Buona domenica fra libri e relax…la felicità per me è fatta di piccole cose…

Mattina presto…
La casa è ancora immersa in un silenzio ovattato e caldo.
Mi sveglio, presto, purtroppo…mannaggia a me e alla sveglia biologica che mi porto dentro!
Resto per un pò accoccolata sotto le coperte…rimango lì come una farfalla nel suo bozzolo, quasi immobile, coccolata dai  respiri regolari di chi, vicino a me è ancora immerso nel sonno..
E’ così bello rimanere lì a pensare, ad assaporare il momento del risveglio senza avere l’assillo della sveglia e dell’orario da rispettare. Certo, bello sarebbe riuscire a dormire anche un pò di più, ma…
E’ bello anche così…il rimanere lì, semplicemente immersi in un letto di quiete e di sogni.

Mi piace pensare, programmare, immaginare…cosa farò oggi ma anche nelle prossime giornate…come mettere in pratica qualcosa che mi frulla in testa, come affrontare un problema che mi sta assillando e che non mi dà pace…
Spesso proprio in questi momenti riesco ad essere tranquilla ed obiettiva, riesco a trovare la soluzione che cercavo, riesco a trovare la parola che non mi veniva, la soluzione che mancava, l’idea che non arrivava…

Poi mi alzo, e mi piace andare in cucina a prepararmi qualcosa di caldo e profumato, magari anche mettere le mani in pasta per improvvisare una colazione coccolosa per la mia famiglia.
Se è troppo presto però non voglio fare rumore…mi sposto in salotto, sul divano insieme a un bel libro e ad una tazza di tisana bollente.
E’ un momento di puro piacere che assaporo con gioia…due dei miei piaceri più grandi uniti insieme!
Il relax e la lettura di un buon libro… insieme al profumo di una bevanda deliziosa e corroborante…

La felicità a volte è davvero fatta di piccole cose e vi auguro di riuscire ad assaporarla come faccio io, nel mio piccolo, in semplicità.

 

 

Eccomi qui dunque… pigramente accoccolata sul divano, all’alba, avvolta da un caldo abbraccio di pile, con una fumante tazza di tisana Feng Shui (aromatica e ricca di ottimi antiossidanti davvero perfetti per l’organismo)a farmi compagnia,  pronta a immergermi nella lettura.
Il mio momento di relax preferito!

Innanzitutto vi consiglio davvero questa tisana…(ringrazio Terza Luna che mi ha dato la possibilità di assaggiarla): è calmante, dolce e particolarmente profumata, grazie alle bacche di Goji, i pezzetti di mela, il lemongrass, le scorze d’arancia, i petali di fiordaliso…se vorrete potrete anche acquistarla on line!
A me è piaciuto sorseggiarla leggermente appena addolcita da un goccio di miele all’arancia…il profumo ne è uscito ancora più esaltato!

Ed ora immergiamoci nel magico mondo della lettura…
un libro è un viaggio, è un sogno, è un modo per rilassarsi ed arricchirsi, insomma mai senza leggere…sia una rivista, sia un romanzo, sia un libro di cucina, sia un saggio….
Io senza qualcosa da leggere mi sento persa ed impoverita al contempo.

Sapete anche che non sono quella che ama leggere le ultime novità; scelgo le mie letture in base all’umore del momento e alla voglia o meno di evasione.
Non mi interessa se un romanzo non è nuovissimo…se in quel momento mi incuriosisce allora inizio a sfogliarlo e a perdermici…come è stato per questi due romanzi, diversi fra loro ma per me ugualmente appassionanti.

 

 

La stanza è invasa dalla polvere e dalla luce. 
Sono passati anni, ma a casa della nonna Elsa non è cambiato nulla: la bambola, il cavallo a dondolo e poi il vecchio armadio. Ad Anna, sua nipote, basta aprirlo per tornare di colpo bambina, quando insieme alla nonna giocava a vestirsi da grande. Gli abiti ci sono ancora tutti e Anna li riconosce: stoffe che sanno di festa, di ricordi e di risate. Eppure c’è un vestito che la giovane non ricorda: ha la gonna ampia e un nastro alto in vita. Uno stile molto diverso da quello della nonna. Anna lo prova. Basta quel semplice gesto perché il suo mondo cambi per sempre. Quando sua nonna la vede con quell’abito, bella come non mai, capisce che è giunto il momento sfuggito tanto a lungo. 
Ora che le rimangono pochi giorni di vita, non può più mentire. Lo deve a sé stessa ma anche a sua nipote, deve dirle la verità. Deve confessare a chi appartiene quell’abito, deve pronunciare quel nome taciuto da anni, Eeva. 
Un nome che Anna non conosce. Il nome di una donna dimenticata nel silenzio, di cui non esistono nemmeno fotografie. Un nome che affonda le radici in un segreto forse incomprensibile. 
Spetta ad Anna capirlo. 
Ma per farlo deve tornare indietro a un tempo antico, a una storia di perdono, di tradimento e di bugie. Ma soprattutto alla storia di un amore unico come quello che lega indissolubilmente una madre e una figlia, nel bene e nel male. Un amore in cui tutto, a volte, può essere perdonato. 
Un romanzo potente, uscito in sordina in Finlandia, ha rapidamente scalato tutte le classifiche, dove è rimasto per molti mesi, consacrando Riikka Pulkkinen come la nuova regina del romanzo nordico e scatenando gli editori di tutto il mondo per l’acquisizione dei diritti. 
In uscita contemporanea in tutto il globo, sullo sfondo della capricciosa luce del Nord racconta una storia di perdono e amore, di memoria e di colpa, di menzogna e redenzione.

Recensione dal sito Garzanti-libri e immagine presa dal web

 

 

Delia e Gaetano erano una coppia. Ora non lo sono più, e stasera devono imparare a non esserlo. 
Si ritrovano a cena, in un ristorante all’aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia. Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico. La passione dell’inizio e la rabbia della fine sono ancora pericolosamente vicine. Delia e Gaetano sono ancora giovani, più di trenta, meno di quaranta, un’età in cui si può ricominciare. Sognano la pace ma sono tentati dall’altro e dall’altrove. 
Ma dove hanno sbagliato? Non lo sanno. Tre anni dopo “Venuto al mondo”, Margaret Mazzantini torna con un romanzo che è l’autobiografia sentimentale di una generazione. La storia di cenere e fiamme di una coppia contemporanea con le sue trasgressioni ordinarie, con la sua quotidianità avventurosa. 
Una coppia come tante, come noi. Contemporaneamente a noi.

 «Stasera lo sa. Le persone dovrebbero lasciarsi prima di arrivare a quel punto. Dove sono arrivati loro. Perché poi ti resta addosso troppo male.»

Scava nella coppia Margaret Mazzantini in questo nuovo romanzo. Scava brutalmente nel rapporto di una coppia che non vuole più essere tale, che dopo un grande amore vive una grande separazione. Una scrittura forte e intensa, come è nelle corde dell’autrice di Venuto al mondo e Non ti muovere, che scaraventa in faccia al lettore sentimenti squartati, corpi disuniti, volti stanchi, anime distrutte. Sono quelle di Delia e Gaetano, i due protagonisti ancora giovani, puri e rabbiosi, pronti a duellare sul ring dell’amore perduto, – «due ragazzi, si direbbe a vederli passare nei vetri di una macchina parcheggiata» -, da poco tempo divenuti genitori.
Chi si è separato lo sa, chi non l’ha fatto può immaginarlo. Può immaginare quanto sia doloroso, faticoso, a volte esaltante e in altri momenti terribilmente deprimente la separazione. Specie se non avviene da un momento all’altro, specie se è frutto di giorni, mesi, anni di logoramento, di disfacimento, di emotività negativa che volge al peggio. Specie se i sentimenti che restano sono incerti e se il legame mantiene una sua forza, anche incomprensibile, ma pericolosa: «è facile distrarsi, non sapere più a che punto della vita sono».
Proteggere i figli – «non voglio che somiglino a noi… voglio che siano migliori… ma ho paura che finiranno per assomigliarci» – cercare un equilibrio che permetta a tutti di vivere serenamente. Non è facile, ci saranno altre donne e altri uomini, ma non è facile. Si parlerà di soldi, mantenimento, affido, case, mobili, ma tangenzialmente rispetto ai sentimenti che restano, in modo a volte straziante, al centro della scena. Nessuno si salva da solo, appunto, nemmeno Delia e Gaetano.
Questa storia di un amore accartocciato potrebbe essere una commedia dark all’italiana, adatta alla trasposizione cinematografica. È già successo con il romanzo Non ti muovere e non è casuale: la scrittura della Mazzantini – hanno scritto i critici – «tira la lingua via dalle parole verso un altro genere di comunicazione». Anche in queste pagine la lingua del romanzo è brusca, a tratti brutale, vuole assomigliare il più possibile alla vita vera: le frasi spesso sono tagliate, i dialoghi lasciati a metà, in certi passaggi cala un velo di freddezza, in altri trasuda la rabbia.
L’autrice, in una recente intervista, ha dichiarato: «Dopo l’epopea straziante sulla guerra a Sarajevo, volevo scrivere una storia minimale: due trentenni, una cena storta malgrado il buon vino, il corpo morto del loro amore sul tavolo. L’infelicità coniugale». E come sempre, ci è riuscita al meglio.

 
Dal sito Ibs Libri – Immagine presa dal web
 
 
Che altro dire quindi se non che sono assolutamente due romanzi bellissimi, completamente diversi fra loro, ma che mi hanno appassionata e che ho letto tutti d’un fiato.
 
Ecco, con questo post voglio augurarvi buona domenica…che anche voi possiate trovare un momento di relax per assaporare le vostre passioni, in tutta calma, senza fretta….
 
A presto, vi aspetto