Ciambelle salate all’anice di San Michele

Le ciambelle salate all’anice di San Michele, sono una sorta di taralli, e vengono preparate in occasione della festa del Santo l’otto maggio, in particolare nella zona di Virtorchiano, nel Lazio, ai piedi dei monti Cimini.

Buongiorno a tutti amici ed amiche, ritorno anche oggi, primo del mese, con una bella ricetta, per l’appuntamento con la rubrica “Alla mensa coi santi“, scritta insieme alle amiche Monica e Miria
Questa volta vi parlerò di San Michele Arcangelo, un santo al quale io sono molto devota perchè lo invoco spesso nei momenti di difficoltà.
Effettivamente questo santo si festeggia sia l’8 maggio che il 29 settembre: l’otto maggio è l’anniversario delle apparizioni, il ventinove di settembre la dedicazione della basilica; la festa dell’Apparizione dell’8 Maggio fu istituita da papa Pio V (1566- 1572)
La ricetta che voglio proporvi l’ho estrapolata da qui (ho diminuito le dosi ed ho realizzato pezzature un po’ più piccole) ed è tipica della zona di Vitorchiano nel Lazio; io ho trovato varie informazioni e spero di essere riuscita a riproporla nel modo più fedele possibile all’originale.
Queste ciambelle salate all’anice di San Michele, sono simili a dei grandi taralli, impastati, lasciati lievitare, bolliti e poi cotti in forno, con l’aggiunta di anice che li rende profumatissimi ed irresistibili: provatele e mi darete ragione!



San Michele, dall’ebraico “chi come Dio?”, è capo supremo dell’esercito celeste, degli angeli fedeli a Dio.
Antico patrono della Sinagoga oggi è patrono della Chiesa Universale, che lo ha considerato sempre di aiuto nella lotta contro le forze del male; patrono della Chiesa Cattolica, dei poliziotti, radiologi, farmacisti e droghieri.
Il nome dell’arcangelo Michele, è citato cinque volte nella Sacra Scrittura; tre volte nel libro di Daniele, una volta nel libro di Giuda e nell’Apocalisse di s. Giovanni Evangelista e in tutte le cinque volte egli è considerato “capo supremo dell’esercito celeste”, cioè degli angeli in guerra contro il male, che nell’Apocalisse è rappresentato da un dragone con i suoi angeli.
Sconfitto nella lotta, fu scacciato dai cieli e precipitato sulla terra; in altre scritture, il dragone è un angelo che aveva voluto farsi grande quanto Dio e che Dio fece scacciare, facendolo precipitare dall’alto verso il basso, insieme ai suoi angeli che lo seguivano.
Michele è stato sempre rappresentato e venerato come l’angelo-guerriero di Dio, rivestito di armatura dorata in perenne lotta contro il Demonio, che continua nel mondo a spargere il male e la ribellione contro Dio.
Egli è considerato allo stesso modo nella Chiesa di Cristo, che gli ha sempre riservato fin dai tempi antichissimi, un culto e devozione particolare, considerandolo sempre presente nella lotta che si combatte e si combatterà fino alla fine del mondo, contro le forze del male che operano nel genere umano.

Dal sito www.santiebeati.it

A Vitorchiano, in provincia di Viterbo, il comitato Festeggiamenti San Michele Arcangelo (composto da volontari del paese) insieme alla Pro Loco locale, si occupa della preparazione della famosa ciambella e dell’organizzazione dei festeggiamenti del patrono.
Leggenda vuole che, queste famose ciambelle siano imparentate con i tarallucci pugliesi: questo perchè dalla Puglia un parroco si trasferì a Vitorchiano ed insegnò ai parrocchiani questa ricetta; nella preparazione a posto del finocchietto selvatico, che al Sud è facilmente reperibile in grosse quantità, si preferì sostituirlo con i semi di anice.
La ciambella viene preparata con acqua e farina, a cui si aggiunge olio extra vergine di oliva, sale e anice; ha una lunga e laboriosa preparazione con una doppia cottura, prima bollita e poi cotta al forno per farle raggiungere la giusta consistenza, croccante fuori e morbida dentro.
La Ciambella è l’emblema della festa per significare una straordinaria testimonianza di inventiva, creatività e gusto del territorio; si accompagna infatti perfettamente con i vini dolci e profumati della Tuscia.

Notizie prese dal sito www.tusciaup.com


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Ciambelle salate all'anice di San Michele
Le ciambelle salate all’anice di San Michele, sono una sorta di taralli, e vengono preparate in occasione della festa del Santo l’otto maggio, in particolare nella zona di Virtorchiano, nel Lazio, ai piedi dei monti Cimini.
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 35 minuti
Tempo Passivo 2-3 ore
Porzioni
ciambelle
Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 35 minuti
Tempo Passivo 2-3 ore
Porzioni
ciambelle
Istruzioni
  1. Sciogliere il lievito di birra nell'acqua tiepida, versare il composto in una planetaria col gancio da impasto (ma si può impastare anche a mano) poi aggiungere la farina ed amalgamare, aggiungendo poco alla volta anche l'olio ed il sale.
  2. Versare il vino in un bicchiere, aggiungendoci l'anice lasciandolo in ammollo per alcuni minuti; versarlo poi nell'impasto, sempre con l'impastatrice in movimento: si dovrà ottenere un bel composto morbido ed elastico. Toglierlo dall'impastatrice, metterlo in una ciotola pulita e lasciarlo lievitare coperto in luogo tiepido ed al riparo da correnti d'aria (io di solito lo lascio nel forno spento con la luce accesa) per circa due-tre ore, deve quasi raddoppiare.
  3. Una volta trascorso questo tempo, portare ad ebollizione una capace pentola con acqua bollente e nel frattempo sulla spianatoia iniziare a formare le ciambelle: dividere l'impasto in otto-dieci pezzi e con ciascun pezzo creare un salsicciotto lungo lungo della larghezza di un dito. Formare la prima ciambella arrotolando e intrecciando il salsicciotto su se stesso, poi saldandone le estremità; continuare così per le tutte le altre. Accendere il forno e pre-riscaldarlo a 180° con funzione statica.
  4. Immergere le ciambelle nell'acqua bollente una alla volta, ed appena vengono a galla tirarle fuori con un mestolo forato, scolarle, ed adagiarle su una teglia con carta da forno. Praticare qualche taglietto con un coltello affilato sulla superficie di ogni ciambella, infornare e cuocere per circa 25-30 minuti: si devono dorare bene e rimanere croccanti all'esterno e più morbide al'interno. E' importante tenerle d'occhio, ogni forno ha la propria resa...
  5. Sfornare, lasciar raffreddare e gustare.
Recipe Notes

Ricetta presa da questo sito

Si conservano ben chiuse per alcuni giorni in un contenitore ermetico in luogo fresco ma non umido: la dispensa di casa andrà benissimo.


alla mensa coi santi

Come sempre questo è il nostro banner; io lo metterò a lato destro del blog così potrete cliccarci sopra per vedere tutta la raccolta delle nostre ricette.
Inoltre, ogni primo giorno del mese, la nostra rubrica arriverà puntuale da tutti voi ; come fatto finora, ognuna di noi vi parlerà di una ricetta legata ad un Santo in particolare, cercando di comporre anche un piccolo menù.

Oltre alla mia ricettache farà da apri-pista al nostro menù, Monica ci mostrerà il suo Baccalà alla Ceraiola per festeggiare Sant’Ubaldo, Miria invece realizzerà il dolce, i canestrelli di Vaie per San Pancrazio.

Vi aspettiamo sui rispettivi blog per scoprire insieme questo menù davvero speciale, e vi ringraziamo come sempre per apprezzare la nostra rubrica e la voglia di condividere insieme queste belle tradizioni italiane!

Io vi mando anche un abbraccio a vi auguro un sereno fine settimana….sempre col mio motto: ce la faremo!
A presto

simona