Plumcake all’arancia

Questo plumcake all’arancia, leggero e profumatissimo, è soffice e delizioso: perfetto per colazione, a merenda, o all’ora del tè.

Buongiorno a tutti, come state?
Io cerco di riprendere l’attività qui sul blog, anche per non pensare a tutta la situazione che ci circonda…ci sono state giornate difficili dove era faticoso anche solo aprire gli occhi al mattino, ora però sembra di intravedere un barlume di luce e speranza.
Ho pensato così di regalarvi qualcosa di goloso e semplice da fare, visto che siete a casa e che magari dovete pensare alla merenda dei vostri piccoli, o alla colazione della famiglia…ecco qui il mio plumcake all’arancia, mio per modo di dire visto che l’artefice di cotanta delizia è stata mia figlia.
Qualche giorno fa ha voluto preparare lei il dolcetto che solitamente realizzo io per il fine settimana; ci piace sempre, se possibile, regalarci una colazione speciale durante i giorni festivi.
Ammetto che, essendo a casa, in questi giorni spesso fatico a capire se siamo a mercoledì oppure a venerdì…questa quarantena forzata ci fa sembrare le giornate tutte uguali, ma non mi lamento perchè grazie a Dio sto bene.
E così, largo alla gioventù: ho passato il testimone, il grembiule e tutto il resto a lei, che, vedendo in frigo ancora qualche arancia non trattata rimasta dalle ultime spese fatte al mercato, ha pensato bene di utilizzarle proprio in un dolce goloso.
Pochi ingredienti, e voilà: ecco a voi una merenda sana e leggera.
Dal profumo inebriante….provare per credere!
Perfetta per grandi e piccini.
E dimenticavo…ho un’intera categoria sul blog dedicata ai cakes e plumcakes…andate a farci un giretto, troverete tante belle ricette fantasiose 😉



Voglio pensare che presto potremo di nuovo uscire e passeggiare in riva al mare, raccogliendo conchiglie, respirando a pieni polmoni l’aria frizzante e inebriandoci del suo blu intenso e infinito…
Oppure in campagna, raccogliendo fiori di campo dai mille colori.
Intanto mi godo il profumo di questo dolce, che a modo suo, ha saputo regalarci un attimo di felicità!


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Plumcake all'arancia
Il plumcake all'arancia è un dolce soffice, leggero e profumatissimo, perfetto per colazione, merenda e l'ora del tè
Plumcake all'arancia
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 45 minuti
Porzioni
porzioni
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 45 minuti
Porzioni
porzioni
Ingredienti
Plumcake all'arancia
Istruzioni
  1. Accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 180° con funzione ventilata. Mescolare in una ciotola la farina con lo zucchero, il lievito, l'amido di mais. In un'altra ciotola grande, sbattere l'uovo con la frusta a mano o elettrica, rendendolo spumoso; pian piano aggiungere l'olio ed il latte, a filo, sempre con la frusta in funzione.
  2. Aggiungere anche il succo e la scorza dell'arancia, sempre amalgamando e poi, un cucchiaio alla volta, sempre con le fruste in azione unire anche le polveri, sino ad ottenere un morbido composto, liscio ed omogeneo. Ungere ed infarinare uno stampo da plumcake antiaderente della misura di cm 20x8/10 circa.
  3. Versare il composto nello stampo, livellandolo ben bene e spolverizzare in superficie un po' di granella di zucchero. Infornare con funzione ventilata a 180°per circa 45 minuti (fa fede la prova dello stecchino: se punzecchiando il dolce nella sua parte centrale lo stecchino esce asciutto è cotto; in caso contrario, aumentare ancora di alcuni minuti il tempo di permanenza in forno).
  4. Una volta cotto, sfornare e lasciar raffreddare il plumcake all'arancia completamente prima di sformarlo.
Recipe Notes

Questo plumcake si conserva a temperatura ambiente, ben chiuso in una scatola ermetica, per diversi giorni, in luogo fresco ma non umido.

E' possibile anche utilizzare della panna liquida al posto del latte: sarà ancora più ricco e soffice!

In mancanza di zuccherini o granella di zucchero, è possibile spolverizzare il tutto, una volta raffreddato, con zucchero a velo in quantità a piacere.


Io l’ho gustato abbinandogli una ottima tazza di tè Earl Grey, il mio è della mia cara amica Gabriella dello Chà Tea Atelier…presto ci rivedremo, per pianificare come sempre le nostre belle ricettine!
Ho già fatto i complimenti a mia figlia per l’ottima riuscita di questo plumcake, che rifarò sicuramente anch’io.
Provatelo e fatemi sapere se vi piacerà…e se vi va, seguitemi anche sui miei canali social, taggandomi così vedrò i vostri capolavori 😉
Un grande abbraccio, ripetendovi ancora una volta che: CE LA FAREMO!
Buonissima giornata a tutti

simona




Focaccia semplice con macchina del pane

Questa è la ricetta per ottenere una focaccia semplice con macchina del pane: perfetta per essere farcita ed anche per accompagnare qualsiasi pietanza

In questi giorni dove, stando chiusi in casa bisogna fare di necessità virtù, credo che molte persone abbiano deciso di mettersi di buzzo buono per autoprodursi il più possibile i generi di prima necessità; uno di questi è sicuramente il pane.
Già qui e qui ed ancora qui avevo lasciato delle idee per realizzare dei lievitati o delle basi per torte salate semplici e veloci da fare; oggi è la volta della focaccia semplice con macchina del pane, facile e davvero buonissima da realizzare.
Tempo fa vi avevo mostrato la versione di una simil focaccia ligure con lievito di birra; poi anche un’altra realizzata con l’esubero di pasta madre; ora vi presento questa!
Una focaccia perfetta per essere farcita con quello che vi va, ottima da servire al posto del pane a pranzo o a cena…da sgranocchiare per merenda e, perchè no, come i liguri son soliti fare, magari anche servirla per colazione.
Quanti di voi hanno la macchina del pane in casa….magari l’hanno ricevuta in dono, magari l’hanno usata per poco non convinti del suo utilizzo, beh, ascoltate: questa ricetta vi farà cambiare idea.
Da quando utilizzo questa macchina del pane di Russell Hobbs, a casa mia si sperimenta, si prova e si gusta…grazie anche ad un libretto davvero carinissimo che mi sta accompagnando in ognuna delle mie prove, è nata questa focaccia, che ormai praticamente faccio ad occhi chiusi.
Utilizzo con la mia macchina il programma di sola lievitazione per la mia focaccia; una volta poi ben lievitata, la stendo e la cuocio nel forno di casa.
Ogni tanto uso anche qualche erba aromatica per personalizzarla, oppure aggiungo del formaggio o dei piccoli pomodorini; la base però, rimane la stessa e consiglio a tutti voi che, magari possedete una macchina del pane e non sapete come utilizzarla di seguire tranquillamente la mia ricetta
Provate!
Vedrete che non riuscirete più a farne a meno; come succede qui a casa mia.




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Focaccia semplice con macchina del pane
Questa focaccia semplice realizzata con la macchina del pane, si fa velocemente ed è buonissima, croccante e deliziosa! Provatela e non ne farete più a meno....
focaccia semplice con macchina del pane
Tempo di preparazione 1.30 minuti
Porzioni
teglia
Ingredienti
Tempo di preparazione 1.30 minuti
Porzioni
teglia
Ingredienti
focaccia semplice con macchina del pane
Istruzioni
  1. Impostare innanzitutto la vostra macchina del pane con il programma di impasto e sola lievitazione: il mio dura un'ora e mezza. Iniziare ad inserire gli ingredienti secondo l'ordine richiesto dalla macchina: nel mio caso, per prima cosa l'acqua e l'olio.
  2. Successivamente versare la farina, poi aggiungere il lievito e lo zucchero, amalgamandoli leggermente alla farina. In ultimo versare il sale fino, ed a questo punto schiacciare il pulsante start per far partire la lavorazione.
  3. La macchina inizierà ad impastare, voi lasciatela lavorare; una volta finito di impastare, passerà alla fase di lievitazione, in tutto durerà circa un'ora e mezza (dipende dai modelli di macchina, la mia ci impiega questo tempo). Potete anche lasciare il composto a lievitare un poco di più...io ho provato, anche dopo il suono finale, lasciarla al calduccio all'interno comodamente un'altra mezz'ora.
  4. Ungere d'olio una teglia della misura di circa 35x25 e stendere delicatamente con le mani l'impasto che sarà bello morbido e con delle bolle, evitando di schiacciarlo. Coprire con pellicola, e far lievitare nel forno spento per un'altra mezz'ora.
  5. Dopo questo ulteriore tempo di lievitazione, accendere il forno ad una temperatura di 220°; prima di infornare la focaccia, praticare con il dito indice infarinato dei buchi a distanza piuttosto regolare. In una piccola ciotola creare la salamoia amalgamando 4 cucchiai d'acqua e due cucchiai d'olio; con questo composto spennellare la superficie della focaccia.
  6. Spolverizzare con qualche grano di sale grosso o fleur de sel, e, come nel mio caso, anche con origano secco in quantità a piacere. Infornare e cuocere per circa una quindicina-ventina di minuti, finchè comunque la superficie diventa ben dorata (controllatela dopo questo tempo, ogni forno poi ha la sua resa…magari è necessario lasciarla dentro qualche minuto in più o in meno....). Sfornare e lasciar raffreddare completamente prima di tagliarla.
Recipe Notes

La focaccia rimane con una consistenza semi croccante: consumatela nel giro di una giornata; se avanza potete anche congelarla.
E' possibile anche, se non avete una macchina del pane, realizzarla in planetaria o impastandola a mano...sotto, nell'articolo, ho specificato come fare.


focaccia semplice con macchina del pane

E’ una ricetta base che potrete anche impastare a mano o nella planetaria, mantenendo la stessa proporzione di ingredienti; una volta impastata, basterà farla lievitare per un paio d’ore ( o comunque sino al raddoppio)in un luogo tiepido al riparo dalle correnti d’aria.
La stesura, la personalizzazione e la cottura resteranno invariate 😉

In questa versione, io ho voluto rendere la mia focaccia un pochino diversa, spolverizzandola con dell’ottimo origano secco comprato questa estate in Calabria…è però ottima anche lasciata in purezza, con qualche scaglia di fleur de sel, oppure con qualche pomodoro datterino, o altre erbette fresche quali aghi di rosmarino o foglioline di timo.
Provatela e davvero in pochissimo tempo otterrete una merenda, uno spuntino sano o un sostituto del pane davvero ottimo e sfizioso.
Ora vi saluto, e spero di riuscire a tornare presto da voi…vi mando un grande abbraccio e vi auguro solo cose belle <3
Ce la faremo!

simona




Risi e bisi per San Marco

Risi e Bisi per San Marco, è un primo piatto a base di riso, pancetta e piselli, preparato per il 25 aprile, festa del Santo, a Venezia e provincia

Anche questo mese insieme alle amiche Miria e Monica, ritorno con l’appuntamento “Alla mensa coi Santi” ,rubrica molto interessante che ogni mese ci porta a scoprire qualche nuova tradizione della nostra bella Italia.
Nonostante sia ferita, la nostra bella Italia risorgerà; guariremo, tutto tornerà a sorridere e a risplendere: andrà tutto bene.
Questo mese io ho voluto portare una ricetta tipica del veneto, in particolare di Venezia: i risi e bisi per San Marco, un primo piatto a base di riso e piselli, molto conosciuto ed apprezzato davvero da tutti.
La tradizione ricorda che, il giorno di San Marco, il 25 di aprile, a Venezia e in tutta la Serenissima Repubblica era usanza mangiare questo piatto, i risi e bisi, tradizione che continua tutt’ora sempre in queste zone.



Risi e bisi è una delle pietanze più note della cucina veneta.
Pare sia nata tra gli isolotti della Repubblica di Venezia, e il 25 aprile, giorno di San Marco, patrono di Venezia, il Doge doveva mangiare risi e bisi seguendo un preciso cerimoniale (poareto!).
Sembra comunque che questo piatto abbia origini ancora più antiche e si farebbe addirittura risalire all’epoca bizantina.
La sua terra d’origine si potrebbe localizzare nella zona a sud di Vicenza, nella frazione di Lumignano, dove si coltivano i piselli più buoni d’Italia…e nella bassa non mancano certo le risaie.
Il “risi e bisi” non è né un risotto né una minestra, ma una via di mezzo, cioè non dev’essere né troppo asciutto né troppo brodoso
“.

Notizie tratte dal sito Gastronomiamediterranea.com

Ebreo di origine, San Marco nacque probabilmente fuori della Palestina, da famiglia benestante. San Pietro, che lo chiama «figlio mio», lo ebbe certamente con sè nei viaggi missionari in Oriente e a Roma, dove avrebbe scritto il Vangelo.
Oltre alla familiarità con san Pietro, Marco può vantare una lunga comunità di vita con l’apostolo Paolo, che incontrò nel 44, quando Paolo e Barnaba portarono a Gerusalemme la colletta della comunità di Antiochia; al ritorno, Barnaba portò con sè il giovane nipote Marco, che più tardi si troverà al fianco di san Paolo a Roma. Nel 66 san Paolo ci dà l’ultima informazione su Marco, scrivendo dalla prigione romana a Timoteo: «Porta con te Marco. Posso bene aver bisogno dei suoi servizi». L’evangelista probabilmente morì nel 68, di morte naturale, secondo una relazione, o secondo un’altra come martire, ad Alessandria d’Egitto. Gli Atti di Marco (IV secolo) riferiscono che il 24 aprile venne trascinato dai pagani per le vie di Alessandria legato con funi al collo. Gettato in carcere, il giorno dopo subì lo stesso atroce tormento e soccombette.
Il suo corpo, dato alle fiamme, venne sottratto alla distruzione dai fedeli. Secondo una leggenda due mercanti veneziani avrebbero portato il corpo nell’828 nella città della Venezia; le reliquie furono accolte con grande onore dal doge Giustiniano Partecipazio, figlio e successore del primo doge delle Isole di Rialto.
Venne costruita una basilica portata a termine nell’832; la cerimonia della sua dedicazione e consacrazione, avvenne il 25 aprile 1094.
Venezia restò indissolubilmente legata al suo Santo patrono, il cui simbolo di evangelista, il leone alato che artiglia un libro con la già citata scritta: “Pax tibi Marce evangelista meus”, divenne lo stemma della Serenissima, che per secoli fu posto in ogni angolo della città ed elevato in ogni luogo dove portò il suo dominio.
San Marco è patrono dei notai, degli scrivani, dei vetrai, dei pittori su vetro, degli ottici; la sua festa è il 25 aprile, data che ha fatto fiorire una quantità di detti e proverbi.

Notizie tratte dal sito Santiebeati.it


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Risi e Bisi per San Marco
Risi e Bisi per San Marco, è un primo piatto a base di riso, pancetta e piselli, preparato per il 25 aprile, festa del Santo, a Venezia e provincia
risi e bisi per san marco
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 15 minuti
Porzioni
persone
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 15 minuti
Porzioni
persone
Ingredienti
risi e bisi per san marco
Istruzioni
  1. Sgranare i piselli, fare un fondo di cottura con la cipolla finemente tritata, l'olio e la pancetta, facendo rosolare un po'; incorporare i piselli e cuocere alcuni minuti, aggiungendo un po' di brodo.
  2. Unire ancora il rimanente brodo, e poi aggiungere il riso, mescolando sino a fine cottura, unendo sale e pepe a piacere; la consistenza dovrà essere quella di una minestra nè troppo liquida nè troppo densa.
  3. Unire il parmigiano, il burro e mantecare a fuoco spento per qualche minuto; servire caldissimo spolverizzando con abbondante prezzemolo tritato.
Recipe Notes

Per correttezza tengo a precisare che, rispetto alla ricetta del libro, ho apportato qualche piccola variante nelle dosi di alcuni ingredienti.


alla mensa coi santi

Che dire?!
E’ un piatto molto buono, forse una volta considerato povero, ma secondo me non è proprio così, perchè al suo interno contiene, oltre al riso di base, anche legumi e pancetta che lo rendono completo: noi l’abbiamo molto gradito.
Io l’ho realizzato seguendo una versione tratta dal libro “Santi a tavola“edito da Tassotti Editore, ma in rete esistono comunque tantissime ricette; ho voluto affidarmi a questa perchè volevo il più possibile trovarne una fedele alla tradizione.

Come sempre questo che vedete sopra è il nostro banner; io lo metterò a lato destro del blog così potrete cliccarci sopra per vedere tutta la raccolta delle nostre ricette.
Inoltre, ogni primo giorno del mese, la nostra rubrica “Alla mensa coi santi” arriverà puntuale da tutti voi ; come fatto finora, ognuna di noi vi parlerà di una ricetta legata ad un Santo in particolare, cercando di comporre anche un piccolo menù.

Questo mese io partirò appunto con i Risi e Bisi, primo piatto dedicato a San Marco (Venezia); Monica preparerà il polpettone con l’uovo di S.Margherita di Canossa (ricetta veneta) e per finire Miria ci delizierà con un dolce lombardo che io conosco molto bene, il Pan de Mej o pan Meino dedicato a San Giorgio.

Continuate a seguirci con affetto, e se anche voi avete qualche ricetta particolare legata ad un santo, fatecelo sapere!
Grazie per averci seguito sin qui, vi mando un abbraccio ed un caro saluto
A presto

simona




Dolci facili e veloci, cinque idee per voi

Questa piccola raccolta propone cinque idee di dolci facili e veloci, non elaborati, da realizzare in poco tempo e con ingredienti reperibili facilmente

Ho pensato amici ed amiche, che, in questi tempi un po’ difficili di forzata permanenza in casa, a volte per non pensare alle preoccupazioni ed alle cose brutte, è bello creare un dolce, magari con i propri bambini.
Qualcosa di semplice, fatto con ingredienti di facile reperibilità; un sorriso non guasta e perchè non portarlo anche sulla tavola?!
Le notizie sono terribili, nei nostri animi c’è tanto dolore, ma bisogna andare comunque avanti.
E’ l’unico modo che abbiamo per non crollare…
Quindi ho pensato a questa piccola raccolta di dolci facili e veloci, spero vi piaccia, e possa esservi utile, almeno un pochettino…



Una torta di mele è sempre una buona idea!
Questa che vi lascio, è buonissima e realizzata con ingredienti che sicuramente avete in casa; se poi la abbinerete ad una bella cucchiaiata di panna montata oppure di yogurt, o ancora meglio…del gelato, beh…che dirvi…uno spettacolo!
Facile da fare vedrete che vi piacerà.

Una bella ciambella è sempre una soluzione perfetta anche per la colazione del mattino; questa che vi mostro, è realizzata con il succo di mandarino, ma è perfetta anche col succo d’arancia che fa bene ed comunque una fonte di vitamina c.
Quindi usate pure l’agrume che avete in casa, se non avete i mandarini: vedrete che verrà comunque buonissima!

E che dire del salame di cioccolata?
Beh, è sempre un classico che piace, e che da realizzare con i piccoli di casa è anche uno spasso…
Questa mia versione, prevede l’uso di una crema alla nocciola spalmabile, non c’è il burro e non ci sono neppure le uova, che in questi giorni sono introvabili.
Se non avete lo yogurt greco, va bene anche un normale yogurt bianco, non troppo liquido…regolatevi con la consistenza 😉
E in quanto ai biscotti, vanno bene sia dei petit (o secchi in generale) e dei normalissimi biscotti al cioccolato.
E buon lavoro 😉

E che dire di una bella infornata di biscotti?
Ora vi lascio la ricetta dei biscotti alla nocciolata…chi non ha in casa un vasetto di crema alle nocciole?!
Questi biscotti si fanno in facilità, con pochissimi ingredienti e sono davvero molto golosi!
Se non avete nocciole intere per decorarli come ho fatto io, nessun problema: basterà della granella di zucchero o una semplice spolverata, dopo la cottura, con zucchero a velo!

E per finire, un dolce perfetto da inzuppare a colazione nel latte, da gustare con un buon yogurt o con un profumato caffè…
Semplicissimo, questo plumcake vi regalerà delle colazioni (ma anche delle merende) coi fiocchi. Parola!

Spero di esservi stata utile con alcune ideuzze davvero molto facili da realizzare e sicuramente gradite.
Qua trovate anche la categoria dei dolci al cucchiaio, dove potrete vedere le creme e budini; la mia amica Miria invece qui lascia la ricetta di un classico ciambellone al cacao goloso e semplicissimo per la prima colazione.
Un dolcetto può portare il sorriso sulla tavola…e in questi giorni ne abbiamo davvero tanto bisogno.
Vi mando il mio più forte abbraccio
A presto

simona




Impasti base per torte salate fatti in casa

E’ possibile realizzare gli impasti base per torte salate anche in casa: in questo post vi mostrerò alcune ottime varianti, leggere e sfiziose!

In queste giornate dove siamo tutti per forza di cose chiusi in casa, è bello anche pasticciare in cucina…
Con qualche verdura, qualche uovo e del formaggio, ma anche con qualche avanzo, si può improvvisare una bella torta salata, sempre gradita da tutti e che porta allegria sulla tavola.
Spesso però, aprendo l’anta del frigo, magari arriva qualche delusione perchè…la pasta sfoglia già pronta o la pasta briseè sono terminate: come fare?!
Niente paura!
Voglio rassicurarvi e dirvi che, con pochissimi ingredienti, potete tranquillamente creare voi i vostri impasti base per torte salate: io stessa da tempo immemore li utilizzo, e devo dire che ormai non acquisto quasi più sfoglie e impasti già pronti.
A casa li gradiscono tantissimo e faccio sempre un’ottima figura!
Quindi perchè non provare a farli insieme a me?
Non sono una cuoca e queste che vi lascio sono delle ricette base semplici, senza pretesa alcuna, da me sperimentate e preparate da una mamma che cucina per la propria famiglia: se vorrete provarle, e se le gradirete ne sarò felice.



PRIMA VARIANTE: LA PASTA MATTA
Questa ricetta di pasta matta l’ho scoperta tempo fa sul blog di Fotocibiamo, che ringrazio: mi ha aperto un mondo.
Ho iniziato a prepararla molto molto spesso, utilizzandola per realizzare panzerottini, basi per torte salate sia aperte che chiuse (sotto vi lascerò dei link alle mie ricette con il suo utilizzo).

Ingredienti per una dose adatta ad una torta salata realizzata in tortiera diametro cm 24 circa:
200 g farina bianca
2-3 cucchiai olio extravergine d’oliva
90 g acqua naturale
1 pizzico di sale
Impastate tutti gli ingredienti sino a formare una bella palla d’impasto, che poi metterete a riposare per mezz’ora- un’ora coperta con un canovaccio.
Successivamente stendetela ed utilizzatela!

Potete inserire all’interno anche delle erbe sminuzzate, qualche spezia…qualche semino…largo alla fantasia.
Io ho anche provato ad utilizzare combinazioni di farine diverse; ovviamente, in questo caso, anche l’assorbimento dei liquidi sarà diverso, ma con un po’ di pratica e di confidenza con l’ impasto, imparerete a dosarla in modo da ottenere sempre l’elasticità perfetta per stenderla al meglio e creare le vostre future basi.
Rimane piuttosto croccante una volta cotta, contenendo pochissimi grassi.

Ricette con pasta matta:

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SECONDA VARIANTE: LA PASTA AL VINO
La pasta al vino è un’altra pasta perfetta da utilizzare nelle preparazioni di torte salate; io l’ho scoperta sul ricettario del Bimby, ormai tanti anni fa, ma è possibile anche realizzarla a mano.
Si fa velocemente, è bella elastica e molto saporita; rispetto alla pasta matta infatti ha il vino al posto dell’acqua, e contiene una dose maggiore di olio.

Ingredienti per una dose adatta ad una torta salata realizzata in tortiera diametro cm 24 circa:
300 g farina 00
100 g vino bianco secco non frizzante
80 g olio di semi di girasole o mais
1 pizzico sale fino
Impastate tutti gli ingredienti sino a formare una bella palla d’impasto, che poi metterete a riposare per mezz’ora- un’ora coperta con un canovaccio.
Successivamente stendetela ed utilizzatela!

Anche in questo caso potete arricchirla con qualche spezia, o qualche erba aromatica tritata; io però preferisco consumarla così com’è, avendo già di suo un profumo ed un aroma ben definiti grazie al vino contenuto all’interno.

Ricette con pasta al vino:

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TERZA VARIANTE: FINTA PASTA SFOGLIA
Questa è una pasta molto leggera, morbida da lavorare, che una volta cotta rimane un poco sfogliata quasi a sembrare una pasta sfoglia (ma che in realtà non è…).
Io ci faccio torte salate, e mi piace anche usarla per fare dei calzoni ripieni di prosciutto e formaggio, oppure di formaggio e verdure; non ho mai fatto ripieni molto liquidi, come salse di pomodoro o creme liquide a base di uova e formaggio, quindi non saprei la sua tenuta…ma vi prometto che ci proverò.
E’ davvero molto semplice da realizzare, provatela e fatemi sapere.
Si possono anche usare combinazioni di farine diverse, come sempre regolatevi perchè, ogni farina, ha la propria assorbenza di liquidi e di conseguenza potrebbe variare la consistenza finale.

Ingredienti per una dose adatta ad una torta salata realizzata in tortiera diametro cm 24 circa:
300 g farina 00
250 gr. di ricotta  
250 gr.farina 00  
2 cucchiai di olio di oliva  
un bel pizzico di sale fino
Impastare la farina col sale, la ricotta e l’olio; ottenere una bella palla di impasto, che va fatta riposare in frigorifero per mezz’ora circa.
Una volta trascorso questo tempo, stenderla e farcirla con vari ingredienti; con queste dosi si può anche fare un rustico o una torta salata chiusa, basterà usare uno stampo magari un poco più piccolo.

Ricette con finta pasta sfoglia:

Focaccia di Giovannina

Sfogliata ai cinque cereali cotto e broccoli

Voglio fare una precisazione…queste due ricette sono molto vecchie, quindi vi chiedo di non fare caso alla bruttezza delle immagini, fanno parte della mia storia, della storia di questo sito e del mio cammino come blogger; sono stata molto indecisa se sostituirle, poi ho pensato di lasciarle così.
Voi considerate il risultato 😉

Fra pochi giorni il mio blog compirà 12 anni.
Non ho voglia di festeggiare in questo periodo, troppo dolore e troppe cose tristi mi tolgono il sorriso…spero si possa tornare presto alla normalità, per tutti.
Vi abbraccio forte

simona




Mele in crosta alla giapponese (Ki ni naru ringo)

Le mele in crosta alla giapponese sono dolci tipici della prefettura di Aomori: un croccante scrigno di pasta contenente una dolcissima mela ripiena.

Buongiorno amici ed amiche, spero stiate bene…
Come ogni giorno 20 del mese, rieccoci qui con un interessante e goloso appuntamento!
Eh sì, ogni mese questa bella rubrica de “il giro del mondo con i dolci alle mele” ci porta a scoprire ricette che magari neppure avremmo mai immaginato….
Ogni volta infatti, io e le mie compagne d’avventura, Miria e Mary, andiamo alla ricerca dei modi più diversi per cucinare dolci speciali a base di mela, scoprendo sempre nuove e belle tradizioni del nostro bel pianeta.
L’oriente mi ha sempre affascinata ed incuriosita; ho avuto davvero poche possibilità di visitare questa parte di mondo, ma dove posso mi piace approfondire qualcosa della sua cultura attraverso letture, documentari, video…
Così, facendo le mie ricerche in rete, è saltata fuori questa ricetta che ho visto su un bellissimo sito che si chiama “pasticceria asiatica“(che ringrazio!), dove ho trovato un sacco di interessanti ricette; tra le tante, anche questa giapponese, che mi ha immediatamente colpita.
L’idea di coprire la mela con un bello scrigno di pasta croccante non è nuova; questa ricetta però, è diversa da tutte le solite che avevo visto prima d’ora: mi ha incuriosita e detto fatto, la mostro anche a voi!
Quindi, ecco a voi le “mele in crosta alla giapponese” o Ki ni naru ringo…siete pronti a preparale con me?!



Dalle notizie che ho reperito in rete, mi risulta che questo dolce, da loro definito come torta di mele intera, ha ricevuto la medaglia d’oro alla ventiquattresima Mostra nazionale dei dolci, ed è un tipico souvenir di Aomori, nel nord del Giappone.
Viene utilizzata la mela Fuji, che è il prodotto di punta della regione; da questa prefettura arrivano circa la metà di tutte le mele coltivate nell’intero paese.
La stagione della raccolta della frutta inizia intorno ad agosto di ogni anno; visitando Aomori in primavera per il Sakura, è possibile trovare oltre a succhi e mele fresche , come regalo o souvenir proprio questo dolce, il Ki ni naru ringo.

Notizie reperite qui e qui


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Mele in crosta alla giapponese (Ki ni naru ringo)
Le mele in crosta alla giapponese sono dolci tipici della prefettura di Aomori: un croccante scrigno di pasta contenente una dolcissima mela ripiena.
mele in crosta alla giapponese
Tempo di preparazione 30 minuti
Tempo di cottura 40 minuti
Tempo Passivo 12 ore
Porzioni
mele
Ingredienti
Per le mele
Per la crosta
Per il ripieno
Tempo di preparazione 30 minuti
Tempo di cottura 40 minuti
Tempo Passivo 12 ore
Porzioni
mele
Ingredienti
Per le mele
Per la crosta
Per il ripieno
mele in crosta alla giapponese
Istruzioni
  1. Preparare lo sciroppo di zucchero: mettere in un pentolino antiaderente l'acqua e lo zucchero, accendere la fiamma e portare ad ebollizione. Mescolare e restringere per alcuni minuti, poi spegnere la fiamma. Lavare ed asciugare le mele; con un levatorsoli, detorsolarle, poi sbucciarle e metterle in una ciotola; versarci sopra lo sciroppo bollente fino a coprirle, tutte.
  2. Far raffreddare, poi coprire con pellicola e lasciar macerare per 12 ore (una notte). Mentre le mele restano a mollo nello sciroppo, preparare la pasta per avvolgerle; tagliare il burro a pezzettini molto piccoli, unirlo alla farina, all’acqua, al sale ed al lievito, ed impastare in planetaria (o a mano). Formare un panetto, avvolgerlo in pellicola e farlo raffreddare in frigo.
  3. Dopo le ore di macerazione, scolare le mele dal liquido ed asciugarle un pochino con carta da cucina (il liquido avanzato potrebbe essere utilizzato come bagna per dolci o per irrorare una macedonia...).
  4. Dividere la pasta in tre porzioni, stendere la prima con il mattarello formando un cerchio, ad uno spessore di circa mezzo cm; spolverizzarla con della cannella, in quantità a piacere. Adagiare la mela nel centro e riempire la cavità con il pandispagna, premendo bene (servirà ad assorbire il liquido in eccesso), richiudere poi la pasta intorno alla mela e rimuoverne l'eccedenza.
  5. Girare la mela lasciando la parte chiusa nel fondo ed adagiarla su una teglia ricoperta di carta forno; formare con l'eccesso di pasta delle piccole foglioline o decorazioni per abbellire la superficie. Proseguire allo stesso modo con le altre due mele, spennellandole poi tutte con l'uovo sbattuto prima di infornarle.
  6. Infornare e cuocere in forno pre-riscaldato a 180° con funzione statica per circa 40 minuti; la pasta deve diventare ben croccante e dorata. Le mele in crosta sono ottime mangiate calde ma anche a temperatura ambiente; si conservano per 1 giorno, in luogo fresco ma non umido, dentro ad un contenitore ermetico ben chiuso.
Recipe Notes

Ringrazio il sito Pasticceria asiatica per la ricetta


Come sempre potrete trovare tutte le ricette pubblicate finora cliccando sul banner a lato destro del blog che riporta l’immagine che vedete qui sotto, quella del “Giro del mondo con i dolci alle mele“.

il giro del mondo con i dolci alle mele

Questo mese Miria ci porterà in America con la tradizionale Apple Pie, Mary invece in Israele, con la Torta di mele israeliana

Mi raccomando, passate a fare un giretto anche da loro!

Noi tutte vi diamo appuntamento al mese prossimo con altre idee golose e dolcissime, nel frattempo io colgo l’occasione per augurarvi una giornata serena, e con tanta salute….ve lo auguro di cuore!
A prestissimo

simona




Tartufi morbidi al cioccolato

I tartufi morbidi al cioccolato, sono facili e veloci da fare con solo due ingredienti; golosissimi poi se ricoperti di pistacchi in granella o cacao amaro!

Come ho già detto forse in altri post, in questi giorni mettere le mani in pasta è terapeutico all’ennesima potenza.
Creare qualcosa di goloso per chi si ama, acquista un significato ancora più importante…so che non basta, ma una piccola coccola golosa può davvero servire per riportare il sorriso ed accantonare almeno un attimo i brutti pensieri.
Quando ho avuto fra le mani la nuova Degustabox ed all’interno ci ho trovato una panna fresca per dolci, ho pensato che avrei potuto impiegarla nella realizzazione dei tartufi, che volevo provare da tempo; avevo visto da Jasmine proprio tempo fa dei tartufini realizzati con solo due ingredienti, e mi son detta: perchè no?!
Il cioccolato fondente dovrebbe rilasciare anche endorfine, sostanze in grado di portare allegria e buonumore…quindi perfette per questi momenti down.
E così mi son messa in cucina e, in quattro e quattr’otto ecco un piatto di deliziosi e golosi tartufi morbidi al cioccolato pronti per rallegrare e colorare le pause dei miei, che, fra studio e lavoro, sono tutto il giorno attaccati al pc.
Si preparano in un attimo, ma tenete conto che ci vorranno due orette per far raddensare il composto…
Provate comunque a farli anche voi, vedrete che delizia!



E’ bastato procurarmi 200 g di cioccolato fondente (2 tavolette per me) e 180 ml di panna, io ho utilizzato questa di Meggle, ma è possibile anche utilizzarne una vegetale, o senza lattosio…come preferite.
Servirà poi anche del cacao amaro e della granella di pistacchio, per fare dei tartufi bicolore: un pizzico di cannella in polvere e via che cominciamo!
Ho tagliuzzato pazientemente tutto il cioccolato riducendolo a scaglie irregolari e l’ho versato in un contenitore capiente di pirex (va bene anche una ciotola in porcellana o metallo); ho scaldato a fiamma bassa in un pentolino la panna, non arrivando però all’ebollizione (dovete spegnere il fuoco proprio un attimo prima!) e l’ho versata sul cioccolato, aggiungendo anche un bel pizzico di cannella in polvere (se vi piace, aumentate la dose!).
Ho mescolato ben bene con una frusta facendo sciogliere tutto il cioccolato ed evitando grumi; poi, una volta ottenuta una morbida crema densa, l’ho prima fatta raffreddare per mezz’oretta a temperatura ambiente, poi l’ho messa in frigo per circa due ore, in modo da raddensarla alla perfezione.
Trascorso questo tempo, ho estratto il composto dal frigo e , con un cucchiaino ne ho prelevato una quantità grande come una piccola noce; l’ho fatta rotolare fra le mani, dandogli una forma tonda, e poi l’ho passata nel cacao amaro: ecco pronto il mio primo tartufo!
Ho continuato così sino ad esaurimento dell’impasto, rotolando i miei tartufini alcuni nel cacao amaro, ed altri nella granella di pistacchio…se avete della grandella di mandorle o di nocciole, potete usare anche quella, otterrete dei tartufi di vari colori e gusti, bellissimi da vadere e da gustare!
Conservateli in frigorifero sino al momento di servirli e, se ne avanzano, rimetteteli al fresco.

Che dirvi?!
La ricetta è davvero super semplice, ma socchiudendo gli occhi mentre ne gusterete uno, beh…ripenserete a Vianne, la bellissima e misteriosa maestra pasticcera del film Chocolat…

“C’era una volta un piccolo e silenzioso villaggio nella campagna francese; gli abitanti credevano nella Tranquilité, la tranquillità.
Se vivevi in questo villaggio, sapevi ciò che ci si aspettava da te. Conoscevi il tuo posto nello schema delle cose.
E se ti capitava di dimenticarlo, qualcuno ti avrebbe aiutato a ricordarlo. In questo villaggio, se vedevi qualcosa che non avresti dovuto vedere, imparavi a guardare dall’altra parte.
E se per caso i tuoi desideri non erano stati soddisfatti, imparavi a non chiedere mai di più. E cosi, nel buono e nel cattivo tempo, nella fame e nelle feste, gli abitanti del villaggio si mantenevano saldi alle loro tradizioni. Finché, un giorno d’inverno, non soffiò uno irrequieto vento del Nord… “
Da Chocolat

“Ho imparato a conoscere i due unici rimedi contro il dolore, la tristezza, le paturnie e piaghe simili del cuore umano: essi sono la cioccolata e il tempo… Voglio dire che quando ci si sente tristi e addolorati basta mangiare un po’ di cioccolata o aspettare un po’ di tempo.”
“Tommaso Landolfi”

Buon pomeriggio quindi amici ed amiche…
Vi mando il mio abbraccio virtuale e…a presto!

simona




Cupcakes tiramisù per la festa del papà

Questi deliziosi cupcakes tiramisù per la festa del papà, sono dei dolcetti golosi al gusto di caffè, farciti e decorati con una morbida crema al mascarpone

In questi giorni di tensione e di clausura forzata, sto mantenendo una certa distanza ahimè anche dai miei genitori…ci sentiamo al telefono ma non ci si vede in quanto non si può uscire, e preferiamo mantenere le distanze.
Loro sono anziani, hanno i loro acciacchi e chiaramente sono ancor più esposti al rischio di noi che abbiamo diversi anni di meno…so che non è una situazione facile, stanno soffrendo molto per questo isolamento forzato, ma dobbiamo rispettare le disposizioni e così facciamo tutti questo enorme sacrificio.
Mio papà, in questo mese di marzo festeggia il compleanno….solitamente facevamo una bella festa anche in occasione della festa del papà, e quest’anno la salteremo per ovvi motivi. Io però voglio essere fiduciosa che tutto presto si risolverà al meglio…e una volta finito tutto potremo festeggiare ed abbracciarci come prima!
Per mio marito però, che si trova in isolamento a lavorare da casa, preparerò questi meravigliosi cupcakes tiramisù per la festa del papà, che sarà fra qualche giorno, certa di poterli replicare anche per il mio, di papà, appena sarà possibile.
Sono facili da realizzare, deliziosi e super golosi; profumati al caffè con una morbida crema voluttuosa al mascarpone ed uno sciroppo al caffè davvero irresistibile…
Volete la ricetta? Ve la scrivo subitissimo!
Così magari proverete a replicarli anche voi…per festeggiare vostro papà se ce l’avete vicino e potete vederlo, o vostro marito, dimostrandogli tutto il bene possibile.
Nonostante tutte queste brutte notizie che ci angosciano, l’amore deve sempre trionfare!



cupcakes tiramisù per la festa del papà

Io ho usato come sempre il mio amato “Vellutato” di Lui l’Espresso; il suo gusto dolce e fruttato piace molto a casa mia, ed è quotidianamente apprezzato in una fumante tazzina di buon caffè!
Lo spunto per questa ricetta, arriva da un libro di Lorraine Pascale, “Baking made easy“, interamente in inglese ma bellissimo <3 …io ho fatto qualche mia variazione, ed eccoli qui i miei cupcakes tiramisù per la festa del papà!


Print Recipe
Cupcakes tiramisù
Questi deliziosi cupcakes tiramisù per la festa del papà, sono dei dolcetti golosi al gusto di caffè, farciti e decorati con una morbida crema al mascarpone
cupcakes tiramisù per la festa del papà
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Porzioni
cupcakes
Ingredienti
Per lo sciroppo di caffè
Per la crema al mascarpone
Per decorare
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Porzioni
cupcakes
Ingredienti
Per lo sciroppo di caffè
Per la crema al mascarpone
Per decorare
cupcakes tiramisù per la festa del papà
Istruzioni
  1. Accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 180° con funzione statica. Preparare per prima cosa i cupcakes, sbattendo in una ciotola le uova insieme allo zucchero, sino a farle diventare spumose. Unire l'olio, la farina setacciata, sempre amalgamando, poi unire anche il caffè, il latte e l'estratto di vaniglia.
  2. Ungere con uno staccante per dolci uno stampo da dieci-dodici muffins, e versarci l'impasto riempiendo ogni cavità per tre quarti della capienza. Infornare e cuocere per una ventina di minuti a 180° con funzione statica (come sempre effettuare la prova dello stecchino per verificarne l'avvenuta cottura!). Se cotti, sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.
  3. Preparare lo sciroppo mettendo in un pentolino antiaderente lo zucchero col caffè e l'acqua; portare ad ebollizione, poi abbassare di poco la fiamma e, sempre mescolando, far restringere il tutto, ottenendo una consistenza sciropposa e leggermente addensata. Lasciar intiepidire.
  4. Mentre i muffins e lo sciroppo si raffreddano, preparare la crema, amalgamando in una ciotola con una spatola in silicone il mascarpone con il marsala, lo zucchero a velo e la vaniglia; ottenuto un bel composto cremoso, metterlo dentro ad una sac a poche con la bocchetta a stella.
  5. Tagliare a metà ciascun cupcake, e bagnare leggermente le mezze parti interne con lo sciroppo di caffè. Farcirne ciascuno con un ciuffo di crema al mascarpone, poi richiuderli con l'altra mezza parte e premere un pochino; dovrete avanzare circa metà del contenuto della sac a poche.
  6. Finire ogni cupcake con un ciuffo di crema in superficie, qualche chicco di caffè ed una leggera spolverata di cacao amaro in polvere.

Se siete interessati alle ricette con il caffè, beh, sul blog ce ne sono diverse: ho recentemente pubblicato anche una piccola raccolta, e la potrete rileggere cliccando qui!
Adesso vi saluto; in questi giorni spero di riuscire a pubblicare un po’ più spesso: visto ahimè che tanto siamo a casa, e magari leggere qualche riga su un semplice blogghino senza pretese può essere un passatempo piacevole che ci tiene compagnia…perchè non provarci?
Un abbraccio virtuale stretto stretto…
…e forza!
Ce la faremo!

A presto

simona




Qualche bella lettura da consigliarvi

Buongiorno a tutti amici ed amiche; in questi giorni un po’ surreali, è bello anche trovare del tempo, visto che a casa qualcosa bisogna fare, per qualche bella lettura piacevole ed interessante.
Ho pensato ad un post di questo genere perchè effettivamente era da un po’ che non ve ne proponevo…ho letto poco in questo periodo, ma alcune delle mie letture e alcuni ultimi acquisti sono stati davvero belli ed interessanti.
Come sempre lascerò qualche consiglio anche in merito ai libri di cucina…c’è stato qualche nuovo acquisto recentemente, e ve ne voglio parlare qui, sulle mie paginette pasticcione.
Ho acquistato il libro di Marco Bianchi, Il gusto della felicità…oltre ad essere un libro di ricette, è anche un racconto di vita vissuta….alcuni ricordi di cui parla sulle sue pagine, mi hanno fatto tornare indietro alla mia adolescenza.
Anche il libro di Sabrine per me è speciale…ci conosciamo da tempo, lei è una blogger che ho sempre stimato e seguito; la panificazione poi mi intriga sempre moltissimo: ci devo lavorare su, mi manca la pazienza e l’esperienza.
Gli altri libri che ho letto, invece, come sempre non sono ultimi best seller, ma libri che mi piace acquistare o prendere in biblioteca magari perchè mi colpisce la copertina, o il titolo o una frase…
Quindi se vi va, seguitemi…vi mostrerò le mie ultime letture!



Eccomi quindi a parlarvi dell’ultimo libro di Marco Bianchi, “Il gusto della felicità” edito da Harper Collins, che io ho però acquistato in versione Kindle (a Natale ho ricevuto in regalo un nuovo Kindle, molto più moderno del precedente…leggere lì sopra è un vero spettacolo!).
Che dirvi?!
Io di Marco ho letto quasi tutti i libri che ha scritto in passato (alcune mie piccole recensioni le trovate qui, qui e qui)e trovo il suo modo di approcciarsi alla cucina davvero interessante; tutti dovremmo renderci conto che siamo quello che mangiamo, e alla lunga, certe errate abitudini alimentari possono farci ammalare, e seriamente.
Marco è un food mentor, diplomato Tecnico di Ricerca biochimica all’Istituto Mario Negri è anche un divulgatore scientifico per la fondazione Umberto Veronesi; promuove i fattori protettivi della dieta e le regole della corretta alimentazione.
Attraverso i suoi libri, con un linguaggio di facile comprensione, ci propone delle ricette vegetariane semplici, colorate e sfiziose che rendono allegra la tavola e ci saziano ed alimentano nella maniera giusta e sana.
Questo ultimo volume, è anche bellissimo da leggere…Marco racconta la storia della sua vita con tanti piccoli aneddoti sul cibo, ricordi che in parte ho condiviso (ad esempio su certe abitudini alimentari degli anni 80-90, spesso molto poco sane ma che hanno fatto la nostra storia).
Insieme a questi racconti e legate ad ogni capitolo, ci vengono proposte delle ricette come ad esempio questa delle polpettine ceci e spinaci, che vi avevo mostrato qualche giorno fa; anzichè mangiare ad esempio junk food, è possibile gustare degli ottimi hamburger di legumi…anzichè i succhi di frutta pieni di zuccheri, perchè non provare un buon centrifugato…questo e tanto altro potrete leggere su queste belle pagine.
Io, ad esempio, grazie a lui e alle sue ricettine, sto cercando di diminuire il più possibile il consumo della carne, proponendo ai miei cari, che sono tutti onnivori, comunque delle ricette sfiziose e altrettanto bilanciate di proteine.
Se volete sapere qualcosa di più su Marco, le sue ricette e le sue pubblicazioni, questo è il suo sito!

“Mi chiamo Marco Bianchi, ho quarant’anni, vivo a Milano e sono un food mentor.”
Detto così sembra facile, quasi banale. Ma dietro c’è molto di più, c’è un percorso di crescita personale, di formazione, di riflessione che ha portato l’autore a diventare lo “chef scienziato” esperto di prevenzione che tutti noi conosciamo.
Ed oggi, per la prima volta Marco ha deciso di raccontarsi, ripercorrendo i momenti più importanti, gli incontri, gli aneddoti e i ricordi che lo hanno reso la persona che i suoi tantissimi fan conoscono e amano. E lo fa attraverso 50 ricette facili e gustose, ma sempre perfettamente bilanciate, che aiutano il nostro organismo a trovare e mantenere quel benessere emotivo e fisico che è fondamentale per la nostra salute.
Il tutto, come sempre, condito da suggerimenti per rendere deliziose anche le ricette più salutari e da “pillole di scienza” che spiegano le virtù di cibi e nutrienti. Perché se c’è una cosa che Marco ha imparato in questi primi quarant’anni e che vuole trasmetterci è che una sana e corretta alimentazione è la chiave della felicità.

Testo preso dalla rete, così come la foto

Il secondo libro di cui vorrei parlarvi, è invece questo di una blogger che stimo tantissimo e che ho avuto anche il piacere recentemente di conoscere, proprio in occasione della presentazione di questo volume.
Lei è Sabrine D’Aubergine, autrice di diversi libri e del bellissimo blog “fragole a merenda“…il volume in questione si chiama “Il fornaio della domenica“ed è edito da Guido Tommasi.
Che dirvi?!
Leggendo questo libro (sì, perchè non è solo un ricettario ma va letto tutto dalla prima all’ultima pagina, come un racconto) vi verrà improvvisamente una voglia matta di mettere le mani in pasta….
Si parte dal pane più semplice da fare, il soda bread, fino ad arrivare a lievitazioni più complesse, come quelle ottenute con il licoli o il lievito madre, passando per i pani lievitati con il lievito di birra; ogni pane poi ha la sua storia, da leggere tutta d’un fiato…
Non vi spaventate però! Non pensate: ma no, io non ce la posso fare…
Tutto è spiegato in maniera esaustiva, le foto sono chiare e bellissime, e, son pronta a scommettere che ciascuno di voi ci riuscirà, talmente le spiegazioni sono perfette e precise: fare il pane è terapeutico e bellissimo, questo libro vi aprirà un mondo e credetemi: sarete pronti a darmi ragione!

La piccola cucina di Fragole a merenda torna con nuove avventure commestibili, stavolta a base di lievito e farina.
Tra racconti e ricette, il viaggio nel magico mondo della panificazione casalinga inizia dai “soda bread”, i pani rapidi al bicarbonato; prosegue con il lievito di birra, esplorando i trucchi che gli regalano una marcia in più; e arriva all’antico, affascinante, misterioso lievito madre.
A guidare il lettore non è un panettiere professionista, ma un “fornaio della domenica”: è la semplicità, la chiave d’accesso a tecniche e ricette.
E a forza di farla più semplice di quel che si dice in giro, si finisce per scoprire che un lievito madre è più facile da accudire di un gatto, che l’appiccicosissima segale si può domare facilmente, e che un pane a lunga lievitazione ha bisogno di tempo sì, ma…. non è il vostro!
Le ricette sono alla portata di tutti, spiegate in ogni dettaglio e raccontate per strappare un sorriso anche nei passaggi più arditi. L’approccio è rilassato, gli utensili low-tech: non c’è una planetaria in queste pagine, si procede a mani nude o a colpi di cucchiaio.
Così il “buon pane” finisce per non esser più solo un alimento con una storia millenaria, ma uno stile di vita: un modo per volersi bene, senza complicazioni.
La via della semplicità al pane fatto in casa regala emozioni, oltre che deliziose pagnotte: l’unico rischio che correte è di scoprire che anche in voi si nasconde un ammaestratore di lieviti e farine! Un gioioso, insospettabile, talentuoso “fornaio della domenica”…

Dal sito di Guido Tommasi

Il terzo libro che ho letto, e che non è un libro di cucina, è questo: “il patto” di Jodi Picoult edito da Harper Collins.
Questa autrice mi piace un sacco, ho già letto alcuni dei suoi libri e tutte le volte mi hanno pienamente soddisfatta…
Anche questa volta non mi ha delusa, e questa storia mi ha lasciata col fiato sospeso fino all’ultima riga; ammetto che forse mi aspettavo un finale un poco diverso, ma che dire?! Leggetelo anche voi e poi mi direte cosa ne pensate.
Qui una piccola trama, presa dal sito di Amazon (così come l’immagine che vedete sopra, presa in rete)

Fino a quella telefonata alle tre del mattino di una giornata di novembre, i Gold e i loro vicini di casa, gli Harte, sono sempre stati inseparabili. Per ben diciotto anni.
Non è stata una sorpresa per nessuno, dunque, quando i loro figli adolescenti, Chris ed Emily, da semplici amici sono diventati qualcosa di più….ma adesso la diciassettenne Emily è morta uccisa da un colpo di pistola alla testa sparatole da Chris, in un apparente patto suicida lasciando le due famiglie devastate e alla disperata ricerca di risposte su un gesto inimmaginabile, di due figli che forse non conoscevano bene come credevano.
È rimasta una sola pallottola nella pistola che Chris ha preso dall’armadio del padre, una pallottola che secondo la sua versione era destinata a se stesso.
Cos’è successo veramente?
Un detective della polizia del luogo nutre più di un dubbio sul patto suicida descritto dal ragazzo e inizia un’indagine che terrà il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Questo è il quarto ed ultimo libro che vi propongo…non è assolutamente nuovissimo, (è del 1985), anche se per me lo è stato perchè ne avevo sentito parlare, ma non avevo mai avuto modo di leggerlo.
Si tratta de “Le regole della casa del sidro” di John Irving edito da Bompiani.
Beh, sono contenta di averlo scelto, perchè è un romanzo bellissimo, a tratti mi ha anche commosso e devo dire che l’ho letto tutto d’un fiato… una bella storia, (ne è stato tratto anche un film!) e qui sotto vi lascio la trama, che ho preso da Wikipedia…

Il protagonista delle vicende è il giovane orfano Homer Wells, la cui esistenza è narrata dalla nascita fino alla sua maturità, attraverso le varie fasi dell’adolescenza e seguendo le scelte di vita che lo spingeranno ad andarsene dal suo luogo di origine e conoscere il mondo.
Ambientata nel rurale Maine tra gli anni trenta e 40, la storia si apre con una descrizione dell’orfanotrofio di St. Cloud’s, dove nasce Homer, gestito dal ginecologo abortista Wilbur Larch, uno dei personaggi più importanti della storia che emerge per la sua profonda caratterizzazione. Il St. Cloud’s viene subito descritto come un luogo totalmente fuori dalla civiltà, che accoglie bambini e donne bisognose tanto di partorire quanto di abortire i figli indesiderati. Proprio l’aborto è uno dei temi portanti del romanzo. Qui il giovane Homer cresce e, dopo ben quattro esperienze fallimentari di adozione, decide di rimanere a St. Cloud’s dove diverrà l’orfano più anziano e si darà da fare per assistere il dottor Larch, che diventerà per lui una figura paterna, il quale, a sua volta, amerà Homer come un figlio.
Homer diviene il discepolo di Wilbur Larch, che sarà per lui mentore ed insegnante, rendendolo pratico della procedura ostetrica e ginecologica, insegnandogli la medicina e facendo dunque di Homer un vero e proprio medico. Con la crescita di Homer emergono le prime divergenze ideologiche tra lui ed il suo mentore, affrontando la questione dell’aborto in maniera diversa, considerandolo omicidio a tutti gli effetti ed opponendosi nel praticarlo.
Col passare del tempo, Homer manifesta un crescente interesse verso il mondo al di fuori dell’orfanotrofio. La struttura è completamente isolata e avvolta da un’eterna atmosfera deprimente, dovuta principalmente alle donne che arrivano da lontano, sottoponendosi ad aborto o abbandonando i propri figli nel luogo. Tutto ciò che accade all’esterno è totalmente sconosciuto nell’orfanotrofio e da parte in Homer, nato e cresciuto al suo interno, orfano che non ha mai visto l’oceano, cresce la sensazione di stare sciupando la propria vita. In seguito all’arrivo di Wally e Candy, giovane coppia bisognosa di un aborto, Homer, infatuatosi della ragazza, va via dall’orfanotrofio e trova lavoro nel frutteto di famiglia di Wally, dove farà le sue prime esperienze di vita da uomo adulto ed indipendente.

Avvincente, in alcuni momenti toccante, dolce, duro…tante le sensazioni e le emozioni nel leggere queste pagine, e tante anche le riflessioni che ti porta a fare….i temi affrontati non sono leggeri, ma la lettura non è pesante.
A me è piaciuto tantissimo e lo consiglio anche a voi!
Oserei dire: un capolavoro.
So che qualcuno potrebbe giustamente pensarla in maniera diversa, ma questo è il mio pensiero.

Ora vi lascio, nonostante la permanenza in casa forzata, ho sempre mille faccende da sbrigare…vi mando un abbraccio con l’esortazione di RESTARE A CASA, per il bene vostro e di tutti!
Speriamo si concluda tutto al meglio….
Un caro abbraccio e a presto!

simona




Madeleines al bergamotto

Queste madeleines al bergamotto sono dei dolcetti francesi perfetti per l’ora del tè o per la merenda, profumatissimi, soffici e deliziosi.

In questi giorni difficili per la clausura forzata e le notizie pesanti come macigni, voglio portare un po’ di spensieratezza e di sole sulla tavola, preparando qualche dolcetto davvero speciale e goloso.
Le madeleines le adoro, le ho provate in diverse versioni, sia dolci che salate, e quando ho visto questa ricetta su questo bellissimo libro (sì, lo so, ultimamente è un tormentone, ma lo amo troppo!)…beh, non ho resistito.
Chiudendo gli occhi, ed assaporandole, sembrerà di essere seduti in un bistrot a Parigi, con una calda tazza di tè fumante davanti, e con gli occhi pieni di cose belle.
Sì, chiudo gli occhi ed immagino….e mi sento già molto meglio.
Provateci anche voi: fare un dolcetto è sicuramente terapeutico, ed assaporarlo ancor di più….soprattutto se il dolcetto è goloso e profumatissimo come queste mie madeleines al bergamotto!
Provatele, e se non trovate questo agrume, secondo me possono essere perfette anche con il limone o con l’arancia; delicate anche con i mandarini o clementine: largo come sempre alla fantasia!




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Madeleines al bergamotto
Queste madeleines al bergamotto sono dei dolcetti francesi perfetti per l'ora del tè o per la merenda, profumatissimi, soffici e deliziosi.
madeleines al bergamotto
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 10 minuti
Tempo Passivo 3 ore in frigo
Porzioni
teglia
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 10 minuti
Tempo Passivo 3 ore in frigo
Porzioni
teglia
Ingredienti
madeleines al bergamotto
Istruzioni
  1. Rompere le uova in una ciotola, unire lo zucchero, il pizzico di sale e lavorare bene con una frusta, fino a rendere il tutto spumoso. Grattugiare finemente la scorza del bergamotto ed aggiungerla al composto, sempre amalgamando; spremerlo poi in modo da ottenerne il succo.
  2. In una casseruolina antiaderente, far sciogliere il burro e il miele a fiamma bassa, poi spegnere la fiamma. Setacciare la farina ed aggiungerla al composto di zucchero e uova; una volta tiepido, unire al tutto anche il burro e il miele sciolti, amalgamando ben bene con una frusta. In ultimo aggiungere il succo di bergamotto e poi, una volta amalgamato tutto, coprire con pellicola alimentare e mettere in frigo per almeno 3 ore.
  3. Una volta trascorso questo tempo, accendere il forno ad una temperatura di 230°; Imburrare ed infarinare uno stampo da madeleines, e versarci l'impasto appena tolto dal frigo, riempiendo le cavità per circa tre quarti della loro capienza. Infornare subito, così l'impasto freddo creerà uno shock termico, formando le gobbette alle madeleines in fase di cottura.
  4. Cuocere per cinque minuti a 230°(nel frattempo le madeleines si saranno gonfiate), poi abbassare il forno a 180°e cuocere per altri 5 minuti, fino a completa cottura dei dolcetti. Servire con un buon tè, spolverizzandole se vi va, con abbondante zucchero a velo.
Recipe Notes

Ricetta di Barbara Torresan, che ringrazio


Assaporare queste madeleines fa davvero sognare, pensando a Proust e….

“Mi portai alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato che s’ammorbidisse un pezzetto di madeleine. Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me.
Una deliziosa voluttà mi aveva invaso, isolata, staccata da qualsiasi nozione della sua casa. Di colpo mi aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio, quell’essenza non era dentro di me, io ero quell’essenza.
Avevo smesso di sentirmi mediocre, contingente mortale. Da dove era potuta giungermi una gioia così potente? Sentivo che era legata al sapore del tè e del dolce, ma lo superava infinitamente, non doveva condividerne la natura. Da dove veniva? Cosa significava? Dove afferrarla?
Bevo una seconda sorsata nella quale non trovo di più che nella prima, una terza che mi dà un po’ meno della seconda. “

Come lui anch’io in questi giorni voglio circondarmi nonostante tutto di cose belle, cercare colori, sapori che possano darmi felicità e che possano avvolgermi come una coperta profumata, calda e soffice, così da sentirmi protetta e al riparo.

Buon lunedì a tutti amici ed amiche….teniamo duro e tutto si sistemerà.
Cerchiamo tutti di fare il possibile per tenere un atteggiamento consapevole nel pieno rispetto di noi stessi e degli altri; ho speranza che questa situazione si risolverà al meglio quanto prima.
Vi mando virtualmente un abbraccio…qui sul blog si può fare!
A presto e buon inizio di settimana a tutti

simona




Polpettine ceci e spinaci di Marco Bianchi

Queste polpettine ceci e spinaci di Marco Bianchi sono leggere, sane e gustosissime; la ricetta è vegetariana e piacerà a tutta la famiglia!

Buongiorno amici ed amiche e buon venerdì!
Voi lo conoscete Marco Bianchi?
Io sì, ho letto quasi tutti i suoi libri e spesso ho anche sperimentato alcune delle sue ricette; le trovo fantastiche per imparare ad alimentarci in maniera più consapevole, utilizzando ingredienti sani, leggeri, di stagione e soprattutto lasciandoci un po’ alle spalle la carne e le proteine di origine animale.
Leggendo il suo ultimo libro, “Il gusto della felicità“, mi sono immediatamente saltate all’occhio alcune ricettine facili da realizzare e super golose…fra le tante anche questa che vi vado subito a raccontare, quella delle polpettine che vedete in foto.
Queste polpettine ceci e spinaci infatti, sono perfette per fare il pieno di salute e proteine, evitando l’uso della carne; golose ed appetitose, a casa mia sono piaciute un sacco e credo proprio che le rifarò quanto prima.
Tutto quello che è polpetta, a casa mia va sempre alla grande…è allegria quando le porto in tavola, ed è un piacere farle e cucinarle.
Queste poi, sono ricche di buonissime proprietà, gli spinaci sono teneri, freschissimi ed a Km 0, presi al mercato e subito allegramente consumati…
Lascio quindi un messaggio a tutti gli amici e amiche che mi leggono: alimentarsi in maniera più leggera e sana si può e si deve! Anche se non ho eliminato totalmente dalla mia dieta la carne, cerco di trovare alternative vegetariane sfiziose per mettere d’accordo tutti in famiglia e limitarne l’uso il più possibile; che ne dite, non ci sono riuscita?
Laura, mentre le realizzavo ho pensato a te…provale e poi fammi sapere 😉



Io le ho realizzate e pensate come un secondo piatto, perfette da servire con una crema di formaggio, un hummus, o anche un bel sughetto in accompagnamento (per tuffarcele dentro prima di gustarle, mmmmmm….fa la differenza, credetemi!).
Sono perfette anche per un antipasto, un aperitivo magari su un bel piatto con verdurine in pinzimonio, dadini di caciotta o chips di formaggio stagionato…
…largo come sempre alla fantasia!
Io ho utilizzato degli spinaci teneri e freschissimi, ma nulla vi vieterà, non in stagione, di usare anche quelli surgelati, altrettanto ottimi.
Per quanto riguarda i ceci, invece, io ho utilizzato questi ceci decorticati di Melandri Gaudenzio; li trovo perfetti perchè soffrendo di colite, non mi creano alcun problema!


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Polpettine ceci e spinaci
Queste polpettine ceci e spinaci di Marco Bianchi sono leggere, sane e gustosissime; la ricetta è vegetariana e piacerà a tutta la famiglia!
Polpettine ceci e spinaci di Marco Bianchi
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Tempo Passivo 30 minuti
Porzioni
persone
Ingredienti
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Tempo Passivo 30 minuti
Porzioni
persone
Ingredienti
Polpettine ceci e spinaci di Marco Bianchi
Istruzioni
  1. Cuocere gli spinaci dopo averli ben lavati abbondantemente e mondati; ne servono 150 g già cotti e ben strizzati. In precedenza cuocere anche i ceci, dopo averli tenuti a bagno in acqua una notte se secchi; potete usare anche quelli in scatola già cotti, per fare prima.
  2. In una padella antiaderente con un filo d'olio, spadellare per alcuni minuti gli spinaci, in modo da fargli perdere completamente l'acqua. Unirli poi in una ciotola con i ceci cotti, il pecorino, un poco di foglioline di prezzemolo e menta, sale e pepe a piacere, e tre o quattro cucchiai d'olio extravergine.
  3. Con un frullatore ad immersione, frullare tutto ottenendo una purea abbastanza densa, tranne per i ceci che devono rimanere a pezzetti grossolani; unire poi pane grattugiato a volontà sino al ragggiungimento di una consistenza perfetta per farne delle polpette. Mettere in frigo il composto per circa una mezz'oretta coperto con pellicola alimentare.
  4. Accendere intanto il forno e portarlo ad una temperatura di 180° con funzione ventilata. Togliere il composto dal frigo e, con le mani inumidite, formare delle palline della dimensione di una noce (Marco Bianchi utilizza un servi-gelato per ottenerle tutte uniformi e dello stesso peso); passarle ulteriormente in un po' di pangrattato e adagiarle su una leccarda ricoperta di carta forno.
  5. Con un spruzzino per olio, spruzzare leggermente le polpettine e poi infornarle per circa una ventina di minuti a 180°, rigirandole a metà cottura. Una volta cotte e ben dorate, servirle ben calde.
Recipe Notes

Ho realizzato diverse volte queste polpettine prima di postarle, ed ho sperimentato anche la cottura con friggitrice ad aria: sono venute ugualmente fantastiche!
Basterà cuocerle a 180°, sempre rigirandole un poco per 15-20 minuti, controllando che non si induriscano troppo in superficie...

Ottime se accompagnate ad hummus, patè e creme


Spero davvero che questa deliziosa ricettina, semplice semplice, vi sia piaciuta e vi abbia soddisfatto così come è stato per me; ora vi lascio e vi mando un abbraccio, dandovi appuntamento sempre qui, sulle mie paginette pasticcione con qualche altra nuova idea sfiziosa 😉
Mi raccomando, non andate via, eh?!

A prestissimo!

simona