son messa d’impegno per provare a farli, ma alla fine mi son sempre trattenuta proprio per la paura di divorarli tutti uno dopo l’altro senza accorgermene…
Pensate che li ho scoperti qualche lontano anno fa, ormai, durante un viaggio in Francia.
Ricordo ancora una sera dove faceva un freddo pazzesco, eravamo esausti dal tanto camminare e così abbiamo deciso di mangiarci qualcosa in camera, una bevanda calda con i biscotti magari, avendo fatto una bella merenda a base di crepes e pain au chocolat nel tardo pomeriggio.
Proprio davanti all’albergo c’era un piccolo minimarket, così sono scesa, sfidando il gelo a comprare qualcosa…
Ho visto questi biscotti e incuriosita li ho comprati, insieme ad altre vettovaglie: non sto a raccontarvi altro, se non che il giorno dopo son scesa a farne una scorta da portare in Italia (io al mio paesello mai avevo visto una tale bontà, nè tantomeno nei supermercati a quei tempi),insieme anche alla meravigliosa pasta spalmabile di speculoos che conservai come una reliquia, assaggiandone un cucchiaino al dì per non finirla, ahahahah!
Vabbè, torniamo a questi bicchierini con speculoos crema alla vaniglia e frutta fresca; quando all’interno dell’ultima Degustabox ho trovato i tanto desiderati biscotti quasi non mi pareva vero…
Qualcuno, lo ammetto, me lo sono sgranocchiato allegramente (li confezionano in piccolissime porzioni perchè secondo me sanno che creano dipendenza ehehehe)….qualcun’altro l’ho assaporato con un buon caffè, e poi ho deciso di farci una golosa base per dei dessert.
Ho realizzato una sorta di piccole cheesecake freschissime, creando una base speziata a base appunto di questi biscotti…poi ho montato del formaggio spalmabile magro con zucchero e vaniglia, creando una soffice mousse che ho distribuito sopra la base crumble profumata, per finire decorando con freschissima frutta di stagione.
Piccole coccole che portano buonumore…e poi il peccato di gola è davvero minimo!



Come sempre vi propongo una ricetta facilissima che potrete realizzare anche all’ultimo momento, se ad esempio, vi arriva qualcuno a casa improvvisamente….solo dieci minuti di preparazione e poi almeno una mezz’oretta in frigo, e voilà!
Pronte e belle da vedere…
Mi piace sempre mettere un tocco di bellezza nelle mie preparazioni, anche se davvero semplicissime e magari quasi banali: trovo che l’occhio vuole sempre la sua parte, non lo pensate anche voi?!
Immaginatevi un bel vassoio colorato e tanti bicchierini guarniti con tanta buona e bella frutta fresca colorata di stagione: un tripudio di freschezza e di golosità!


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Bicchierini con speculoos crema alla vaniglia e frutta fresca
Questi bicchierini con speculoos crema alla vaniglia e frutta fresca, sono dei piccoli dessert golosi e freschi, semplicissimi e veloci da realizzare.
bicchierini con speculoos crema alla vaniglia e frutta fresca
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo Passivo 30 minuti
Porzioni
bicchierini
Ingredienti
Per la base
Tempo di preparazione 15 minuti
Tempo Passivo 30 minuti
Porzioni
bicchierini
Ingredienti
Per la base
bicchierini con speculoos crema alla vaniglia e frutta fresca
Istruzioni
  1. In un mortaio spezzettare grossolanamente i biscotti ed unirli alla granella di nocciole, irrorandoli con il Rum. Distribuire equamente il composto sulla base di sei piccoli bicchierini in vetro (o di tazzine da caffè), cercando di livellarlo un poco senza però schiacciarlo.
  2. Lavare e mondare la frutta per la decorazione, affettandola se è il caso. Lavare ed asciugare delicatamente le foglioline di menta. Raschiare la bacca di vaniglia ottenendone i semini. Preparare la crema mettendo in una ciotola il formaggio spalmabile insieme allo zucchero a velo ed alla vaniglia, poi con una piccola frusta montare un poco, ottenendo una morbida crema soffice.
  3. Travasare la crema in una sac a poche col beccuccio tondo grande. Riempire ciascuna ciotolina con piccoli ciuffetti di crema sopra al crumble di biscotti e nocciole; decorare poi con la frutta fresca e con foglioline di menta a piacere.

Se cercate altre idee fresche e golose di dolci al cucchiaio, qui e ne troverete a iosa!

Buon venerdì quindi amici ed amiche…
Spero in un fine settimana ricco di cose belle, di serenità e di divertimento….magari anche di pasticciamenti in cucina, perchè no!
Un grande abbraccio e a presto, Hunfry permettendo, eheheheh…

simona